Noise Attack

Come Radio Riot ci sono altre trasmittenti che dedicano le proprie frequenze al punk, e non si tratta unicamente di web-radio! Gianluca ha scovato una di queste radio che trasmette a Bologna e dintorni; si tratta di Radio Fujiko, radio indipendente che dedica uno spazio alla trasmissione di Noise Attack!, dedicata ad hardcore e dintorni.
Andiamo a vedere come lavorano!

Gianluca: Da un paio di anni (o qualcosa di più?) conduci Noise Attack!, una trasmissione radiofonica dedicata all'hardcore più estremo. Purtroppo la trasmissione ha un bacino di utenza limitato (Bologna e dintorni giusto?); quindi, per chi non la conoscesse, vuoi parlarmi di come si struttura la trasmissione, quali criteri segui nella scelta dei pezzi, se prevedi anche interventi dal vivo ecc. ecc.?

Noise Attack: Ho iniziato a fare programmi in radio nel 1998. Questo è il quarto anno che la trasmissione ha assunto il nome Noise Attack! ma la sostanza in questi anni non è mai cambiata! Effettivamente Radio Fujiko (che trasmette sui 94.7 fm) si riceve solo a Bologna e dintorni e attualmente la diffusione via internet (attiva sino a qualche tempo fa) non è funzionante. Quest'anno trasmetto al venerdì dalle 21 alle 22.30. Siccome conduco Noise Attack! da solo, il criterio della scelta dei pezzi da mettere in onda è a mia discrezione. Fondamentalmente preparo la scaletta durante la settimana ascoltando gli album che ho sottomano oppure quelli che talvolta ricevo. Durante la trasmissione c'è la possibilità di mandare SMS. Se mi vengono fatte richieste cerco nel limite del possibile di esaudirle. Sicuramente uno dei criteri di scelta delle tracce è quello di fornire più novità discografiche possibili, anche se è veramente difficile stare dietro a tutte le uscite. Inoltre questo lavoro di preparazione della scaletta, di reperimento di news o di date di concerti, credimi, è abbastanza oneroso a livello di tempo, anche perché di giorno lavoro. Durante gli anni scorsi diversi gruppi sono venuti in studio per interviste e per presentare i propri album, cosa che sto ripetendo anche questa stagione. Devo dire che l'idea fondamentale su cui si basa la trasmissione è dare spazio alla musica che difficilmente è possibile ascoltare in posti che non siano quelli prettamente del circuito alternativo e a maggior ragione in radio.

G: Ricevo regolarmente la playlist della trasmissione e raramente posso dire di non aver apprezzato le scelte dei brani trasmessi. Dai il giusto spazio ai gruppi italiani, senza però rinunciare a trasmettere anche i "mostri sacri" stranieri. Nel farlo segui i tuoi gusti personali o tieni in considerazione anche altri aspetti? Se sì quali?

NA: Come ti dicevo prima la scelta dei pezzi è a mia totale discrezione. Certo quindi che il più delle volte metto gruppi che mi piacciono o che conosco meglio, e questo include anche i gruppi italiani. Tra l'altro ricordo con piacere che il primo concerto di un certo livello in ambito HC che vidi fu proprio uno dei Negazione. Devo anche dire che ci sono tanti album italiani di ottima fattura che però sono conosciuti in un ambito molto ristretto. Per questa ragione sono maggiormente stimolato a fare (nel mio piccolo) pubblicità a questi gruppi.

G: Il vantaggio di una radio indipendente credo sia soprattutto quello di non avere alcun obbligo da parte dei suoi collaboratori verso sponsor o finanziamenti politici. Insomma una maggiore libertà di espressione. Ti faccio una domanda che spero non risulti scomoda: hai mai ricevuto "pressioni" di qualunque tipo da parte di qualcuno affinché fossero fatte alcune scelte anziché altre, o si parlasse di qualcosa in particolare? Come hai reagito di fronte a questi casi? Ad ogni modo: come reagiresti?
NA: Premetto che Radio Fujiko è una radio fatta da volontari non retribuiti. Detto questo, non ho mai ricevuto nessun tipo di pressione. Questa trasmissione la faccio esclusivamente per passione, per trasmettere musica che, come già detto, difficilmente si riesce a sentire in radio. Se mi venissero imposti, che so, pezzi decisamente commerciali, sicuramente verrebbe meno anche questa passione.

G: Inevitabilmente però, se una radio indipendente dà a chi la porta avanti una certa libertà di azione, comporta anche degli svantaggi non indifferenti. Primo tra tutti il problema del bacino di trasmissione, necessariamente ristretto ad un area limitata. Puoi spiegarmi a me che sono un profano in materia, quali sono i problemi di tipo tecnico e finanziario che si oppongono allo sviluppo di una piccola radio? Com'è la legislazione in materia?

NA: Beh ammetto in campo tecnico di saperne ben poco. Una cosa però la conosco: portare avanti una radio comporta molti costi di gestione a cui si riesce a fare fronte con grandi difficoltà. Maggiori possibilità economiche, ma questa è la scoperta dell'acqua calda, ti consentono di ampliare il tuo bacino di utenza, di migliorare la diffusione del segnale, di avereA a tua disposizione strumenti tecnologici migliori.

G: A proposito di leggi: so che gran parte dei grandi network attuali (mi riferisco alle radio ma il discorso potrebbe estendersi benissimo anche alle televisioni private) sono il frutto del vuoto legislativo che una ventina di anni fa consentì il proliferare selvaggio di antenne. E, seppur per un breve periodo, fu possibile vivere un periodo di totale libertà per molte persone, alle quali bastavano pochi mezzi per trasmettere le proprie idee ad altre. Oggi tutto ciò non è possibile, eppure qualcosa di simile sta avvenendo con internet. Cosa ne pensi? Vedi delle differenze sostanziali tra i due periodi?

NA: Un tempo si poterono creare radio quasi dal nulla. Oggi per questioni di frequenze, tecnologie e costi le cose sono parecchio cambiate. C'è però lo spazio quasi infinito che viene offerto dal web. La libertà d'espressione penso che sia una cosa sempre molto positiva. Non mi piacciono le restrizioni. Anche in campo musicale è incredibile quanto internet abbia reso più facile lo scambio di informazioni, la possibilità di rendere visibile ciò che prima era difficile da scovare.

G: Proprio su internet stanno nascendo un numero infinito di radio che trasmettono esclusivamente sul web. E molte di queste si danno da fare moltissimo. Hanno l'indubbio vantaggio di pagare poco o nulla e di raggiungere praticamente tutto il mondo. Credi che sia questo il futuro delle radio?

NA: Sicuramente questo è un mezzo molto economico e democratico di diffondere ogni tipo di musica. Mi sembra però che queste radio trasmettano solo playlist lunghissime senza nessun intervento e senza nessuna possibilità di interagire (o sbaglio?). Una cosa che invece le radio tradizioAnali permettono. Ecco perché è necessaria la presenza di entrambe!

G: Torniamo a parlare del tuo programma. Vorrei una tua (breve) playlist "definitiva", di quei pezzi italiani e stranieri che non ti stancheresti mai di ascoltare e far ascoltare. E possibilmente motivando la tua scelta.

NA: In realtà mi vengono in mente talmente tanti gruppi che non saprei neppure da dove cominciare… potrei allora fare dei nomi di gruppi che mi hanno certamente influenzato negli ascolti: Bad Brains, Agnostic Front (i primi!!), Napalm Death (!!), Negazione, Gorilla Biscuits tanto per citarne alcuni; sono tutti gruppi che mi hanno avvicinato all'hardcore ed alla musica estrema in generale.

G: Da esperto del settore come ti sembra che si stia evolvendo la scena hardcore in questi ultimi anni? Parlo sia di gruppi più importanti che di piccole bands che cercano di farsi conoscere.

NA: Devo dire che alcuni anni fa ho sofferto parecchio la maggiore esposizione di tanti gruppi che un tempo facevano parte della scena HC. I maggiori introiti derivanti da questa maggiore visibilità li hanno portati spesso ad una deriva verso il mainstream e il music business. Altrettanto si sono avvicinati ai concerti persone che niente avevano a che fare col mondo e la filosofia dell'hardcore in senso lato. Magari a me come ad altri piace di più rimanere in alcune situazioni fuori dai giri dei megaraduni e dei megaconcerti che sanno poco di hardcore e molto più di moda effimera. Ad ogni buon conto ho notato tantissime band che hanno proseguito con grande coerenza la loro strada sia musicalmente che a livello di atteggiamenti. Spero sempre che chi fa questa musica lo faccia comunque per passione e coAnvinzione infischiandosene del resto. A livello di sonorità mi limito a constatare quanto ampia sia stata la diversificazione negli stili a partire dagli anni '90.

G: La scelta di inviare una playlist tramite e-mail è ottima, consente comunque di restare informati sul programma anche a chi, come me, non può ascoltarlo definitivamente. Hai mai pensato di affiancarci anche un supporto cartaceo? Qualcosa che fosse a metà tra una fanzine e un bollettino della radio? Cosa ne pensi di quelle radio che lo fanno già? Ti sembra uno strumento utile?

NA: Sarebbe proprio un'ottima idea. Purtroppo in questo momento mi manca il tempo per realizzarla. Se avessi anche una maggiore esperienza sarebbe bello riuscire a creare una piccola etichetta. Chissà che più avanti non si riesca a realizzare entrambe le cose!

G: Qual è l'opinione di un bolognese circa la scena della propria città e dintorni? In questi ultimi anni i più grandi eventi del genere si svolgono tutti nella tua città (probabilmente anche per ragioni di comodità geografica), hai mai pensato di legare il programma a questi? Magari trasmettendone alcuni brani dal vivo?

NA: Eterno dilemma: esiste una scena bolognese o no? Ci sono molti gruppi che s'impegnano per suonare e organizzare concerti e sono cresciute diverse realtà (su tutte l'Atlantide) che si sono date da fare alla grande in questo senso. Non mi sembra che però esista una scena bolognese HC. Per quanto riguarda i grossi eventi musicali a cui penso ti riferisci il mio interesse è molto relativo. Come già detto penso siano concerti ad uso e consumo della generazione cresciuta a suon di MTv e che non hanno praticamente niente a che vedere con ciò che io considero la scena… alternativa. Mancano proprio qua a Bologna invece quei concerti di gruppi storici che ai tempi ad esempio dell'Isola Nel Kantiere riempivano spesso le serate bolognesi.

G: Solitamente intrattieni rapporti epistolari o personali con i gruppi che trasmetti (almeno quelli trasmessi più frequentemente)? Hai mai avuto problemi con qualcuno di questi?

NA: Ho diversi contatti con etichette e con alcuni gruppi. Certamente più stretti con quelli che ho conosciuto personalmente durante gli anni. Una cosa molto interessante e stimolante è stata proprio quella di conoscere molte band e molte persone interne all'hardcore e magari ritrovarle sempre ai concerti.

G: Ok, è tutto. Ti ringrazio per la disponibilità. Aggiungi ciò che vuoi.

NA: Ti ringrazio per questa intervista; saluto tutti coloro che ascoltano Noise Attack! e chi segue e supporta il mondo dell'hardcore.