Canile Municipale di Roma
Prefazione a cura di Gianluca: Roma è una grande città circondata perlopiù da campagna. Il problema del randagismo è stato sempre molto sentito. Per questo motivo esistono da tempo un canile municipale e diversi rifugi privati. Mentre i secondi (primo tra tutti, il rifugio Parrelli) sono sempre stati al centro di accese polemiche in merito ai metodi brutali con cui erano trattati gli animali che ospitavano, il primo (pur restando un istituzione "carceraria" e destinata a privare della libertà che gli spetta alcuni animali colpevoli del solo fatto di essere privi di un umano che se ne prenda cura) non ha mancato di sollevare critiche in più di un occasione, anche in questo caso per l'assoluta inadeguatezza della struttura, situata di fronte al mercato di Porta Portese ed assolutamente inadatta ad ospitare animali, che finivano ammassati in 2 o 3 in gabbie molto piccole. Recentemente Roma si è dotata di una nuova struttura, più moderna e spaziosa, situata non più in centro ma fuori città. Questa è l'intervista ad una volontaria presso il canile.
Gianluca: Da quanto tempo svolgi servizio di volontariato al canile municipale? Come si svolge l'attività? Vi organizzate per turni? Seguite dei corsi di formazione? Quanti siete?
Volontaria: Sono volontaria da circa un mese. Siamo organizzati in turni di 4 ore ogni giorno compresa la domenica.
Abbiamo fatto un corso di formazione di tre giorni nel quale oltre a presentarci l'associazione dei volontari di Porta Portese, si sono tenuti due interessanti e fondamentali lezioni sulle adozioni (capacità di capire chi vuole adottare un cane, decalogo di regole da seguire per capire se la persona è realmente interessata ad assumersi la responsabilità di un cane ecc.) ed una lezione chiaramente introduttiva sulla rieducazione dei cani (dai morsicatori ai traumatizzati).
Tra Porta Portese, Casa Luca e la recente acquisizione del Cinodromo dovremmo essere circa un centinaio di volontari che si alternano in turni anche su più di un canile.
Io ho iniziato alla Muratella ma già da qualche settimana mi trovo a Porta Portese perché ancora ci sono molti cani che devono essere portati via.
G: Presumo che, accanto a voi volontari, ci siano anche persone che lavorano in canile regolarmente. Com'è strutturato il personale? Si tratta di un lavoro svolto da persone che hanno una particolare passione per gli animali (e, nello specifico, i cani) oppure di lavoratori precari in cerca di un'occupazione migliore?
V: In canile sono presenti gli ausiliari, di supporto al personale veterinario e agli impiegati del comune (amministrativi e accalappiacani).
Riguardo agli ausiliari ti posso dire ben poco. Il lavoro è talmente tanto che non si ha tempo di parlare o di chiacchierare. Alcuni degli ausiliari che conosco sono molto coscienziosi e lavorano duramente per accudire i cani. Sono i migliori conoscitori dei cani (almeno in teoria); ne conoscono il carattere ed anche la storia. Alcuni di loro (quelli con cui ho maggior contatto), mi sembrano lavorare con impegno e ogni tanto ci danno anche qualche consiglio su come trattare i cani o su come gestire determinate dinamiche all'interno del canile, ma ti ripeto ho pochissimo tempo durante il turno per parlare con loro i quali sono sempre molto presi. Riguardo al personale veterinario, si tratta purtroppo di persone che (a sentire i volontari più anziani) non hanno nessun interesse ad instaurare il minimo rapporto con i volontari (ho un'opinione tutta mia a proposito ma la tengo per me!!!) .
G: La domanda precedente te l'ho fatta perché credo che in un lavoro del genere sia fondamentale essere soddisfatti di quello che si sta facendo, trattandosi di curare esseri senzienti e in grado di soffrire ai quali è stata privata la liberta. Hai riscontrato sempre questa particolare dedizione nei tuoi colleghi?
V: Come ti ripeto ti posso rispondere solo per gli altri volontari che coprono il mio stesso turno e con i quali tra l'altro ho stabilito un ottimo rapporto. Loro ed io, ovviamente, crediamo in quello che facciamo con grande forza.
La maggior parte di noi lavora o studia tutta la settimana, ma non esitiamo a sacrificare parte del sabato per stare con i cani. Per me contano solo i miei cani (passami il termine) e quando entro in canile ogni problema di lavoro, di famiglia e di mille altre cose sparisce, e tutta l'attenzione è per loro.
Siamo molto motivati altrimenti non sacrificheremmo parte del tempo libero per andare in un posto che già di per sé è deprimente, se non peggio. A volte ci capita di pulire gli escrementi anche fino a 5/6 volte in uno stesso gabbione. Per me (ma ti assicuro anche per le altre ragazze che sono al mio turno) è un vero sforzo non piangere ogni volta che vedi un cane che TI CHIAMA con lo sguardo o con la zampa. E' durissima e non avrebbe senso fare tutto questo se non con la forza della motivazione e con l'amore assoluto per i cani. Anche solo tenere i cuccioli in braccio o accarezzare i più vecchi può essere una goccia in un oceano di solitudine per i cani di un canile. La lotta interiore e l'angoscia si possono sopportare solo credendo in quello che si fa, avendo come forza solo l'amore indiscusso per i cani.
G: Dopo anni di proclami e smentite, false notizie e proteste, finalmente Roma chiude il vecchio canile di Porta Portese (struttura assolutamente inadeguata alle esigenze cui era sottoposta). Per aprirne uno nuovo, che dovrebbe garantire un maggior spazio a ciascun animale, servizi migliori e più efficienti, ed un generale miglioramento delle condizioni dei lavoranti (e quindi anche di voi volontari). Eppure non sono mancate le prime polemiche, che hanno definito la nuova struttura inferiore alle aspettative, e del tutto inadeguata a sostenere le esigenze di un numero crescente di cani/gatti randagi bisognosi di cure…
V: Per chi passa da Porta Portese ad una struttura come Muratella il divario appare molto forte ed evidente. Si stenta a credere che in una strada di passaggio ed estremamente periferica come la Magliana, possa essere stata creata una struttura tanto moderna e all'avanguardia. A Muratella i cani dispongono di gabbie più grandi, ordinate in padiglioni circolari e coperte nella parte superiore.
Ciascuna gabbia presenta un accesso in uno spazio comune esterno dove i cani compatibili ed i cuccioli possono sgambettare. Inoltre solo grazie all'insistenza dei volontari presso il comune di Roma, è stato possibile ottenere due spazi in erba, dove a turno i cani vengono portati per correre e giocare. Molto di più poteva essere fatto e quando tutti i cani di Porta Portese saranno trasferiti cominceranno i problemi anche a Muratella. Ma il vero dramma sta nel continuo abbandono dei cani da parte di gente assurda ed inutile, che li lascia in maniera indiscriminata come fossero oggetti. Voglio credere che il Comune di Roma abbia fatto uno sforzo seppur limitato nel cercare di dare un minimo di conforto in più ai cani d'ogni razza, taglia ed età che sono in canile. Ufficialmente i cani sono del sindaco di Roma e qualunque cosa li riguardi deve essere approvata dal Comune. (basta dunque con decisioni di soppressioni immotivate e di insensati esperimenti veterinari :))
G: Ad ogni modo la sola esistenza di un canile -ossia di una "prigione" per i cani- è già di per sé un gravissimo fallimento. Un fallimento perché ci si arroga il diritto di decidere sulla libertà di un altro essere vivente. Anche se non è possibile trovare una diversa soluzione, qual è la tua opinione di un canile come istituzione sociale?
V: Fino a non molto tempo fa ripudiavo il concetto di canile.
Ma da quando ho Indie (il cane che vive con me) e giro molto ho sviluppato un'attenzione particolare ad ogni cane che vedo da solo o con il padrone. Ho visto tantissimi cani per strada finire vittime di investimenti, o di combattimenti, o di inutili crudeltà; penso che in canile non abbiano la libertà e molti di loro non conosceranno mai una vera famiglia o BRANCO, ma voglio credere che quel po' di carezze e di cibo che i volontari (ti parlo sempre limitatamente alla mia esperienza) e gli ausiliari danno possano solo in minima parte compensare queste mancanze.
A proposito del paragone fra canile e carcere, non sono d'accordo. Chi è in prigione ha commesso un reato grande o piccolo che sia. I cani non hanno commesso alcun reato se non quello di non tradire mai L'UOMO. So anche che in molti canili comunali la situazione è ancora, se possibile, più drammatica di Porta Portese, ma io sono purtroppo rassegnata a credere che finché esisterà il genere umano esisterà solo schifo. (La soluzione?????).
G: Purtroppo la situazione precaria di molti animali all'interno di un canile municipale, si fa addirittura pericolosa all'interno dei rifugi privati, i quali, per sostentarsi, non esitano ad adottare un trattamento brutale nei confronti dei loro "ospiti". A Roma abbiamo l'esempio lampante del rifugio Parrelli, da mesi oramai al centro di una massiccia campagna di picchettaggio da parte di un apposito collettivo, che ne sta svelando i retroscena. Conosci la storia? Avete mai provato a sensibilizzare le persone attraverso una campagna d'informazione? Credi possa essere utile come strumento?
V: Conosco abbastanza la situazione del canile Parrelli come di molti altri rifugi privati (Striscia La Notizia ci ha insegnato molto). Credo che i volontari più anziani abbiano portato avanti numerose campagne di sensibilizzazione, ma fin'ora non vi ho partecipato. Credo che la sensibilizzazione sia fondamentale anche se ti ripeto non ho grande fiducia nel genere umano. A mio avviso un certo tipo di amore si sente nell'anima e o lo hai con te o non lo hai dentro. Tutto qui.
Per fortuna da quando sono in canile, vedo molte persone che vengono per adottare dei cani.
La gestione delle adozioni da parte dei volontari si è fatta molto più selettiva proprio perché in passato sono stati fatti degli errori di valutazione riguardo a delle persone che non si sono mostrate in grado di accudire i cani o peggio li hanno nuovamente abbandonati. Credo sia sacrosanto chiudere un canile come il Parrelli, tenuto da una vecchia megera ultraottantenne; vorrei che anche questo lager passasse sotto la guida dei volontari così come è accaduto per Casa Luca.
Ti posso anche dire che personalmente conosco una persona che ha messo a disposizione un terreno nel quale accoglie cani randagi e cerca di farli adottare. In questo posto, totalmente sulle spalle di poche persone di buona volontà, i cani non sono in gabbia ma in un ampio terreno.
Il problema è che sono tantissimi e le persone che vi prestano servizio volontario a titolo gratuito (ovviamente) sono oberate di lavoro e non sempre riescono a sopperire alle centinaia di richieste di aiuto dei cani che sono lì.
L'unica speranza è anche in questo caso riposta nelle adozioni.
G: Vorrei una tua opinione e commento sul caso dell'allevamento Morini (del quale hai la videocassetta che ti ho dato, guardala per favore) e, più in generale, degli allevamenti.
V: La cassetta non l'ho guardata ma conosco la storia del canile Morini, come di molti altri allevamenti per la Vivisezione. Proprio l'utilizzo degli animali nelle industrie farmaceutiche mi porta a non scegliere l'unica possibilità professionale che viene offerta ai biologi: l'informatore scientifico del farmaco. Io non lavoro perché credo che la vita degli animali, di tutti loro sia infinitamente più importante di qualunque cosa. Non concepisco semplicemente il concetto di allevamento di animali a qualunque livello evolutivo si faccia riferimento. Il problema è che l'industria cosmetica, farmaceutica (anche se loro lo negano) ed altre realtà industriali usano gli animali perché ancora considerati OGGETTII, COSE. Il senso d'impotenza è totale.
Mi sembra che pian piano, tuttavia, stia aumentando la sensibilità delle persone anche verso queste realtà. Conosco diverse ragazze (me compresa ovviamente) che non fanno uso di trucchi o cose del genere proprio perché sperimentate sugli animali. Purtroppo a proposito della vivisezione ci sarebbero un'infinità di cose da dire, forse in un secondo momento potremmo approfondire il discorso con più calma.
G: L'intervista è stata molto breve, io ti ringrazio per la disponibilità. Ti lascio lo spazio per aggiungere quello che vuoi oppure parlare, se preferisci, dell'attività di un volontario.
V: Volevo solo dire che chiunque abbia voglia di impegnarsi realmente e con sacrificio (questa è l'aspetto più importante) per i cani di un canile di Roma può rivolgersi direttamente alla associazione dei volontari, facendo riferimento anche al sito www.corrieredelcanile.org Basta iscriversi ed aspettare per fare il corso. Occorre sempre una mano in più.
www.corrieredelcanile.org


