N.D.H2O
N.D.H2O è tutt'altro che una "nuova" band di una delle Scene italiane. Con in mano gli strumenti fin dal 1996 questa band è di recente uscita con un disco, "Io Non Posso Entrare", recensito su Radio Riot non molto tempo fa. Cercando di toccare più argomenti, ma sempre relativi alla band, ho trovato molto interessanti le risposte che mi hanno dato, certamente frutto della decennale esperienza della band. Curioso è stato anche il loro parere sulla scena punk della loro città...
Pit: Cominciamo col nome: N.D.H2O. Per puro caso ho scoperto che significa Never Drink H2O (quindi Non Bere Mai L’Acqua, in sostanza). Non so perché ma sento odor di birra…
NDH2O: E’ il nome “storico” della band…. Che vive dal 1996 quando i fondatori avevano 16 anni… è un nome decisamente adolescenziale, ma come ho ricordato in altre situazioni siamo affezionati a questo nome perché dimostra quanta strada è riuscita a fare il gruppo in questi anni senza mai far venire meno l’amicizia che lega i componenti.
P: E’ curioso anche il nome del vostro secondo demo, “100% Foot Punk”. “Foot Punk”?
NDH2O: Un nostro amico lo aveva coniato per prenderci in giro quando, in un concerto estivo, ci presentammo in sandali sul palco!!! Noi ne abbiamo rielaborato il significato: ovvero punk fatto coi piedi; un modo simpatico per fare un po’ di autoironia nel momento in cui si lavora con passione ad un progetto importante…
P: Come se la passa una band che suona hardcore melodico in un periodo in cui questo genere, almeno in Italia, non ha più le attenzioni di qualche anno fa?
NDH2O: Non credo che il compito di un musicista, o di un artista in genere, sia quello di cavalcare l’onda della tendenza. Stimo e apprezzo la scelta di tutti coloro che dichiarano di comporre e suonare ciò che vorrebbero sentire dagli altri gruppi. La nostra musica non ha connotati ben precisi (che sia punk, punk-rock, punk-hardcore o hardcore melodico spetta agli altri dirlo), è semplicemente il frutto della nostra passione, della musica che scorre nelle nostre vene perché fa parte di noi e abbiamo necessità di tirarla fuori.
P: Poi magari dalle vostre parti il genere va… Vedo che avete registrato nella provincia di Parma: voi siete di lì, o comunque siete in contatto con la sua realtà? Avete idea di come si ponga in questo periodo?
NDH2O: Parma è una città borghese e snob e il pubblico non sente la necessità o la curiosità di ascoltare nuove proposte musicali. Si accontenta di sentire una qualche cover di Vasco o Ligabue e che sia a basso volume!!! C’è però un grande fermento di nicchia indirizzato per lo più sull’ indi-rock o rock nelle sue più svariate sfaccettature. Direi che come gruppo punk predichiamo un po’ nel deserto… infatti come potrai notare dai nostri concerti suoniamo poco dalle nostre parte e amiamo spostarci da Parma.
P: Magari avete avuto l’occasione, con qualche concerto, di farvi un’opinione di quel che sono anche le realtà di altre città d’Italia…
NDH2O: Nei centri sociali, i locali dove più frequentemente abbiamo occasione e opportunità di esibirci, il pubblico non disdegna, come da tradizione, il punk o comunque i generi affini. E’ normale che la risposta del pubblico sia positiva. Credo che comunque l’indifferenza non dico musicale, ma addirittura culturale, dilagante nel nostro paese sia legata al modello di società che ci viene imposto dai media e che contagia soprattutto i giovani…. Che non crescono più a latte e biscotti ma a Costanzo e Maria De Filippi. C’è tuttavia una buona parte di giovani capaci di guardare con occhio critico a tutto questo e l’underground musicale italiano può dare loro valide alternative.
P: Torniamo a voi. Il carattere del vostro sound è, come lo definite voi, un hardcore melodico che a tratti intreccia riff più orientati al punk rock. La melodia su tutto insomma…
NDH2O: Credo che il contrasto melodia e potenza sia raffinato e graffiante. Come dicevo prima non è una scelta squisitamente artistica ma anche di cuore. E’ quello che probabilmente ci piacerebbe sentire in un CD ed è quindi quello che esce dalle nostre mani e voci. La melodia rende più gradevole l’ascolto anche se evitiamo i ritornelli “tormentoni” che ti entrano subito in testa. La base musicale però deve essere un connubio di dinamismo e potenza che scuota l’anima.
P: I testi però sono quasi interamente legati a eventi o riflessioni di stampo sociale, politico, andando a toccare temi tanto nostri quando più lontani e magari non a tutti noti. Testi che insomma non parlano certo di belle giornate melodiose. Mi sembra che alla base di una simile scelta ci debba essere un intento preciso…
NDH2O: Sono fermamente convinto che la musica sia la più potente arma che sia mai stata concepita. E’ in grado di veicolare idee e porre quesiti a tematiche importanti: perché non sfruttare questa opportunità? Il punk italiano in questo può e deve maturare. Dobbiamo svincolarci da luoghi comuni o stereotipi triti e ritriti e cercare di dare maturità alla scena per renderla più credibile che mai.
P: …nonché una ricerca, o un interesse particolare, per certe informazioni non vicine a tutti…
NDH2O: Sarebbe più “vendibile” parlare della ragazza che ti ha lasciato e tutte le solite menate, però ci sono cose che non possono essere taciute (l’indifferenza occidentale alle problematiche del Sud del Mondo sono un tema ricorrente in “Io Non Posso Entrare” per esempio…) e che dobbiamo portare all’attenzione di tutti. E’ ovvio che a certi temi sono più legato che ad altri per svariati motivi personali e anche perché affrontare tematiche che non si conoscono alla perfezione si rischia di cadere nel banale e nel pressapochismo. In molti parlano di Iraq sapendo ben poco al riguardo… o parlano di Bush senza saperne minimamente nulla. Di solito ci tengo a documentarmi e a fare ricerche prima di avventurarmi nella stesura di un testo (parlo in prima persona in quanto autore dei testi).
P: “Io Non Posso Entrare” contiene dieci tracce precise, un buon numero. Io sostengo che prolificità non vuol dire qualità: un disco potrà anche contenere 20 canzoni, ma se solo 5 sono valide le rimanenti 15 sono pressoché di riempimento e cioè praticamente inutili.
Se da un lato ci sono gruppi che tendono a vendere dischi colmi di musica ma di bassa qualità, dall’altro lato c’è anche chi vende dischi magari di ottima qualità ma con una miseria di pezzi. Il problema si pone nel momento in cui entrambi li vendono ad un prezzo eccessivo per il materiale proposto: così come credo che sia per tutti impensabile pagare “tanto” per un prodotto che vale poco, potrebbe essere lo stesso pagare “tanto” per un prodotto che ha poco.
Avete mai pensato alla questione?
NDH2O: Hai centrato in pieno una questione che in fase di pre-produzione ci eravamo posti anche noi. Piuttosto che improvvisare la stesura di brani di bassa qualità che fungessero da riempitivo abbiamo preferito ripescare e rivisitare alcuni brani “vecchi” che più si avvicinavano all’idea di “Io Non Posso Entare”: si pensi a Vero Destino e Solitario Pensatore per esempio.
Riguardo al prezzo direi che più di rimetterci non potevamo fare: l’album è autoprodotto e ciò significa che le nostre tasche ora fanno acqua. Il prezzo di 8 euro imposto al pubblico non ci permette di coprire tutte le spese ma penso che sia più che onesto perché vedo in vendita a 5 euro demo masterizzate di 4 brani…
P: Adesso che siete sotto la Kick Agency quali sono i vostri progetti? “Io Non Posso Entrare” è fuori dallo scorso anno, ma c’è già qualche pezzo nuovo nel calderone?
NDH2O: Il grosso aiuto che ci sta dando la Kick in termini di visibilità ci sprona ad intensificare il nostro impegno in un progetto musicale ed artistico cui teniamo moltissimo. Vogliamo intensificare i live show e guardare lontano: in quest’ottica abbiamo già in preparazione almeno 5 brani nuovi che faranno parte del nuovo album. Il prossimo disco però, riprendendo il concetto di prima, non verrà prodotto finché non avremo per le mani almeno una decina di brani di cui saremo pienamente soddisfatti.
P: Bene, per me è tutto. Grazie della disponibilità e in bocca al lupo!
NDH2O: Grazie a voi per lo spazio concessoci e buon lavoro.
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