Mannix
Da circa un anno sono usciti con il loro CD e ora sono in tour per l'Italia. Radio Riot ha da poco preso qualche loro disco per poterlo distribuire qui e lì, ai concerti o via net. Da sempre pensiamo che l'intervista sia un mezzo unico per conoscere a fondo una band. E ora tocca ai Mannix.
Data: Sabato 2 Novembre 2002
Evento: Concerto Mannix + Per Niente Buoni
Luogo intervista: Mitico furgoncino rosso con luci soffuse e comode poltroncine, parcheggiato poco fuori dal "L'Urlo"
Bepi: Ciao ragazzi. La prima cosa che volevo chiedervi è la prima cosa che impressiona dopo un'ascolto critico a "Lascia perdere": la grande coordinazione tra gli strumenti; intesa che, sono certo, sarà ancora più forte nel live di stasera. Una condizione del genere si raggiunge dopo anni di sala prove e dai tempi della famosa cascina non si può certo dire che il tempo non sia passato. Ci raccontereste brevemente qual'è la vera storia dei Mannix?
Roma: La storia dei Mannix: droga, droga, droga (ride)
Francio: Allora, i Mannix nascono più o meno nel 1997, nella prima formazione c'ero io, il Francio, alla chitarra-voce, poi c'era il nostro amico Kakta all'altra chitarra, Becio al basso e Roma alla batteria. La formazione si è divisa dopo un'anno e mezzo che suonavamo più o meno, se n'è andato l'altro chitarrista ed è arrivato Andrea (Roche) che è di là che dorme. Abbiamo iniziato facendo le cover che può fare un qualsiasi gruppo punk all'inizio della sua storia almeno alla nostra epoca, più sul punk rock che sull'hardcore melodico, genere al quale ci siamo ispirati sempre di più... poi praticamente cos'è successo, suonavamo in una cascina di campagna lì in zona Piacenza, c'hanno sfrattato perché dicevano che ci sarebbe caduta in testa da un momento all'altro (ride): ma era una scusa, noi andavamo lì a farci i cazzi nostri e gli sbirri hanno rotto le palle. C'han mandato via quindi siamo stati un'anno senza fare un cazzo anche perché il batterista è partito a fare il militare. Nel 2000 abbiam trovato la nostra sala prove attuale e lì abbiamo iniziato a suonare un po' più seriamente, abbiam dato vita ai primi pezzi nostri, prime demo, pezzi su compilation e poi il CD alla fine. Questa è la nostra storia.. fin'ora.
- Roma fruga sotto il sedile del furgoncino dov'è seduto Bepi -
B: Ehm Roma scusa ma si può sapere che cerchi?
Ro: Eh cazzo c'era il fumo qua ma non si trova più! (risate)
B: Ahaha andiamo avanti va. Quando un gruppo inizia la sua attività, non avendo un proprio stile, si rifà anche involontariamente a dei gruppi che gli piacciono in modo particolare, o dei quali suona delle cover. Che punti di riferimento avete avuto all'inizio della vostra carriera prima di arrivare a raggiungere una vostra impronta personale?
Ro: Abbiamo iniziato a fare appunto il punk rock, anche perché secondo me è più giusto iniziare con qualcosa di facile, e ci è venuto anche d'istinto proprio iniziare con questa cosa, poi pian piano logicamente impari le prime cose, no? E siamo passati a cose più difficili come Lagwagon, NoFx... cose comunque melodiche, un po' veloci... e poi inizi a fare della roba tua, che magari c'ha già uno stile, con una metrica del gruppo proprio, perché comunque tutte le idee si mischiano e nasce una melodia del gruppo, diciamo. Il nostro genere preferito comunque era sui NoFx, Lagwagon, Propaghandi, all'inizio, Rancid...
Rudy: Molto NoFx all'inizio; diciamo che l'hardcore melodico ce l'han fatto scoprire loro.
Ro: Sì e poi fai conto che io tipo i Propaghandi li ho scoperti dopo due anni che conoscevo i Nofx, cioè pian piano li abbiamo conosciuti. Magari fai conto un ragazzo d'oggi, tipo te no? Ti ritrovi già davanti tutto.
B: Intendi dire con l'affermarsi di internet e della scena?
Ro: Esatto. Puoi venire a conoscere tante cose, invece tipo i NoFx li ho conosciuti dopo un'anno che suonavo, capito?
B: Come li hai conosciuti, un amico?
Ro: No lui più che altro (indicando il Francio)
F: Io i NoFx li ho conosciuti quand'erano esplosi in Italia con "Punk In Drublic", nel '94-'95, poi da lì pian piano ho ascoltato tutto il filone hardcore melodico già con gruppi come Lagwagon... e poi abbiam cercato di fare un genere che comunque è nato in America, sicuramente californiano come stile e italianizzato poi con uno stile nostro.
B: Sì, infatti credo che uno stile personale ce l'abbiate eccome. Dopo l'uscita del disco i Mannix si sono in un brevissimo lasso di tempo indubbiamente affermati nella scena italiana. Per questo risultato quanto credete sia contato il vostro talento, la qualità dell'album, l'attività live e la promozione Sana Records?
Ru: Sicuramente essere sotto un'etichetta ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi: la Sana records per ora non si è ancora impegnata molto con noi, diciamo un vantaggio è che riusciamo a discutere le cose, cioè se lui vuole una cosa che a noi non va...
B: ...riuscite a dialogare comunque.
Ru: Sì nel senso discutiamo quello che si vuole fare. Ora la Sana è impegnata molto con un'altro gruppo, che fa rocksteady: non c'entra un cazzo con noi. Il problema è, come diceva Pit nella sua recensione, che il prezzo del CD nei negozi è troppo alto, e questa è stata un po' l'inesperienza dell'etichetta, per cui il primo CD che ha fatto l'ha messo su ad un prezzo molto elevato.
B: Voi comunque siete soddisfatti di questa promozione, così a livello di pubblicità?
Ru: Ti dico fino ad ora non ha focalizzato molto l'attenzione su di noi. Nell'ultimo mese ci ha fatto vedere dei bozzetti per pubblicità su giornali così, progetti e tutto però diciamo che tra virgolette il 90% del merito è nostro, coi concerti e altro.
B: Quindi diciamo che l'attività live ha avuto la sua rilevanza?
F: Sì per farsi conoscere serve molto l'attività live, se suoni bene vai in un posto dove il genere piace e la gente si ricorda di te.
Ro: Non è il caso di stasera comunque...
F: ...non ci fanno fare neanche un check...
Ro: ...cioè non sappiamo manco come sono i volumi, speriamo si capisca qualcosa!
- risate - (appena arrivati effettivamente la situazione era catastrofica e il gestore molto inesperto; dopo, invece, il check si riuscirà a fare e la serata andrà benissimo - ndBepi)
Ru: E poi dopo sicuramente è servito essere distribuiti nei negozi anche se la distribuzione non è magari molto specializzata nel nostro genere di musica. Comunque tra un pò ci sarà una ristampa che finalmente avrà il prezzo più basso, sui 12 euro... diglielo a Pit! (ride)
B: I brani del disco sono prevalentemente influenzati da due generi: lo ska e l'hardcore melodico. Spesso in alcuni pezzi si alternano le caratteristiche del melodicore con rapide sequenze in levare e talvolta con l'apporto di fiati: se doveste avere l'ingrato compito di etichettare la vostra musica come la definireste? C'è qualche rapporto con lo ska-core?
Ro: anal-core!
F: teen-sex-core!!
Ru: pornosoft-hardcore!!!
(risate)
Ro: La nostra musica? Che musica facciamo noi, ragazzi? Punk-core, alla fine è punk-core dai... cioè lo ska alla fine è qualcosa di alternativo ma non possiamo dire di fare ska-core, lo ska-core lo fanno i Chocking Victim.
B: Certo, infatti vi chiedevo se c'è qualche rapporto con lo ska-core.
Ro: No direi di no: un gruppo che fa hardcore-punk e poi qualche pezzettino di ska ogni tanto non credo sia da considerarsi ska-core.
B: Nel caso ci sia una regola o un'abitudine particolare, come nascono le canzoni dei Mannix?
Ro: Dunque il Francio, arriva in stanza e dice "ragazzi ho questi tre accordi" o "questo riff di chitarra" insomma poi logicamente ha bene o male quasi sempre una melodia, poi in saletta si vede un po': si trova un tempo per la batteria che ci stia bene per accompagnare la canzone e si vede un po' come strutturare la canzone... si lavora sopra.
Ru: Sì diciamo che la struttura base la portano o il Francio o il Roche, e poi ci lavoriamo tutti in stanzino.
F: L'idea nasce diciamo "casalinga", ho una mia idea o un'idea del Roche, ci si mette sopra un riff di chitarra e si porta in sala.
B: Dopo diversi ascolti del disco mi sono reso conto che per quanto i testi siano molto musicali e le linee vocali siano incastrate perfettamente almeno quanto gli altri strumenti, non rimangano certo (almeno per quanto mi riguarda) impressi dal punto di vista contenutistico. Intendo dire che mi sembrano nel complesso un po' minimizzati e non si tenda a buttare fuori i loro significati con ritornelli esplicitanti o altro, restando sempre un po' sulla vaghezza: questo poco interesse sembra anche confermato dalla scelta di non pubblicarli né sul booklet del disco nésul sito. Quanta importanza date quindi al testo e quanta alla musica? Sono testi pensati, riflessivi, impegnati o come capita spesso in parecchi gruppi scritti tanto per completare una promettente canzone strumentale?
Ro: Le nostre canzoni sono strumentali alla fine nel testo non è che ci impegniamo tanto.
B: No beh, non parlavo necessariamente di un'"impegno sociale", ma più che altro di un messaggio o una certa rilevanza al significato. Teleindipendente ad esempio mi sembra comunque dare un messaggio no?
Ro: Sì è vero, Teleindipendente è comunque un messaggio che vogliamo dare alla gente.
B: Hm comunque date più importanza al testo che alla musica?
Ru: Dipende..
Ro: Beh sai comunque ci sono gruppi che dedicano quasi tutte le loro canzoni a uno stile di vita o parlano del loro modo di ribellione, ci sono quelli che parlano solo di donne... ad esempio le Pornoriviste parlano solo di donne! E noi parliamo di droga e di cazzate, alla fine tanto per dire qualcosa raccontiamo delle cose che facciamo noi o che ci capitano in giro, senza comunque un nesso logico o qualcosa di deciso.
B: Comunque non sono testi fatti solo per completare un pezzo strumentale?
Ru: No, assolutamente.
Ro: No vedi, ci sono gruppi che usano i loro testi per mandare un messaggio, magari tipo i Punkreas... e li stimiamo. Noi però magari non stiamo lì a lavorarci sopra tanto...
B: Okay, quindi magari avete una canzone e decidete di metterci sopra un testo. Non sono comunque scritti tanto perché "deve" esserci, tipo che so, i Persiana Jones?
Ru: No, no, non così, sono comunque testi personali.
F: Però comunque l'impatto sonoro è molto importante, soprattutto nel genere che facciamo:è importante la melodia. Magari dalla canzone che si fa l'impatto è quello e si decide di metterci un certo tipo di testo; che poi lanciamo un messaggio o no è un'altro discorso, quando abbiamo qualcosa da dire la diciamo.
Ru: Comunque non è mai successo che decidessimo di fare un testo su qualcosa di preciso da prima, tranne nell'ultimo concerto che abbiamo deciso di fare una canzone sui gay.
Ro: Sì magari lo butteremo giù.
B: Capito, chi li scrive comunque?
Ru: Dipende, o il Roche o il Francio... o il Francio o il Roche anzi! (ride)
Bero (amico dei Mannix): Tranne una...
Ru: Tranne una... quale?
Bero: Il Coccodrillo!!
Ru: Ah sì Il Coccodrillo! E' un'idea che ha sviluppato Becio, il vecchio bassista.
Ro: Ma poi è uguale la prima strofa del testo del Coccodrillo
Ru: Boh... credo che il Becio abbia portato in saletta quest'idea, l'ha cantata come se la ricordava... e poi il testo è rimasto quello!
F: Sai ci sono volte in cui sai già la canzone che suoni e crei il testo in cinque minuti. Lo crei in cinque minuti e dici "Bon! E' finita", e quelle saltan fuori così. E' raro però capita.
B: Vabbuono vabbuono... allora progetti per il futuro, a parte la ristampa?
Ru: Allora, pensiamo di prenderci una rolls royce...
Ro: ...quattro chili di cocaina, due di hashish...
Ru: ...e tante teenagers!
B: Okay una ristampa di teenagers allora (sorride)!
F: Ehehe sì! No vabè progetti futuri: stiam registrando un singolo, che uscirà su una compilation sempre della Sana Records coi Moravagine, e poi quando avremo un po' di pezzi speriamo di registrarli e sceglierli per un'altro album, quasi sicuramente; ci terrei.
Ru: Gli diamo il titolo in anteprima?
F: Cioè?
Ru: Non c'è! (risate)
B: Vabbene ragazzi, allora grazie mille per la vostra disponibilità! Alla prossima!
Tutti: Ciao Bepi grazie a te e a Radio Riot!
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