Sumo

Torniamo a Bologna, a quella che non pochi anni fa fu la capitale di un movimento punk, e in generale alternativo, attivo e tonante. Dopo la fiammata iniziale il fuoco della città è andato pian piano affievolendosi, ma ancora diverse fiammelle promettenti bruciano nel cuore della città. Gianluca Sgueo è andato a cercare per noi tra queste fiammelle, ricavandone un'interessante intervista ai Sumo.


Gianluca: Allora ragazzi, cominciamo parlando del vostro disco: "La Libera Danza Quotidiana". Mi ha colpito molto questo titolo per la sua originalità, e ancora di più mi hanno colpito quelli che penso siano riferimenti ad esso. L'immagine di copertina e la frase di Thoreau contenuta all'interno. Com'è nata questa idea?

Fabrizio: Il titolo, la frase di Thoreau e l'immagine di copertina si incastrano ma non esistono troppe dietrologie, nel senso che i tre riferimenti possono si legarsi, ma non fanno parte necessariamente dello stesso pensiero. Ti posso dire che il titolo si riferisce ai "movimenti", ai comportamenti che noi abbiamo nella vita reale, comportamenti che non sempre sono liberi come una danza... infatti il ballo rimane una espressione del corpo che va oltre alla razionalità, ma viene dal profondo, diciamo è un impulso di un qualcosa che le persone hanno dentro, un movimento vero. Qui esiste un legame con la frase di Thoreau dato che noi ogni giorno nonostante le maschere sociali cerchiamo di muoverci seguendo un nostro tamburo, un tamburo che può fare un suono molto diverso da quello degli altri.

G: Il Sumo è una disciplina sportiva antichissima. Sportiva nel senso che un orientale può avere del termine, ossia inevitabilmente legato ad aspetti di sacralità e ritualità. Da quel poco che ne capisco di questa arte l'immobilità e la pesantezza di chi la pratica è solo apparente, in realtà serve una grande agilità.
Musicalmente parlando, la vostra musica si può basare sugli stessi aspetti? Agilità e potenza allo stesso tempo? In ogni caso: perché Sumo?

F: Sumo è un nome che ha tirato fuori Enrico dopo avermene bocciati una cinquantina. Non gli va mai bene un cavolo. Sinceramente non ha poi grossa importanza, il nome era carino e quindi ok per Sumo.

G: Bologna è una città che personalmente adoro. Sarà perché resta una città di piccole dimensioni abitata da molti giovani, perché si trova in una posizione geografica interessante, e perché riassume parte delle caratteristiche proprie della gente delle vostre parti, essenzialmente volte a ricercare il piacere di vivere (anche se in questo i romagnoli restano i maestri). Ciò nonostante qualche anno fa divenne l'epicentro di un certo movimento skin e punk, con tantissimi gruppi, tra cui i Nabat. Questo significa che resta un certo disagio, e che comunque il fermento culturale giovanile non è sempre vivo. Voi come vivete il rapporto con la vostra città? Come la vivete in quanto gruppo e in quanto singoli?

Enrico: Credo che sia normale criticare il posto in cui si vive e anch'io mi trovo bene in questa parte. Sono poche le cose che mi piacciono di Bologna. Tutto sembra regolato per la massa: rave, locali "alternativi"… Mentre se uno cerca qualcosa di diverso, nel mio caso un posto dove poter ascoltare gruppi hc/punk o che comunque hanno una certa attitudine, è un'impresa alquanto disperata. L'idea di città alternativa e con mille possibilità è solo di facciata ma la sostanza è poca. Prima dell'Atlantide Occupato (unico centro sociale occupato della città) era impossibile vedere gruppi hc a Bologna. Ho anche il sospetto che il fermento giovanile non sia poi così vivo.

G: Sempre a proposito di Bologna. Un'altra delle sue peculiarità è sempre stata quella di essere stata tendenzialmente di sinistra. Politicamente in che senso sono orientati i Sumo? Come vivete la politica e cosa ne pensate?

F: Io credo che i Sumo siano un gruppo politicizzato... anche se non usiamo slogan e non indossiamo uniformi da militanti. Io credo che la politica non sia partiti, ecc... credo che la politica sia legata ai comportamenti di tutti i giorni. In questo senso noi viviamo la politica. E quindi siamo un gruppo politicizzato.

G: In questi giorni va molto di moda parlare di pace, pacifismo e via discorrendo. Senz'altro è un bene, anche se il rischio di cadere in una retorica scontata è sempre dietro l'angolo. Presumo che siate anche voi pro-pace (in caso contrario, esponetemi le vostre idee). E allora vi chiedo: la scena hardcore italiana, ma più in generale quella mondiale, ha in questo senso qualche tipo di influenza?
La mia personalissima impressione è stata che talvolta, in passato ma anche attualmente, ci si sia appropriati di temi più per voglia di contrastare il governo o comunque il potere (in senso molto lato) che per reale convinzione. Può accadere lo stesso con questo discorso sulla pace?

E: Non credo che la scena hc italiana e mondiale abbia fatto molto contro questa guerra, io stesso in primo luogo non ho fatto molto. Ho partecipato ad alcune delle numerose manifestazioni che sono state organizzate. Non mi pare che ci sia stata una forte presa di posizione qui in Italia contro la guerra all'interno del movimento hc/punk. Si da per scontato che tutti quelli che suonano hc siano contro la guerra (lo dico più come speranza…) ma effettivamente anche di semplici discorsi ai concerti se ne sono sentiti pochi. Forse perché è difficile dire qualcosa di diverso, ma è comunque giusto farlo. Ho l'idea che una volta le cose fossero meglio, anche osservando e leggendo i dischi dei Crass e Conflict, mi sembra che ci fossero più cose da dire e che il punk fosse più legato ai movimenti antagonisti cosa che ora sembra persa. Sul fatto che sia poi facile schierarsi a priori contro il "potere" senza troppa convinzione hai ragione. Ma meglio comunque schierarsi che non farlo.

G: In Nessun Vantaggio mi ha colpito questa espressione: "quello che hai raggiunto a me non porta nessun vantaggio". Certo è una frase che va vista nel contesto in cui è inserita, da sola può voler dire tutto e niente. In ogni caso, presala così in generale, non la condivido. Sostengo di essere un individuo che ragiona, e penso oggi in base a quello che io stesso ero ieri, ma anche in base a quello che erano gli altri. Formulo cioè le mie opinioni, siano esse di dissenso o di assenso, sulla base di quanti prima di me hanno pensato, agito, concluso. Quindi mi chiedevo se il vostro simbolico prendere le distanze da chi ha raggiunto qualcosa prima di voi lo si possa/debba leggere in un senso specifico, o se per voi abbia un significato particolare che io non ho colto.

F:
La frase come hai detto tu va inserita in un contesto, in una situazione o serie di situazioni che mi sono capitate, ma andando oltre io voglio dire che la mia vita la possiedo io e sono io che devo sperimentare. Essendo la mia non mi va che altre persone, mi indichino la via, la strada... loro conoscono il loro percorso, non il mio. Poi se essi hanno raggiunto certi risultati a me non importa, a me non porta nessun vantaggio. Io voglio raggiungere certi "risultati" con i miei passi, non seguendo i loro. Non esiste un solo percorso, ma il problema è che non so bene neanche quale sia il mio percorso, ecco perché voglio sperimentarlo. Se non fosse così la vita sarebbe noiosa. Poi come dico dopo nel testo i punti non sono di arrivo ma di partenza.
Tutto questo però non significa che il passato sia inutile.

G: A parte l'hardcore siete interessati a qualche altro genere musicale? Intendo ovviamente sia come ascoltatori che, eventualmente, da musicisti. E approfitto anche per chiedervi se vi è mai capitato di provare la mia stessa impressione, quella cioè di registrare una sorta di propensione all'ostracismo verso chi ascolta generi diversi dall'hardcore. Quasi che non siano degni - vuoi per i valori diversi che propugnano, vuoi per l'ambiente a cui si legano - rispetto al sacro fuoco dell'hardcore.

F: Ascolto quasi tutte le sfaccettature del punk-hc e poi altri gruppi o singoli che al di fuori del punk riescano a trasmettermi qualcosa (es: De André).
A volte questa puzza sotto il naso dei punk deriva dal fatto che gli altri hanno la puzza sotto il naso nei confronti dei punk. Nel mio piccolo paese nessuna ascoltava e ascolta punk autoprodotto e appena facevo sentire qualcosa di registrato male o sconosciuto ai miei amici subito storcevano il naso. Poi certi discorsi a loro non interessavano (autoproduzione, vegetarianesimo, ecc..). Ti devo dire che all'inizio ero un po' ostracista, come poi loro lo erano nei miei confronti, ma ora no. Ho superato questa fase adolescenziale. Comunque credo che non solo il punk porti con se particolari discorsi, anche se particolari discorsi legati a major a volte mi puzzano un po'. Esistono comunque delle eccezioni.

G: Ok, vi faccio una serie di domande a raffica e "pretendo" risposte brevi ma soprattutto sincere. Vorrei la vostra opinione sul movimento straight edge (sia sui valori del movimento che sulle persone che lo compongono… il che spesso crea un notevole divario tra idee e loro applicazione pratica); sui centri sociali, in riferimento al loro schierarsi o meno da un punto di vista politico (sembra un paradosso ma non lo è, non necessariamente i centri sociali decidono di perseguire una precisa linea politica di sinistra, spesso anzi prendendone le distanze. Noi a Roma abbiamo addirittura un centro sociale "nero"… meraviglie della città eterna); sull'attuale esplosione dell'hip-hop (genere musicale che personalmente apprezzo moltissimo, sia chiaro), con tutto il suo baraccone di pseudobuffoni, gadgets e indumenti xxxl; dulcis in fundo: su chi seglie di vivere una vita "estrema", per strada, con tutti i suoi pro e contro; in pratica su quelli che sono definiti punkabbestia.

F: Innanzi tutto non mi interessano i movimenti con regole quindi non mi interessa il movimento straight edge. Le classificazioni creano nella maggior parte dei casi delle divisioni. Io credo che anche piccoli dogmi se presi senza una scelta critica portino solo alla chiusa mentale. Io credo che lo "straight edge" (utilizzo il termine per comodità) sia una scelta personale, una scelta che va oltre il solo non bere, non fumare, ecc...
In passato ho ascolato un po' di hip-hop e come per hc credo che ultimamente sia diventato per molti casi un fenomeno musicale. Come esiste il punk da McDonald esiste l'hip-hop da McDonald ed esiste come per il punk anche un hip-hop militante che oltre a soldi, vestiti, donne... si interessa di temi politici, sociali e personali.
E' una loro scelta... e se è una scelta a me non interessa... però quando arrivano in un posto occupato, autogestito non devono pretendere tutto, come se il tutto gli fosse dovuto dato che loro hanno una vita più estrema della tua. Non mi va anche che vengono a spacciare rovinando quello che persone hanno creato spendendo tante energie. I posti autogestiti non devono diventare dei ghetti per fumatori, bevitori, tossici e persone ai margini. Questo è quello che vogliono i potenti. Ci lasciano una piccola valvola di sfogo... scusa sto divagando.
Tutto un altro discorso quando è la società che ti relega ai margini e ti impone una vita per la strada.

G: Che vi faccia piacere o no Bologna è anche al centro del movimento techno/rave di questi ultimi anni. Penso lo sappiate meglio di me. Non conosco la vostra opinione in merito (spero vogliate dirmela), ma quello che mi interessa soprattutto sapere è se trovate, come me, dei punti di contatto con il movimento punk/hardcore. Certo, gli obiettivi e i mezzi sono all'antitesi rispetto a quest'ultimo. Ma restano tanti punti in comune, tra cui senz'altro il rifiuto di un certo tipo di logica di potere. Voi personalmente avete contati con questa realtà?

F: Non sono mai andato a rave e quindi non sono in grado di rispondere a questa domanda. Sinceramente per ora non mi interessano. Credo comunque che nei rave a differenza del punk/hc ci siano troppi consumatori in tutti i sensi.

G: Ecco, mi hai preceduto sulla prossima domanda: problema delle droghe leggere e pesanti. Legalizzazione, repressione e/o prevenzione. Cosa ne pensate? Esperienze personali al riguardo?

E:
Io sono per la legalizzazione delle droghe sia leggere che pesanti. Io non fumo e non faccio uso di nessun tipo di droga. A me non me ne frega nulla se uno vuole fumarsi una canna. Mi fa sorridere questa attitudine sinistroide/alternativa/rivoluzionaria/bambinesca che assumono spesso le persone mentre fumano. Andare alle manifestazioni con tutta questa gente che fuma è ridicolo.
Non credo comunque che aumenterebbe il consumo se le droghe venissero legalizzate, mi sembra impossibile che si possa fumare più di quanto le persone fumano adesso.

G: Torniamo a parlare dei Sumo come gruppo musicale. A quali punti di riferimento vi ispirate quando suonate? Avete cioè dei "modelli" (che brutta parola) o cercate di seguire, nei limiti del possibile, una certa originalità? Dico nei limiti del possibile perché, salvo qualche rara eccezione, gran parte di quello che doveva essere detto è stato detto, e gran parte di quello che doveva essere suonato è stato suonato. Ultimamente mi sembra più che altro di assistere ad una nascita di gruppi clone semplicemente più bravi rispetto ai predecessori nell'usare i propri strumenti. Siete d'accordo? Ma poi, in fin dei conti, serve davvero per forza l'originalità quando si dicono certe cose?

F: Io personalmente sono molto legato alla scena di Washington a partire dai primi anni '80 fino ai suoni attuali (quindi dall'hc al post-punk). Apprezzo molto anche i gruppi italiani (su tutti Kina), gli Husker Du, i Minutemen, i Crass, i Born Against, molti dei gruppi emocore (Ebullition, Gravity, ecc..) prima maniera e il post-punk inglese e americano. Io mi "ispiro" anche ad altro (fortunatamente al di fuori del punk)... in realtà con i Sumo non seguiamo un genere o un filone, suoniamo quello che ci viene più spontaneo.
Parlando di originalità io credo sia importante, ma questo non significa perseguirla a tutti i costi... è più importante essere personali e poi se si è anche originali, tanto meglio.

G: Cosa pensate del festival di San Remo, teoricamente un festival che dovrebbe rappresentare a noi italiani e al mondo intero, quella che è la musica del nostro paese?. E' agghiacciante il solo pensarlo. Continuano a propinare al pubblico determinati modelli e generi che di fatto si scostano da quello che oramai buona parte delle persone, perlomeno quelle più giovani, ascoltano! E quelle poche volte che c'è qualche elemento un po' diverso finisce per essere pienamente inglobato tra gli altri, perdendocisi (mi vegono in mente i Subsonica, ma anche Elio e le Storie Tese qualche anno fa). Cosa ne pensate?
Soprattutto: a quando una partecipazione dei Sumo al festival?

F: Io non mi sento rappresentato da nulla e nessuno se non da me. Non credo poi che negli altri Stati la situazione sia migliore. Poi qual'è la musica giovane? MTv? Non credo sia molto diversa da San Remo... sono solo diverse facce della stessa medaglia. Poi San Remo non ha una sezione per i giovani?!!?!!? Noi crediamo nel D.I.Y.

G: Avete suonato spesso in giro per l'Italia? Che impressioni avete avuto (positive e negative ovviamente)?

F: No. Abbiamo suonato poco in giro.
Ho comunque girato parecchio dal Nord al Sud per vedere concerti... la cosa che ho notato è una estrema frammentazione in sottogeneri. Diversi anni fa non era così... io vado indistintamente a concerti hc, punk, post-punk, emo, grind... una volta tutte queste sfaccettature esistevano ma perlomeno comunicavano. Oggi non mi sembra.

G: ..e con quest'ultima domanda vi lascio. Ringraziandovi ovviamente per la disponibilità. Vi chiedo se e in che modo i Sumo sono o vogliono essere un modo di comunicazione. Quali sono cioè le vie che perseguite per diffondere il vostro personale messaggio/punto di vista nella vita di tutti i giorni ma con il gruppo stesso. E quali sono ancora, in merito, gli obiettivi e i limiti che vi ponete.

F: Per me i Sumo sono comunicazione... sono pensieri, idee, rumore, frustrazioni, gioia, amicizia, fisicità, divertimento, melodia, creazione, sono 5 teste pensanti e 5 corpi che si muovono e sudano. I Sumo sono quindi espressione. Io cerco tutti i giorni di esprimermi veramente, di fare il mio rumore ovunque sono, anche se non è sempre facile.
Grazie per l'intervista.

Visitate il sito dei Sumo
http://utenti.lycos.it/sumohc