Studs
Ancora una volta andiamo ad intervistare un gruppo che non fa parte né di una grande città, quindi di una grande Scena, né di quella schiera di gruppi che, per nome o per capacità caratteristiche, sono riusciti a distinguere la propria personalità. Questo perché gli Stud sono una band ancora giovane, un po' acerba, e legati ad un attitudine e ad un sound che oggi vede poco spazio in Italia. Non per questo bisogna ignorare queste band, e così gli abbiamo dedicato dello spazio per dirci come se la vivono nella loro piccola città...
Marcio: Fate una presentazione del gruppo.
Studs: Gli STUDS sono un gruppo punk-core della Valle Peligna, incazzati e repressi, e tutto ciò che hanno dentro cercano di urlarlo fuori con più foga possibile. Vengono da sobborghi cittadini qualunquisti dove ogni forma di espressione e diversità viene criticata da soggetti ben omologati nel sistema. Il mondo perfetto per tre giovani punk, non ti pare?
M: Quali sono le vostre maggiori influenze?
S: Io e Paolo (il bassista) ascoltiamo in linea di massima gli stessi gruppi, anche se lui preferisce di più l'HC e io invece spazio più sul crust. Andrea (il batterista) invece si distingue da noi con reggae e ska, generi piuttosto allegri, ma vi assicuro che prova i nostri stessi rancori.
M: I vostri testi di cosa parlano? Credete che la parola deve essere abbinata all'azione pratica?
S: I nostri testi parlano di attualità, esperienze personali, violenze, tutto ciò a cui ci sembra opportuno dedicare una canzone. E' una forma di esorcismo individuale, dove ognuno cerca di tirar fuori più che può quello che ha dentro senza mezzi termini. Ed è importantissimo rispettare i propri pseudo-valori anche al di fuori della sala prove, ma non me la sento di divulgarmi nei nostri.... pomeriggi di rivolta.
Sai Sulmona è un piccola città e gli sbirri stanno da falchi per queste cose, aspettando solo una prova per accusarti, non avendo casi più gravi da combattere che un gruppo di giovani esaltati.
M: C'è una netta separazione tra hardcore e anarcho-punx anche se spesso ai concerti le 2 scene si uniscono. Voi cosa ne pensate della situazione italiana?
S: L'underground italiano è un mondo fantastico. E' il gruppo nel suo stato più puro. Non c'e' da lamentarsi perché di gruppi, fanzine, concerti ce ne sono tanti. Forse ne servirebbero di più in spazi meno conosciuti, perché la gente si stufa di dover arrivare sempre a Roma o comunque nelle grandi città. Ci dovremmo organizzà un po' meglio ma in linea di massima sono molto soddisfatto di tutti voi, piccoli cancri del sistema!!!
M: Cosa ne pensate di varie scelte di vita quali straight edge, vegan..? Qualcuno di voi ne segue qualcuna?
S: No, nessuno. Personalmente sto cercando di diventare vegetariano,non tanto per gli animali, più che altro per tutto quel mercato schifoso che si cela sotto i nostri soldi di consumatore. Comunque rispetto gli straight edge e vegan perché conducono una vita criticata e molto difficile. Forse li invidio.....
M: Qual è la band a cui vi sentite più vicini e vi ispirate?
S: Beh io adoro i Disgust e i Wolfbrigade, anche se però i loro stili non combaciano affatto con il nostro. Direi che i Chaos UK e i Resist siano quelli che, forse, si avvicinano più a noi. Sinceramente non ho mai pensato a questo. Non c'ho mai fatto caso a quale potrebbe essere il gruppo più vicino a noi.
M: Quali sono i vostri progetti futuri?
S: Contiamo intanto di finire la registrazione di "Ultra Noise", il nostro CD, e siccome è in auto-produzione ci vorrà un po’ più di tempo. Per il resto speriamo di trovare qualche buon aggancio a Roma in modo da poter uscire un po’ da questo buco. Ma attualmente grattarsi le palle in compagnia è una sindrome che becchiamo un po’ tutti dalle nostre parti, a causa del clima rigido. Per cui inserirei intanto un po' di sbando in malinconica paranoia e poi non ci starebbe male un ordigno esplosivo dai cani blu. Che serata luminosa sarebbe!!!!!


