Latte+
In una scena sempre più movimentata (vorrei conoscere chi dice che la scena è ferma) sono arrivati ormai da giugno sulle onde multimediali di Radio Riot i Latte+, promettente gruppo punk rock toscano dalle ottime prestazioni. I gruppi che propongono il vecchio punk rock sono sempre in fermento, facendo notare come non solo le "nuove tendenze", ma anche quelle vecchie, sono sempre ben viste da tutti. Radio Riot va allora ad intervistare il gruppo fiorentino per saperne di più su di loro.
Pit: Salve ragazzi, solitamente la prima domanda riguarda una breve introduzione al gruppo. Quindi avanti, diteci tutto di voi.
Latte+: Abbiamo formato i Latte+ circa 4 anni fa, ma già in precedenza suonavamo assieme in una punk cover band, quindi i Latte+ non sono altro che il continuo di un progetto nato quando eravamo ancora dei ragazzini. Naturalmente con il nuovo gruppo sono venuti anche i primi pezzi propri e le idee sono iniziate ad essere un po' più chiare…
P: Avete detto di aver iniziato nel 1997 e la vostra prima demo autoprodotta è stata presentata due anni dopo. Penso che sia una buona cosa, perché spesso ci sono gruppi che tendono ad uscire con qualcosa dopo pochi mesi e magari si finisce con creare qualcosa di poco originale e molto instabile. Che cosa ne pensate voi?
L+: Per quanto ci riguarda, la nostra prima demo uscì proprio l'anno in cui ci formammo, ma partì come una cosa a livello locale. Avevamo questi 5/6 pezzi pronti e volevamo registrarli per sentire un pò come suonavano e spedirli a qualche gruppo per organizzare un pò di date assieme, tutto qua. La cosa però finì in maniera un po' diversa perché di quella demo vendemmo quasi 2000 copie in definitiva, e tutt'ora riceviamo richieste ed elogi per quel quarto d'ora di nastro eh eh… Poi però le prime cose serie le iniziammo a fare un paio di anni fa come hai detto, e andammo in studio a registrare quello che tutt'ora è il nostro unico album autoprodotto. Anche quello è andato bene ed è sempre stato recensito in maniera ottima. Comunque sono d'accordo con te, troppi gruppi non si danno il tempo di crescere e di apprendere certi fondamentali, e finiscono per bruciare troppo le tappe. Così facendo rischiano di creare cose che poi non li soddisferanno in pieno. Conosco diversi gruppi, anche abbastanza validi, a cui sono successe cose del genere.
P: Comunque si sente parecchio che il gruppo non presenta qualcosa di frivolo. I vostri pezzi rispecchiano a tratti un punk rock molto semplice, molto alla Ramones e Buzzcocks, tratti che però vengono poi uniti assieme da una buona capacità strumentale che sfocia in qualcosa di più tecnico. Che cosa vuol dire per i Latte+ "saper suonare"? Quanto è importante, considerando anche che avete una media di 24 anni e quindi immagino che abbiate una buona fetta di esperienza?
L+: Intanto hai indovinato una cosa, e cioè che le nostre radici sono proprio in quel tipo di punkrock che tu hai detto, semplice e molto diretto come i Ramones, i Buzzcocks, ma anche Damned, Pistols e tanti altri ancora. Quei gruppi ci hanno letteralmente cambiato la vita. Non saremmo qui a parlare se un giorno verso i 13 anni, non avessimo ascoltato "Never Mind The Bollocks" tanto per capirci. Noi siamo molto legati al movimento punk degli anni '70 anche se con il tempo siamo riusciti a creare una specie di legame con le sonorità dei giorni nostri, ed è per questo che in un nostro disco puoi benissimo sentirci 25 anni di musica, partendo dai Ramones, passando attraverso Descendents, e arrivando fino agli Ataris o i Teen Idols, gruppi che per noi sono il top. Per quanto riguarda il saper suonare… beh, stai parlando con le persone sbagliate ah ah ah! Comunque, scherzi a parte, è vero che l'esperienza è fondamentale, oggi sappiamo fare cose che la scorsa estate non sapevamo fare, e magari il prossimo anno sapremo fare cose a cui adesso manco pensiamo e così via. E poi noi non siamo più gli ultimi arrivati ormai, insomma incominciamo ad essere vecchi…
P: Nell'introduzione ho accennato al fatto che i gruppi che propongono punk rock sono ancora molti. Potremmo ironicamente dire "punk rock's not dead". Ma mi chiedo: come mai? Perché il punk rock, vecchio di 30 anni, prende ancora così tanto? La domanda, ovviamente, si trasforma in "perché i Latte+ hanno deciso di fare punk rock e quali sono le loro influenze in merito?"
L+: Beh non ci vuole molto a rispondere. Il punk rock è ancora oggi una cosa che colpisce tantissimo gli adolescenti di tutto il mondo e questo per un motivo semplicissimo e cioè che il punk rock, prima di arrivarti alle orecchie, ti arriva al cuore. Lo senti nascere dentro di te, senti che ogni giorno che passa, cresce quel senso di disagio, rabbia e schifo verso le cose e le persone che ti circondano. Sono le cose che ti vedi succedere attorno che ti avvicinano al punk rock, tipo quando abiti in dei quartieri popolari e ne vedi di tutti i colori, o quando capisci che se dici quello che pensi vieni bastonato in piazza.
E' la stessa cosa per tutti i ragazzi che si sentono così, ed è stato così anche per noi. Non abbiamo mai avuto una vita uguale a tutti gli altri nostri coetanei, e tutt'ora non ce l'abbiamo. Siamo cresciuti in modo troppo diverso. Il punk rock è una cosa che ti porti addosso tutta la vita.
P: E della scena punk italiana in generale? Cosa avete da dire? Questa è una domanda che riservo sempre, perché penso sia interessante il parere di un gruppo punk italiano su… i gruppi punk italiani!
L+: Il punk rock italiano sta vivendo un ottimo momento secondo noi e questo perché finalmente tanta gente ha aperto gli occhi ed ha capito che tantissimi gruppi italiani propongono ottimo punk rock, non è necessario ascoltare i soliti americani per sentire qualcosa di buono. Anzi ti dirò davvero cosa pensiamo… Tanti gruppi italiani, se solo avessero i mezzi di quelli americani, farebbero il culo a diversa gente e senza problemi. Comunque siamo contenti del fatto che finalmente ai concerti si vedono tantissimi ragazzi che hanno voglia di divertirsi e soprattutto di capire che cazzo si dice nelle canzoni, di capire cose che li riguardano direttamente capisci? E poi dai retta a noi… il futuro del punk rock, è l'Italia, ci sono tutte le premesse.
P: E i vostri contatti più diretti con i gruppi punk della scena nostrana quali sono? Spesso alcuni gruppi fraternizzano molto con altri.
L+: Certo, ed è molto bello! Andando in giro a suonare conosci sempre un sacco di gente diversa, che suona e che non suona, ma che ti stimola sempre. Ci divertiamo un casino quando siamo tutti assieme a berci una birra, con chiunque ne abbia voglia. Chiaramente adesso, con il nuovo contratto, i contatti più diretti li abbiamo con i gruppi dell'Agitato Records. Ma conosciamo tantissimi ragazzi che suonano e con cui la sera usciamo tranquillamente. Questa cosa però ha anche un lato negativo che a noi non piace. E cioè che spesso e volentieri tra i gruppi nascono stupide rivalità senza rendersi conto che non fa bene a nessuno e che invece dovremmo aiutarci l'un l'altro e basta!
P: Visto che l'avete appena accennato diteci di più in merito al contratto firmato per l'Agitato Records.
L+: Ecco, ancora non è che si possa dire molto… di sicuro possiamo dire che entro la fine dell'anno entreremo in studio a registrare il nostro primo album vero e proprio e sarà una cannonata fatta di puro punk rock tirato a 1000! Sarà completamente in italiano e uscirà nei primi mesi del 2002 credo, ma ancora non sappiamo niente di preciso. Comunque siamo veramente contenti di lavorare con l'Agitato Records adesso, perché è un etichetta molto valida ed è quella a cui noi puntavamo da più di un anno ormai. Poi lavorano in modo molto serio e concreto, non ti fanno mai pressione in qualsiasi modo perciò credo che meglio non poteva andarci no?
P: E come mai avete scelto un'etichetta per il vostro lavoro? Mi spiego meglio: quando un gruppo esce con un disco ha in pratica tre possibilità: autoprodursi completamente, uscire con una piccola casa discografica oppure lanciarsi nel campo delle coproduzioni, cioè farsi coprodurre da diverse etichette; quest'ultima alternativa, approdata in Italia circa dieci anni fa, è una delle più gettonate, poiché in questo modo ci si assicura una distribuzione molto ampia (perché le etichette sono spesso di diverse regioni e comunque tendono a fare scambi con altre etichette) e perché più etichette accettano di coprodurre, più dischi vengono sfornati. Cosa ne pensate in proposito? Cosa è meglio per voi, o meglio (mi sembra ovvio cosa sia meglio, data la vostra scelta), perché è meglio una piccola etichetta indipendente?
L+: Dopo dodici anni che suoni, e dieci di questi passati in un gruppo a sudare per far sentire a qualcuno le tue cavolo di canzoni, ne hai piene le palle di autoproduzioni, di co-produzioni e compagnia bella! Questo almeno è quello che è successo a noi. Cerchi soltanto di arrivare al meglio delle possibilità che ti si offrono, tutto qua. Noi, firmando con l'Agitato Records, siamo arrivati a quello che stavamo cercando, e siamo contenti di dove siamo adesso.
Poi è logico che ognuno segue la proprio politica, di qualsiasi forma di produzione si tratti.
P: Molti gruppi mettono i propri dischi a prezzi esigui, giusti solo per riparare alle spese di produzione; altri preferiscono ricavare qualcosa in più, magari per organizzare concerti, acquistare strumenti e farsi una bella birra al pub con gli amici; altri ancora invece tendono proprio a vendere la propria musica, magari non proprio per mantenersi a pieni ritmi, ma sperando in qualcosa di simile. Riguardo al discorso profit/no-profit, cosa ne pensano i Latte+?
L+: Considerando che è un decennio che ci rimettiamo di tasca, non è che ci lamenteremmo se arrivasse qualcosina… In ogni caso non è che suoniamo per fare soldi a palate, anche perché dubito che li faremo, comunque lo facciamo soltanto perché è la nostra grande passione e perché in realtà è l'unica cosa che ci riesce fare bene nella vita. Tutto quello che viene oltre alla passione e al divertimento è un extra. In ogni caso possiamo dirti che vedere 1000 ragazzi che cantano una tua canzone a squarcia gola sotto il palco, non ha prezzo.
E non lo cambieremmo mai con dei soldi. Quanti essi siano.
P: Tornando a qualcosa di più personale: di cosa parlano i testi dei Latte+?
L+: Di qualsiasi cosa abbiamo voglia di urlare in faccia alla gente. E può essere di tutto, la classica delusione amorosa, che l'Italia sta diventando un paese filo-americano sotto ogni aspetto, dell'antiglobalizzazione, della religione, della guerra in Palestina, ma anche di persone che ci hanno fregato in tutti questi anni, della noia di chi lavora nelle grandi città. Insomma, come puoi vedere parlano di qualsiasi cosa abbiamo voglia di dire a chi ci ascolta.
Possiamo dirti che ci saranno dei testi nel nuovo album che faranno riflettere ma anche che faranno ridere e scazzare. In ogni caso non ci poniamo nessun limite per quanto riguarda i testi.
P: Fino allo scorso anno cantavate in inglese, mentre ora avete cambiato, preferendo la madrelingua. Come mai questa decisione?
L+: E' stata una decisione che è maturata nel tempo… ecco, tornando alla domanda di prima, possiamo dirti che ci siamo dati il tempo di entrarci in questa ottica del cantare in italiano, e abbiamo fatto bene perché adesso siamo contenti di ciò che scriviamo, mentre se avremmo forzato la cosa dopo un po' ci saremmo resi conto di scrivere delle grosse stronzate capisci? Adesso saremmo in grado di scrivere degli ottimi testi sia in italiano che in inglese.
Sicuramente una cosa che ci ha fatto prendere questa decisione è il fatto che tutte le volte che scendevamo dal palco, i ragazzi ci dicevamo che eravamo forti, che si erano divertiti un casino ma che erano dispiaciuti perché non avevano capito una sega di quello che dicevamo nelle nostre canzoni. E sinceramente questa situazione ci aveva annoiato…
P: Dopo il vostro prossimo disco avete altro in mente? Che so: tour, split, compilation, concerti…
L+: Intanto facci fare sto benedetto disco! No scherziamo, comunque abbiamo intenzione di procedere in maniera tranquilla, non vogliano darci troppe scadenze. Intanto stiamo finendo di arrangiare una ventina di pezzi da cui poi selezioneremo i migliori che andranno registrati e che non saranno più di dodici, tredici. Oltre a questo faremo diverse date un po' in giro da qui alla fine dell'anno, soprattutto con gruppi dell'Agitato Records come i Peter Punk. Poi uscirà "Punk Generation 2", sempre prodotta da loro, che conterrà una nostra canzone nuova, quindi compratela se volete un assaggio. E oltre a questo, qualche pezzo nuovo andrà anche in un sampler di Rock Sound, ma non sappiamo ancora se in uno speciale punk o altro, non c'è niente di deciso ancora. Ma il bello arriverà ad anno nuovo, quando avremo il disco fuori e suoneremo a più non posso in qualsiasi posto ci capiterà! Non vediamo l'ora di cantare e spaccare tutto con chiunque verrà ai nostri concerti! Poi ci sono altri progetti con l'Agitato, e qualcuno di questi sono anche belli tosti, ma ancora non possiamo dire niente… fateci almeno arrivare lì e poi vedremo! Crediamo che sia abbastanza per partire non credi?
P: Un'ultima curiosità… Come mai avete scelto proprio questo nome?
L+: E te pareva… Non passa intervista in cui non c'è questa domanda! Sul serio! Comunque il nome è ripreso, come tutti immaginerete, dal film-cult "Orange Clockwork" di Stanley Kubrick. Kubrick è da sempre il nostro regista preferito, e pensa un po' che sappiamo quasi tutti i dialoghi dei suoi film a memoria! A volte alla sala prove ci divertiamo un casino a rifarli eh eh… Questo è un po' un omaggio a quello che noi definiamo uno degli ultimi geni che sono venuti al mondo, ma vuol dire anche che, come succede nel film, la nostra musica è qualcosa di fresco e rabbioso, qualcosa che ti fa perdere la testa e che in certi momenti rappresenta la violenza. Per questo ci piace sempre accostare l'idea del nostro punk rock a quella di quei bicchieroni di latte+ di "Orange Clockwork", perché come dice Alex…"E' roba che ti fa robusto, e disposto alla beneamata ultraviolenza…"
P: Bene, mi sembra tutto, avete altro da dirci?
L+: Ce ne sarebbe di cose da dire…
In ogni caso vorremmo ringraziare tutto lo staff di Radio Riot che insieme ad altri pochi, s'impenga a fare partecipi tutti i ragazzi di cosa succede nella scena punk italiana, e non ci sembra poco! Ancora grazie per l'intervista e in bocca a lupo per la radio.
Abbiamo da dirvi anche che adoriamo gli animali, e odiamo il razzismo sotto ogni sua forma.
L'ultima cosa la vogliamo dire a tutti quelli che leggeranno questa intervista…State tranquilli perché presto sentirete parlare dei LATTE+ e dovrete essere numerosi ai concerti perché ne vale davvero la pena! Ci ubriacheremo e faremo casino tutti assieme!
L'ultimo pensierino è dedicato ai truzzi e glielo diciamo in toscanaccio…
FATE CAA' !!!!!


