Interviste
PHP
I PHP sono una delle hardcore band italiane che hanno raggiunto i 10 anni di attività. Non sono moltissime, ma neanche così poche come si possa pensare. Tuttavia c'è chi in 10 anni ha lasciato segni indelebili grazie a concerti e dischi capaci di dare veramente qualcosa e, senza voler fare una "top list", i PHP sono decisamente una di queste band. Lo split del '99 coi Mach 5 è stato apprezzato e conosciuto in tutta la Penisola e questo loro primo full lenght, "Delirio Urbano Collettivo", merita la stessa attenzione.
Ebola
Con la release di un promettente EP all'inizio del 2005 ("Settimo Buio", da noi recensito), gli Ebola si sono fatti notare per la loro proposta di una formula metal-core che apporta alcuni elementi personali sul canovaccio di questo genere. Come avevo già accennato in sede di recensione, i ragazzi mostrano di avere le carte in regola per tentare di dire la loro in un genere in cui – a mio parere – troppo spesso le nuove band si limitano ad imitare i modelli disegnati da gruppi già affermati.
Al contrario, una delle doti positive del combo romano sta nel coraggio di sbilanciarsi in alcune scelte che si discostano dai cliché tipici del genere. Ne parliamo con uno dei diretti interessati: Stefano, il cantante.
G.B.H.
I G.B.H. sono un gruppo che non ha bisogno di presentazioni: lo storico combo di Birmingham è a buon diritto considerato tra i fondatori dell'hardcore punk, un filone – nato agli albori degli anni ’80, quindi immediatamente dopo la prima "fiammata" del punk '77 – i cui canoni stilistici furono per la prima volta delineati in album come "City Baby Attacked By Rats" (il loro primo full-length). L'influenza che da lì in poi i G.B.H. hanno avuto è enorme, al punto di farne uno dei punti di riferimento più citati da tutti i gruppi che si ispirano ad una concezione della musica estrema basata su potenza e velocità – non solo nell'ambito del punk (ricordiamo, ad esempio, la cover di Sick Boy che gli Slayer inclusero in "Undisputed Attitude").
In questi mesi stanno suonando in giro per l'Europa – in un tour che toccherà anche l'Italia: il 14 ottobre saranno infatti a Palermo – per cui ho approfittato della loro data irlandese per una intervista nel dopo-concerto. Per il gruppo, risponde Colin, il cantante.
Incoming Cerebral Overdrive
Intervistiamo gli Incoming Cerebral Overdrive, di cui abbiamo recentemente recensito il promo (stampato già nel 2003, e scaricabile gratuitamente dal sito www.incomingcerebraloverdrive.com): il gruppo toscano è artefice di un tipo di sonorità in cui elementi metal e post-hardcore si fondono con soluzioni ritmiche piuttosto ricercate, a tratti dal sapore quasi jazz. Anche se il quadro complessivo è equilibrato e personale, sono numerose le influenze che emergono dalla musica di ICO. Vediamo di approfondire il discorso con loro: rispondono Maurizio e Stefano.
B-Back
I B-Back sono un gruppo garage-punk nato nel 2003 in Toscana, da poco usciti con il loro validissimo "In Time!". In questo periodo il punk rock è stato decisamente soppiantato dall'emo/punk da un lato e dall'hardcore dall'altro, così che gruppi, dischi, recensioni e... interviste inerenti i due generi sono la norma su ogni webzine e fanzine.
Che fine ha fatto il punk rock? Cos'ha da dire? Come si sta sviluppando nel frattempo?
Con l'intervista ai B-Back continuiamo a cercare di dare risposta a domande simili.
Fumbles In Life
Intervista a cura di Bepi con la collaborazione di Simo.
La Crisi
Dall'ormai rodata Milano, che di band punk/hardcore ne ha viste nascere e morire un'infinità, ecco un'intervista con Mayo, voce della neonata band La Crisi.
Reduci dall’uscita di un demo a fine 2003 tornano all'inizio del 2005 con il loro primo full length, prodotto da Hurry Up! records.
Pronti a partire per un tour negli Stati Uniti continuano a suonare in giro per l'Italia, portando già in giro nuovi brani: non stanno mai fermi questi ragazzi...
Marco Philopat
Marco Philopat è stato uno dei primi punk in Italia, e all'inizio degli anni '80 fu tra gli attivisti del centro sociale Virus di Milano. Alla fine di quell'esperienza ha continuato ad interessarsi ai nuovi movimenti e alle nuove forme di cultura alternativa che sono comparse sulla scena - particolarmente quelle influenzate dalla rivoluzione tecnologica degli anni '90. La sua attività di scrittore (ma lui preferisce definirsi "agitatore culturale"), iniziata sulle fanzine fotocopiate, prosegue oggi col lavoro nella cooperativa ShaKe: una piccola casa editrice particolarmente attenta a tematiche che tentano una descrizione critica del reale. Al suo romanzo di debutto ("Costretti a Sanguinare", ShaKe, 1997), in cui ha raccontato la propria esperienza nella scena punk milanese, hanno fatto seguito altri due ("La Banda Bellini", ShaKe, 2002, e "I Viaggi di Mel", ShaKe, 2004) dedicati alle vicende di personaggi che hanno attraversato i movimenti di contestazione degli anni '60 e '70.
AllD'Ways: la nuova generazione della Torino Hardcore
Noi amiamo la Torino Hardcore e non l'abbiamo mai nascosto. Aver messo il primo logo di RR su "Torino Rock'n'Roll Starz" è tuttora motivo di orgoglio, per i sottoscritti. La TOHC ci piace perché, da sempre, è una scuola di originalità e personalità; di gruppi che pensano a fare qualcosa di nuovo, di innovativo addirittura, concedendosi a volte sperimentazioni più estreme, altre volte semplici rivisitazioni che rendono un genere già consolidato più carico, più energico, più appassionante.
Dopo la dipartita di Frammenti, Belli Cosi, Arturo, COV, Crunch... qualcuno deve prenderne il posto e continuare la tradizione torinese di hardcore. Tra questi ci sono gli AllD'Ways, promessa della Città Industriale.
Grégoire - movimenti studenteschi in Francia
I movimenti studenteschi sono da sempre stati una delle tradizionali forme di protesta dei giovani contro l’establishment politico e sociale organizzato, contro le regole e la struttura conservatrice della società. Per loro natura, questi movimenti sono spesso una delle prime (e poche) autentiche occasioni che i giovani hanno per far sentire la loro voce, per esprimere la loro critica contro i meccanismi della società, per organizzarsi e tentare di compiere da soli le scelte che riguardano la loro vita, senza lasciare che le istituzioni tradizionali decidano per loro. Dal momento che la scuola è anche un posto in cui si vive insieme, essa può anche diventare un luogo di pratiche politica (discussione, dibattito, occupazione, autogestione) che spesso si rivelano una stimolante occasione di crescita per la consapevolezza politica dei giovani.
Nel corso degli ultimi quarant'anni, i movimenti nelle scuole superiori e nelle università sono stati attivi in molti paesi, dagli Stati Uniti all’Europa occidentale e a quella orientale, fino alla Cina: essi hanno agito con obiettivi e metodi differenti a seconda dei casi, ma la mia impressione è che condividano alcune caratteristiche comuni. Essi rappresentano uno strumento con cui i giovani tentano di agire sulle strutture politiche della società che - spesso - risultano essere in ritardo rispetto ai rapidi cambiamenti della società stessa; siccome i movimenti studenteschi coinvolgono persone giovani, essi sono spesso un concentrato di idealismo giovanile e di speranza; nella maggior parte dei casi, non riescono a raggiungere obiettivi concreti sul breve termine, anche se spesso lasciano segni molto profondi nella società stessa, e riescono ad indurre enormi cambiamenti nella cultura in cui nascono.
Il diritto all'istruzione gratuita, uno dei diritti fondamentali che sono stati conquistati dopo secoli di lotte per il Progresso, viene sovente minacciato; questo succede ovunque. In questo caso, parliamo della situazione attuale in Francia: un Paese che, da questo punto di vista, presenta parecchie analogie con l'Italia. Grégoire è un attivista dell'organizzazione anarchica francese "Alternative Libertaire", ed è coinvolto in un movimento di studenti delle scuole superiori ispirato ad ideali libertari; alla luce di alcuni gravi episodi successi recentemente, ho deciso di contattarlo per chiedergli della situazione attuale dei movimenti studenteschi nelle scuole e nelle università in Francia. Ne è nata questa intervista.


