Ebola
Con la release di un promettente EP all'inizio del 2005 ("Settimo Buio", da noi recensito), gli Ebola si sono fatti notare per la loro proposta di una formula metal-core che apporta alcuni elementi personali sul canovaccio di questo genere. Come avevo già accennato in sede di recensione, i ragazzi mostrano di avere le carte in regola per tentare di dire la loro in un genere in cui – a mio parere – troppo spesso le nuove band si limitano ad imitare i modelli disegnati da gruppi già affermati.
Al contrario, una delle doti positive del combo romano sta nel coraggio di sbilanciarsi in alcune scelte che si discostano dai cliché tipici del genere. Ne parliamo con uno dei diretti interessati: Stefano, il cantante.
Marco: In questo vostro lavoro, ho riscontrato diversi aspetti che non sono tipici del genere cui fate riferimento; le aperture melodiche in alcune parti richiamano a certo indie-rock piuttosto che al metalcore classico. Da dove vengono queste ispirazioni?
Stefano: Sinceramente non amo proprio definire la musica degli Ebola; diciamo metal-xore per dare un idea generale di quello che facciamo o i gruppi ai quali assomigliamo. Io ho iniziato a cantare punk-grunge e Roberto il chitarrista suonava in un gruppo molto noise. Penso che si può fare metal anche con parti non distorte e senza riffoni, basta non cascare nel ritornello fischiettabile sotto la doccia.
M: Anche la scelta del cantato in italiano è atipica nel genere. Premesso che secondo me è una lingua molto più ricca ed espressiva rispetto all’Inglese, ma anche enormemente più difficile da usare bene nei testi dei pezzi, devo riconoscere che le vostre liriche mostrano una ricerca di una certa qualità. (Ok, non montatevi la testa: voglio solo dire che mi sembrano un po' meglio rispetto ai - bassi – standard medi di molti altri gruppi che sono in circolazione). Come nascono i vostri testi? Immagino che il processo di scrittura delle liriche sia successivo alla composizione della musica, o sbaglio? Ho avuto questa impressione perché mi pare che gli aspetti ritmici nel cantato seguano e spesso si adattino perfettamente alle linee musicali.
S: E' difficile che ci montiamo la testa, non abbiamo ancora fatto niente e spero di non montarmela in futuro. Comunque hai ragione il testo è successivo alla musica, anche se poi alcune parti vengono modificate se occorre. L'italiano è molto difficile da usare nel metal, soprattutto se estremo come il nostro; comunque sto inserendo anche l'inglese: si potranno sentire entrambe le lingue nello stesso brano.
M: E quali sono le fonti di ispirazione a livello tematico e concettuale? Ascoltando i vostri pezzi direi che vi ispirate ad aspetti esistenziali o personali, piuttosto che a tematiche che sposino esplicitamente una causa.
S: I testi parlano di quanto sia difficile affrontare le sfide che quotidianamente la vita ci propone, e come cambiano le persone che non riescono a sorpassarle. Non sono necessariamente personali, si può scrivere anche per un'altra persona. Per il resto non abbiamo vincoli, scrivo quello che mi viene in mente senza il pensiero di catturarmi le simpatie del pubblico, anzi a volte vado anche contro la corrente HC e il concetto di scena: secondo me certi eccessi restringono ancor più un genere già di per sé ristretto ed emarginato e soprattutto odio le mode e le correnti seguite senza cuore.
M: Come vedete l'attuale scena hardcore a livello internazionale e a livello nazionale? Quali sono alcuni dei gruppi che vi piacciono di più (anche non necessariamente nel vostro genere)? E quale credete possa essere lo sviluppo a livello artistico e musicale da qui ai prossimi, diciamo, cinque anni?
S: La capitale è piena zeppa di gruppi HC e metal, alcuni dei quali anche sopravvalutati. E' incredibile come in altre città i gruppi che fanno questa musica si contano con le dita di una mano; magari hanno anche molto più da dire, ma sono costretti a suonare sempre nello stesso locale rischiando di non beccare una lira se fanno una trasferta. Per quello internazionale gruppi come Zao, Converge, Burnt By The Sun e Norma Jean sono quelli che hanno creato un nuovo metal come i Korn, RATM e Deftones anni fa. La mia paura (che si sta avverando) è che troppi gruppi copino spudoratamente i predecessori minimizzando il genere come è successo con il nu metal.
M: Quali progetti avete? Avete in programma delle date nei prossimi mesi? Contate – magari in un prossimo futuro – di allargare il raggio d’azione della vostra attività live anche all’estero? E, in generale, qual è per voi l'ambiente ideale in cui esibirvi dal vivo?
S: Progetti??? Uno solo: cercare di far conoscere il più possibile la musica degli Ebola, contando anche sull'Alkemist Fanatix, l'agenzia manageriale di Carlo Bellotti (voce dei GF93) con cui ci stiamo trovando benissimo - per scaramanzia non vado oltre. Per l'estero al momento ancora niente, ma spero di trovare qualche data al più presto. Non esiste un ambiente ideale, certo visto la doppia chitarra e le parti molto articolate dei nostri pezzi un locale con una buona acustica sarebbe l'ideale... ma il fomento che il centro sociale sa darti a volte scavalca la freddezza di una buona amplificazione.
Visitate il sito degli Ebola:
www.ebolarm.com

