Spleen Flipper

Milano, Torino, Roma, Bologna...città che schiudono una rosa di gruppi noti e più o meno capaci; chiunque potrebbe citare almeno un gruppo per ognuna di queste città. Ma in città più piccole e meno conosciute, in posti dove il "sole" non sempre fa luce sulla scena punk del luogo, cosa possiamo trovare? che gruppi ci sono? cosa pensano?
Ponendoci anche interrogativi come questi andiamo virtualmente a Crema, in provincia di Cremona, intervistando la band hardcore old school Spleen Flipper, da qualche mese uscita con il nuovo disco "Istinto Alla Sopravvivenza".

Gianluca: Spleen Flipper è un nome particolare. Se è vero che il nome rispecchia il genere il vostro, a me, ricorda più il nome di un gruppo punk rock che hc old school. Da cosa deriva la scelta?

SF: Niente di particolare, ci piaceva come suonava...

G: Ad ogni modo il nome non ha poi così tanta importanza, ed anche le definizioni. Volendo descrivere il vostro suono, come lo descrivereste?

SF: Un calcio in faccia, rende l'idea?

G: Com'è la scena dalle vostre parti? In particolare: ci sono conflittualità di qualche tipo?

SF: Dalle nostre parti ci sono parecchi gruppi ma pochissimi spazi per suonare. Noi veniamo da Crema (CR), una cittadina borghese che non offre niente al di fuori dei soliti locali con musica commerciale e cover bands. Gruppi punk, hardcore, metal, hip-hop o comunque diciamo underground, incontrano grosse difficoltà per trovare posti per suonare, ma anche solo dei punti di aggregazione. Tra le band comunque c'è rispetto e a volte si collabora anche, a parte con alcune dove c'è indifferenza reciproca.

G: Dovendo fare un bilancio della vostra attività da quando vi siete formati ad oggi, cosa concludereste? Quali errori preferireste non commettere?

SF: Siamo assolutamente contenti di come stiano andando le cose. In 4 anni di attività abbiamo realizzato due demo e un full lenght uscito per la Vacation House, abbiamo partecipato a parecchie compilation e stiamo suonando parecchio. Errori: esserci fidati di certe persone, false.

G: Ci sono poche etichette italiane realmente valide. Secondo voi quali sono i principali motivi di questa situazione? Un circuito etichette/fanzines/radio ben sviluppato quanto è importante per la scena?

SF: Le etichette valide sono poche perchè alcune lo fanno solo con lo scopo di spillare soldi ai gruppi emergenti, poche lo fanno con passione. Il circuito etichette/fanzines/radio è importantissimo per fare girare la musica dei gruppi underground, non tutti possono andare su RockTv o RockSound…

G: Esiste una scena in Italia?

SF: Mah... è una bella domanda questa. Io ci credo ancora, ma tra i gruppi c'è troppa conflittualità, non ci si aiuta moltissimo, salvo qualche caso.

G: Ci sono alcuni gruppi fondamentali che hanno contribuito a fare la storia del movimento punk/hardcore italiano. Quali sono i vostri? Perchè?

SF: Di sicuro i migliori sono Sottopressione, Negazione, Indigesti, Wretched, Raw Power, Declino, Peggio Punx: questa è storia!

G: Questi gruppi fondamentali coincidono con i gruppi ai quali vi ispirate oppure preferite, componendo le canzoni, avere punti di riferimento diversi?

SF: Certamente hanno il loro peso, ma quando componiamo lasciamo spazio a qualsiasi cosa, anche perchè non ascoltiamo solo HC, ci piace tutto veramente.

G: Cosa distingue, a vostro giudizio, gli Stati Uniti dall'Europa per quanto riguarda l'hardcore? E l'Italia dal Nord Europa?

SF: Degli Stati Uniti adoriamo gruppi come Negative Approach, Agnostic Front, Sick Of It All, Husker Du e più di tutti i Bad Brains, roba un po' più datata diciamo. Ultimamente stanno attirando più l'attenzione gruppi come gli Hatebreed, i Converge, Darkest Hour; sta prendendo sempre più piede il metal core ed anche in Italia l'influenza si sta facendo sentire, vedi gruppi come Cubre, Nashwuah, 4 Dear Life Corporation, Sledge HC, per farti alcuni esempi. Per il nord Europa era del tutto ovvio visto che là la scena metal domina; forse rispetto all'Italia, nel nord Europa amano sperimentare di più, vedi per esempio i Raised Fist o gli ormai leggendari Refused: eccezionali.

G: Parlatemi delle vostre esperienze dal vivo. Soprattutto di quelle negative (da cui si impara molto di più).

SF: Dal vivo non abbiamo mai avuto esperienze proprio negative. Ricordo un concerto che abbiamo fatto un paio d'anni fa in provincia di Piacenza: era una manifestazione per gruppi emergenti, ce ne avevano parlato benissimo, ci aspettavamo un bel festival con un bel palco, tendoni per la birra, ecc, invece c'era un palco in mezzo ad un parcheggio dietro ad un centro commerciale, e basta. Suonammo per ultimi mi pare intorno alle 2 di notte, davanti ad un pubblico composto da 4/5 punx con i rispettivi cani… Però ci divertimmo un casino!

G: Credo sia tutto. Aggiungete pure quello che volete. Vi ringrazio e vi saluto.

SF: Supportate la "scena" italiana, comprate dischi italiani e andate ai concerti! Sul nostro sito potete trovare molte informazioni e le date del tour, vi aspettiamo ai nostri concerti! Grazie dello spazio!

Visitate il sito degli Spleen Flipper
www.spleenflipper.com