Genitalz
Da poche settimane è uscito il loro CD che segna un altro inizio, un altro modo di porsi, di suonare e di ascoltare la loro musica. Una cosa sicura è che il disco dei Genitalz sarà un nuovo pezzo della scena punk rock italiana da prendere, ascoltare, riascoltare e poi mettere lì, nelle fila dei dischi di casa nostra, ma non nel dimenticatoio, tutt'altro!
Dopo averli ascoltati ed essermi appropriato di qualche loro disco (che trovate in distro), sono pronto ad intervistare la band della provincia milanese. I mezzi di comunicazione ci danno per fortuna l'opportunità di non condurre una fredda intervista via mail, che purtroppo non dà mai spazio ad approfondimenti e chiarimenti. Così eccomi ad "incontrare" in chat Mone, il cantante chitarrista. Dopo i saluti e due chiacchiere sulle sorelle (eheheh) siamo pronti ad iniziare.
Pit: Dopo una demo in MC e un 7" ecco che esce il primo CD dei Genitalz. Spesso, soprattutto in occasioni simili e soprattutto negli ultimi anni, c'è chi considera la vera nascita del gruppo proprio con l'uscita del primo CD. Voi cosa ne pensate? Considerando anche che questo disco non ha alcun titolo, proprio come se fosse il primo, e riferendomi anche al fatto che i CD hanno preso ormai il mercato musicale.
Mone: Credo che non ci siano percorsi per quanto riguarda le uscite per un gruppo. Penso che si "nasca" dal momento che si crea qualcosa. Ad ogni modo non sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto in passato, anche se tendo a non dirlo del 7" o della MC.
P: Come mai?
M: Beh a parte la qualità, poi non riflettono ciò che siamo ora… forse quando le abbiamo registrate avevamo esigenze diverse, ci accontentavamo di quello che facevamo. Le poche volte che mi capita di ascoltare le vecchie cose, dio mio, mi vergogno come un cane ahahahah
Per quanto riguarda il titolo dell'album… è omonimo, "The Genitalz"… è ciò che siamo in questo momenti, anzi, quello che eravamo quando l'abbiamo registrato! C'è chi punta tantissimo sul titolo dell'album, noi abbiamo cercato di essere più diretti possibili. The Genitalz sta a significarci, tutto qui. Per esempio "Defroid '84" (il titolo del 7", ndPit) non ha alcun significato, è stata una cosa inventata da me e da Buba.
P: Restando sul discorso dei cambiamenti subiti (attivamente!) introduco il fatto che il disco ha un'impronta chiaramente punk rock, riferendomi a quella parte più vicina a Screeching Weasel, Face To Face e, se mi permetti, a qualcosa dei Bad Religion anni '90. Faccio questo paragone proprio perché comunque il disco mi sembra molto più eclettico rispetto al primo 7", che aveva decisamente un tono più minimale, più old school. Qui i suoni si intrecciano, si mischiano, restando comunque molto ben concisi nel tutto. Quel che è cambiato in questi 3 anni (dal 7") sono le esigenze di cui parli? e quali sono?
M: Beh tra il 7" e il CD c'è una netta differenza a livello tecnico e compositivo: le canzoni suonano diversamente, bisogna anche tenere in considerazione il fatto che abbiamo un nuovo batterista e ovviamente cambiando una persona nel gruppo il suono tende a prendere un'altra impronta. Suonando diversamente da Gargiu, Carlo ha influenzato le canzoni del CD.
E' anche vero che dal 7" al CD è cambiato il modo di ascoltare la musica, di arrangiare le canzoni e sono cambiati anche i gusti musicali: ora nessuno di noi ascolta più quello che ascoltava prima e sono sicuro che i Genitalz non si stabilizzeranno mai su un genere di musica definito. Le canzoni che stiamo facendo adesso suonano già diverse dal CD.
P: C'è da dire anche che le due chitarre, cioè tu e Buba, suonano in un gruppo emo, i Reverend Judge: anche questo ha avuto influenza sul suono dei Genitalz?
M: No perché comunque Buba ed io, prima di iniziare a suonare nei Reverend Judge, già ascoltavamo emo-core e siamo sempre riusciti a dividere bene le due cose. I Genitalz non stanno prendendo una piega emo-core. Prendi Hot Water Music, Farside, Samiam e Face To Face… diciamo che il suono si avvicina a questi gruppi, anche se in realtà cambia giorno per giorno, prendendo spunto da tutto ciò che viviamo…
Sicuramente il prossimo album sarà ancora più curato e avrà un suono più rock con linee melodiche più cattive, ma saremo sempre distinti dal progetto Reverend Judge…[lunga pausa]…anche perché Buba suona la batteria in quel gruppo ahahahah!
P: Eheheh! Comunque da quanto ci riveli sui nuovi suoni sembra che non vi volete far "etichettare" e questo sicuramente è buono. Restando un attimo sul discorso "etichette", inteso in un altro senso, c'è da dire che un altro cambiamento è stato proprio la scelta della nuova etichetta. In Italia è più difficile restare legati ad un'etichetta sola (o comunque solo a quella), forse perché il campo delle coproduzioni è, per fortuna, veramente vasto. Però quel che cambia è che il vostro primo 7", inciso quindi in un periodo in cui vi si conosceva di meno, è uscito per la AllGrowRec, direttamente dagli U.S.A., mentre quest'ultimo è il frutto della collaborazione con la milanese Decibel. Come mai proprio ora che avete fatto un CD cambia l'etichetta (e quindi la distribuzione)?
M: Ti dirò che per questo CD volevamo avere un qualcosina di più: eravamo in contatto con Riot Records, Point Break e altre. Alla fine però abbiamo deciso di farlo con Gabriele della Decibel perché ci è sembrato fin troppo onesto nei nostri confronti. Si è occupato lui delle spese di pubblicazione del CD e a noi ovviamente ci ha fatto un grandissimo piacere poiché si è offerto di pagare tutto e di far distribuire il disco dalla Venus… Ci siamo trovati bene e se vorrà fare altre cose in futuro con noi saremo ben felici di "lavorare" ancora insieme.
Le etichette in Italia non fanno tutte così, di solito ti sbolognano con 200 mila lire e 50 CD
P: Beh, forse centra anche il fatto che il territorio musicale italiano è meno sviluppato... nel senso che i gruppi ci sono, ma forse le possibilità e le risorse un po' meno (anche se da qualche anno qualcosa si muove, lentamente ma si muove). Penso che per questo si sia sviluppato più il fenomeno delle coproduzioni che quello delle produzioni.
M: Non lo so, non sono molto favorevole alle coproduzioni. La maggior parte delle volte ti danno le tue copie, i soldi e basta, amici come prima. A dei nostri amici, ad esempio, è capitato che alcune etichette italiane hanno accettato di coprodurre l'uscita del disco; così gli hanno dato i soldi, si sono presi le loro copie e… basta! Non è bello che un gruppo registri e spenda anche dei soldi. Comunque centra anche il discorso sulla soddisfazione personale, tutto qui.
P: Beh, comunque le coproduzioni funzionano proprio così: non portano alcun guadagno al gruppo, se non la possibilità di fare copie in più (quindi, se sono tanti coproduttori, tante copie in più, facendo abbassare il costo unitario del disco), di avere una distribuzione più dinamica, e così via... comunque capisco il discorso, dato che molti gruppi scelgono l'autoproduzione perché si ha un rapporto più diretto con chi ti supporta, più facile e più veloce.
Tornando al disco in se, c'è una cosa che rimane invariata dal 7" al CD: chi compone i testi. Infatti a scriverli è Claudia (che non specificate in nessuno dei due dischi chi sia). Non è un po' strano che un estraneo al gruppo scriva i testi dello stesso? Penso sia una cosa molto curiosa, sicuramente piuttosto nuova. Com'è nata la cosa e come la sviluppate? Non sentite l'esigenza di comporre da soli i vostri testi?
M: Claudia è la mia ragazza, fa parte di noi, siamo una famiglia. Mi piace cantare quello che pensa.
Le musiche le componiamo noi in saletta, le liriche lei. E' molto seria in questo… probabilmente noi non ne saremmo in grado! Ahahahah ti vedi Buba scrivere un testo?
P: Ahahah bè dai, perché no? Potrebbero esserci nuovi temi! Eheh
Ad ogni modo mi sembra di capire che è stata una cosa spontanea. Gli altri come l'hanno presa? Io non ho la vostra MC, ma immagino sia così anche in quella.
M: Sì, anche in quella. Agli altri va bene, tanto non sanno di cosa parlano i testi ahahahah
P: Eheheh… senti, spostandoci di un poco... un'altra cosa rimasta invariata è il pezzo unicamente strumentale. Per il 7" era Defroid '84 (che poi, come detto sopra, ha dato titolo al disco), per il CD è la ghost track. Se anni fa nel sentire D84 rimasi un po' scettico, oggi ascolterei e riascolterei quella canzone (e anche quest'altra) per non so quante volte. Anche qui spicca se non un'originalità unica, sicuramente una capacità inventiva e musicale davvero buona. Non dico che siano due pezzi alla Led Zeppelin, ma di sicuro hanno il loro fascino. Mi viene allora da chiederti: che messaggio volete dare con questi due pezzi? A me sembra quasi di percepire una necessità di saper suonare per potersi esprimere al meglio; è da abbandonare il punk rozzo e grezzo che suona in bicorde coverizzando gli Exploited?
M: Fantastico, hai capito tutto!
P: Ehm, è ironico?
M: No, è vero Pit! Infatti stiamo cercando di abbandonare quel suono pop punk che ci ha fatto iniziare a suonare. Ogni volta tentiamo sempre di trovare i limiti delle nostre capacità, di percorrere una via personale che ci conduca verso qualcosa di…nostro! Cerchiamo sempre di più di aggiungere quelle sonorità pezzo per pezzo. Col passare del tempo, e suonando 4 volte la settimana, ci siamo trovati ad avere più confidenza con gli strumenti. Siamo sicuramente migliorati dal demo e come ho già detto abbandoneremo quel suono punk rock almeno nel prossimo disco.
P: Quindi si potrebbe dire che, sia Defroid '84 che la ghost track, sono un... pronostico per il futuro, un messaggio del tipo "guardate che non ci fermiamo qui, saremo ancora meglio"?
M: Se saremo ancora meglio non lo so, perché comunque è una cosa soggettiva: magari ad un altro quelle due canzoni non piacciono. Sicuramente i pezzi nuovi sono molto più articolati, molto più curati nei particolari, più ricercati… speriamo che piacciano alla gente!
P: Uscendo un attimo dalla questione Genitalz e centrando più sulla scena, quanto ne risente e cosa pensa, a tuo parere, il punk italiano? C'è o non c'è la necessità di cambiare stile, musica, accordi, ascolti? Io credo ci siano gruppi che promettono bene, anzi, benissimo. Facciamo spesso riferimento all'estero, ma se guardassimo…anzi, ascoltassimo attentamente la musica della penisola troveremmo gruppi che il mondo ci invidierebbe, e anche in passato li abbiamo avuti (in tempi diversi). Com'è, com'era e come sarà il sound italico?
M: Guarda, ti dirò che per me la scena italiana si divide in due categorie. Quella dominante è guidata da gruppi che propinano sempre le stesse cose, in due parole: poco originale. E' una scena senza personalità e ti trovi davanti a gruppi cloni: i gruppi pop punk prendono dai Ramones e dagli Screeching Weasel, i gruppi che fanno hard core melodico dai NoFx… la cosa, per me, finisce per essere poco soddisfacente, per questo non seguo molto la nostra scena.
Vedi ,quando ti capita di ascoltare un gruppo americano affiancato ad uno italiano senti subito una differenza assurda, sia di suoni che di tecnica: sembra che il sound cambi pur tendendo gli stessi amplificatori. E' anche vero che i gruppi che vengono d'oltre oceano non sono gruppetti del cazzo, sono per lo più professionisti. Gli italiani credo si accontentino troppo di ciò che fanno…
Tornando al discorso della divisione della scena: ovviamente ci sono anche gruppi che sanno suonare; noi stessi abbiamo suonato con dei gruppi italiani che comunque valgono tantissimo sia come musicisti che come persone, ma ovunque è così! Non sappiamo com'è la scena in America: ci saranno milioni di gruppi che fanno pena, come qui...
Ad ogni modo il punto resta che la scena italiana per me è poco soddisfacente: non mi piace e non la seguo e son contento così!
P: E oltre al sound resta qualcosa dello "spirito"? E' ancora legittimo parlare di attitudine, di supporto, di espressione? Alla fine c'è da domandarsi se esista ancora una scena, se è mai esistita e se sì, che cosa rappresenta… e poi chi è che la rappresenta! Spero non il punk con la cresta e la bottiglia di birra che rutta, sputa e dice "fuck the police", perché qui torneremmo praticamente sul concetto di emulazione e di "luogo comune"…
M: Ahahahah! … l'attitudine [lunga pausa] …bah, non so, non mi sono mai posto il problema dell'attitudine e quindi non saprei. Se esprimono il concetto di attitudine quelli con la cresta la bottiglia di birra e che sputano allora siamo messi bene!
Noi Genitalz siamo tagliati fuori eheheh siamo dei poveracci ahahah Comunque l'attitudine non esiste, faccio anche fatica a scrivere la parola fai te...
P: E la scena? intensa come un ingente numero di gruppi che, in teoria, si aiutano tra loro, organizzano concerti e così via…
M: Ma dove? Vivi nel mondo dei puffi te eheheh Guarda, con 3 gruppi che abbiamo suonato ci siamo trovati bene e siamo tutt'ora in ottimi rapporti: i Crooks, i Gerson e i Minnie's! Stop.
P: Quindi non c'è proprio spirito per te? Zero aiuto, zero comprensione, zero "scena" (a questo punto tra " ")
M: Beh no, c'è anche la buona volontà per fortuna. Dipende molto se entri in un certo giro o in un altro. Qui ad esempio c'è gente seria, gente che suona e gestisce posti per suonare, come Nadir dei Php: lui si fa degli sbattimenti per se e per gli altri gruppi. Per fortuna se ne trova ancora di gente così, poca, ma c'è.
P: Insomma, siamo divisi sia a livello musicale che scenico, come un po' ovunque, si presume...
M: Proprio così.
P: Ok, io penso di aver finito, vuoi aggiungere dell'altro?
M: Direi che sono contento di questa intervista perché mi hai fatto delle domande interessanti, anche se sono convinto di aver risposto come Trapattoni ahahhahahah! Un saluto a tutti! Ciao!


