Belli Cosi
Usciti da qualche mese con il loro nuovo CD, Torino Rock 'n' Roll Starz (coprodotto anche da Radio Riot), i Belli Cosi e la loro armata tornano a segnare un altro passo della musica D.I.Y. italiana. In una scena ormai sempre più priva di innovazioni i quattro ragazzi torinesi hanno iniziato, ormai da quasi dieci anni, quella che ora conosciamo come la "saga del nuovo rock italiano", un tentativo di emergere dalla monotonia musicale dei gruppi-clone rimanendo però fedeli ai principi dell'autoproduzione. Radio Riot, dopo la coproduzione del loro ultimo disco, si mette in contatto con Sabino, il cantante dell'armata belli-cosa: vediamo cos'avrà da dirci!
Pit: Ciao Sabino! La prima domanda appare sempre un po' scontata, ma dopo tutto è d'obbligo: breve storia di nove anni e mezzo di Belli Cosi.
Sabino: Innanzitutto vorremmo scusarci per il ritardo con cui ti rispondiamo, ma lo facciamo adesso perché abbiamo appena ristampato il disco e quindi ci ri-volgiamo alla stampa (so che non è chiaro ma è per dire qualcosa "tra le righe" un po' come Jovanotti con il suo nuovo singolo sulla Fallaci per le trasmissioni tv). Grazie inoltre a Radio Riot per l'interessamento e per il supporto datoci in tutti questi mesi.
Chi risponde, come hai detto, è Sabino dei Belli Cosi, il cantante. Gli altri si adeguano alle mie risposte, anche se non sono d'accordo, eh eh eh…
Una breve storia di nove anni e mezzo di Belli Cosi, mah…
L'idea nasce da un "atteggiamento" lontano dalla "crema" e dai luoghi comuni del punk e dell'hardcore italiano da quando abbiamo iniziato nel 1992 ad oggi. Atteggiamento concretizzatosi attraverso le nostre sonorità, parole, produzioni e soprattutto attività live in Italia e all'estero. Il tutto cercando di alimentare nella maniera più costruttiva/distruttiva possibile la scena punk della nostra città (Torino) e possibilmente italiana.
Ciò ha comportato sicuramente diverso tempo e fatica per farci conoscere ed accettare, e oggi ci possiamo ritenere piuttosto soddisfatti e per certi versi fortunati, sia per quel che riguarda il gruppo (sempre le stesse 4 persone, con un solo cambio di un bassista nell'98), che per i tre dischi coprodotti e autodistribuiti per un totale di 6500 copie dal 1996 ad oggi ed innumerevoli live in Italia e all'estero.
Il tutto con ulteriori prospettive e idee per il futuro (concerti, festivals, nuovi brani e ulteriori realtà musicali con cui rapportarci).
Per non far spaventare i giovani e le giovani punx, comunque, i membri dei Belli Cosi hanno una media di circa 26 anni (abbiamo iniziato quando ne avevamo 16), non siamo dei vecchietti dopotutto…
P: Grazie anche agli mp3 contenuti su "Torino Rock'n'Roll Starz" ho avuto la possibilità di conoscere tutte le vostre canzoni, anche se ho iniziato ad apprezzarvi con il primo acquisto del Nuovo Rock Italiano. A conti fatti tutti e tre i dischi mi sembrano una continua maturazione del vostro stile, per altro ben studiata, anche perché dal primo al secondo disco passano 2 anni e dal secondo al terzo addirittura 3. Che cosa significa e quanto conta per voi "maturare"?
S: Mi fa piacere sapere come vengono colti i cambiamenti del gruppo.
I Belli Cosi hanno sempre fatto della diversità la loro bandiera, cercando di concretizzarla attraverso un attitudine basata sul costante cambiamento, ambiguità, provocazione, incoerenza e contraddizione.
Potrebbero apparire concetti estremi, in realtà cerchiamo solo la consapevolezza per la quale solo cambiando o "maturando" si può assaporare il gusto di essere vivi, e solo attraverso l'energia scaturita dai "contrasti" si può sempre creare qualcosa di nuovo. Nei fatti le sonorità si sono notevolmente trasformate nel tempo e, ad esempio, in "Torino Rock'n'Roll Starz" si possono effettivamente sentire 11 brani l'uno diverso dall'altro (ancora di più se andate ad ascoltarvi i pezzi dei dischi precedenti).
P: Mmm… e più specificatamente: che cos'è il Nuovo Rock Italiano?
S: Il nuovo rock italiano? Beh, in effetti come "sigla" non è nulla di particolarmente nuovo, anzi…Veniva definita così l'ondata di gruppi rock dei primi anni '80 (Litfiba, Diaframma, Franti per intenderci) con una forte valenza alternativa rispetto alla musica leggera.
I Belli Cosi hanno sempre suonato punk hardcore, ma qualcosa anche qui ha cominciato a cambiare. Pertanto, a partire da determinati ascolti anche di buono e sanguigno rock internazionale e italiano (vedi Nek, Elisa, Carmen Consoli, Max Gazzè giusto per farvi incazzare un pò) hanno voluto mischiare e incasinare ulteriormente le proprie sonorità, consapevoli che i grandi i cambiamenti si fanno sempre partendo dal basso.
Einstein, Today, Gli Anni Migliori, Il Mondo All'Ingiù, Millennio suonano sicuramente hardcore, ma non devo negare che mi piacciono anche gli Skunk Anansie, i primi Kina, i primi Therapy, il tiro dei pezzi di Nek, la violenza dei Nerorgasmo, la melodia degli Husker Du, l'intelligenza di Max Gazzè, la Torino Hardcore degli anni '80, il Rock'n'Roll dei Crunch (to-hc), l'irrazionalità dei With Love, la potenza dei Massimo Volume, l'ironia di Elio e le Storie Tese, il cinismo di MGZ… Tante diverse ispirazioni attraverso le quali abbiamo cercato di costruire e mantenere una nostra identità e personalità. Quando questo verrà a mancare forse potrebbe essere la fine dei Belli Cosi (frasona apocalittica da mettere nel prossimo disco).
Inoltre "Nuovo Rock Italiano" ha il proposito di sbeffeggiare slogan metallari del tipo "Death to false metal", attitudine, quest'ultima, che oggi ha cambiato i propri termini, ma sotto altri punti di vista (a mio parere oltremodo conservatori) ha mantenuto gli stessi concetti.
P: Torniamo al vostro ultimo CD: in "Torino Rock'n'Roll Starz" dichiarate che quel che stiamo per ascoltare è la vostra creazione, ma che soltanto voi sapete come va usata veramente. E' ovvio che ogni gruppo, nella propria espressione, mette quel qualcosa in più che gli ascoltatori difficilmente recepiscono. Ma allora di che parlano i testi dei Belli Cosi? La componente amorosa, che va dall'ambito "dichiarativo" (vedi Ferruccia) a quello "pornografico" (vedi Uomini Veri), mi sembra spesso una sorta di copertura. Spiegaci meglio.
S: Che bella domanda! La frase che, nell'introduzione del disco, dice che solo noi sappiamo come il nostro materiale sonoro va usato "veramente" è una battuta per dire che noi sappiamo come eseguirli e riprodurli dal vivo ed in sala (puoi capire…), dopodiché non sono mai stato del parere che il gruppo possieda particolari chiavi di lettura o la verità assoluta per interpretare le parole delle canzoni o per vincolarne il senso.
Anzi, volutamente, negli anni non abbiamo mai voluto dare particolari spiegazioni dei testi proprio per incoraggiare e lasciare liberi tutti in maniera inequivocabile rispetto alla lettura ed interpretazione delle parole. Se poi qualcuno ci ha voluto porre delle domande abbiamo sempre dato la disponibilità totale a parlarne.
Sicuramente dal vivo abbiamo invece fatto della fluente comunicazione (monologhi e sproloqui) tra un pezzo e l'altro una delle nostre caratteristiche principali, con l'obiettivo di mischiare ulteriormente le carte in tavola…
Molte nostre canzoni sono "canzoni d'amore", inteso come motore passionale di gran parte dei sentimenti che si provano nella vita di tutti giorni (e quindi ciò di cui parliamo nei testi). Così come motore e spinta di gran parte della musica che scriviamo.
L'amore in senso "stretto" è invece sempre descritto come una sconfitta.
P: Ma vedremo mai testi politicamente impegnati, intendendo come politica la branca comprendente governo, parlamenti, cavalieri e "dame"?
S: Diversi di questi temi sono in realtà toccati nelle nostre canzoni, anche se non c'è il reale intento di esplicitare nomi, fatti, colori e schieramenti politici.
Preferiamo schierarci in maniera netta contro le ideologie, le forzature e coercizioni di qualsiasi natura (vedi Quanto Ti Amo). Per quel che riguarda la politica tendo maggiormente a trattarla in maniera esistenziale che pragmatica.
Vorrei citare, se la ricordo bene, una frase che Claudio Villa mise nei saluti di un suo disco, in cui diceva "…non saluto i politici e chi canta per loro".
Inoltre i Belli Cosi iniziarono a suonare in pieno periodo posse, e con il tempo abbiamo provato un sempre maggiore rifiuto verso un certo tipo di atteggiamento (anche se in realtà ci sarebbero, secondo me, tante belle cose da salvare).
P: Penso che la prima cosa che mi ha colpito del vostro ultimo lavoro è l'incredibile varietà mista ad una buona capacità tecnica, il tutto racchiuso nella solita semplicità del punk. Ma il bello è che, come ho già detto sopra, ognuna delle vostre uscite si distingue perfettamente dall'altra. Quanto ne sanno i Belli Cosi in fatto di musica e quanto ci mettono a sfornare un nuovo pezzo? Insomma, il nuovo rock italiano è o non è una meta raggiungibile da tutti?
S: Mah, non penso che i Belli Cosi ne sappiano particolarmente in fatto di musica!
Prova a chiedere a Felice (il batterista) che cosa ascolta e ti risponderà sicuramente: COV e Sparkle! (appena leggerà questa la censurerà…, alla faccia della libertà di espressione). Fortunatamente ne capisce molto di più in fatto di batteria!
Sicuramente ci piace provare e riprovare più volte i pezzi che suoniamo ma senza far sì che questi diventino dei virtuosismi tecnici (non ne siamo assolutamente capaci…). Lo facciamo solamente per scoprire, nella maniera più approfondita che possiamo, il senso di ciò che vogliamo dare al pezzo, sia come musica che come atteggiamento. Non è facile da spiegare ma è molto più semplice da fare.
Lo stesso vale per ciò che ascoltiamo, che ci piace particolarmente vedere dal vivo, un po' come i gruppi che ho citato all'inizio. Di essi ci piace cogliere una serie di caratteristiche che vanno al di là della musica che propriamente suonano. Di conseguenza ci mettiamo un po' a fare i pezzi, nonostante ciò ne abbiamo scritti veramente tanti (nei dischi non sono presenti le cover che eseguiamo spesso dal vivo in mezzo ai nostri pezzi, ma questa sarebbe un'altra lunga storia…), e a disco fatto spesso le modifichiamo ulteriormente per sfizio del cantante e scazzo del bassista! (olè, contro tutto e tutti!, il potere della stampa…).
Certo, il nuovo rock italiano è per tutti, proprio perché è nuovo, è rock e purtroppo è anche italiano.
P: Pur non avendo mai avuto l'occasione di assistere ad un vostro concerto ho saputo che siete una delle così dette "live band". Perché non ci spieghi cosa vuol dire essere una live band? E poi perché tutta questa carica durante i concerti? E' davvero così importante per i Belli Cosi?
S: Non ci hai mai visto dal vivo?! Lo sai di essere uno dei pochi su questo pianeta?!
Beh, penso sia scontato dire che la dimensione live sia fondamentale per una rock'n'roll band. Dal vivo desideriamo far scattare una scarica di elettricità sul palco che in qualche maniera deve riflettersi ed ampliarsi su chi ci osserva.
Per questo conserviamo e accumuliamo adrenalina per tutto il tempo antecedente il concerto, in maniera consapevole o meno, e il resto viene da sé, con la massima spontaneità possibile.
Nel concerto tutto ciò che siamo esce fuori, siamo nudi e, se possibile, insanguinati (e non sempre in senso metaforico). Lì ti giochi tutto.
P: In una scena nella quale il CD a 20'000 Lire (e oltre) ha ormai preso piede, i Belli Cosi hanno deciso di mettere "Torino Rock'n'Roll Starz" a 12'000 L.; un prezzo esiguo raffrontato ad esempi di cui sopra, considerando inoltre che sul CD, oltre gli 11 brani, troviamo tutti i vostri vecchi brani in mp3 e addirittura un video! Insomma, cosa ne pensano i BC del discorso "profit-no profit"?
S: In tutti questi anni ci siamo sempre mossi in maniera decisa nell'ambito del no-profit e abbiamo abbastanza le idee chiare rispetto ad esso. Reinvestiamo continuamente i soldi che guadagniamo per nuovi progetti.
Di conseguenza il prezzo delle 12'000 (6 euro) è la naturale conseguenza del nostro percorso e la spiegazione di tale scelta l'abbiamo scritta nel sito della ristampa del disco, anche perché le domande a tale riguardo erano tante. Questa scelta è inoltre parallela a quella dell'autoproduzione e autodistribuzione del disco.
Siamo comunque (chi più, chi meno) rispettosi verso chi intraprende la strada del profit e quindi utilizza strumenti diversi e obiettivi diversi dai nostri.
P: Rimaniamo un attimo nell'ambito dell'autoproduzione dato che i Belli Cosi hanno anche un'etichetta, anzi due! Sborra, la tua etichetta, e SmARTz!, etichetta di Lele. Perché un'etichetta? Con quale scopo si tira su? con quali aspettative, speranze, delusioni, dubbi e magari curiosità?
S: La Sborra non è propriamente la mia etichetta. E' l'etichetta D.I.Y. di tutti i Belli Cosi. Con l'arrivo di Lele, e quindi SmARTz!, la Sborra è rimasta quella degli altri 3 Belli Cosi, ma nella quale in realtà confluiscono tutte le entrate del gruppo.
Chiaro no?
L'attuale obiettivo della Sborra è quella di produrre e distribuire le produzioni dei Belli Cosi, di coprodurre gruppi italiani e non solo che ci possono particolarmente interessare (ma con il tempo ciò è diventato più impegnativo e quindi l'abbiamo reso meno sistematico e più occasionale), ma soprattutto di distribuire principalmente (attraverso il nostro banchetto nei concerti) le produzioni dei gruppi di Torino o italiani con i quali in qualche maniera interagiamo e ci interessano.
Nell'estate 2001 abbiamo ad esempio partecipato ad un paio di grossi festival D.I.Y. (Fasano e Budoia) solo con il banchetto Sborra, e dobbiamo dire che ne siamo stati particolarmente entusiasti. Tra le cose più belle vi è quella di scambiare dischi con altri da ascoltare per passione personale, da altri punti di vista è molto impegnativa come attività (se la si prende "seriamente") per cercare di divulgare materiale nazionale. Motivo per il quale l'abbiamo decisamente ridimensionata negli ultimi due anni per dedicarci diversamente alle produzioni del gruppo.
Spero e invito però chiunque a provare a tirar su un etichetta, una distro o una fanzine, essendo sicuramente un'esperienza che ti permette di vivere in maniera attiva, e non solo da fruitore, la scena musicale. Se poi la cosa si può sviluppare in una maniera più concreta tanto meglio!
P: Lele mi ha detto che il disco ha avuto un buon successo; io stesso, che in questo periodo non ho avuto possibilità di girare molto portandomi dietro i vostri dischi, ho comunque piazzato un discreto numero di copie. Adesso "Torino Rock'n'Roll Starz" vede addirittura la sua prima ristampa. Se la domanda non è troppo prematura, quali sono i progetti futuri dei Belli Cosi?
S: A fine dicembre 2001 abbiamo ristampato il disco. Dobbiamo ammettere che la prima stampa in mille copie è andata oltre la più rosea previsione e tendenzialmente anche le nuove duemila possono promettere bene.
Adesso (gennaio 2002) stiamo preparando nuovi pezzi (dopo che il diavolo è venuto a trovarci in sala prove…). A dicembre abbiamo fatto altre 5 date in Germania ed in Svizzera, andate molto bene sotto tutti i punti di vista, e da febbraio faremo una lunga serie di date in Italia almeno fino a giugno (occhio al sito e ai giornali per gli aggiornamenti live).
Andremo di nuovo all'estero a fine Febbraio e in Estate per alcuni festivals. Dopodiché valuteremo se abbiamo abbastanza materiale per un nuovo disco o effettueremo una nuova ristampa.
In programma abbiamo anche nuovi e numerosi gadgets che sappiamo piacciono molto ai giovani.
In generale abbiamo abbastanza idee e siamo desiderosi di muoverci e "cambiarci" sempre, mettendoci sempre in discussione. Quando non avremo più idee finiremo di rompervi le palle.
Dobbiamo inoltre progettare qualcosa di eclatante per i 10 anni, a te viene in mente qualcosa?
P: Ahahah, no mi spiace, io ho meno di idee di voi quattro messi assieme. Ok, ultima domanda di rito: chi ha influenzato e chi influenza tuttora i Belli Cosi?
S: Credo di averlo già abbastanza detto nelle domande precedenti, ma se devo farti una lista (di cosa ci influenza ma forse anche di cosa mi piace ascoltare a titolo personale), e la cosa mi alletta, preparati. In maniera diversa ed in tempi diversi: Anathema Sonic Truz, Truzzi Broders, Church of Violence, Manowar, Metallica, Ramones, Iggy Pop, Ac/Dc, Distruzione, Avion Travel, Sonic Youth, Celentano, Nirvana, Pearl Jam, Caterina Caselli, Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Skunk Anansie, Cranberries, Clash, Lucio Battisti, Cripple Bastards, With Love, Negazione, I Refuse It, Contr-azione, Rolling Stones, Beck, Black Sabbath, Franti, Nerorgasmo, Mgz, Assalti Frontali, Tool, Nek, Litfiba, Bad Brains, Notorius, Bugo, Franco Battiato, Pleasure Forever, Therapy, Kina, Korn, Lost Prophets, Iron Maiden, Husker Du, Cccp, Csi, Estasia, Area, Rotten Brain, Elio e le storie tese, Bregovic, Massimo Volume, Afterhours, Lou X, Erode, Deep Purple, Virgin Steele, Helloween, Warrior soul, Peggiopunx, Misfits, Crass, Nuvolablu, Owls, Le Consuetudini, Fugazi, Paolino Paperino band, Lomas, Mambassa, Crunch, Confusione, Portished, Arturo, Sparkle, Claudio Villa, 883, Max Gazzè, Quinto Rigo, Altro, Tiromancino, Sex Pistols, Elisa, Led Zeppelin, Giorgia, Minor Threat, Gorilla Biscuits, Bjork, Blue Vomit, Germs, Eugenio Finardi, Slayer, Napalm Death, Anthrax, Articolo 31, Death SS, Paolo Conte, Dead Kennedys, Il Parto Delle Nuvole Pesanti, At The Drive In, Indigesti, Gigi D'Agostino, Bad Religion, Ciro Ricci, Plastination, Luigi Tenco , Modugno, Gino Paoli, Flor, R.e.m., Nada, Overkill, Disciplinatha, Less Than Zero, Ivan Graziani, Decibel.
Sono sicuro di non essermi dimenticato nessuno.
P: Ahahah per fortuna, altrimenti non so quante pagine ci sarebbero volute! Grazie di tutto a te Sabino e a tutti i Belli Cosi. Prima di chiudere hai qualcos'altro da aggiungere?
S: Spero di non essere stato troppo prolisso nelle risposte e ti ringrazio per le domande poste che ho trovato estremamente interessanti, acute e importanti per poter esprimere quello che siamo e che pensiamo.
Auguri per il futuro di Radio Riot, e per tutti quelli che ci vogliono vedere dal vivo rinnoviamo l'invito a cercare le date sul sito www.bellicosi.com o su fanzines e giornali vari.
Slogan del giorno: Johnny stai chino.
Visitate il sito deli Belli Cosi
www.bellicosi.org


