Interviste
Santa Maria
I Santa Maria vengono dalla Liguria e sono tre ragazzi decisamente fuori dagli schemi. Li ho incontrati per la prima volta nello studio di Alessio Melani (AK Records), a Roma. Vivevano in un camper parcheggiato lì vicino, decisi a tentare di farsi una vita nella Capitale; e intanto si sono messi a registrare il loro terzo disco, coprodotto da Radio Riot: un mix di Indigesti e Minutemen.
Proprio durante il missaggio del CD, abbiamo acceso il registratore e ci siamo messi a fare quattro chiacchiere...
Suburban Base
Il primo disco è sempre un biglietto da visita: presenta il gruppo e può decretarne la facilità o la difficoltà nella futura scalata verso la notorietà (notorietà, non necessariamente fama, sia chiara la differenza).
I Suburban Base escono con un EP di 5 pezzi fuori dopo pochi mesi di attività, lo mandano a Radio Riot e ricevono una recensione non proprio positiva. Ma prendono molto bene la cosa e decidono di chiederci un'intervista per far vedere cos'altro c'è dietro quel disco: chi sono, cosa pensano, cosa vogliono.
Impossibile rifiutare la richiesta.
Thee S.T.P.
Chi li ha visti dal vivo sa che Thee S.T.P. sono oggi una delle più trascinanti rock'n'roll band italiane: con decine di concerti nei loro lunghi tour in tutta la Penisola e anche all'estero hanno portato la loro miscela di punk, speed glam e street rock nei club più sperduti e nei centri sociali e nei locali delle città più grandi, sino ad arrivare (settembre 2004) al palco dell'Independent Days Festival di Bologna. Dopo il demo “Love-Fi”, i primi singoli e la partecipazione ad alcune compilation, nel '98 pubblicano “The Super Sound Of Thee S.T.P.”, che prelude al successivo “Sin Temptation And Pain”, mixato negli USA da Sal Canzonieri degli Electric Frankenstein. I riconoscimenti per il lavoro non tardano a venire, e il culto intorno alla band - alimentato da un'attività live che li vede esibirsi a fianco di nomi come Gluecifer, The Hives, New Bomb Turks, Zeke, Hardcore Superstar, Queers, Man or Astroman?, Rocket From The Crypt, e gli stessi Electric Frankenstein - cresce a tal punto da indurre l'Ammonia Records a stampare la raccolta “Bring The Bastards Back Home” (2002) pochi mesi prima del nuovo album intero “Troublemakers #1”, che vede la luce lo stesso anno. Da allora, tanti chilometri macinati in tour, e il tempo per iniziare a lavorare sui pezzi del prossimo disco, atteso entro breve (si parlava di marzo 2005!): Radio Riot raccoglie oggi questa intervista con Il Metius (voce) e Casey (chitarra).
N.D.H2O
N.D.H2O è tutt'altro che una "nuova" band di una delle Scene italiane. Con in mano gli strumenti fin dal 1996 questa band è di recente uscita con un disco, "Io Non Posso Entrare", recensito su Radio Riot non molto tempo fa. Cercando di toccare più argomenti, ma sempre relativi alla band, ho trovato molto interessanti le risposte che mi hanno dato, certamente frutto della decennale esperienza della band. Curioso è stato anche il loro parere sulla scena punk della loro città...
Straight Opposition
Hardcore new school da Pescara gli Straight Opposition cominciano a farsi sentire verso la fine del 2003. Si definiscono come gruppo militante e il nostro collaboratore, IlMarcio, ha voluto saperne di più su di loro.
Converge
I Converge sono uno dei nomi di punta del post-hardcore a livello mondiale: nell’ultimo decennio hanno saputo portare l’hardcore estremo oltre i confini stessi del genere, lungo un percorso di innovazione che ha dato nuova linfa ad uno stile musicale che – dopo i fasti degli anni ’80 - pareva destinato ad insabbiarsi in forme oramai divenute canoniche. Assieme a pochi altri gruppi, il combo americano ha invece dimostrato a tutti che anche in un filone apparentemente già ampiamente sfruttato era possibile trovare nuove vie, e ha dato un impulso fondamentale al progresso di questo genere negli ultimi anni. In occasione del tour mondiale per promuovere il recente nuovo album "You Fail Me", ho assistito alla loro data di Dublino, e – approfittando della loro disponibilità sul piano umano – ho colto l’occasione per proporre loro un’intervista per il sito di Radio Riot; hanno accettato, e ne è nata questa conversazione. Per il gruppo, risponde Nate Newton, il bassista.
Studs
Ancora una volta andiamo ad intervistare un gruppo che non fa parte né di una grande città, quindi di una grande Scena, né di quella schiera di gruppi che, per nome o per capacità caratteristiche, sono riusciti a distinguere la propria personalità. Questo perché gli Stud sono una band ancora giovane, un po' acerba, e legati ad un attitudine e ad un sound che oggi vede poco spazio in Italia. Non per questo bisogna ignorare queste band, e così gli abbiamo dedicato dello spazio per dirci come se la vivono nella loro piccola città...
L.I.L.A.
Dal momento che Radio Riot non si dedica esclusivamente alla musica, ma cerca di occuparsi anche di argomenti di interesse più generale per chi visita questo sito, ho contattato e intervistato alcune persone presso la L.I.L.A. (Lega Italiana per la Lotta all’AIDS): Anna Lia, Stefano e Valerio; in particolare, Anna Lia e Stefano sono esponenti dell’associazione, mentre Valerio non è membro della L.I.L.A. (e quindi le sue risposte sono a titolo personale) ma è comunque coinvolto nell’attività dell’associazione.
Credo che sia importante parlare di questo argomento anche da una radio punk, perché il problema dell’AIDS è una questione che riguarda tutti e tocca la responsabilità personale di ognuno nella vita quotidiana, e - a mio parere - non bisogna lasciare esclusivamente alle istituzioni (scuola, governo, associazioni impegnate nel campo sanitario o sociale) e ai media convenzionali il compito di fare informazione sul problema.
Per questo motivo, ho cercato di dare un’impostazione un po' diversa rispetto ad interviste “standard” sull'argomento - in modo da dar risalto anche ad aspetti che difficilmente potrebbero emergere in un contesto “ufficiale”. Inoltre ho chiesto esplicitamente a tutte le persone intervistate di non avere “peli sulla lingua”.
Dario Adamic
Questa intervista è comparsa per la prima volta sul numero 3 della fanzine " A Rotta De Collo " ideata da Varano, uscita verso la fine dello scorso anno. La data che leggete poco sopra è quella di pubblicazione su Radio Riot. Ringraziamo Varano, Carru (@ Ingegno) e Dario Adamic per la disponibilità nel fornirci questa interessantissima testimonianza, dando così la possibilità di farla arrivare ad ancora più persone.
Andrea e D.I.Y.
Intervistiamo Andrea di Milano, che ha scritto una tesi di Laurea sulla pratica Do It Yourself dal titolo: “Il movimento DIY: culture di resistenza e azione diretta”.
La tesi -che si può scaricare liberamente da http://diy.splinder.com - presenta una panoramica sulle forme controculturali ispirate appunto al “Do It Yourself” (in inglese, letteralmente “Fallo Da Te”), inteso come pratica di vita che si può concretizzare in diverse forme (ad esempio autoproduzione, autogestione, occupazione di spazi) volte a permettere all'individuo di emanciparsi dalle gerarchie e dal sistema sociale, economico e culturale in cui vive.
Nei quattro capitoli in cui si articola la tesi, si descrive il D.I.Y. come pratica basata sui principi della responsabilità individuale e dell'azione diretta che derivano dall'Anarchismo, che non vengono analizzati e studiati in astratto, ma tradotti in azione concreta. Questo si attua in una gamma molto ampia di azioni e di esperienze, che toccano diversi temi (dall'ecologismo al femminismo, dalla critica della società dei consumi a varie forme culturali) e che -per il carattere di “critica radicale” che le ispira- possono anche tradursi in forme che vengono considerate “illegali” dal sistema dominante (per esempio occupazioni, sabotaggio di laboratori di vivisezione o di cantieri ad alto impatto ambientale, azioni di “distruzione mirata” di oggetti materiali simboli del potere capitalistico, etc.), o che la cultura dello stesso sistema tende a presentare come “illecite” oppure “devianti” (tra cui, ad esempio, il consumo di droghe allucinogene, oppure pratiche di sessualità libera).
La tesi presenta una panoramica su varie controculture che, nel corso degli ultimi decenni, hanno concretizzato queste pratiche in diverse modalità -controculture apparentemente distinte e distanti fra loro (almeno su un piano “estetico”) che abbracciano i free festival degli anni ’60 e ’70 come i collettivi punk politicizzati, per arArivare alla technocultura dei ravers negli anni ’90, ma che sono comunque tutte ispirate da un ideale di rifiuto assoluto di uno stile di vita in cui l'individuo debba “delegare” ad altri le proprie libertà di decidere, di disporre del proprio tempo, di vivere, e di divertirsi. L'ispirazione politica marcatamente anarchica di questi movimenti e delle azioni che essi hanno messo in pratica è infatti il denominatore comune tra tutte queste forme controculturali, che si sono avvicendate nel tempo, talvolta sovrapponendosi e spesso influenzandosi a vicenda.


