Happyvegan.org

Da diverse stagioni Radio Riot si sta interessando al vegetarianesimo e al veganesimo, due veri e propri movimenti che interessano sempre di più le ragazze e i ragazzi, e che, come ben saprete, si sono legati alla musica punk e hardcore da ormai due decenni. L'interesse di Radio Riot, oltre ad essere una curiosità personale, ha due tipi di fini: il primo è quello della controinformazione, intesa come informazione alternativa, trascurata (spesso volutamente) dai media di massa; il secondo fine è quello di sfasare le numerose leggende che si sono create attorno a questi due stili di vita, sia per ignoranza sia per illecito antagonismo.
Nei suoi scritti (articoli, recensioni e interviste) Gianluca ha dimostrato più di una volta di saper porre domande interessanti ed utili, cercando sempre fonti attendibili. A nostro avviso l'intervista ad Happyvegan.org è un delle più interessanti mai condotte. Gustatevela tutta.

Gianluca: Allora, cominciamo con le presentazioni. Di solito intervisto gruppi musicali e quindi non hanno bisogno di farmi sapere cosa fanno e chi sono. Ma nel tuo caso è diverso. Vorrei sapere cosa fai nella vita, come lo fai, e qual è il tuo ruolo in happyvegan.org

Claudia: Diciamo che studio Arte e vorrei continuare ad occuparmene in qualche modo anche "da grande", prevedo però tuttavia di dovermi guadagnare il pane altrove per garantirmi una totale libertà in questo. Mi interessano soprattutto gli artisti e i gruppi che hanno lavorato sul e nel sociale, in maniera anche politica, intendendo per politica quella non ufficiale, dai Situazionisti a figure come Joseph Beuys, fino ai vari gruppi americani praticamente sconosciuti qui come Group Material e Kos. Anche nel contemporaneo sto vedendo personaggi che catturano la mia attenzione ma mi è più difficile giudicare oggettivamente se le loro pratiche rimarranno valide al di fuori del nostro tempo. Mi interessa anche la teoria artistica, mi piacerebbe continuare a studiare estetica e filosofia in generale. Collaboro anche ad un gruppo che preferisce definirsi come un laboratorio di arti visive che lavora con persone con diversi disagi psichici ma in una maniera piuttosto insolita che ora sarebbe troppo lungo e forse poco rilevante per questa intervista approfondire, del tutto contraria a qualsiasi forma di arte-terapia e cose del genere. Bene adesso che sono chiari i motivi della mia follia, passiamo ad Happyvegan che è piuttosto slegato da quanto detto finora. Beh Happyvegan è prima di tutto un gruppo di amici, felici di essere vegan e di condividerlo con gli altri.
Il sito esisteva già quando io ho conosciuto gli altri ragazzi, sempre tramite contatti telematici tra l'altro, però era stato "abbandonato" da tempo. Insieme è nata la voglia di riprenderlo soprattutto come punto di riferimento per tutte le iniziative sul tema veganismo e animali in genere che abbiamo in mente. Non esistono ruoli predefiniti, ognuno propone iniziative e poi a seconda delle conoscenze e mezzi di ciascuno (informatica, lingue, contatti utili…) si dividono i compiti per realizzarle. Il tutto avviene molto liberamente e nel rispetto dei tempi e degli impegni di ciascuno.

G: www.happyvegan.org è un sito italiano dedicato a tematiche vegane e vegetariane. Parlamene tu: di cosa vi interessa occuparvi, in che modo ve ne occupate, quanto tempo dedicate a questa attività e se ce ne sono altre collaterali ad essa.

C: Ennò Happyvegan è vegan :) Non ha nessuna intenzione di discriminare chi non ha ancora fatto il grande passo ma di sicuro ha lo scopo di mostrare i vantaggi dell'essere vegan. Ci interessa occuparci un po' di tutto quello che riguarda la gioia dell'essere vegan, dal quotidiano, alla tavola, al rapporto con gli animali ma anche con gli altri, si cerca di dare risposte "felici" ai quesiti di chi si avvicina al veganismo per scelta personale o per approfondire quella di altre persone, siano queste parenti, amici, conoscenti o la ragazza che si vuole invitare a cena. Per questo riteniamo importante non solo fornire informazioni pratiche, molte si trovano già senza fatica, ma anche dare un approccio rilassato, non aggressivo al far valere le nostre ragioni. Alla luce delle personali esperienze di ognuno di noi, nel "convertire" o comunque nel sensibilizzare amici etc.. possiamo anche dire che secondo noi questo metodo è anche il più efficace per trasmettere certe cose. Riteniamo difficile raggiungere gli stessi risultati predicando la massima intransigenza su tutto e inveendo contro chi non la pensa o non si comporta esattamente come noi. I vegetariani sono un esempio ma non solo. E' importantissimo anche sfatare il mito delle rinunce, dell'obbligo al salutismo intransigente (aspettate la nostra lista di junk food che hanno però ingredienti vegani), del pericolo carenze varie, e della difficoltà a reperire prodotti di vario genere al di fuori dei posti specializzati. L'attività del sito va di pari passo col resto, l'incontrarsi per divertimento, piuttosto che il partecipare insieme ad una manifestazione. Il tempo che ci dedichiamo, come ti dicevo dipende dagli impegni di ciascuno, in certi periodi sono più attive due/tre persone, in un altro quelle altre, altre volte tutti quanti :)

G: Navigando su internet ho notato che siti come il vostro sono numerosi, ci sono quelli più professionali e quelli che invece sono prettamente amatoriali. Quali tra questi prendete come esempio o spunto? Ci sono siti italiani che ammirate particolarmente?

C: A me personalmente ne piacciono diversi, e in questo caso mi riferirò solo a quelli strettamente legati alla faccenda vegan altrimenti verrebbe fuori una sorta di lista di link che preferisco rimandare alla sezione apposita sul nostro sito (quando sarà aggiornata :) ). Mi trovo bene su veganitalia.com e su quello del progetto Vivere Vegan di cui distribuiamo in giro il libretto sulla scelta vegan che prende spunto da quello in inglese di Vegan Out Reach, inoltre ora dovrebbe esserne pronto uno nuovo specifico sul latte. Alcuni di noi collaborano anche con altri siti tra cui vivere vegan appunto e in generale ci piace tenere contatti con tutte le altre iniziative vegan. Da chi prendiamo esempio passo la domanda agli altri, io credo da tutti un po'. Da poco ho conosciuto un altro sito, veganlink.it e l'ho trovato subito molto interessante e ben fatto, anche loro tentano, e ci riescono, di offrire un punto d'incontro tra diverse persone e diverse iniziative con forum e news sempre molto attivi. Ecco anche da noi il forum che ancora non c'è avrà grande importanza, in questo caso ci rifacciamo ad una vecchia esperienza di alcuni happyvegan, lascerò parlare meglio loro a riguardo, chiamato "il pollaio". Mi scuso con i siti che avrò dimenticato di citare.

G: Un aspetto che ho apprezzato molto nel vostro sito - che raramente ho trovato in altri del genere - è il tentativo di creare una "comunità virtuale" (non solo, si spera) tra tutti i vegetariani e vegani italiani, con tanto di breve presentazione personale e città di appartenenza. Di certo lo scopo non è quello di fare un censimento ma di dare un idea di quante persone siano a favore di una specifica causa e di come, in quasi ogni città, ci sia qualcuno che la sostenga. Avete mai pensato di organizzare un "meeting" tra gli iscritti, o, più in generale, qualcosa sullo stile del veggie pride d'oltralpe?

C: Certo anche la lista (non la mailing list ma quella pagina che intendi tu) ha un ruolo importante, come dici tu non è un censimento, ma uno spazio aperto a tutti: vegani, vegetariani e curiosi che vogliono conoscere altre persone magari nella propria zona. Assomiglia alla rete animalista del sito di Progetto Gaia. Anche se in realtà ora che ci penso nemmeno noi siamo tutti presenti. Anche quella andrà aggiornata! Per chi vorrà esserci ovviamente. Certamente l'idea non è quella di creare una comunità che resti virtuale, al contrario invitiamo tutti ad incontrarci o incontrarsi per iniziative serie o semplicemente per cenare insieme o condividere un qualsiasi momento della felicità di vivere vegan! (che in questo caso non è il sito! :) ) Ti anticipo infatti che abbiamo in mente di riprendere un altro vecchio discorso: l'incontro annuale "Muccola Raduno". Non è una sorta di veggie pride nostrano, ma piuttosto un meeting, un'occasione tra le altre di incontrarsi, un aperitivo, un pic nic…

G: A proposito di Veggie Pride, so che siete stati all'ultima edizione (tenutasi intorno a metà Maggio) e che vi siete trovati benissimo. Mi parlavi di tutte le cose che hai notato e di quanto ancora si debba fare da noi per raggiungere quel livello. Ti va di riparlarne? Soprattutto, credi nell'efficacia di manifestazioni di questo genere?

C: Dunque, al Veggie Pride siamo andati io, Alberto e un altro amico non strettamente legato al sito di Happyvegan ma in contatto già da tempo con Alberto e credo anche con gli altri. Probabilmente grazie anche alla mailing list Vegan-it di cui Alberto è moderatore e che mi rinfaccerà sempre di non esservi iscritta :) E appunto ti confermo che ci siamo trovati benissimo! Ringraziamo gli amici, che possiamo davvero considerare tali, che ci hanno ospitati nel bellissimo castello dove lavorano e vivono. Ma rimando i nostri appunti di viaggio al resoconto ufficiale che farà Alberto da qualche parte :) Inoltre a te ho già avuto modo di raccontare in particolare i dettagli culinari...
Comunque il Veggie Pride è una manifestazione particolare, diversa da un corteo, un picchettaggio o comunque da una manifestazione per chiedere, denunciare, contrastare qualcosa (vedi la marcia per i diritti animali della LAV o le varie iniziative contro la vivisezione); come dichiara il sito stesso "vuole affermare la nostra esistenza". In occasioni come questa l'approccio pacifico anche difronte a risposte negative da parte di altre persone è a mio avviso d'obbligo. Anche se come ti dicevo la Francia è piena di macellai e salumieri che non erano certo li ad aspettarci a braccia aperte! Inoltre devo dire che è una cosa che attira molta gente quando se ne parla ma poi è difficile riunire tutto il mondo là. Nella mailing list c'erano persone da tutta Europa e anche americani ma non tutti sono riusciti a partire alla fine. Non è questione di raggiungere un livello, anche la marcia della LAV per i diritti animali a Roma, due anni fa o l'anno scorso aveva raccolto molte persone. Sai finchè si tratta di cani e gatti la gente ci viene. Sarebbe bello radunare così tanti vegetariani però!
Forse qui in Italia non c'è una grossa necessità di dimostrare di esistere, si trovano molti prodotti per seguire questa scelta, là, anche a detta di Chiara che c'è stata da poco in vacanza, essere vegetariano vuol dire mangiare sempre pizza. Certo se non capiti ai banchetti del Veggie Pride! ;)
Se credo nell'efficacia di queste manifestazioni, beh credo che farsi sentire sia in ogni caso importante. Vedi le manifestazioni della pace, non sono servite a fermare la guerra però tutte le bandiere sui nostri balconi dimostrano che non esattamente tutta l'Italia era favorevole, al di la di ciò che possa emergere dalla politica.

G: Tuttavia il Veggie Pride è una manifestazione pacifica, com'è giusto che sia per un ideologia che predica la non violenza nei confronti degli animali e che cerca di raccogliere un numero di consensi molto alto. Ci sono anche tutta una serie di movimenti legati al veganesimo che predicano invece l'azione diretta, a costo di danneggiare il patrimonio e - se del caso - l'incolumità delle persone. Cosa ne pensate? E' eticamente opportuno per un vegano realizzare i propri obiettivi attraverso la violenza, se questa si rende necessaria?

C: Parlo per me. Allora, per quanto riguarda il patrimonio, se intendi quello economico di chi sfrutta gli animali e solitamente anche le persone.. beh come dire…uso le parole della ben nota Signora Soprani: "Sarei un'ipocrita se dicessi che mi dispiace". Per l'incolumità delle persone il discorso è già diverso. Però bisognerebbe prima chiarire cosa s'intende per violenza. I manifestanti davanti ad RBM sono stati accusati per aver pronunciato qualche "stronzo" di troppo a quegli onesti lavoratori che seviziano animali di mestiere. Vedi un po' te: come fanno notare sul loro sito (comitato no-rbm), un insulto si perde nell'aria, quello che fanno loro agli animali decisamente no.
Tornando alla violenza, per qualcuno è violento anche mostrare certe immagini, ma a questo punto fa al caso nostro Picasso: di fronte al suo Guernica un ufficiale nazista gli chiese se lo aveva fatto lui: "Mah, veramente lo avete fatto voi". E mi dispiace ma chi compra prodotti testati o mangia la carne o lavora in certi posti, è complice di quello che vede. E a questo punto verrebbe da chiedersi perché essere contrari all'aggredire il vegetariano che compra il latte e le uova, beh, mostrare la verità è diverso, casomai poi ad aggredirli ci pensa la loro coscienza. Anche al vegetariano spiego, e forse sa già, cosa sarebbe meglio, ma magari ha bisogno di tempo. Anche per me ce n'è voluta. Logico che al vivisettore non c'è bisogno che gli mostri il suo lavoro, però andarlo a trovare ogni tanto per ricordarglielo…
Si parlava di efficacia delle manifestazioni, esporsi in certi casi, e mi riferisco ai vari picchettaggi davanti ai ben noti allevamenti, laboratori o aziende coinvolte nella vivisezione, non solo lo ritengo lecito ma pare sia stato anche utile in passato a far cambiare strada a certa gente; a volte si confonde la violenza con l'agire, col non starsene zitto e subire. E' anche vero che se uno non ne ha voglia non deve sentirsi "meno vegan" se non partecipa a queste cose.
Arriviamo all'incolumità delle persone: mi ritengo una persona non violenta, amare gli animali non vuol dire odiare o mettere da parte le persone, assolutamente. Il mio ideale è una società non violenta e rispettosa di tutti. Giustifico certe cose solo in caso di difesa personale o di altri, includendo gli animali. E quindi in casi estremi, sì, giustifico la violenza e odio sentirmi chiedere a questo punto chi salvo tra un uomo e un topo, l'ideale sarebbe tutti e due. Non esistono scale di valore, una vita è una vita, pari dignità. Infondo quando fa comodo uomo e topo o coniglio o cane beagle per esempio, vengono fatti passare per molto simili all'uomo, tanto che si vorrebbe far credere attendibili gli inutili risultati di altrettanto inutili test… Ma bisognerebbe valutare caso per caso, come per qualsiasi questione tra uomini del resto, in generale però credo nella non violenza.
A proposito di violenza, ho avuto modo di riflettere in questo periodo riguardo al caso Lethal Pressure, questo sito dove un pervertito vende -uso il presente anche se ora il sito pare abbia qualche problemino - video di modelle (beh io le chiamerei in un altro modo ma lasciamo la definizione che appare sul sito) che schiacciano topi, criceti, pulcini e conigli vivi per il piacere dell'acquirente amante del "crush fetish", stufo di vedere schiacciare solo pomodori o insetti (io sono contraria a ciò che ho visto anche su molti altri siti ma come fai a denunciare uno che schiaccia lumache e scarafaggi?). Beh ma il punto non è il contenuto del sito e dei video senza dubbio violenti, sui forum vegani sono apparse proteste e lettere mandate e ricevute da questo tizio. Beh si dibatteva sulla chiamiamola coerenza, o meno di augurare la morte (scrivendolo in e-mail a lui o sul forum come sfogo) o la galera a certa gente. Beh da parte mia ti dico, nella prospettiva del mondo che vorrei, risolvere un problema con la morte o la galera, sarebbe una sconfitta. Però di fronte a certe cose non puoi certo mandargli un'e-mail di complimenti. Quanti non hanno pensato ad una brutta fine per i pedofili?

G: Si dice che in Italia manchi spesso una cultura sociale nei confronti di determinati problemi che all'estero invece è ben radicata. Potrei dire lo stesso per quanto riguarda il veganesimo senza essere smentito. Eppure l'Italia è tra le primissime in Europa nella vendita di prodotti biologici e cruelty free (nella mia città - Roma - questi negozi, peraltro carissimi, proliferano al ritmo di fastfood!). Si tratta di un caso, di un abile mossa commerciale di chi ha intuito che la paura del consumatore di mangiare cose poco sane fa fare affari a chi vende cose genuine, o presunte tali, oppure di altro?

C: Uhm... non lo so :) Ma probabilmente, a differenza di altri paesi qui la necessità che si sente non è quella di assecondare i vegetariani e vegani, tant'è che il marchio con la V lo si trova solo per sbaglio e su prodotti importati. Credo che si punti molto sul biologico e sulla sicurezza alimentare, ma che alcuni prodotti vadano bene anche per noi è quasi sempre un caso. E' comunque un primo passo. Non mi illudo che chi produce e vende da un giorno all'altro cambi etica, però che pensino già in qualche modo anche a noi… è già qualcosa.

G: So che conosci "Veganize", una fanzine veramente molto competente in tema di alimentazione e socioproblematiche legate al veganesimo. Credo che in Italia sia l'unico valido esempio del genere. Parlavo qualche tempo fa con Paolo, il ragazzo che la porta avanti (occupandosi in sostanza di tutti gli aspetti più rognosi, tra cui i soldi per stamparla!), circa una possibile trasformazione in qualcosa che potesse avere una più ampia diffusione a livello nazionale, una rivista periodica per intenderci. Come la vedi una cosa del genere? Pensi potrebbe avere un riscontro economico effettivo?

C: Si conosco "Veganize", in passato ci sono stati altri esempi del genere, tipo Running Vegan che non esiste più e sul nostro sito cercheremo di radunare anche materiale di questo tipo che ciascuno di noi può avere a casa, per divulgare ulteriormente ciò che pensiamo possa essere ancora d'interesse. Quanto a Veganize, non so se possa avere subito un riscontro economico però sarebbe molto importante che uscisse una cosa del genere come rivista! Sulle novità bisogna per forza rischiare ma se tutti aspettiamo che lo facciano prima gli altri… Ovviamente parlo senza sapere quali spese comporta metter su una cosa del genere. Però se mi chiedi che ne penso: sono favorevole.

G: E' proprio l'aspetto economico che mi fa riflettere maggiormente. C'è un giro di soldi clamoroso attorno a tematiche come quella vegetariana e vegana. Il che costituisce una interessante contrapposizione all'aumento della politica del fast food/vita sedentaria/abitudini scorrette. Probabilmente la frangia di persone che si rende conto della necessità di recuperare una dimensione maggiormente ecocompatibile aumenta giorno dopo giorno, terrorizzata dai media e dalla (dis)informazione che forniscono. Poco importa se poi queste stesse persone conoscono nulla o quasi di problematiche legate al rispetto della vita animale. Si tratta di potenziali compratori e in quanto tali meritano di essere corteggiati e coccolati dalle grandi industrie di distribuzione e vendita alimentare (ma non solo). Tutti noi siamo coinvolti in questo discorso, è inutile negarlo. In che modo si pone in questo senso Happyvegan e i ragazzi che ne curano i contenuti? Come vivete questa situazione?

C: Beh noi non abbiamo nessuno da coccolare, non vendiamo nulla. E a quanto pare non siamo nemmeno i consumatori più coccolati. Cerchiamo di tenerci informati ed informare su tutto, ad esempio se una cosa che puoi trovare al supermercato dagli ingredienti risulta vegan, noi lo facciamo presente, poi se qualcuno, anche tra di noi ha altri motivi per boicottare quella marca, farà le sue scelte. Ma a noi piace sottolineare che si può essere vegan nella maniera più "normale" possibile, poi le scelte salutari ecc, sono lasciate al singolo.
Purtroppo se non cambiano i clienti, non cambia nemmeno il mercato. Mi è difficile pensare ad un mercato totalmente etico però, qualcosa di meglio si può fare. Far sentire che non siamo tutti qui in balia della pubblicità, non fa certo male. Le cose non possono cambiare da un giorno all'altro ma non per questo bisogna rassegnarsi a quello che c'è. Non so se mi sono spiegata, magari lascio interpretare la domanda anche ai lettori.

G: Hai mai sentito parlare di Food Not Bombs? L'idea di un associazione antimilitarista che si preoccupi di fornire supporto alimentare (ovviamente vegano) a manifestazioni e cortei che supportino ideologie compatibili ad essa è senz'altro encomiabile. Tantopiù se si tien conto degli enormi successi che ha raggiunto negli ultimi anni. Cosa ne pensi?

C: Certo! Ho avuto modo di incontrarne un gruppo italiano (non so se sia l'unico qui) con cui ho condiviso il pranzo pasquale in occasione degli auguri a certi noti personaggi che stanno chiudendo… Il pranzo era ottimo e abbondante, e quello che fanno apprezzabilissimo.
Ho letto anche il libretto con storia, ideologia, ricette e quant'altro e non posso che ammirare questa gente.

G: E' convinzione diffusa tra i non vegetariani la sostanziale impossibilità a rinunciare a certi sapori. Mi sarò sentito ripetere un centinaio di volte la stessa frase "Ah come ti ammiro, io non potrei mai rinunciare a (aggiungere un alimento a scelta, anche se vanno per la maggiore le bistecche e i salumi in genere)". Il problema, mi limito a rispondere, non è di non potere, ma di non volere, tutto qui. A questo proposito ti farò una domanda scomoda. Rimpiangi mai i sapori della carne o dei formaggi? Posso dirti in tutta onestà che ricordo con piacere molti di questi sapori e che non ho nessun problema ad ammetterlo, sono buoni. Se il prezzo di quel gusto non fosse la morte e la sofferenza non avrei alcun problema a mangiarli. E tu?

C: Ti giuro di essere sincerissima su una cosa: la carne e i salumi no, non li rimpiango. Sarà perché è passato così tanto tempo: da che sono vegetariana sono trascorsi ben nove anni. Li ho rimpianti i primi mesi e non ne avevo schifo i primi anni, mi capitava qualche strappo magari quando volevo evitarmi discussioni e c'è da dire che pure a casa ci ho messo un po' a poter seguire la mia scelta completamente. Molte cose non mi sono mai piaciute. E spesso mi sono sentita dire "beh, facile diventare vegetariani se non ti piace la carne". Ma il punto non è quello. Il salame lo adoravo eppure vi ho rinunciato, ora l'odore del reparto salumi mi nausea. E comunque sono sempre stata una vegetariana attenta al non usare o a comprare il meno possibile pelle e tutto ciò che non riguarda il cibo ma che mi sembrava coerente eliminare. Alla lana magari non ci avevo mai pensato. Se invece mi parli di formaggi ecc, alle cose in sè rinuncio facilmente sebbene ammetto qualche strappo, però il peggior problema sono gli ingredienti. Per dirti non mi sognerei mai di comprare un cartone di latte, ne ho trovati di soia ecc che mi soddisfano e mi evitano l'acidità del latte, però se per esempio un dolce o qualsiasi altra cosa che abbia un bell'aspetto, contiene latte o uova, faccio più fatica a rinunciarci. Cerco però di farlo diventare lo spunto per qualche nuovo esperimento in cucina. Sai, la carne e i suoi derivati ora mi fanno davvero senso, e più passa il tempo meno ne concepisco il consumo ma sul resto, non lo nego, come dici tu se non venisse dalla sofferenza di altri non troverei così assurdo mangiarlo. Eppure se ho fatto questo "salto di qualità" è perché sono fermamente convinta che quanto ho appena affermato deriva dalle abitudini che ci hanno inculcato, non da una libera scelta. Se ragiono sul cosa siano anche le uova e il latte e quanto ancora più inutili della carne siano per noi, mi chiedo "ma perché ci ho messo così tanto?". Di fronte alle confezioni che sono tentata dal mettere nel carrello anche se ho letto l'etichetta, penso alle mucche e mi viene da piangere. Sono pazza?
Mah, io credo che sia una questione di consapevolezza. In realtà le assurdità stanno dall'altra parte, non neghiamolo! Ci sono miliardi di motivi per essere vegan, manco mezzo per rinunciarvi! Non essere costretti a vivere di sofferenza altrui solo perché così si fa e così fa comodo più che altro, è una grossa libertà che abbiamo il diritto e il dovere di prenderci!

G: Altro argomento di frequente discussione, anche tra noi vegani, è quello inerente la cosiddetta "sindrome del frustrato". In pratica molti sostengono che i vari hamburger di soia o tofu o miglio sono fatti ad immagine e somiglianza di quelli "veri" per compensare le nostre carenze in merito. Come se mangiandoli ci illudessimo di mangiare un hamburger di carne. Lo stesso dicasi per i vari affettati vegetali e per tutti i prodotti del genere. Io personalmente non mi sento schiavo di queste carenze, ma in effetti mi sono sempre chiesto perché si debba dare per forza questa forma e aspetto a questi alimenti, chiamandoli spesso anche come quelli fatti di sostanze animali. Sono arrivato a diverse conclusioni ma nessuna del tutto soddisfacente, tu che ne pensi?

C: Mah per me a volte l'aspetto o il sapore di una cosa diventa un problema nel senso opposto. Se qualcosa assomiglia troppo alla carne non riesco a mangiarla. Infatti da vegetariana evitavo molti di questi prodotti. Anche la storia del nome la trovo sciocca ma se a qualcuno serve per avvicinarsi alla scelta… a me che mi frega? Certo più impariamo ad essere sinceri -almeno noi!- con noi stessi, più la libertà aumenta… a ciascuno la scelta! :)

G: C'è un forte interesse della musica hardcore per il veganesimo e il rispetto degli animali. Ci sono dei gruppi che apprezzi particolarmente per questo?

C: Mah, diciamo che in linea di massima, anche se ritengo i contenuti dei testi una cosa essenziale nella scelta, non me ne vado a caccia di gruppi vegan a tutti i costi. Certo i pezzi sugli animali li apprezzo molto, vedi gruppi storici come i Wretched, e mi capita anche di pensare che ciò che manca ad un gruppo è l'attenzione verso certe cose, sempre a livello di testi. Diciamo che delle scelte personali dei componenti però non mi importa molto, non sono tra quelli che pensano, "questi hanno fatto tot canzoni sugli animali e poi mangiano la carne". Beh poi, come sai ho un passato straight-edge; tutt'ora, anche se non mi importa definirmi tale, non è cambiato molto, e molti dei gruppi che ascoltavo allora e apprezzo ancora sono anche vegan.

G: Happyvegan è un sito, in quanto tale è uno strumento di comunicazione all'avanguardia. Pensate che sia il mezzo più efficace per raggiungere le persone e tenerle informate o credete che abbia dei limiti? Se sì, quali?

C: Beh più che essere il mezzo più efficace, è questione che almeno in teoria è rimasto ancora più libero rispetto agli altri media. Che sia efficace non ci sono dubbi ma è anche vero che molta gente, per vari motivi, non lo usa ancora o non poi così tanto e quindi sarebbe bello che certe cose trovassero spazio anche altrove. Il limite è questo: ha meno influenza sulle persone di quanta ne abbia ad esempio la TV. Però offre di sicuro molte più cose, insomma fino ad oggi possiamo ancora dire che c'è dentro di tutto. Basta cercare. Ma forse è questo il punto, la TV bene o male ti bombarda ciò che vuole, su internet sei tu che devi cercare.

G: Anche se so che non sei un medico penso che ti preoccuperai per la tua salute come facciamo tutti noi. Altra convinzione erronea circa i vegetaliani è la mancanza di vitamine, ferro e proteine. Io credo che sia sufficiente visitare un qualunque sito in merito per rendersi conto che una dieta equeilibrata sia in grado di sostituire egregiamente qualunque prodotto o vitamina derivante dagli animali. C'è un però, la condizione è quella di mantenere uno stile di vita "regolare" ed essere particolarmente attenti alla propria alimentazione, o davvero si rischia. La mia esperienza mi ha dimostrato che molto spesso determinate persone hanno abbandonato questa scelta proprio perché scarsamente motivate o informate. Quali consigli daresti ad un vegetariano che vuole diventare vegano? E ad un carnivoro che vuole diventare vegetariano? Pensi sia giusto procedere a "tappe", eliminando prima alcuni alimenti e poi altri, o no?

C: Su Veganize avevo letto una frase stupenda, del tipo: "Dire che la dieta vegan fa male se non seguita con criterio sarebbe come dire che le carote fanno male alla vista se te le ficchi negli occhi".
Mi ha fatto davvero scompisciare! In effetti, mangiare male e poco variato fa male! In ogni caso! Certo, per un vegan è più difficile reperire tutto ciò di cui ha bisogno e deve mangiare una quantità più elevata di proteine vegetali e di tutto ciò che contiene le varie vitamine però, per favore, non troviamo un'altra bella scusa! Nemmeno io vado pazza per frutta e verdura ma non vedo perché qualcun'altro dovrebbe morire per questo! Anche la scusa del "beh ma se fossi vegan dovrei prendere integratori": io sinceramente non ne prendo ancora e credo anche sia vero che se non hai problemi particolari o devi eliminare altri cibi per motivi di salute, si può tranquillamente farne a meno. Ma il punto è: per i vari integratori per dimagrire ecc..perché non si ha la stessa avversione? Anzi pare riscontrino molto successo sul mercato..come mai? E non ci si chiede poi così tanto se fanno male…promettono che quest'estate farai invidia col costume.
Lo ripeto, non trovo motivi per non essere vegan: se vuoi vivere di surgelati e fast food non venirmi a parlare di salute, quanta gente è in soprappeso o ha vari disturbi legati all'alimentazione?
Stavo per dimenticare i consigli: al carnivoro forse è meglio non consigliare niente, la strada è spesso lunga o impossibile, ma fargli passare in altri modi le mie ragioni... poi vengo accusata lo stesso di "rompere sempre le palle" ma solitamente sono gli altri ad iniziare a farmi domande, e quando rispondo, probabilmente attaccati dalla loro stessa coscienza, si sentono minacciati ma io non c'entro niente. Poi a volte qualcuno ha iniziato a pensare e non solo, ma se lo attaccassi direttamente davvero credo che si impunterebbe di più nelle sue, trovando più che altro giustificazioni.
Al vegetariano, quasi lo stesso: gli parlo, di certo con più libertà, della mia scelta e dei motivi, spesso ci ha già pensato e io contribuisco solo a smentirgli qualche dubbio. Proseguire a tappe... a me è capitato così ma non è obbligatorio, se sei convinto fai pure tutto e subito, se invece questo potrebbe compromettere la riuscita del tuo proposito… prenditi pure il tempo e le tappe che vuoi ;)

G: Veganesimo significa scelta etica, oltrechè salutista, spero che questo sia chiaro a chiunque. In quanto persona che ha fatto una precisa scelta etica in merito alla propria vita e alla vita di tante creature, ti chiedo: cosa ne pensi dell'aborto?

C: Quello che pensavo prima. E' una brutta soluzione, sarebbe meglio evitarla ma non potrei mai giudicare chi la sceglie. Di certo è una scelta difficile ma non la giudico contraria ad un'etica non violenta. E' molto peggio sentire di bambini già belli che nati maltrattati o a cui manca di che vivere.

G: E dell'omosessualità? Te lo chiedo perché ultimamente chiacchieravo come un amica di Bergamo, vegan-hardline, la quale mi diceva che secondo lei l'accoppiamento tra due esseri dello stesso sesso non è eticamente sbagliato ma di certo lo è per la natura, che invece è finalizzata alla procreazione. L'altra campana è quella di un etologo di fama mondiale come Giorgio Celli, che ha scritto anche un libro in merito, dimostrando come anche tra gli animali si verifichino comportamenti omosessuali evidenti in determinate condizioni. Secondo la mia interlocutrice un vegano non può essere omosessuale in quanto contrasta il ciclo della vita, tu che ne pensi?

C: Beh, che non sia eticamente scorretto ci mancherebbe. Se ne parla come se fosse una scelta. Come se a te obbligassero a farti piacere gli uomini o a doverti nascondere. Per quanto riguarda la natura... ma glielo abbiamo mai chiesto se ha deciso di puntare tutto solo sulla procreazione e la sopravvivenza della specie? Allora dovremmo sostenere che provare piacere non solo fisicamente ma, nei rapporti con le altre persone, anche a livello di emozioni, scambi, crescita personale, sia innaturale? Che ci frega, tanto dobbiamo solo riprodurci. Direi che non mi trovo per niente d'accordo. L'omosessualità è una cosa normalissima, credo sia anche sempre esistita. Per quanto riguarda gli animali posso confermare: alcuni gatti sterilizzati sono indifferenti alle femmine anche se magari fanno amicizia e vanno d'accordo ma fanno letteralmente la corte ad altri maschi e se gli va bene "consumano" la loro unione. A volte vengono rifiutati, anzi quell'altro li tratta pure male, altre volte si trovano con gli stessi gusti ed è fatta. Sarà che queste sterilizzazioni parziali facciano strani effetti? Mah, in ogni caso sono per la libertà e la felicità di ognuno. E' l'essere infelice a contrastare col ciclo della vita.
Certo, per quanto riguarda gli animali non parliamone troppo a chi li vende che potrebbe scattare l'industra del gay pet! Cuccioli geneticamente modificati per poter essere venduti in coppia (doppio guadagno per la vendita e per il mantenimento) senza dar problemi di riproduzione. Vuoi vedere che in quel caso non è più scorretto essere gay.


G: Raramente faccio così tante domande ma questa è un occasione particolare e spero che chi leggerà questa intervista lo farà con lo stesso interesse con cui io sto chiedendo queste cose. In ogni caso ti lascio la possibilità di dire quello che vuoi, e ti saluto, ringraziandoti ovviamente della tua disponibilità.

C: Mi ha fatto davvero piacere rispondere a questa intervista, la passerò volentieri agli altri amici di Happyvegan. Mi scuso per averci messo tre giorni a completarla, ma sempre meglio dei dodici anni che prevedevi tu. Vorrei salutare Roma! Chiunque mi conosce e mi leggerà (magari senza riconoscermi ma non importa), ma anche chi non mi conosce, specie se avrà voglia di mandare su o tramite Happyvegan commenti a quanto ha letto.
Ringrazio gli animali e chi si sta dalla loro parte, di esistere. Agli amici che rispettano le mie scelte ma stanno ancora aspettando che il mondo cambi da solo: non sognatelo, siatelo ;) Felici naturalmente!

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