La Crisi
Dall'ormai rodata Milano, che di band punk/hardcore ne ha viste nascere e morire un'infinità, ecco un'intervista con Mayo, voce della neonata band La Crisi.
Reduci dall’uscita di un demo a fine 2003 tornano all'inizio del 2005 con il loro primo full length, prodotto da Hurry Up! records.
Pronti a partire per un tour negli Stati Uniti continuano a suonare in giro per l'Italia, portando già in giro nuovi brani: non stanno mai fermi questi ragazzi...
XmaxX: Com'è nata l'idea di questa band? Avete già altri progetti paralleli ai La Crisi?
Mayo: Dopo alcuni anni passati in Inghilterra avevo qualche pezzo pronto e la voglia di ricominciare a suonare, ma ancora non sapevo con chi farlo. Ho chiesto a Dario (chitarra) e ha accettato subito; lo stesso è stato per Diste (basso) col quale avevo già suonato nei Sottopressione. Abbiamo provato un po’ di tempo con il batterista dei De Crew, Dario, anche lui nell’ultima formazione dei Sottopressione, ma per problemi di tempo ha smesso ed è arrivato Paolino.
Altri progetti… Paolino ha suonato con i Minnie’s, Diste suona negli Stilene, e io e Dario abbiamo suonato insieme nei Fiftyardsmore e una volta sciolti abbimo iniziato un gruppo hard rock, ma il progetto è fermo da un po’.
XmX: Il vostro old school è abbastanza particolare e molto originale, secondo me. Quali sono i gruppi che maggiormente vi hanno ispirato e tuttora vi possono fornire validi spunti per nuovi lavori?
M: Io e Diste abbiamo un background comune avendo suonato insieme anni fa, mentre Dario ha una tendenza più rock'n'roll e hard rock. Probabilmente sono queste divese attitudini che messe insieme danno vita ad un suono abbastanza particolare, non è né ricercato né studiato, viene da sé.
Le band che sicuramente mi hanno sempre dato molto sono Minor Threat, Bad Brains, Faith e tutta la prima scena di Washington D.C. primi anni ’80. "Rock For Light" è spesso sul mio giradischi.
XmX: Il vostro primo album (speriamo di una lunga serie) è prodotto dalla Hurry Up!: è stata una vostra scelta o c’è stata una proposta da parte loro dopo l'uscita del demo nel 2003?
M: Conoscevo già Matteo e quando ha sentito il demo gli è piaciuto molto e ci ha proposto di mandargli un CD una volta registrato tutti i pezzi dell'album.
Credeva molto nel progetto e dopo aver vagliato varie etichette abbiamo deciso che la scelta migliore era uscire per lui. Matteo si è sbattuto molto per promuovere l'album e siamo molto soddisfatti del suo lavoro; ha investito tanto su di noi e non possiamo che essergli grati.
XmX: Il vostro CD è totalmente in italiano: credete che l'hardcore italiano abbia qualcosa da invidiare a quello americano? Credete che il cantare in italiano sia impotante per una band italiana?
M: L'unica cosa che posso invidiare all’HC americano è la nascita, poi negli Stati Uniti è molto più facile avere una band e suonare in giro, i prezzi della benzina sono irrisori e chiunque abbia un garage può provare tutte le volte che vuole, mentre qui in Italia dobbiamo ogni volta fare i conti con spese molto elevate per spostarci e spesso capita che i rimborsi non siano sufficienti e a volte bisogna rifiutare proprio per motivi economici.
Riguardo al cantato: io sono italiano, parlo e penso in italiano, scrivo in italiano e quindi canto in italiano. Per me è naturale che sia così. Ma l’hardcore è spontaneità, se uno è più a suo agio a cantare in inglese è giusto farlo in inglese, altrimenti perde la sua sincerità. Anche se secondo me l'italiano è molto adatto per essere usato nell'hardcore: a volte è solo questione di abitudine.
XmX: Il vostro tour negli States sarà la riprova che l'HC italiano cantato in italiano non ha confini e che al contrario di quello che crede certa gente non preclude la possibilità di essere conosciuti all’estero e fare concerti oltre i confini nazionali.
M: Certo, non è assolutamente vero il contrario, anzi la gente che ho contattato io in America è rimasta molto entusiasta della cosa e ha accettato con molta curiosità di farci suonare.
La non esportabilità è una stronzata, lo dimostra il fatto che, quando molti gruppi italiani all'inizio degli anni '90 hanno cominciato a cantare in inglese, si sono confusi in mezzo ai tanti e nessuno se li ricorda. In America, a parte i Raw Power, tutti sanno chi sono Negazione e Indigesti e questi cantavano in italiano!
XmX: Due parole in più sul vostro album: come mai l'ultima traccia del CD non ha né titolo né testo? E' sicuramente un inno anticlericale o sbaglio?
M: Sì la canzone è di Vasco Rossi ed è contenuta nell'album "Bollicine" del 1979. Ci abbiamo riso sopra un bel po' prima di deciderci di farla ma descrive bene i dubbi che un ragazzo si pone una volta cosciente e libero dalle oppressioni famigliari.
Prima di avvicinarmi all'hardcore ho ascoltato molto Vasco, che per l'epoca era un personaggio scomodo che parlava di argomenti che non tutti osavano trattare.
XmX: Che effetto fa dopo anni di assenza dai palchi trovare ragazzi, più o meno giovani, che si spaccano le ossa con canzoni come Clima-Morfosi?
M: E' molto bello perché vuol dire che cose che hai fatto sono contate qualcosa per qualcuno.
Per quanto potessimo essere ambiziosi con i Sottopressione non avremmo mai pensato che dopo 10 anni ci fosse ancora questa voglia di sentire certe nostre canzoni. Anche se devo dire che per me è più strano sentire la cover di una tua canzone, perché puoi sentire le versioni tutte differenti di altri gruppi.
La cosa più bella è che non siamo stati io e Diste a proporla come cover, ma Paolino.
XmX: Io credo che l'amore e la passione per l'hardcore non si spengano stando per un po' di tempo lontano da concerti e dalla musica. Secondo te, Mayo, come sono cambiati i ragazzi nell'approccio con la scena? E più in generale, hai trovato molta differenza in questa scena che ormai compie 25 anni?
M: Il perché i ragazzi si avvicinano a questa scena è pressoché lo stesso, anche se agli inizi si cominciava a suonare punk/HC per un esigenza di ribellione mentre ora con la commercializzazione e l'allargamento di questa scena molti ragazzi si avvicinano per moda o comunque senza tutto quell'ardore che poteva esserci in passato. Una volta ci si doveva sbattere per trovare dischi punk e vedere certi concerti; ora i CD punk si trovano al supermercato sotto casa, quindi chiunque può avvicinarsi alla scena. La cosa ha comunque anche molti lati positivi.
XmX: Vedendo voi 4 giovincelli sul palco ho l'impressione di 4 ragazzi umili con tanta voglia di fare. A mio parere l'umiltà è un vostro grande pregio. Suonando spesso in giro per l'Italia avete avuto l'impressione (che io ho avuto in poche e sporadiche occasioni) che ci siano gruppi che pensano di essere al di sopra di altri? Cosa che tra ragazzi con una certa attitudine non dovrebbe succedere...
M: C'è sempre stato e sempre ci sarà chi si crede meglio degli altri. Io sono dell'idea che se una persona mi rompe le palle la vedo una sera, ci suono insieme, poi ognuno torna a casa sua, quindi non è che me ne freghi troppo.
Nel complesso comunque posso dire che siamo stati molto fortunati e che non sono poi tante le persone del genere che abbiamo incontrato.
XmX: Tasto dolente di questi ultimi mesi: arresti e repressione, che hanno colpito anche un caro amico che da anni partecipa attivamente alla scena, Massimo Leonardi. Cosa ne pensate di questa ondata repressiva tornata di moda dopo qualche tempo di stallo?
M: Gran bravo ragazzo Il Sardo. Purtroppo l'Italia è governata a cazzo e la merda ci cade addosso da tutte le parti.
Purtroppo basta guardare l'ultimo referendum per capire quanto al popolo italiano importi della merda che ogni giorno deve subire.
Sicuramente la repressione è il modo più sbagliato per risolvere le cose e allontana sempre di più dalla vera democrazia.
Visitate il sito dei La Crisi:
www.lacrisi.com


