Psycholiday Project

L'hardcore della scuola Italiana ha ormai preso una forma piuttosto concreta, nonostante sia ancora difficile affermarsi con questo genere. Gruppi storici hanno fatto il loro ingresso in questa scena che apre le porte ad una nuova dimensione del punk, uscendo da canoni, a volte eccessivamente conformi a se stessi, che non riescono più a proporre qualcosa di innovativo. Nonostante questo è più facile sentir parlare dei "soliti quattro accordi" che di qualcosa di creativamente nuovo.
Radio Riot prova allora a intervistare gli Psycholiday Project, una band milanese che da quattro anni sta vivendo la sua ardua ascesa nella scena hardcore italiana.

Pit: Salve ragazzi, che ne dite di iniziare raccontandoci brevemente la vita dei PHP fino ad oggi?

PHP: I PHP nascono circa tre anni fa con una formazione e un approccio musicale molto diversi da quelli attuali. Il progetto infatti prevedeva due voci, e le sonorità erano accostabili a quelle di Face To Face e No Use For A Name con pezzi in inglese e in italiano. Dopo l'incisione di un pezzo per una compilation Revelation Milano, entra alla batteria Gonzo e se ne va il cantante più melodico.
A questo punto nascono i PHP attuali: una voce, testi in italiano sempre incazzati ma mai oltraggiosi nel linguaggio (non per pudore), con suoni più tendenti all' hc old-school. Arriviamo così alla prima registrazione di un demo su CD per la nostra etichetta Autoproduzioni Moleste, dal titolo "
Impatto Frontale Senza Controllo" (1998): sette pezzi in un misto tra le sonorità di gruppi milanesi come Sottopressione e Stuntplasticpark, e il gruppo che ascoltavamo più in quel periodo, i Good Riddance.
In questo periodo che iniziamo a prender contatto con Riot Rec., la quale ci organizza un paio di concerti con i suoi gruppi, De Crew e Stuntplasticpark. A questo punto alla band si affianca Nadir, un nuovo bassista che porta una botta di vita. Seguono concerti in molti centri sociali, di Milano e non, e il concerto a Novara di spalla agli Undeclinable Ambuscade, gruppo della Epitaph Europe.
Arriviamo così alla registrazione di sei pezzi per la Riot, racchiusi in uno split cd condiviso con i monzesi Mach5, uscito nel '99. Qui il suono è molto più personale e giocato su contrasti netti tra gli stacchi violenti e quelli melodici.
Da qui si susseguono decine di concerti, anche di rilevante importanza, come al Binario Zero, di spalla ai Cro-Mags, gruppo storico della scena hardcore newyorkese, che ci hanno richiesto come supporto per la seconda volta (nell'ottobre 2000).
Da citare nella storia dei PHP la produzione, da parte di Autoproduzioni Moleste (la nostra etichetta) insieme alla Positive Crew Rec., di una compilation di 25 gruppi hardcore di Milano, partecipando con un pezzo.
Arriva così la proposta, dalla Goodwill Rec. di Roma per la produzione di un 7", pronto ad uscire nelle prossime settimane...


P: L'Hardcore probabilmente è un genere abbastanza complesso. E' facile, come dicevo nella premessa, suonare qualcosa di più melodico, semplice e irrazionale, forse proprio per la sua "semplicità". Perché allora i PHP hanno scelto questo genere? Semplice questione di gusti?

Ivano: Beh, penso che non si possa suonare HC né per i soldi né per il suo facile approccio. Temo che tra tutti i generi sia il meno orecchiabile; detto ciò posso dirti che per me suonare HC provoca una forte emozione, cosa che gli altri generi musicali non mi hanno mai dato. Il metal che ho suonato per un paio di anni dopo un po' mi ha stufato.

Fabio: Non credo sia una questione di semplicità, ma solo una scelta di forma...

Nadir: Secondo me ogni gruppo (così come ogni persona) nella propria esistenza affronta un percorso musicale e sonoro che si evolve col passare del tempo. Ivano ha iniziato suonando in un gruppo che coverizzava i Bad Religion, io cantavo in un gruppo punk, pure Gonzo suonava HCpunk. Veniamo tutti dal melodico!


P: Parlando con Fabio in altre occasioni è venuta fuori una frase che mi ha colpito molto: "L'Hardcore è comunicazione prima di tutto", da qui nasce l'esigenza di farsi capire: ecco perché molti gruppi HC cantano nella propria madrelingua. In ambito generale, e non solo quindi nel cantare in italiano, come affrontano i PHP questa esigenza, e come la soddisfano?

I: Cantare in italiano per noi è stata una scelta ben consapevole; è difficile affermarsi in campo europeo cantando in italiano, ma siamo sicuri che chi ascolta i PHP ha due modi di ascoltarci; o è italiano e capisce ciò che diciamo oppure se è straniero sarà coinvolto dal versante emo della nostra parte musicale.

F: Il nostro stile è questo e sicuramente non cambierà mai... l'unica cosa che si potrà fare, sarà al massimo evolversi e maturare, ma questo, sicuramente, non andrà a condizionare la lingua, che sarà sempre l'Italiano. Io personalmente credo che la cosa più importante sia farsi capire, nella musica in generale, ma ancora di più nell' Hardcore, che deve essere diretto e sincero, ancora più di qualsiasi altro genere musicale, da qui la scelta di cantare in Italiano. Credo che la percentuale di persone che conoscono l'inglese oggi, soprattutto su un target di persone molto giovani, sia ancora basso, sarebbe triste sapere che una persona canta una tua canzone senza sapere quello che vuoi dire... non trovi? Il messaggio è la cosa più importante, altrimenti la canzone diventa un insieme di suoni, magari orecchiabili, ma privi di significatoN: Concordo pienamente con Fabio. Inoltre è difficile comunicare perfettamente in inglese un sentimento, un emozione vissuta. Pur sapendo l'inglese non ci sentiamo in grado di esprimere appieno ciò che vogliamo dire, con le sfumature giuste.


P: L'intervista cade, volutamente, in un periodo di rinnovamento all'interno del gruppo. Rinnovamento forzato dall'uscita del cantante, Marco, partito per l'Egitto alla "ricerca di se stesso". Come mai questa decisione da parte di Marco? E avrà (o ha già avuto) qualche influenza sullo stile dei PHP?

I: Non sarà certo facile andare avanti con un cantante nuovo, per ora però il pubblico ha risposto decisamente bene e poi non dimentichiamo che Fabio prima di essere il nostro cantante è stato uno dei nostri più grandi fan; ha semplicemente dovuto andare dall'alta parte del palco, anzi ha dovuto salirci

F: Per quanto mi riguarda, sicuramente, la voce è differente da quella di Marco, nonostante questo lo stile rimane lo stesso. Per chi già segue i PHP da diverso tempo spero di essere un degno sostituto di Marco. Ne sarei davvero orgoglioso.N: Beh non farla così "ritiro spirituale". Semplicemente ha preso un altra strada, che non poteva coincidere con quella dei PHP.


P: Mi sembra doveroso rivolgere una domanda unicamente a Fabio, il nuovo cantante: com'è nato il tutto? Insomma, da come mi hai detto ti sei ritrovato, di punto in bianco, dall'altra parte del palco, e questa volta non per fare qualche coro, ma come vero e proprio protagonista, insieme a quella che fino a poco tempo fa era per te una band di grandi amici. Quali sono i tuoi pensieri e i tuoi propositi, in questione?

F: Sono contento di essere nei PHP... può sembrare banale questa affermazione ma il motivo è, che oltre ad essere una band di amici, i PHP fanno l'Hardcore per come lo vedo esattamente io... diretto, con testi molto introspettivi che vanno a toccare quello che è la nostra essenza di uomini e i nostri più profondi sentimenti, senza soffermarsi su criticismi inutili e rimanendo su quelle che sono le nostre riflessioni e le nostre esperienze personali.
Comunque diciamo che sono stato "provato" dai PHP prima di diventare il cantante definitivo ed è stato appunto questo rapporto di amicizia che ci lega, che ha fatto si che la scelta sia stata davvero sincera e sentita, non ci sarebbero stati assolutamente rancori se provando non fossi andato bene, prima di diventare cantante dei PHP, mi premeva che tutto il progetto PHP andasse avanti, con me come o senza di me come cantante.


P: Solitamente si chiede quali gruppi hanno influenzato la band, per una volta voglio invece chiedere quali sono, per i PHP, i gruppi che hanno influenzato maggiormente la scena hardcore italiana (e che magari la influenzano tutt'ora).

F: Per quanto riguarda la "Scuola Italiana" sicuramente Indigesti, Negazione e Sottopressione. Massimo rispetto anche per i Raw Power! Anche se purtroppo in Italia non hanno avuto un grossissimo consenso. E addirittura tra le nuove leve c'è chi non li conosce...

N: Idem come sopra. Secondo me, tra le nuove leve purtroppo, c'è anche chi non conosce i primi tre…


P: I PHP, come del resto molte bands fanno, hanno tirato su una piccola distro/label chiamata Autoproduzioni Moleste. So che impegnarsi in certi lavori non è per nulla facile: cosa ne pensate delle etichette indipendenti e che consigli dareste a chi vuole provare a crearne una?

I: Io ho creato AM quando è uscito il nostro primo lavoro, con l'intento di dare un po' di tono all'uscita. Poi conoscendo i Mach5 abbiamo cercato di collaborare sempre il più possibile, abbiamo prodotto una compilation "Milano Hardcore", poi insieme stiamo facendo uscire il CD degli Unabomber, realtà valtellinese.
E' comunque dura per una piccola etichetta riuscire a farsi sentire e bene, noi ci proviamo però sono dell'idea che non si debba fare dell'autoproduzione l'unica via possibile in HC come molti gruppi proclamano. Noi siamo usciti prima sotto AM, poi sotto Riot Records ora sotto Goodwill Rec. e abbiamo sempre mantenuto la nostra identità.

N: Penso che si stia muovendo qualcosa in questo periodo, (ad esempio qui a Milano la Milano Hardcore compilation) ma è ancora poco se rapportato al mercato in sé. L'unico dato di fatto è che poca gente riesce a vivere di hardcore-punk, che siano distro/label indipendenti, o gruppi.
Sul crearne una, non saprei. Punterei sulla qualità della registrazione dei gruppi. E sul creare, fomentare, e alimentare il circuito di distribuzione indipendente.


P: Nella premessa ho azzardato un piccolo accenno all'hardcore della Scuola Italiana, anche se sicuramente non sono un maestro in materia. Gruppi storici hanno dato il loro contributo iniziando questo genere e continuamente c'è qualcuno che ne prende le redini. Da hardcore band italiana quali sono le vostre impressioni sulla scena HC? C'è qualcosa di buono, qualcosa di cattivo, nostalgia per tempi passati o magari un rinnovamento di quei tempi?

I: Nostalgia del passato mai. Dobbiamo guardare al presente e al massimo al futuro, noi stiamo creando delle basi per la nostra crescita e in questo siamo aiutati da una marea di piccoli gruppi che continuano a sostenerci. La nostra scena è l'oggi e non IERI. Se ci si deve guardare indietro lo si fa solo per ringraziare.

F: La scena attuale trovo sia molto positiva! C'è un grosso spirito di cooperatività tra bands, soprattutto per quanto riguarda il nord Italia. Ma credo sia così solo per una questione di distanza... almeno per quanto ci riguarda, perché girando di più al nord si conosce più gente del Nord, è logico. Mi piacerebbe girare di più anche al centro e al sud... ma spesso i nostri impegni lavorativi non ci aiutano...

N: Infatti. Anch'io parlo di Milano, ma non perché sono filo-lombardo, semplicemente perché ci vivo e purtroppo non conosco bene la scena fuori dal nord Italia.


P: E dell'"altra faccia della medaglia", ovvero sia della scena punk non "hardcoriana", come vi esprimete? Considerando anche che abitando a Milano, dove ogni sera (e lo vedo dai concerti) passano gruppi di ogni genere, avrete sentito di tutto.

F: Sinceramente sono legato da sempre alla scena Hardcore e non posso esprimere un giudizio sull'altra faccia della medaglia... non la conosco.

N: Penso che come affiatamento tra gruppi siamo a livello della scena HC. Quello che non mi piace molto è forse la poca originalità che contraddistingue molti gruppi punk di oggi. E non può far altro che dispiacermi, perché personalmente mi sento molto legato al punk.


P: Sappiamo che a breve uscirà un 7", l'ultimo con Marco alla voce, e poi vi dedicherete alla produzione del nuovo disco. Diteci qualcosa di più: altre produzioni, concerti, tour, split, etichette…

I: Il nuovo disco è appena uscito e lo stiamo vendendo molto bene. La promozione ci porta un po' in giro abbiamo fatto Modena il 12 maggio, siamo a Roma poi torniamo a Milano spalla agli Intensity.
Per il futuro ti posso dare una anticipazione dicendo che per giugno dobbiamo entrare in sala di registrazione per registrare un pezzo per una compilation e proveremo la gola di Fabio finalmente.

N: Si per il resto siamo in fase di scrittura dei nuovi pezzi. Ti posso elencare solo le prossime date: il 21 aprile alla Tenda di Modena, il 28 aprile, già citato da Ivano, al Garibaldi di Milano con i 50yardsmore, e il 28 maggio di spalla agli Intensity al Bulk.


P: "…in ogni modo siamo stufi di essere continuamente tenuti a bada con dei falsi contenuti…". E' una vostra affermazione che compare nello split con i Mach5 prodotto dalla Riot Records. Cosa intendete dire con questa frase? Torna anche qui l'esigenza hardcoriana del farsi capire senza limiti, o c'è qualcosa di più?

F: Per quanto mi riguarda è l'esigenza di esprimersi e comunicare, troppo spesso ci vengono date informazioni e "dritte" su come si deve pensare o agire, la forza di un individuo sta nel scegliere la propria strada evitando le influenze di che vuole tenerci a bada o farci pensare come delle macchine e non come esseri umani...

N: E' una frase tratta da Treni una canzone contenuta nel primo demo. Parla dell'oppressione che la società d'oggi esercita su chi pensa in maniera differente. Dell'ipocrisia e , appunto, dei falsi contenuti con i quali pensano di tenerci a bada.


P: Bene, credo sia tutto. Qualcosa da aggiungere?

F: Colgo l'occasione per ringraziare mio padre e mia madre che mi hanno sostenuto anche per quanto riguarda il progetto PHP... diciamo che a volte ho bisogno di essere "coperto" al lavoro per poter andare a suonare... grazie di cuore!

N: A tutti quelli che ci hanno sostenuto fino adesso, grazie. Ah, un saluto e un grazie anche a voi di Radio Riot!


Visitate il sito dei PHP su
http://move.to/phphc