Spacciatori Di Musica Stupefacente

Dopo una demo, un EP ed un 7", lo scorso inizio inverno gli Spacciatori Di Musica Stupefacente hanno dato alla luce "Dove Ti Sei Perso", il loro primo full length. Il disco è stato ancora una volta partorito dalla collaborazione di più etichette indipendenti (si chiama co-produzione, e il suo valore è davvero enorme), tra cui anche la vostra Radio Riot, fiera di aver messo "le mani in pasta".
Il gruppo è stato accostato a quel filo di band contemporanee che hanno ripreso l'hardcore italiano anni '80, impastandolo di suoni e temi più attuali. Noi lasciamo le definizioni da parte, accontentandoci di avere un'altra testimonianza della scena HC nordica (e non parliamo di Milano, ma del Friuli) e andando ad approfondirne vita e pensieri.

Piter: Finalmente un nuovo full length! Dal primo disco sono passati ben 3 anni, durante i quali avete dato luce a un EP (prima) e ad un 7" (poi). Quanto sono cambiati gli Spacciatori dal 2000 ad oggi?

Spacciatori Di Musica Stupefacente: Parecchio direi: abbiamo suonato molto, abbiamo imparato a sopportarci e a rispettarci e probabilmente siamo migliorati un pochino anche come "musicisti". Ora si è creato un buon equilibrio e devo dire che siamo soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo...in fondo siamo sempre gli stessi cazzoni di sempre, però stiamo dando il meglio di noi stessi e questo di per se è la cosa più importante.

P: E la musica degli Spacciatori? Il primo disco è piuttosto incerto, con una vena più melodica e con meno esperienza tecnica. Già dal EP, però, si sente un nuovo sound, verde, fresco, più duro, perpetuato anche nel 7" e in larga scala presente anche in quest'ultimo CD. Ci sono state svolte musicali progettate, casuali o... cosa?

SDMS: Il primo CD conteneva solo pezzi vecchi, ovvero del periodo nel quale eravamo in tre. Con l'ingresso di Eros molto è cambiato. Normalmente si potrebbe parlare di evoluzione…però questo termine applicato agli Spacciatori ci fa un po' sorridere. Da "La Solita Rabbia" in poi abbiamo perfezionato la nostra formula e ci siamo spinti verso una direzione musicale abbastanza chiara. "Dove Ti Sei Perso" rappresenta molto bene gli Spacciatori targati 2003 ed è forse un punto di arrivo. Però tuttora stiamo cambiando e preparando nuovo materiale per cui non saprei dirti dove andremo a finire. Sicuramente continueremo a fare le cose con la solita semplicità e spontaneit... non abbiamo alternative a questo: proprio non siamo fatti per programmare a tavolino la nostra musica, anche perché non ne saremo capaci.

P: Ho sentito molte persone avvicinarvi a band quali Negazione, eppure mi trovo poco d'accordo con tali pareri. Avete un suono che graffia in profondità come l'hardcore old school, ma sapete distinguervi grazie ad una solarità intrinseca più accesa, più vivace. I vostri brani sanno essere forti e colorati allo stesso tempo, verdi, come li definisco io. Un po' come se i Belli Cosi avessero immerso le proprie canzoni nell'acido, tirandone fuori l'anima più incisiva. Voi cosa pensate?

SDMS: Tutti noi siamo in qualche modo influenzati dai Negazione, se non proprio musicalmente sicuramente concettualmente. Loro erano la punta più evidente di un movimento con il quale sentiamo di avere forti legami. Abbiamo conosciuto i Belli Cosi la volta in cui ci abbiamo suonato assieme al csa Farkadize… credo fosse il 2000 o giù di lì. A quel concerto risale la nostra amicizia e il nostro contatto diretto con la realtà del nuovo HC torinese. I Belli Cosi sono stati un grandissimo gruppo: prima di tutto sono delle grandi persone e ci hanno insegnato molto… ma non penso che ci abbiano realmente influenzato a livello musicale, direi piuttosto che abbiamo radici comuni, questo sicuramente. Per il resto mi trovo in forte imbarazzo a descrivere la nostra musica e non saprei cosa dirti a questo proposito. Di certo tutti noi siamo influenzati da un sacco di musica di ogni tipo, non certo solo punk, anzi. E' naturale che poi tutte queste influenze finiscano in qualche modo nella musica che cerchiamo di fare.

P: Mi hanno detto che avete rifiutato l'offerta della Venus di mettere i vostri dischi nei negozi. E' vero? E, nel caso lo sia, potete spiegarmi approfonditamente le vostre motivazioni?

SDMS: Questa è veramente bella, ma dove l'hai sentito? È fantastico, tutto questo ci da un'immagine punk/snob irresistibile. Sinceramente non so cosa sia la Venus e quindi non credo che si sia fatta avanti per alcunché, oppure si è effettivamente fatta avanti ma noi non l'abbiamo riconosciuta. Al di là di tutto siamo stati costretti a far uscire il nuovo CD con il bollino SIAE, questo sì, perché altrimenti non ce lo avrebbe stampato nessuno: ne avremmo comunque fatto volentieri a meno; i nostri soldi non dovrebbero essere buttati per un ente parassita e dannoso. "Dove Ti sei Perso" nei negozi? E perché no? In fondo il costo resta sempre limitato e può essere un buon modo per promuovere il gruppo… ne abbiamo bisogno ed è sempre più difficile per noi stare dietro a tutte queste cose con impegno costante. Concerti, dischi, collaborazioni, pubblicità, promozione... è fatto tutto interamente da noi; va bene perché nessuno lucra sulla nostra musica però è anche una gran fatica. Abbiamo bisogno di una mano e credo ce la meritiamo. L'importante è collaborare con persone fidate e mantenere sempre e comunque la nostra identità... altrimenti non avrebbe più senso andare avanti.

P: Recentemente si è svolto a Faenza il MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti. Il centro sociale Capolinea, sempre a Faenza, ha deciso da quest'anno di dare spazio alla proposta alternativa MAI!, criticando la presenza, al MEI, di un fine rivolto al lucro e non tanto alla promozione di vere realtà indipendenti. Vi siete fatti un'opinione in merito?

SDMS: No, perché non abbiamo seguito la vicenda. Comunque si tratta di due mondi egualmente importanti e necessari. Il sistema di etichette "indipendenti" e agenzie entro il quale i gruppi ruotano in Italia fa veramente schifo però a pensarci bene resta l'unica via d'uscita per molti gruppi altrimenti destinati all'anonimato perenne. Poi ci sarebbero migliaia di discorsi da fare e qui non c'è abbastanza spazio. L'ideale è trovare un'onesta via di mezzo…difficile per chiunque ma forse non impossibile. Noi rimaniamo comunque fuori da tutto questo; ne sappiamo poco e dubito che ci verranno fatte proposte "interessanti" in futuro. Ho notato che curiosamente siamo troppo duri per un pubblico punk mentre siamo troppo soft per chi ama l'ultra core…cosa dobbiamo farci? Tempo fa un caro amico sosteneva che in effetti siamo nati già vecchi: probabilmente è vero ma in fondo chissenefrega.

P: Vorrei approfondire questo tema, perché sono sicuro che avrà delle conseguenze. Cosa rispecchia, per voi, il concetto di "indipendenza"? Soprattutto riferito ad etichette e gruppi che si definiscono indipendenti.

SDMS: Avere un agenzia in "esclusiva", farsi dare un sacco di soldi per suonare (es. Ska-P + Punkreas che chiedono 20.000 €… alla faccia!), avere un'etichetta rampante… tutto questo è decisamente il contrario all'essere indipendenti o "contro il sistema". In realtà nel sistema ci si è dentro fino al collo e se ne sfruttano tutte le opportunità. Però a quel punto la musica non è solo la passione ma un vero lavoro ed è veramente difficile mettersi nei panni di queste persone e stabilire il confine fra giusto e sbagliato. In realtà questo confine non esiste, ognuno ragiona con la propria testa e fa le proprie scelte. Io non me la sento di condannare i gruppi che tentano la strada mainstream. Certo ci dovrebbe sempre essere un minimo di coerenza e umiltà quando si imboccano certe strade.

P: Il lucro deve restar fuori da certi ambiti? E perché?

SDMS: Non si tratta di stilare una lista di situazioni dove il lucro è consentito e dove non lo è. Ognuno agisce secondo la propria sensibilità. Guardando al nostro mondo crediamo sia giusto coprire almeno le spese e possibilmente guadagnare qualcosa per poter mandare avanti l'attività (potersi comprare le corde, pagare la benzina, aggiustare gli strumenti ecc.) …peccato che allo stato attuale non ci riusciamo. Far uscire il nuovo CD, nonostante l'aiuto dei co-produttori, ci è costato moltissimo; soldi che non riusciamo a recuperare con i concerti (con cui a mala pena rientriamo nelle spese). E' difficile in queste condizioni, molto difficile…cosa dovremmo fare allora? Andare a suonare nei pub al giovedì sera? Per chi? E con quale spirito? Dovremmo vendere il CD a 15 €? ...perché, se ci è costato 2.5 € e non abbiamo nessuno alle spalle?. Sono tutte domande che ci facciamo costantemente e cerchiamo una risposta di volta in volta. Siamo in perdita dunque, nonostante questo partecipiamo a molte iniziative dove non abbiamo niente da guadagnarci; questo perché riteniamo che lo spirito con cui si fanno le cose e le motivazioni che ci spingono siano molto più importanti dei soldi che possiamo guadagnarci. Rimane comunque una scelta strettamente soggettiva, ognuno è libero di comportarsi come preferisce...per fortuna.

P: Tutto il discorso si ricollega facilmente al caro CD. Sembra che recentemente i prezzi dei dischi abbiano cominciato a salire più lentamente, ma sta di fatto che trovare CD a 21-22 € è una norma oramai. Anche nella scena "indipendente" i dischi viaggiano tra i 13 e i 15 €. Per voi quanto dovrebbe costare un disco? E su cosa dovrebbe basarsi un gruppo indipendente per valutare il prezzo del proprio CD?

SDMS: Un gruppo "indipendente" come i Punkreas ha molte più spese di noi per far uscire un CD per cui è naturale che il prezzo alla fine sia piuttosto alto, soprattutto perché utilizzano i canali convenzionali della musica, notoriamente dispendiosi e parassitari, e poi loro su questo ci vivono o quasi. Un gruppo come noi ha meno spese e penso che il prezzo del CD debba tenersi intorno ai 10 € massimo. Anche qui la questione è soggettiva... tutto dipende al valore che io do alla mia musica: se ritengo che il mio CD valga 20 € allora lo venderò a 20 €, starà poi al compratore acquistarlo o meno. Chiaramente per me il nostro CD ha un valore enorme, però devo fare i conti con i prezzi che in genere si fanno nel nostro ambiente e trovo un compromesso. Credo che in queste cose ci debba essere sempre del buon senso, non è giusto svendere il proprio prodotto ma nemmeno lucrarci sopra in maniera eccessiva.

P: Voi avete anche una piccola distro, con cui peraltro fate piccole coproduzioni (la complation "Musica In Bianco e Nero" e il disco delle Cose Perse, per citarne due a me note): come si sposa quest'esperienza con la sopraccitata questione del "costo dei dischi"?

SDMS: La Spacciatori Distro è solamente una modesta distribuzione di materiale indipendente; c'è un catalogo e tre scatoloni pieni di dischi... tutto qui. L'abbiamo messa in piedi per aiutare l'attività del gruppo e per promuovere nei limiti del possibile i gruppi che riteniamo validi. Accade delle volte che riusciamo a vendere molti dischi durante i concerti e magari quei soldi ci danno una mano a pagare la benzina o l'autostrada, altre volte non vendiamo niente. Una piccola mano però agli altri gruppi riusciamo sempre a darla attraverso scambi, compilation e concerti che organizziamo qua da noi. E' poco, ma in fondo con i nostri mezzi è difficile fare di più. Ultimamente abbiamo deciso di partecipare alla coproduzione dei nuovi lavori di alcuni gruppi che riteniamo molto validi e che soprattutto sono composti da ottime persone...come Spacciatori Distro abbiamo partecipato (e parteciperemo) infatti ai nuovi CD di Arsenico, Bonnie Parkers, Cose Perse, Il Teatro Delle Ombre. Da parte nostra cercheremo di fare il possibile per dare un minimo di visibilità a questi gruppi. Nella nostra distro non troverai comunque CD a prezzi superiori ai 10 €, questo perché si tratta per la maggior parte di gruppi affini a noi nel modo di intendere la musica. Inoltre, si tratta di dischi che hanno un prezzo di costo contenuto e non abbiamo certo intenzione di lucrarci sopra in modo esagerato, esattamente come farebbero i gruppi stessi al nostro posto.

P: Cambiando rotta... Ho visto che avete su internet un bel sito (www.spacciatori.org), peraltro realizzato da Lele di SmArtZ! (una piccola etichetta indipendente): qual è il rapporto, e il supporto, tra internet e i gruppi emergenti/underground?

SDMS: Beh il web è di grande aiuto per noi e per tutti i gruppi underground. Per noi è importante avere un posto dove chiunque può in qualche modo conoscerci, ascoltare la nostra musica, sapere come la pensiamo, ecc. Ci fa sentire più vicini a tutti quelli che ci conoscono e ci apprezzano. Quindi direi che è stata un'ottima cosa mettere gli Spacciatori nel web. Oltretutto il lavoro è molto bello grazie al caro Lele che avrà sempre la nostra stima e riconoscenza.

P: Nel 2002 i Boldoz Dogs e i Marysun!Nicotina fecero uscire uno split unicamente per la rete (cioè interamente scaricabile). Come vi sembra questa idea? Avete mai pensato a qualcosa di simile?

SDMS: Mah, sono un po' perplesso. Voglio dire, la cosa si può fare ma preferisco sempre comprare il CD o il vinile, portarmelo a casa e gustarmelo graficamente e musicalmente… credo che questo alla fine sia un pensiero molto diffuso fra gli appassionati di questa musicaccia. Il web resta ottimo per promuovere un gruppo underground e per scaricarsi gratuitamente i dischi dei gruppi che viaggiano in Ferrari e jet personale (loro non hanno certo bisogno dei nostri soldi e non saremo certo noi ad arricchirli di più), però mantengo un rapporto piuttosto fisico con la musica.

P: E i vostri progetti futuri più concreti, invece, quali sono?

SDMS: Sicuramente un bel po' di concerti in giro par l'Italia e possibilmente anche oltre; stiamo infatti preparando le date per il nuovo anno e ce ne sono già di confermate. L'aggiornamento su tutti i nostri concerti è sempre presente nella sezione "Tour" di www.spacciatori.org
Stiamo contemporaneamente preparando del nuovo materiale, ma sinceramente è presto per pensare a chiudersi in studio; di certo stiamo pianificando delle interessanti collaborazioni che facilmente finiranno nei nostri lavori futuri.
Intanto fra circa un mese "
Dove Ti Sei Perso" uscirà in Croazia sotto forma di split tape con la band serba No Choice… tutto questo grazie a una piccola etichetta del luogo. Questo ci riempie di orgoglio e siamo veramente felici che ci abbiano fatto una proposta del genere. Anche in questo caso le novità saranno pubblicate nel sito.
Al di là di questo cercheremo di organizzare qualche concerto qua in Friuli, anche se sta diventando sempre più difficile e ci dispiace veramente dover negare questa possibilità a tutti i gruppi che ci chiedono di suonare da noi. Ormai c'è rimasto solo il csa di Udine e chiaramente dobbiamo organizzarci nel rispetto di tutti i ragazzi del centro. Ci sarebbero altri posti però il tutto è molto approssimativo per cui non resta che aspettare e cogliere le opportunità che ci possono capitare (es. festival all'aperto).
Ci sono poi altre iniziative in cantiere ma è presto per parlarne, sicuramente ne verrete informati al più presto.

P: Bene, io vi saluto qui ringraziandovi per il tempo concessomi e lasciandovi lo spazio per dire quel che volete.

SDMS: Prima di tutto un grosso abbraccio a chi ci vuole bene.
E poi... beh, è difficile parlare a ruota libera; però vorrei solo finire con il pensiero che in tutti questi anni abbiamo conosciuto veramente molte persone attraverso gli Spacciatori e ognuna di loro umanamente ci ha dato qualcosa… si tratta per una volta di emozioni vere e profonde che vanno ben al di la della musica. Forse sono tutte qua le soddisfazioni che nascono dal portare in giro il nostro punk, però ne vale veramente la pena.
Grazie di cuore per lo spazio e il supporto che ci date.
Un saluto dagli Spacciatori.

Visitate il sito degli Spacciatori Di Musica Stupefacente
www.spacciatori.org