Thee S.T.P.

Chi li ha visti dal vivo sa che Thee S.T.P. sono oggi una delle più trascinanti rock'n'roll band italiane: con decine di concerti nei loro lunghi tour in tutta la Penisola e anche all'estero hanno portato la loro miscela di punk, speed glam e street rock nei club più sperduti e nei centri sociali e nei locali delle città più grandi, sino ad arrivare (settembre 2004) al palco dell'Independent Days Festival di Bologna. Dopo il demo “Love-Fi”, i primi singoli e la partecipazione ad alcune compilation, nel '98 pubblicano “The Super Sound Of Thee S.T.P.”, che prelude al successivo “Sin Temptation And Pain”, mixato negli USA da Sal Canzonieri degli Electric Frankenstein. I riconoscimenti per il lavoro non tardano a venire, e il culto intorno alla band - alimentato da un'attività live che li vede esibirsi a fianco di nomi come Gluecifer, The Hives, New Bomb Turks, Zeke, Hardcore Superstar, Queers, Man or Astroman?, Rocket From The Crypt, e gli stessi Electric Frankenstein - cresce a tal punto da indurre l'Ammonia Records a stampare la raccolta “Bring The Bastards Back Home” (2002) pochi mesi prima del nuovo album intero “Troublemakers #1”, che vede la luce lo stesso anno. Da allora, tanti chilometri macinati in tour, e il tempo per iniziare a lavorare sui pezzi del prossimo disco, atteso entro breve (si parlava di marzo 2005!): Radio Riot raccoglie oggi questa intervista con Il Metius (voce) e Casey (chitarra).

Marco: In dieci anni di attività dal 1995 ad oggi, siete riusciti a farvi riconoscere come una delle più accreditate realtà del rock'n'roll underground in Italia e anche in Europa. Qual è, secondo voi, la chiave che vi ha permesso di proseguire in questo lungo percorso?

Il Metius: Quando non hai nulla da perdere, quando hai la consapevolezza che una volta che sarai uscito dalla band non avrai alla sera altro da fare se non portare fuori la spazzatura e far pisciare il cane... Beh, allora stringi il culo e continui a rochenrollare come se niente fosse. Anche se alle prove poi ci si strappa le orecchie a morsi per un accordo in più o quando ai concerti ti trovi a suonare davanti al barista, alla cassiera e al padrone del locale, per nulla contento di come stanno andando le cose!!!

M: E qual è stato il momento più difficile durante la vostra carriera?

Il M: Sarebbe più facile, molto più facile dirti i momenti felici. Con gli STP non c'è nulla di facile, cominciando dalle prove, visto che abitiamo tutti a distanze enormi l'uno dall'altro. Organizzare una prova è più complicato che fare una riunione plenaria all'ONU. Diciamo che generalmente, i momenti di maggior scoramento avvengono quando un membro molla il colpo, che credo sia una cosa comune a tutte le band. Solo che noi, in dieci anni, si sono avvicendati sette batteristi, tre bassisti, due chitarristi solisti.

Casey: Per restare in tema posso dirti che il nostro batterista (Mone) ha deciso da poco di mollare il gruppo per concentrarsi maggiormente sui The Leeches (www.theleeches.tk). E' stato un duro colpo, soprattutto perché era un caro amico e suonava con noi da 3 anni, ma abbiamo tenuto duro e dopo solo un mese abbiamo trovato un valido sostituto.

M: Anche se praticamente siete partiti come una cover-band dei Ramones, le vostre influenze non sono limitate al punk, ma abbracciano un ampio spettro di generi, con richiami tanto al rock'n'roll più classico quanto al glam e al metal. Quali sono gli ascolti sul vostro furgone quando siete in tour?

Il M: Ti stupiresti nel sentire la nostra playlist durante gli spostamenti della band... Ci permettiamo di tutto, dal pessimo al sublime, senza soluzione di continuità. Gli Stones, i Turbonegro, Ramones, Iggy Pop, Hanoi Rocks, Stranglers, Backyard Babies, Bowie, Who ma anche Twisted Sisters, Kiss, Motorhead... Il Bene e il Male, lo Zenith e il Nadir, Yin e Yang, Ric e Gian...

C: E non dimentichiamo Albano e Romina! Davvero.. sul nostro furgone si ascolta di tutto! Tranne i gruppi cosidetti “porta sfiga”!! Dopo l'incidente sulla Genova/Livorno i Monster Magnet non trovano più posto sul nostro lettore CD.

M: L'immaginario cui vi ispirate è marcatamente caratterizzato da un certo tipo di sottocultura americana white trash: a parte quelli musicali, avete dei riferimenti particolari (ad esempio film) che credete possano avervi in qualche modo influenzato?

Il M: A parte l'intera adolescenza passata a leggere fumetti Marvel e DC Comics, direi tutti quei filmacci sommariamente catalogati come B-movie, soprattutto quelli a tema biker: “Wild Angels”, “Satan's Sadists”, “Hell's Angels On Wheels”... Poi Tarantino, Scorsese, Francis Ford Coppola e generalmente tutte le pellicola che parlano di gangster italo-americani (che te lo dico a fare?). Per James Cagney, su “T#1” mi sono lasciato guidare la mano dalle letture di Edward Bunker, quello di “Cane Mangia Cane”, “Animal Factory”...

M: Tra coltellini a serramanico imbrattati di ketchup, “Bitch!” gridati in modo talmente sguaiato che neanche la più accesa femminista potrebbe seriamente accusarvi di essere sessisti, e note di copertina in cui ringraziate Dio che “c'è e, ne siamo quasi certi, vi ama”, ho notato una vena fortemente ironica nel modo in cui vi divertite a “calcare la mano” su certi aspetti dal sapore particolarmente kitsch... Che cos'è, un modo per “non prendervi troppo sul serio” e per giocare intelligentemente con voi stessi e con i vostri fan?

Il M: Noi ci prendiamo tremendamente sul serio. Noi siamo seri... E quello sulla copertina di “Bastards” è sangue, non ketchup! In quell'occasione abbiamo sventrato un fan dei B*******o, creato un pentacolo con le sue interiora e evocato un sortilegio per trasformare in forfora tutta la bamba che si portano dietro. Voglio poi sottolineare il fatto che dio è dalla nostra parte e chi compra i nostri dischi si guadagna automaticamente l'indulgenza plenaria. Amen!

M: Diteci qualcosa dei vostri progetti musicali nell'immediato: a che punto è la preparazione del nuovo disco? Potete già anticiparci la data di uscita? Avete in programma un tour per promuoverlo, nei prossimi mesi?

Il M: Stiamo appunto preparando il materiale per il prossimo album, ma non penso che uscirà prima del prossimo autunno. Sarà un concept album attorno alla figura retorica di un untore del Seicento, inventore inconsapevole della chitarra elettrica. Organizzare il tour sarà piuttosto complicato perché vorremmo ricostruire sul palco l'arca di Noè e assoldare 200 nani a cui far indossare dei costumi di animali in via d'estinzione. La verità è che sarà un altro disco di ottuso e rumoroso rockenroll, pieno zeppo di chitarre elettriche registrate a volume esagerato, inframmezzate da urla senza senso... La solita merda calda, insomma, però più nuova!

C: Sarà la perfetta continuazione di “Troublemakers #1” ma non sarà di certo una semplice fotocopia. Chi segue i Thee S.T.P. dagli esordi sa bene come il gruppo sia evoluto album dopo album mantendo comunque una propria identità perfettamente riconoscibile su ogni lavoro. Stiamo inoltre cercando di curare “Paradise & Saints” (questo è provvisoriamente il working title) in ogni piccolo particolare: dalla composizione dei pezzi alla registrazione fino al libretto che accompagnerà il CD. Non vogliamo lasciare nulla al caso. Preparatevi per il miglior disco dei Thee S.T.P.!

Visitate il sito dei Thee S.T.P.:
www.theestp.com