Retarded
Dopo aver intervistato due gruppi hardcore Radio Riot sposta la sua attenzione sulla scena punk rock italiana. Il punk rock, iniziato negli anni '70 da band quali Ramones, Sex Pistols e Clash, ancora oggi continua ad emergere nell'espressione dei ragazzi, superando qualsiasi limite anacronistico.
Abbiamo cercato una band che potesse parlare chiaro in proposito perché dotata di larga esperienza e tra quelle contattate i Retarded si sono dimostrati pienamente disponibili a fare quattro chiacchiere con noi. Concerti in tutta Italia, tour nel vecchio e nel nuovo continente, due 33" e svariati singoli, compilation e split: quello che ci dirà Paolo Nardi, bassista dei Retarded, sarà sicuramente qualcosa di vissuto.
Pit: Allora ragazzi, iniziamo come da copione parlando della storia del gruppo?
Paolo Nardi: Ci siamo formati nel 1998 appena dopo che si sono sciolti gli Home Alone (gruppo in cui suonavamo tutti e tre). Abbiamo registrato due album, 5 singoli ed un cd split con gli Apers. Abbiamo fatto tre tour italiani, uno europeo ed uno negli Stati Uniti.
P: Perché avete scelto proprio il punk rock come genere? Dopo tutto, in questi 30 anni, abbiamo potuto ascoltare l'evoluzione del punk in diverse forme, alla ricerca di un nuovo sound, di una nuova tecnica. Cosa spinge invece i Retarded (e le altre punk rock band come voi) a continuare imperterriti sulla scia dei Ramones e dei Sex Pistols?
PN: Al cuore non si comanda… non abbiamo scelto di proposito quello che facciamo, ci è venuto naturale dai nostri gusti musicali. I Retarded suonano più che altro per divertirsi.
P: Ma che cosa comunica il punk rock a livello di testi? Difficilmente si sente parlare di sxe, skinheads, riflessioni sociali o esplorazioni interiori nei testi punk rock. Insomma: cos'hanno da dire i Retarded e i punk rockers tutti? E perché questa scelta?
PN: Ancora una volta ti devo dire che non c'è nessuna scelta. I testi delle canzoni parlano di te stesso; se sei un tipo introspettivo è più facile che venga fuori una canzone introspettiva, se sei un cazzone ti basta urlare al mondo quanto hai voglia di andare a farti un bagno al mare… eheh… Per quanto riguarda i testi quelli di Paco di solito sono più personali mentre quelli del Mera sono sullo stracazzone andante con voglia di ubriacarsi, ecc
P: Come mai, però, questa "comunicazione" l'esprimete in inglese? Semplice questione di melodia?
PN: Diciamo che è più internazionale; cantando in inglese siamo arrivati ad obiettivi che non avremmo mai raggiunto cantando in italiano. E poi personalmente mi piace di più anche se non disprezzo le band che cantano in Italiano.
P: Ho sentito sia il primo che il secondo disco dei Retarded (ringrazio Paolo per avermi mandato il secondo). Devo dire che, pur rimanendo su un sound tipico del vostro genere, qualcosa di diverso c'è comunque. Il primo ("Retarded") è più veloce, semplice e vivace, con canzoni che spesso fanno muovere le gambe da sole; "Back To Lose" invece mette un poco da parte quella vivacità e s'impegna in qualcosa di più costruito e particolare, che però si amalgama benissimo allo stile punk rock. Come mai questo cambiamento?
PN: Direi che se avessimo fatto un disco perfettamente uguale al precedente non ne saremmo stati soddisfatti; abbiamo cercato di concretizzare quelle idee che precedentemente avevamo accantonato perché troppo complesse. Il risultato è stato un buon disco (almeno secondo me) ma con alcuni canzoni che difficilmente riusciamo a riprodurre dal vivo (vedi Sleepless per esempio). Diciamo che ci siamo tolti uno sfizio.
P: Come dicevo nell'introduzione i Retarded possono davvero contare di un repertorio piuttosto ampio! Due 33" in quattro-cinque anni sono un bel colpo, se poi aggiungiamo i singoli, gli split e la partecipazione a diverse compilation, bé, non possiamo far altro che complimentarci con voi. Qual è stata la bravura (o la fortuna) dei Retarded per arrivare fino a questo punto? Vedete la domanda anche come una sorta di consiglio alle punk rock band emergenti.
PN: Per me è sempre stato difficile dare consigli quindi vedete di non crederci troppo. Comunque l'unica cosa che ti posso dire è che abbiamo continuato sempre nella stessa direzione senza farci scoraggiare dai fallimenti e dagli errori commessi. Non posso però negare che le amicizie ci hanno aiutato tantissimo ma questa credo che sia una cosa normale in un giro così piccolo quale è la scena punk rock in Italia.
P: Non molti mesi fa siete tornati dal vostro primo tour negli USA. Non è certo la prima volta che una punk band della penisola approda nel nuovo continente, ma di certo non è un evento così comune. Cosa c'è da dire, da ricordare e da criticare riguardo questo tour?
PN: Da quando sono tornato dagli Stati Uniti vedo le cose in maniera diversa, do meno peso alle cose che vanno male e mi impegno di più nel concretizzare quello che realmente voglio fare. L'America mi ha insegnato a fottermi di tutto quello che va storto, della gente che non ti caga, ecc. ci sarà sempre qualcun altro che apprezza quello che fai no? A livello di concerti è andato tutto alla grande, suonavamo con un gruppo californiano chiamato The Phuzz (dove canta l'ex-cantante degli Squirtgun) e loro ci hanno aiutato tantissimo ad ambientarci e a prendere i ritmi per un tour in USA (10 ore di macchina al giorno…). Di bei ricordi ne ho tantissimi, in particolare la data al Rock'n'roll Highschool di Green Bay dove abbiamo suonato con: Dillinger Four, Figgs, Yesterday's Kids, Reds!!!! Di critiche ne ho ben poche… una sola cosa: gli americani rompono troppo i coglioni per l'alcool!!
P: Restando in tema: qual è stato il luogo d'esordio dei Retarded (dove avete tenuto il vostro primo live) e quale quello migliore?
PN: Se intendi in America, abbiamo suonato all'X-Records a Norco, CA 4 ore dopo che siamo atterrati a Los Angeles… se intendi il primo concerto in assoluto credo al C.S.A. la Sede di Vigevano con Nerds e Grabbies. Il nostro più bel concerto… non so, ce ne sono troppi in cui mi sono divertito tanto ed ho avuto grandi soddisfazioni; forse quello al centesimo anniversario degli Stinking Polecats.
P: Immagino che i Retarded abbiano sentito parecchio la scena italiana. Da parecchio tempo ormai avanzano i così detti "gruppi clone", che propinano sempre qualcosa di già noto se non addirittura copiato. L'hardcore melodico e il pop-punk sembrano essere diventati i generi di punta di questa "nuova moda", mentre è sempre più difficile trovare gruppi punk rock. Qual è la riflessione e l'opinione, in merito, dei Retarded?
PN: Noi siamo un gruppo clone, alla nostra maniera. Ci piacciono i Ramones e facciamo più o meno quel tipo di cose ma ovviamente c'è modo e modo di farlo. Sinceramente, secondo me, se un gruppo scrive una bella canzone, anche se assomiglia ad un'altra più famosa non bisogna dargli troppo peso. Il rock'n'roll continua a ripetere le stesse cose da anni…
P: Lo scorso maggio se n'è andato Joey Ramone, un uomo-icona conosciuto da tutti nell'ambito del punk e del rock'n'roll in generale. Domande specifiche in merito non me ne vengono, voglio lasciar parlare voi, i vostri ricordi, i vostri pensieri…
PN: E' stato un brutto giorno. Mi sono svegliato e Massi dei Chromosomes mi ha telefonato per parlarmi di un tributo a Joey Ramone… non ci credevo. "Don't be sad cause I'll be there…"
P: Qualche gruppo sparso per l'Italia ha organizzato dei Joey Ramone's Tribute; sinceramente credo che siano delle sciocchezze: come si può organizzare un concerto-tributo con 5 o 6 gruppi?! Non sarebbe molto più interessante e significativo radunare più gruppi possibili da tutta Italia (e magari anche dall'estero) e fare un concerto come si deve, magari che dura anche più di un giorno? Diteci la vostra.
PN: Noi abbiamo suonato al tributo a Joey Ramone al Leonkavallo con altre band quali Senza Benza, Stinking Polecats, Crummy Stuff, Crooks, ecc. Abbiamo suonato malissimo e la serata è stata una mezza delusione vuoi per la poca gente e vuoi perché il tutto si è svolto dopo l'esibizione di Jello Biafra (e quindi troppo tardi). Sinceramente non credo a questi festival con 20 gruppi, troppo dispersivi. Noi abbiamo sempre fatto qualche cover dei Ramones dal vivo e continueremo a farne; questo è il nostro modo portare un tributo ai Ramones.
P: Comunque di certo la morte di Joey non fermerà il movimento musicale messo in moto 3 decenni fa. Quali sono i progetti futuri dei Retarded?
PN: Faremo uscire un CD raccolta dei nostri singoli a settembre e poi partiremo per un lungo tour europeo che ci porterà in Germania, Olanda, Svizzera, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Lussemburgo e Slovenia. Inoltre ci impegneremo in tantissimi concerti in giro per l'Italia.
P: Perfetto, penso che sia tutto. Avete qualcosa da aggiungere?
PN: Grazie per l'intervista; ci si vede in giro!
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