Piercing Tribe
Vedendo le interviste come altro mezzo di informazione e controinformazione era prevedibile che prima o poi saremmo scesi dal gradino di quelle fatte unicamente ai gruppi musicali. Gianluca si affaccia così su un nuovo mezzo di comunicazione, quello corporeo, la bodyart, intervistando una delle collaboratrici di Piercing Tribe, una webzine tra le più competenti in materia di piercing. Il sito fornisce informazioni dettagliate su ogni tipo di piercing, con un ampio supporto fotografico, riportando inoltre sezioni dedicate alle varie problematiche legate a questa realtà.
A risponderci è Enrica.
Gianluca: Ciao Enrica. Allora anzitutto ti chiedo di presentarti brevemente. Di solito intervisto gruppi musicali che, come "biglietto da visita", hanno la loro musica, i loro testi ecc ecc. Di te invece non so quasi nulla. Ovviamente mi interessa soprattutto la tua vita dal punto di vista di "piercer", le tue esperienze in merito, i tuoi progetti...
Enrica: Ciao Gianluca, mi spiace deluderti fin dall'inizio ma io non sono una piercer, sono solo un'appassionata dell'argomento, che assieme ad altri appassionati di bodyart è riuscita a mettere su un sito web che raccoglie altri appassionati, professionisti e anche semplici curiosi; diciamo che lo scopo principale del sito è quello di aggregare le persone con un interesse comune e magari diffondere in maniera corretta quelli che sono i principi di un corretto bodypiercing.
G: Si parlava di esperienze in materia di piercing. Più o meno ognuno di noi ha dei ricordi particolari in materia. A te chiedo il ricordo più bello che hai di un piercing che hai fatto (intendo su te stessa) e, viceversa, il meno piacevole.
E: Ogni piercing ha una storia e un motivo a sé, quindi ognuno dei fori porta con se solo ricordi positivi; resta il fatto che spesso il momento può portare con sé altri tipi di sensazioni, magari in certe occasioni ti trovi in mani di cui non hai completa fiducia e questo muta l'esperienza, ma ovviamente non ferma la passione.
G: Come per i tatuaggi, anche l'arte di pirsare il proprio corpo sta uscendo dal ghetto. Il vostro sito ne è un esempio lampante, e non è il solo. È abbastanza frequente vedere persone di diverse fasce d'età esibire "gioielli", solitamente quelli che si legano maggiormente ad un aspetto puramente estetico, più raramente di altro genere. Al proposito ci sarebbe davvero tanto da dire. Anzitutto ti chiedo quali sono, secondo te, le ragioni di questo boom. Si tratta solo di moda, o c'è anche qualcos'altro?
E: Direi che un buon 50% è moda -come era per i tatuaggi qualche anno fa- ma avendo molti contatti con piercer e pirsati si viene a conoscenza di un mondo un po' diverso. Anche se in percentuale molto bassa ci sono molte persone che hanno esclusivamente piercing meno decorativi, o meno visibili e per molti la passione si spinge anche oltre i semplici piercing, si arriva agli stretching (le dilatazioni, come spesso si vedono ai lobi) al branding, agli impianti di gioielleria sottopelle...
G: Sempre in riferimento a quanto si diceva sopra: l'allargamento del fenomeno ha fatto sì che oggi si distingua tra il piercing "socialmente accettato", e quello invece considerato estremo. Ovviamente chi esibisce i primi si distingue nettamente da chi ha i secondi, e viceversa. Come vedi queste differenziazioni? Trovi anche tu siano parte inevitabile di questo fenomeno?
E: Spesso e volentieri i piercing "socialmente accettati" sono quelli visibili, questo perché le persone che conoscono meno l'argomento sono portate a vedere ciò che gli altri mostrano; in pratica finché le persone non cammineranno in strada senza una maglietta mostrando i piercing ai capezzoli, ad esempio, questi non potranno essere accettati per il semplice motivo che buona parte delle persone ne ignora l'esistenza.
Distinguere nettamente chi indossa piercing di un tipo o di un altro (o una quantità di piercing rispetto ad una inferiore) ritengo che sia un discorso un po' approssimativo, penso infatti che non esistano piercing estremi e piercing "normali", ma solo piercing, e averne 10 o solo 1 non fa la differenza.
G: Una delle paure principali di chi affronta un piecing o un tatuaggio è il dolore che si potrebbe provare facendolo. Eppure il momento in cui la carne viene penetrata dovrebbe essere parte integrante del piecing stesso, quasi a sancire la violazione che consapevolmente arrechiamo al nostro corpo. Non credo si tratti esclusivamente di soglia di sopportazione del dolore, semmai di autocontrollo e consapevolezza di ciò che si sta facendo. Quanto sono importanti per te questi due fattori?
E: Sicuramente provare del dolore durante un piercing o un tatuaggio è una cosa abbastanza normale e diffusa e, sempre ovviamente, tutto questo è molto soggettivo; in pratica ogni modifica al proprio corpo è più o meno dolorosa, ma ritengo tutto questo incidentale: il dolore è un effetto collaterale, ma tranne pochi casi non è lo scopo che si vuole ottenere. Se prendi ad esempio alcune operazioni di chirurgia estetica, molti le definiscono dolorosissime, ma il risultato non è uscirne e raccontare quanto è stato divertente/allucinante/pazzesco soffrire, ma uscire e poter esibire a se stessi o agli altri il proprio "nuovo" corpo.
G: Sempre in tema di autocontrollo non credo di sbagliarmi se dico che sia una delle caratteristiche basilari per poter affrontare determinate performance, che all'occhio inesperto possono apparire devastanti ma che invece sublimano il dolore in una forma di piacere. Premetto che non parlo per esperienza vissuta, anche se mi hanno sempre affascinato queste cose. Quanta preparazione fisica e psicologica c'è dietro una performance estrema? Il corpo di chi si esibisce diventa un puro e semplice strumento, com'è possibile?
E: Credo che con performance estreme ti riferisci al fachirismo e cose simili che, anche se spesso legato all'ambiente del piercing, si differenziano sostanzialmente dal piercing. I performer raggiungono risultati che all'occhio di un profano possono apparire incredibili, ma li raggiungono con il tempo e con un allenamento costante; considera che anche le pratiche di fachirismo sono estremamente temporanee, mentre il piercing è una pratica semipermanente, e addirittura il tatuaggio è permanente e indelebile. Sicuramente sono persone predisposte che hanno un autocontrollo e una percezione del proprio corpo diversa rispetto agli altri.
G: C'è una forte componente spirituale in ogni piercing, sta a chi lo fa e chi se lo fa fare trovarne l'essenza. Qual è la tua opinione e la tua esperienza in merito?
E: Anche se per qualcuno il piercing ha ancora componenti spirituali, nella mia esperienza i piercing sono molto materiali e personalmente non ho mai dato connotazioni del genere facendomi forare.
G: Allora parliamo per un attimo di elementi più materiali, anche se da un altro punto di vista. A chi volesse intraprendere questa attività cosa consigli di fare? Ho visto che ci sono molti corsi: alcuni sembrano più seri, altri meno. Molti comunque continuano ad apprendere da autodidatti: a cosa è dovuto ciò? Esiste una scuola specifica o particolarmente rinomata in questo settore?
E: Non esistono corsi specifici, esistono tuttavia delle scuole di piercing (sopratutto in Inghilterra) che gettano le basi per svolgere correttamente il lavoro di piercer, ma ovviamente sono per il 90% dei corsi teorici, e niente può sostituire un apprendistato presso un piercer esperto. Da poco tempo alcune regioni italiane (tra cui il Lazio) offrono dei corsi generalistici presso le ASL per aspiranti piercer e tatuatori: ovviamente questi corsi sono un requisito essenziale per aprire uno studio nelle regioni che offrono gli stessi.
G: Non è affatto raro che in uno studio di tatuaggi sia ospitato anche uno spazio apposito per i piercing. Da cosa nasce questo connubio? Oltre il fatto di essere entrambi mezzi per ornare il nostro corpo c'è dell'altro?
E: Sicuramente è un'esigenza pratica: nella maggior parte dei casi infatto il "corner" dei piercing all'interno di uno studio di tatuaggio non è attivo ogni giorno, questo è dovuto al fatto che ancora il piercing non è diffuso quanto il tatuaggio e che ovviamente i tempi per la pratica di un piercing sono molto ridotti rispetto ad un tatuaggio; la pratica inoltre porta a condividere certi materiali che vengono utilizzati sia per il piercing che per il tatuaggio.
Nell'ultimo periodo si sono comunque sviluppati studi esclusivamente di piercing, questo porta sicuramente ad un miglioramento della qualità dei servizi e ad una maggiore specializzazione degli operatori.
G: C'è un genere musicale che ti piace ascoltare quando ti viene fatto un piercing? Certo come hai detto, a differenza di un tatuaggio, il tempo di realizzazione è molto più breve, eppure creare le condizioni giuste per vincere l'imbarazzo, la paura, o semplicemente creare il clima giusto credo siano importanti allo stesso modo,...o no?
E: Personalmente ritengo fondamentale che la scelta della musica (se ci deve essere musica) debba essere fatta da chi si sottopone al piercing. Personalmente preferisco il silenzio o della musica rilassante come della lounge.
G: Alcuni gioielli si prestano ad essere utilizzati durante i rapporti sessuali. In questo ambito i luoghi comuni si sprecano. Come ad esempio si dice che pirsare il clitoride comporti il serio rischio di perdere la capacità di provare piacere durante il rapporto. Ti chiedo, se ti senti in grado di farlo, un quadro specifico in materia. Su quelli che sono i piercing principali, gli eventuali rischi e, ovviamente, i vantaggi che comportano.
E: E' un luogo comune anche dire "piercing al clitoride", in quanto nel 99% dei casi non viene piersato il clitoride ma il prepuzio che lo avvolge; in effetti il piercing al clitoride è estremamente pericoloso, questo non esclude comunque la possibilità di forarlo.
Per questa domanda se hai bisogno di maggiori approfondimenti puoi consultare il nostro sito alla pagina per il piercing ai genitali maschili e quella per il piercing ai genitali femminili.
G: Com'è la legislazione italiana (anzi, a questo punto europea) in tema di piercing? C'è qualche norma particolarmente restrittiva o, tutto sommato, il legislatore regola adeguatamente questa materia? Esistono studi che agiscono illegalmente (usando ad esempio materiale non sterilizzato)? Nell'eventualità ci fossero, come riconoscerli?
E: Anche in questo caso ti rimando a due pagine del nostro sito: magazine.piercingtribe.it/edit/artI58.html e magazine.piercingtribe.it/edit/artI39.html
www.piercingtribe.com


