Danny's Wednesday

Non è sempre facile trovare band longeve, con componenti che suonano da anni e che si sono fatti carico di un'esperienza piuttosto alta. Al di là del fatto di aver partecipato a molti concerti o di aver registrato molti dischi, suonare per un lungo periodo di tempo dà sicuramente l'opportunità di vedere i mutamenti della scena musicale in cui si è immersi, facendosene un'impressione via via più costruita e cosciente.
I Danny's Wednesday, come scopriremo, hanno iniziato a suonare individualmente da tanti anni. Questo ci ha permesso di ottenere risposte coscienti, frutto di opinioni personali ma oltremodo interessanti. In quest'intervista conosceremo da vicino la band (attraverso gli occhi di Amanda, voce del gruppo) e i suoi pensieri in merito a questioni che chi è nella scena, come spettatore, musicista o produttore, non può ignorare.


Piter: Danny's Wednesday: un po' curioso come nome…

Amanda: Sì, lo ammetto. È stata una cosa non studiata… mi piaceva l'accostamento fra le due parole, tutto qui. E poi trovo divertente tutte quelle volte in cui la gente si sforza di pronunciare il nome correttamente, azzeccandolo una volta su dieci! Abbiamo provato ad abbreviarlo con DW ma, sicuramente, una nota casa di batterie ci avrebbe citato…

P: E' molto che suonate? Ho visto sul disco che c'è un demo risalente al '98 che, se non viene subito in mente, è passato da più di un lustro. Com'è nato il tutto?

A: Presi singolarmente posso dirti che suoniamo tutti da parecchi anni, visto anche che l'età media della band è parecchio alta. Il tutto è nato da un'idea mia e del nostro bassista Giuliano: volevamo semplicemente suonare e divertirci nel farlo… il tutto, però, in maniera "seria" rispetto agli anni precedenti al '98. Comunque, a risentire quel demo non riesco proprio più a riconoscermi/ci.

P: Cosa c'è nella musica che suonate? Si può chiaramente identificante il punk rock, ma come dicevo nella recensione ci sono linee molto più pop, presenti, calde, mature… Non sembra insomma il classico minimalismo spensierato.

A: Infatti reputo la nostra musica un buon pop punk… di punk rock ce n'è davvero poco, anche se tutti noi ne ascoltiamo a tonnellate. Abbiamo cercato di curare molto gli arrangiamenti nell'ultimo disco e mi sono impegnata un po' di più sui testi e la voce. Vedi… si può anche scrivere una canzone d'amore senza tirare in ballo i soliti "I love you… I miss you…" dei soliti due teenager di turno. C'è molto da scrivere su tutto… e a trent'anni non riesco proprio più a parlare di situazioni successe 15 anni fa…

P:Anche i testi sono molto variegati. Sembra che vi piaccia parlare un po' di tutto.

A: Infatti… già te l'ho spiegato poche righe sopra. A me piace scavare dentro me stessa, guardare e giudicare in maniera critica tutto quello che mi capita intorno. Ho la fortuna di conoscere bene la lingua in cui canto e, di conseguenza, non scrivo i nostri testi con un vocabolario alla mano come fanno molte persone… o copiando di sana pianta il testo della canzone del gruppo preferito! Trovo la cosa alquanto patetica.

P: E' la vostra prima uscita con un'etichetta indipendente? Come vi siete trovati con la Nicotine?

A: No… questa è la seconda. Il nostro secondo CD è stato prodotto dalla label punk tedesca High Society International. Una gran etichetta che ci ha dato modo di farci conoscere un po' in tutto il mondo… ancora oggi ci scrivono per avere quel disco! Come ci siamo trovati con la Nicotine??? Haem, haem… purtroppo non bene e mi dispiace dirlo. Allora: se io ho un'etichetta e produco un disco devo, inevitabilmente, investirci dei soldi… non posso pagare solo la stampa di 500 CD! Al nostro disco di pubblicità non ne è stata praticamente fatta! Non a caso il nostro CD te l'ho inviato io e non i ragazzi della Nicotine! Idem per tutte le fanze in circolazione… Inoltre, non puoi proporre un gruppo che fa pop punk a dei distributori garage! E mi fermo qui… non vorrei essere crocefissa!

P: E come mai la scelta di un'etichetta? C'è molta gente che preferisce l'autoproduzione o la coproduzione.

A: Un'etichetta dovrebbe aiutare la band… promuoverla, cercare date, ecc… Diciamo che una label ti aiuta dove le tue possibilità finanziarie non arrivano. Noi ci siamo sempre pagati la registrazione, quindi le etichette ci hanno solo stampato il prodotto finale. La High Society ci ha aiutati parecchio… è stata una buona mossa e siamo molto amici con il ragazzo che la manda avanti. Per tutto il lavoro che abbiamo fatto con questo ultimo disco praticamente ce lo siamo quasi autoprodotto! Sono a favore dell'autoproduzione: se ti sai muovere bene puoi vendere e farci su due soldini per coprirti le spese. Io non precludo niente… Se in futuro ci andrà di farlo… perché no! Le cose devono solo essere fatte bene… that's it…

P: C'è anche da aggiungere che mettersi in mano ad un'etichetta può far aumentare il costo del CD: la promozione ha i suoi costi e comunque un'etichetta, credo, si preoccupa di più di avere uscite con registrazioni decenti. Come vi ponente nei confronti della questione "costo" del CD? Avete particolari pretese/idee in proposito?

A: Sì… le etichette di una certa "levatura" vogliono delle registrazioni curate e coi controcazzi. Promozione… uguale… soldi… è logico. Noi vogliamo solo che il nostro CD giri il più possibile. Il prezzo che abbiamo scelto è stato quello di 10 €, e non so dirti se è tanto o poco. Ho speso molto di più comprando CD di merda prodotti da queste etichette di "alta levatura" e perché??? Perché sul CD ha cantato Olly degli Shandon, perché è stato masterizzato in California, perché in copertina c'era la madre di Raoul Casadei! Ma per piacere! Più che i prezzi si dovrebbero "abbassare" le mire della gente che porta avanti queste etichettone…

P: Immancabilmente finiamo sulla questione pirateria/masterizzazione, dato che molti ragazzi si lamentano dell'eccessivo costo dei CD (l'Italia è tra i paesi europei più cari, con una media di 19,5 € circa). Siete favorevoli o contrari o…, alla pirateria/masterizzazione?

A: Io compro solo CD di musica Punk e, a dire il vero, anche pochi. Sono favorevole alla masterizzazione e alla pirateria perché posso ascoltare tutto quello che il panorama alternativo ha da dare. Faccio acquisti ponderati. Poi, se una band mi piace, posso fare anche follie e rompere il mio maialino salvadanaio! Normalmente vivo di scambi e di mp3… mea culpa!

P: Negli ultimi anni l'attenzione per la musica punk, ma underground in generale, è aumentata anche in Italia. Sarà il periodo favorevole, musicalmente ed economicamente parlando (nel senso che i mezzi per prodursi sono più accessibili), sarà l'avanzare delle tecnologie…que sera sera, resta un dato di fatto che molti gruppi italiani stanno ricevendo parecchio interesse (per non dire proposte) dal resto del mondo. Eppure il punk in Italia è sempre stato legato a politiche indipendenti, no profit, d.i.y., da cui molte band si stanno slegando… Una vostra riflessione in merito.

A: Dimmi… ti giro la domanda… sono veramente validi i gruppi che fanno date all'estero? Ti sei mai chiesto che razza di tour facciano? È facile dire: "sai noi andremo in tour in Giappone… poi USA… poi States… ecc"… Cazzate! Primo, voglio vedere con che cavolo di mezzi ci vanno in tour! Se il papi ti sborsa 2000 € per il biglietto aereo è fatta! Se, sempre il papi, te ne da altrettanti per cazzeggiare in giro è nuovamente fatta! Poche bands sono riuscite ad organizzare cose davvero carine e professional… cose che vanno al di là dell'autostop e del sacco a pelo! Apprezzo i gruppi che si girano il mondo portando in giro le proprie idee e la voglia di suonare… il no profit, il d.i.y.. Per fortuna di gente così ce ne è ancora… Anzi, alla fine tutti si devono in qualche modo arrangiare ma è molto più facile fare i fighi che gli sfigati!

P: Voi siete molto attivi come live band? Che idea vi siete fatti della scena punk italiana?

A: Non facciamo molti concerti… tutto dipende dai continui cambi di formazione che sono avvenuti in questi anni. Spiegare i pezzi porta via un sacco di tempo e, caso strano, tutte le persone che hanno suonato nei Danny's, si sono tirati indietro sempre alla vigilia di qualche evento importante! La scena punk italiana è sempre stata molto buona… stimo molte bands e persone… tutte le mie amicizie, bene o male, sono li. Però la scena sta prendendo una piega che non mi piace… Alcune persone stanno monopolizzando il tutto non permettendo ad alcuni gruppi di continuare a suonare. Sono uscite le agenzie… i tour manager… l'etichetta a cinque stelle… il produttore… il tecnico del suono… ma basta! Cazzo… ma 'ste cose lasciamole a Vasco Rossi, per Dio!

P: Tornando a voi: cos'avete in mente per il futuro dei Danny's Wednesday?

A: Suonare, suonare e suonare. Non auguro nulla di eclatante alla nostra band ma mi piacerebbe che i nostri meriti vengano riconosciuti. Fra poco inizieremo a scrivere dei nuovi pezzi e, sicuramente, nel 2005 uscirà qualcosa di nuovo. Andremo anche in tour in Brasile… TUTTO PAGATO! Hahaha!

P: Vi ringrazio del tempo concessomi. Se avete altro da aggiungere dite pure. A presto!

A: Ti ringrazio per l'intervista e del supporto. Speriamo di venire a suonare dalle vostre parti al più presto… Ciao, ciao!

Visitate il sito dei Danny's Wednesday
www.dannyswednesday.it