PHP

Anni che non fanno parlare di sé con qualcosa di personale. L'ultimo disco, un EP su 7", è del 2000 e da allora sono cambiati componenti, ruoli e naturalmente la loro musica tutta. Un ultimo assaggio l'abbiamo avuto con il 4 Way Split, una delle espressioni massime dell'unità dell'hardcore italiano, poiché messo al mondo con la parola "supporto" stampata tra le righe (quattro gruppi, due noti - PHP e Happy Noise - che cercano di portare in alto il nome di altri due al tempo meno noti - Rifiuti e Wendigo -, il tutto coprodotto da ben 17 realtà tra etichette, 'zine e centri sociali). I PHP finalmente hanno intenzione di dischiararsi esplicitamente, cominciando i preparativi per il primo full lenght. Il loro hardcore è una delle massime espressioni del nuovo suono dell'Italia e le aspettative, secondo noi, sono molte.
Parliamo con Nadir, prima bassista ma ormai da anni cantante della band.

Pit: Innanzitutto mi piacerebbe cominciare con una domanda che, di solito, è posta alla fine sotto forma di "Progetti futuri?". Te lo chiedo perché è parecchio che non fate parlare di voi. Dopo "Incompletodisordine" non si è sentito nulla, se non le due canzoni del 4 Way Split che, almeno x me, sono state un gran assaggio... solo che ora vogliamo il resto!

Nadir: Dunque, la situazione è stata un pò problematica perchè dopo l'uscita di "Incompletodisordine" abbiamo avuto svariati cambi di formazione e tuttora ne stiamo avendo (è da poco entrato guido alla batteria). Poi alcuni di noi hanno avuto diversi problemi familiari e il gruppo ha un po' rallentato l'attività. Diciamo che il 4 Way Split voleva essere un messaggio, come dire: "Ci siamo ancora". Nel frattempo abbiamo avuto diversi concerti, abbiamo scritto tante canzoni, che vedranno la luce quest'inverno (speriamo). Contiamo di andare a registrare una quindicina di pezzi tra novembre e dicembre.

P: Un nuovo full length?

N: Sì, il primo. Dopo tanti anni finalmente!

P: Beh meno male! Qualche anticipazione?

N: Sarà senza dubbio "diverso" dai lavori precedenti. Un'anticipazione è stata data dal 4 Way Split e anche se Lelone (ex-batteria) non suona più con noi, la stragrande maggioranza dei pezzi vecchi è stata scritta con lui. Senza dubbio dal punto di vista musicale avrà attinenza con i nostri lavori precedenti, sopratutto per quello che riguarda la scelta delle canzoni nel disco: ossia amiamo molto differenziare i pezzi uno dall'altro. C'è a chi piace e a chi no, sicuramente però fa parte della nostra attitudine, perciò non ne veniamo a meno. Anche i testi saranno sulla linea di quelli vecchi, forse per quantità un po' meno "astratti" e un po' più trasparenti. Diciamo che mentre un tempo si scrivevano testi palesemente intimisti e a volte un pò incomprensibili, oggi sono un po' più presenti canzoni dove è chiaro il concetto, diciamo :) Sulle differenze con i nostri lavori, saranno indubbiamente più metal! \m/ rispetto ai nostri vecchi pezzi intendo. Ah, l'unico pezzo non inedito sarà Solamente Sonno (edita su "5 Anni Sulla Strada", Riot Recs, e "La Strada Brucia Ancora", Hurry Up!) che verrà ri-registrata, e forse una cover (ma molto forse).

P: Ecco, ti sei collegato spontaneamente con la mia prossima domanda. Mi sembra che da un po' di tempo ci sia un'onda dell'hardcore più alta e più grossa delle altre, che sta spingendo verso una contaminazione sempre più evidente con, appunto, il metal. Lo chiamano metalcore ma non solo (lungi da me dal ripescare tutti i nomi che gli ho sentito dare). Secondo te a cosa è dovuta questa "tendenza del momento"? Da cosa siete stati spinti ad orientare anche voi il sound verso questo approccio?

N: Dunque, che sia una moda del momento non lo metto in dubbio. Tuttavia sono anni e anni ormai che l'HC prende nuova linfa dal metal: basta pensare ai Cro-Mags o ai Suicidal Tendencies, questo è un bene perchè altrimenti ci ritroveremmo ad ascoltare sempre musica tutta uguale.
Il problema principale è che mentre molti gruppi HC che prendono dal metal (ma Il Metal con la M maiuscola, non il metalcore), cercano influenze da un altro tipo di musica per "variare" gli schemi dell'HC, altri invece prendono direttamente da gruppi che a loro volta avevano già preso da altri gruppi e così via.
A volte è un bene a volte è un male. Vedi tutti i gruppi-cloni dei Thrice che stanno uscendo come funghetti in tutti gli U.S.A. e non, tutti belli, uguali, tinti, truccati e con le unghie dipinte, ready for MTv.
Per noi il caso è diverso: ascoltiamo troppa musica diversa e questo si riflette nelle nostre influenze. Nel nostro sound ci sono troppi gruppi di diverso genere, quindi posso solo dirti che siamo un gruppo oldschool veloce e melodico, con riff potenti, doppio pedale, e una discreta attitudine punk. Potremmo essere associati a gruppi come Death By Stereo in primis, Tragedy, Newborn (oggi Bridge To Solace), Stretch Arm Strong, With Honor. Ah, in più cantiamo in italiano!

P: Quindi, comunque, non è un'impressione mia che molti gruppi HC italiani, sia che facciano parte delle nuove leve, sia che suonino già da un tot ma che da poco si sono inseriti in questa nuova tendenza, suonino allo stesso modo, usando le medesime formule e uguali fonti di ispirazione?

N: Ci sono gruppi che fanno di tutte le influenze un tesoro, e le rielaborano secondo il loro gusto. Ci sono altri che prendono un gruppo e lo copiano. Ci sono in America e ci sono in Italia, non farei generalizzazioni. Non mi dilungherò su questa questione eheh

P: Come farete uscire il vostro disco? Negli ultimi cinque anni sono nate svariate etichette indipendenti in Italia, tra cui ci sono alcuni nomi molto validi. Voi siete dapprima usciti sotto Riot Records (nello split con i Mach5), poi con Goodwill ("InCompletoDisordine") e infine avete sterzato sulla coproduzione, per quanto riguarda il 4 Ways Split: quest'ultima è stata un'inversione di strada che ripercorrerete nel nuovo album o solo un'eccezione casuale?

N: Non abbiamo progetti da questo punto di vista. L'idea della cooproduzione è nata per caso, il 4 Way Split era concettualmente un disco "d'unione" fra bands della scena italiana e lo è stato anche come produzione. Per il full length non sappiamo nulla, non abbiamo proposte, ne idee. Valuteremo quando sarà il momento eheh Se Riot o Goodwill ci faranno una proposta saremo solo contenti!

P: Vorrei restare nel tema dei "cambiamenti". Negli ultimi anni infatti abbiamo anche assistito ad un cambio di flusso dei gruppi punk, che dai centri sociali si sono spostati sempre di più nei locali. Addirittura sono nati locali che praticamente danno voce quasi esclusivamente musica punk, mentre in diversi centri sociali si è iniziato a dare spazio a settori più ristretti (ad esempio solo hardcore) oppure ad allargare le braccia a nuovi generi. Personalmente non so quanto sia un bene e quanto un male. E' vero che il punk si è diffuso, qui in Italia, principalmente nei centri sociali, ma oggi ha ancora significato supportare questo genere di musica unicamente in quel genere di luoghi?
Secondo te è un male, un bene o un naturale corso degli eventi il fatto che ci sia questo spostamento?

N: Secondo me ci sono dei pro e dei contro. In altri Paesi, in primis Stati Uniti e Germania, il punk-hardcore è un genere di musica che ha un grandissimo seguito, quindi un bel business. Cosa che qui in italia è arrivata in ritardo, ma è arrivata. Detta così non è un male, anzi. Possiamo contare su più persone e "nuove leve" (concedetemi il termine eheh), migliori produzioni, miglior qualità della musica prodotta. Contemporaneamente però, ci si ritrova i concerti a 20 euro (cosa che nei centri sociali non accadeva), ci sono i ragazzini che chiedono gli autografi e, peggio del peggio secondo me, c'è una tendenza all'interno dei gruppi hardcore, sopratutto di stampo americano, ad avere un'approccio come dire... poco "in linea" con quello che il punk significa -intendo approccio ideologico. A me sinceramente non interessa se un gruppo sfonda e si riempie di soldi, questo è solo un bene! Non mi riferisco a quello, beninteso.

P: E a cosa ti riferisci per "approccio ideologico"?

N: Mi riferisco al fatto che esistono dei gruppi che non hanno più nelle loro canzoni e nel loro atteggiamento quella spinta ideologica che contraddistingue il punk. Per farti un esempio sulla mia pelle: io ci suono volentieri nel locale, tuttavia preferisco suonare un centro sociale perché significa qualcosa, al contrario del locale che sta solo ospitando un genere di musica, a cui interessa solo rientrare coi soldi a fine serata. Ora: esistono persone nell'ambiente punk hardcore, che sostengono che i locali siano meglio dei centri sociali per svariati motivi, non necessariamente ideologici, semplicemente magari si sente meglio o sono più belli esteticamente. Ecco per me è questo tipo di attitudine che rovina venticinque anni di musica che non è solo musica, è uno stile di vita ed è un ideologia a cui molte persone hanno rinunciato o peggio ancora a cui non hanno mai fatto caso. Il punk hardcore, per quanto pieno di sfaccettature ideologiche diverse, ha una matrice sovversiva e libertaria, che necessariamente dovrebbe essere comunicata nella musica che si sta suonando. Secondo me questa è la causa del qualunquismo che imperversa da tempo ormai nell'hardcore punk. Se uno cresce ascoltando gruppi che non parlano di certe tematiche, finirà per non averle a cuore. Per farla breve: è il qualunquismo che mi spaventa, non il locale o il gruppo punk che guadagna migliaia di euro.

P: Per qualunquismo suppongo che tu non intenda il non schierarsi da una parte o dall'altra...

N: No, intendo il dare più alla forma che al contenuto. Andare nel locale perché è più pulito e bello del centro sociale. Supportare quel gruppo perché ha un sound più alla moda, ha il disco registrato meglio di quell'altro o perché si veste o si pettina nella maniera giusta. A scapito magari di un gruppo che ha qualcosa da dire, o compie iniziative "concrete" per portare avanti le proprie ideologie.
Se invece con "schierarsi da una parte o dall'altra" intendevi persone che supportano gruppi con tendenze "ambigue", nel senso che magari appoggiano ideologie di destra, beh hai colto il segno anche qui. Ma è solo una parentesi di un discorso più ampio. Esistono persone che supportano un gruppo solo perchè suonano bene, quando magari questo gruppo porta avanti delle ideologie "scorrette" o "poco in linea" (chiamiamole così che è meglio). Ma è meglio non entrare troppo in questo discorso perchè potremmo stare qui fino a domani.

P: Eheheh sì, comunque mi ero riferito al primo dei due punti e non immagini quanto condivida il tuo punto di vista... Anche se purtroppo, limitatamente al caso dei csoa, ho saputo e vissuto casi di luoghi in cui non facevano suonare se non eri strettamente HC (niente punk rock o simili), o addirittura luoghi incentrati sul music businness, dove il concetto di "supporto" è stato sostituito da "guadagno"...

N: Sì perchè questa situazione si è ribaltata in molti centri sociali, in cui ciò "che non tira" non viene programmato perché ormai tutto si è ridotto a "quanti soldi si tirano su in una serata". Pienamente daccordo con te. Fortunatamente questi sono solo "grandi" c.s. e sicuramente non la maggioranza (almeno dalla mia esperienza!).

P: Avete mai pensato, voi PHP, di fare un disco in modo tale da tirare su una certa somma? Intendo mettendovi sotto un certo tipo di etichetta, suonando musica in linea con i vostri gusti ma magari più orientata su ciò che molti ascoltano in questo periodo, mettendovi sotto delle agenzie di promoting e di booking, e ovviamente alzando di qualche euro il prezzo dei dischi... Anche come singoli componenti, non necessariamente tutti insieme in quanto gruppo.

N: Sì, abbiamo pensato di cercare un agenzia di booking perché non abbiamo mai tempo di gestirci le date come si deve per motivi di lavoro. Ma alla fine non l'abbiamo mai cercata, perché preferiremmo avere a che fare con persone che conosciamo e di cui possiamo fidarci da quel stretto punto di vista. Sul discorso soldi, abbiamo sempre cercato di andarci in pari, ma non è mai successo, ci abbiamo sempre smenato! Per quanto riguarda il suonare musica più orientata verso la moda, e alzare il prezzo dei dischi, sono cose che non fanno parte del nostro mondo.

P: Torniamo completamente sui PHP: da quant'è che siete attivi e dove avete suonato oltre che, ovviamente, a casa vostra, Milano?

N: I PHP esistono dal 1997, ma la formazione era MOOOLTO diversa. Sui posti dove abbiamo suonato...azz, un sacco!In ogni caso sempre solo in Italia e Svizzera, mai più su, e nemmeno più giù di Napoli. Per il resto abbiamo fatto centinaia di concerti in giro. Mentre a Milano non suoniamo quasi mai.

P: Avendo suonato, si può dirlo, in lungo e in largo, che idea ti sei fatto della Scena italiana? La domanda forse non è del tutto opportuna, perché credo che bisognerebbe dire innanzitutto cosa si intende per "Scena", ma da come si è articolato il discorso nelle domande precedenti credo che sia chiaro qual è il tuo punto di vista... Ci sono allora delle regioni (o anche solo città) che ti hanno impressionato, positivamente o negativamente che sia?

N: Penso che tutto sommato ci sia un bel giro in Italia, salvo alcune persone che fanno parte di un giro "elitario" in cui non è permesso entrare se non sotto esplicito invito ;) E penso inoltre che le migliori persone stiano nelle piccole città o comunità, nelle grandi città gli shows sono meno caldi perchè la gente è più abituata ad avere i concerti, quindi se la mena un po' di più a fare casino, e Milano rientra in questa categoria... anzi, forse è la peggiore. Tra le migliori scene in Italia: l'asse Perugia-Terni-Viterbo e la scena sarda. Sono i numeri uno. Gente disponibilissima, a cui non glie ne frega niente se rientri nel canone del gusto comune, l'importante è divertirsi e supportare.

P: Ricordo il vostro ultimo concerto a Roma dove mi dicesti che ti aspettavi un pubblico un po' più movimentato: per tutta la vostra esibizione nessuno s'è mosso se non per applaudire... (ma non siete voi, è così quasi sempre, in certi giri).

N: Sì più che altro perchè avevo visto delle foto dei concerti al Sonica dove la gente faceva un casino assurdo! Però poi mi è stato spiegato che il casino avviene solo con certi gruppi, è così un po' ovunque e non biasimo nessuno, è normale che ai concerti il gruppo del posto venga supportato a scapito di quello da fuori. Quello che non mi sono spiegato è perché né con 9mm né con Happy Noise (che suonavano quella sera con noi) c'è stato un accenno di movimento da parte del pubblico. In ogni caso la serata è stata carina, c'era tanta gente e noi ci siamo divertiti, questo è l'importante.

P: Arrivando verso la conclusione vorrei farti una domanda che ormai pongo un po' a tutti. Cosa ne pensi della recente Legge Urbani, in particolare sull'articolo che vieta lo scambio di materiale audio/visivo via Internet?

N: E' chiaramente un tentativo di mettere un freno a una cosa che non si può arrestare! E' la solita ignoranza degli uomini di governo, pensano che una legge basti ad arginare un fenomeno che non è nemmeno cominciato. Più persone hanno Internet e più persone continueranno a condividere files. Senza entrare nella tematica del diritto d'autore che è alquanto spinosa e ognuno può avere la sua opinione. Questo è un dato di fatto. Una legge non può fermare questa cosa. Può solo danneggiare qualche poveraccio a caso che si fa mesi (o anni) di galera per avere qualche film o disco sull'hard disk, facendo da capro espiatorio. Le cose stanno cambiando e non ti saprei nemmeno dire come, tuttavia al 100% il file sharing non si fermerà mai, questo è solo l'inizio di una rivoluzione che dovrà rivedere i canoni che prima governavano il sistema del commercio audio-visivo. Tutto lì.

P: Sei favorevole allo scambio di qualsiasi file musicale? Mi spiego meglio... E' giusto che anche gruppi che si autoproducono "subiscano" il fenomeno del p2p? Non sarebbe necessaria una sensibilizzazione per cercare di far capire che ci sono ragazze e ragazzi che mettono i dischi a 6-7 euro senza guadagnarci nulla, e che scaricarli può essere solo un danno? Ovviamente mi riferisco alla nostra scena.

N: No per me non è un danno. Voglio dire, io alle superiori compravo tipo 4-5 dischi all'anno, di più non mi potevo permettere. Il resto me li passavano e io li passavo ai miei amici. Quando ho cominciato a lavorare ho cominciato a prendere 2-3 dischi al mese ed era il primo boom del file sharing, con Napster e Audiogalaxy e il 56k. E oggi con la banda larga? Compro sempre 2-3 dischi la mese. Cos'è cambiato rispetto all'epoca? Nulla dal punto di vista del mercato musicale indipendente. Semplicemente si scaricano più dischi invece di farseli passare oppure, ancora peggio, non averli mai ascoltati. Quindi io sono strafavorevole al file sharing gratis.

P: Quindi dai l'autorizzazione a chiunque per scaricare tutti i vostri dischi?

N: Sono fiero quando trovo nella cartella condivisa di qualcuno degli MP3 dei PHP. Mi riempie di orgoglio pensare che qualcuno voglia diffondere la nostra musica. Io stesso ho tutta la nostra discografia in condivisione su Soulseek. Nick: xpamperox scaricate tutto quello che volete. Poi se vogliamo parlare del mercato discografico mainstream bè, loro si che se la stanno vedendo brutta! Ma sinceramente, cazzi loro!

P: Ahahahah benissimo. Io allora terminerei qui, c'è altro che vuoi aggiungere?

N: Volevo ringraziare in primis te e Radio Riot per l'intervista, state facendo un gran lavoro e il vostro sito/radio è un canale importante nel panorama italiano, continuate così. Poi volevo ringraziare tutte le persone che ci hanno supportato in questi anni e che continuano a farlo, tra poco torneremo sui palchi col nuovo disco. Grazie. Per chiunque volesse contattarci vermal@interfree.it è la mia mail, e www.psycholidayproject.it il nostro sito.

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