Duff
Quella era la seconda volta che sentivo i Duff in concerto, ma potremmo benissimo dire che era la prima, poiché allora ancora non apprezzavo la band come adesso. Nonostante non sia un patito dell'hardcore melodico, i suoni e le capacità dei Duff le apprezzo davvero molto: sto parlando di una band emergente che per me si eleva sopra tante, tantissime altre, conosciute e non; una band con la capacità di tirare fuori qualcosa di veramente innovativo e potente.
Così eccoli lì, seduti tutti (eccezion fatta per il secondo chitarrista) ad un tavolino del Sonica, i volti esausti dal concerto; davanti hanno qualche boccale di birra vuoto, una paio di sigarette quasi spente e la consapevolezza che domani dovranno tornare a Cosenza, salutando un'altra volta Roma ed i loro amici.
Dopo qualche convenevole l'intervista comincia.
Pit: Ok ragazzi, come da programma iniziamo con la storia.
Tony: Allora siamo nati nel '97. Appena cominciato abbiamo registrato una cassetta con 4 canzoni nostre e abbiamo fatto un'intervista per una radio libera, radio Ciroma. In seguito questa radio organizzò un concerto ad un castello, al quale però non potemmo partecipare perché ritenuti troppo "vivacii" per il casino che gli combinammo in radio...
P: Quali sono state le vostre influenze musicali?
T: Bè, i NoFx sicuramente, però anche un sacco di altri, gruppi e non... e non solo punk.. .
Luca: A me piacciono i Cure!
Pretz: Gli Smashing Pumpkins soprattutto...
T: A me piacce Vasco!
P: ...Samuele Bersani...
L: Adriano Celentano!
T: Il bello che ognuno ha i suoi punti di vista, ma noi facciamo sempre canzoni hardcore melodico, divertente, divertito...
L: ...e familiare!
P: E i vostri testi? Di che parlano, come li create? Una volta Tony mi stava spiegando che le vostre canzoni vengono fuori dopo mesi e mesi di lavoro...
P: ...dopo anni e anni di duro lavoro i testi vengono fuori una mattina, quando Antonio non ha nulla da fare; così lui si mette, produce un testo, pensa a un titolo, poi costruisce un ritornello, dopo di che ci ricama su una strofa, allorché nasce il brano...
L: Aldo è visibilmente ubriaco! (risata generale)
T: Sono tutte puttanate. Il testo in pratica nasce così...
P: Adesso vedrete che dirà le stesse cose che ho detto io, con parole diverse.
T: (ride) In pratica io mi invento dei concetti assurdi dopo che ho fumato gli SPINELLI , perché da buon alternativo devo fumare gli SPINELLIi, anche se non mi piace (risata generale) e poi da ubriaco (bere, al contrario del fumare, è la mia passione) sviluppo i concetti e li rendo canzoni...più o meno...
P: Rimanendo in tema: c'è una canzone che avete suonato anche oggi in concerto, Ok, E' Il Pretz che canta (questo è il titolo e la canta proprio il Pretz), che parla, o meglio, critica il punk, il ragazzo punk. Cosa ne pensate voi del punk come stile di vita? I Duff si definiscono punk?
T: Questa canzone è nata per ironizzare sullo stereotipo de "il punk deve essere cattivo", il punk visto dalla gente come ragazzo cattivo. Il punk come stile di vita credo che sia un qualcosa che fai e basta: non lo dici, non lo scrivi, non ne parli...lo fai.
L: Io credo che non siamo più nell'epoca di dire "punk"...(viene interrotto)
P: ...allora, innanzi tutto essere punk è una grande banana perché non puoi etichettare qualcosa che è un movimento o un pensiero. Io penso che sia molto più punk bere Coca-Cola che ad esempio bere birra. Molti dicono che punk è ubriacarsi tutta la notte invece è più punk bere Coca-Cola e acqua minerale, quindi noi favoreggiamo la Fanta a discapito della birra.
TUTTI: PRETZ MA CHE CAZZO DICI????
P: Eheheh mi chiedo se qualcuno avrà capito qualcosa. Intanto è arrivato anche l'altro chitarrista. Ciao Andrea!
Andrea: Ma come, iniziate senza di me?
T: Tranquillo abbiamo sparlato di te in abbondanza.
P: Ho visto che stasera, al concerto, vendevate il vostro CD a 7'000 lire. Che cosa ne pensate voi del concetto profit e no-profit, e dei gruppi che si definiscono punk e che però mettono i propri CD a 25-30'000 lire?
T: Noi abbiamo la teoria dell'anti-profit. Ovvero paghiamo un CD 4'000 lire tra fotocopia e disco, e lo vendiamo a 2'000, perché così ci perdiamo soldi.
L: In pratica paghiamo per vendere i CD.
T: Sì e per adesso ne abbiamo venduti tantissimi. Stasera ne abbiamo venduti più di ogni altro concerto!
P: Cioè?
T: ...ehm, meglio non dirlo... sai , per evitare confronti scomodi con altri gruppi piu' famosi di noi...(risata generale)
P: Bé, a questo punto mi pare d'obbligo parlare del vostro nuovo CD...
T: Sì dunque, è un bel CD. Potrebbe piacere ai ragazzini perché ci sono canzoni divertenti, ma potrebbe piacere anche ai vecchi, perché ci sono canzoni poco divert...ehm, cioè, seriose. Non serie, seriose! (risata) ...lo abbiamo messo ad un prezzo di 7'000 lire più 2'000 di spese psicologiche.
P: E' assolutamente un CD per famiglie, più che per singoli... un CD da ascoltare tutti assieme,allegramente .. in compagnia... E ci sono dei testi molto educati, quindi possono ascoltarlo anche i ragazzi al di sotto dei 15 anni.
T: Insomma, è un CD che costa solo 7 carte: è bello, è anche bravo, è anche buono...
L: ...e c'è anche l'ampio parcheggio all'ingresso!
T: Esatto! E poi ci sono le foto della mia ex-ragazza (nota: Jezaree White) e poi il prezzo è molto punk, perché noi siamo veramente, veramente, veramente molto punk.
P: Ahahah ok, ok, passiamo oltre. Una domanda soprattutto per Tony, ma che riguarda tutto il gruppo, anche perché è parte integrante del vostro nome: i Duff...e la birra!
T: No bè, a dire il vero stiamo per cambiare nome, perché siamo un gruppo che nella birra non pone affidamento, in quanto fa guidare male, fa stare male, fa dire cose che non vorremmo dire...tipo queste.
P: Ci tengo a dire che il nostro è un gruppo completamente analcolico.
T: Infatti... sai, dobbiamo dire sempre il contrario di quello che facciamo, perché altrimenti non è punk, capisci?
P: Ahahah, certo! Sentite, proviamo a fare una domanda seria da vero gruppo professionista. Dunque: ho ascoltato Il Senso e 70 Anni, dove un po' si parla del futuro, di quel che saremo, di come potremmo essere tra qualche anno... Insomma, come vi ci vedete voi in giacca e cravatta, con una casa dove abitare e qualche pargolo da mantenere?
L: Io ci lavoro già in giacca e cravatta... è la triste realtà
T: Il senso de Il Senso è appunto il fatto di non accontentarsi di avere una vita normale, banale, uniformata, che cerchiamo di convincerci abbia un senso particolare ma poi, in realtà... non ce l'ha. 70 Anni invece è cantata dal punto di vista di uno che ha avuto una vita di lavoro, di famiglia e doveri, e alla fine si accorge che è stato tutto inutile... non ha lasciato niente agli altri... Io non vorrei avere una vita come quella...
P: E pensi di riuscirci a non fare questa fine?
T: Eh no... forse no. Ne parlo, è il mio pensiero, ma non credo di riuscirci
L: Il fatto è che o suoni o lavori, anche perché noi per ora non teniamo in conto il fatto di suonare per lavoro. Forse ad un certo punto bisognerà fare una scelta, anche se per ora riusciamo ad andare avanti così. Anche perché poi devi pagarti i costi dei viaggi per i concerti, per i CD e così via.
P: Rimanendo in tema di distanza: Tony sta qui a Roma a studiare, voi state giù a Cosenza. Come la vivete questa situazione? Tony ha scritto anche una canzone in proposito, La Stanza, e Francesca (collaboratrice occasionale di Radio Riot) mi dice anche di chiederti cosa rappresenta per te quella canzone: parla di te? di quello che hai, di quello che hai perso?
L: Procedendo con ordine: è vero che Tony sta a Roma , però cerchiamo comunque di lavorare lo stesso , magari provando per conto nostro o impegnandoci al massimo quando Tony scende. Insomma, cerchiamo comunque di non demordere e visto che la situazione è così da parecchio tempo, mi sembra che ci stiamo riuscendo ottimamente.
T: La Stanza parla proprio di questa situazione, e anche della mia partenza. Quando si parte ci si accorge di tutto quello che si ha... si fa un po' il resoconto della propria vita... La Stanza parla di questo... e la stanza è la mia vita... il mio angolo di mondo... paroloni più grossi di me, insomma.
P: Torniamo un attimo alla scena. Quali sono le vostre impressioni sui concerti? Cosa vi aspettate? Oggi avete alzato veramente un gran pogo, ma a parte quello c'era proprio un'aria focosa, delle espressioni sui volti di chi vi ascoltava che non è facile creare. Se non ricordo male avete anche suonato con i Punkreas, ad Arcore. Quali sono state le differenze? Lì c'era molta più gente di oggi. Dite un pò voi...
T: Il concerto, la gente che si muove, che fa bordello, che canta le canzoni... beh, è un'esperienza fantastica... il nostro modo di suonare dipende molto dalle persone: se la gente si diverte noi ci divertiamo e suoniamo bene... ad Arcore, ad esempio, c'erano 300 o 400 persone, ma stavano ferme, stavano abbastanza per cazzi propri, senza troppo coinvolgimento. Oggi invece c'è stato un gran movimento, bello, bello davvero.
A: Ecco io non c'ero a quel concerto, stavo male, infatti suonò al posto mio Franz dei Testext. Però condivido il fatto dei "pochi ma buoni", purché non ci si faccia male.L'unica cosa che mi ha dato fastidio oggi è stato quando hanno tirato della roba sul palco: ok, scenicamente è bello ed e' anche segno del coinvolgimento del pubblico...ma senza incasinare chi suona o chi ascolta.
P: (Francesca torna a fare una domanda a Tony) Come ti definisci: Tony Duff, come ti vedono gli altri da sotto il palco, o Antonio, come ti vivi tu ogni giorno?
T: (breve pausa) Io sono Antonio Tony Duff... (altra pausa) Io sono un terrone qualunque, che pensa cose qualunque... non penso cose "fichissime"; io penso e scrivo cose normali, che credo piacciano proprio perché sono vicine, semplici, quotidiane... principalmente cerco di essere pratico... radicalmente pratico...
P: Quali sono i vostri progetti attuali?
T: Stiamo cercando un'etichetta , perché fare un CD da soli non è affatto economicamente facile. Per il resto pensiamo a divertirci e a raggiungere uno stile sempre più personale.
P: Benissimo, questo è tutto ragazzi. Concludete voi l'intervista.
T: Vorrei dire anche che...
L: ...il cornetto è buono anche quando è caldo!
A: ...eeh.. eeh..
P: Fine!
Visitate il sito dei Duff all'indirizzo
www.cantinaduff.com


