7 Years
Abbracciamo ancora una volta il sound di un gruppo che ha preso molta ispirazione da band oltreoceaniche (o da chi ha preso ispirazione da tali band) dirigendoci questa volta verso Livorno. Un po' scherzando, un po' facendo sul serio, conduciamo questa lunga intervista con Dona, membro del gruppo, il quale ci offre un'approfondita panoramica della nascita, dello sviluppo e della probabile evoluzione della band.
Pit: Non è la prima volta che mi capita di sentire un gruppo (italiano ma anche straniero) con il 7 in mezzo. Nella Bibbia è un numero sacro, non è che per caso la vostra è una band “punk rock parrocchiale”? ;)
Dona: No, macché punk-rock band parrocchiale… Il numero 7 è una coincidenza: erano gli stessi anni che avevamo passato io e Matteo a suonare i nostri strumenti prima di formare il gruppo. In più 7 Years è anche una bellissima canzone degli Undeclinable e quindi ci siamo detti “perché no?”. E sono nati i 7 Years. Trovare un nome che suoni e rappresenti un gruppo penso che sia una delle cose più difficili da fare…
P: Facciamoci seri… “Shape Without Form” è il vostro primo full length o avete già fatto uscire qualcosa?
D: Prima di “Shape Without Form” abbiamo registrato un promo nel 2001 (il nostro primo lavoro) che è completamente scaricabile dal nostro sito internet www.7years.it ed uno split di otto pezzi con i Seed’n’Feed uscito nel 2002. Molti considerano “Shape Without Form” un EP dal momento che è composto da 7 canzoni + una, ma ti posso assicurare che per noi è un vero e proprio disco contando il tempo ed il denaro investito…
P: Ad ogni modo come si è susseguita l’elaborazione delle “7” canzoni del disco? Non ditemi che ne avete composta una all’anno…
D: No, anzi… Abbiamo inserito pezzi che ci piacevano molto. Non abbiamo guardato la datazione. Nel disco ci sono brani che avevamo provato da qualche mese ed abbiamo finito di arrangiare in studio ed altri che suonavamo anche da più di un anno. Pensiamo comunque che sia un disco vario e che rappresenti al pieno le nostre caratteristiche. Non ci limitiamo a seguire un genere, siamo influenzati da vari tipi di musica ed in questo album si possono sentire le varie influenze.
P: Mi sembra che ci sia molta America dentro. E’ una mia impressione?
D: Penso che sia una cosa più che naturale… Io, ad esempio, sono cresciuto con l’Hardcore Californiano, ho fatto indigestione di Ramones ed uno dei miei sogni è aprire una Fat Wreck italiana. Principalmente le influenze per questo tipo di musica credo che vengano dall’oltre oceano. Noi ci abbiamo messo del nostro, c’è anche un po’ d’Italia visto che siamo molto amici e fan dei Seed’n’Feed e non posso negare che anche questa band ci ha particolarmente ispirato. Ma gruppi come Bad Religion, Lagwagon, Boy Sets Fire, Jimmy Eat World vengono tutti dall’America…
P: Sono comunque in molti i gruppi che si ispirano al sound americano. C’è chi la definisce una colpa a priori poiché si finisce col peccare di originalità, c’è chi invece non ascolta altro che questo genere di gruppi. Secondo me la corretta posizione è nel mezzo: rifarsi a degli schemi precisi non è una colpa, ma è anche vero che bisogna metterci se stessi dentro un disco e non qualcun altro. Voi come la pensate in proposito?
D: Appunto. Come già detto sopra. Molti gruppi che adoro sono svedesi: No Fun At All, Millencolin… anche loro nonostante abbiano un sound molto personale (soprattutto i Millencolin) si rifanno ad uno schema made in USA. Io sono anche convinto che l’originalità è molto difficile da trovare, e non paga neppure più di tanto. Se un gruppo prova a sperimentare rischia di perdere fans o non trovarne neppure, cerchia di appassionati musicofili a parte, mentre gruppi-clone continuano a vendere centinaia e centinaia di dischi e girare il mondo. E’ molto molto difficile trovare il giusto equilibrio tra il già sentito ed il tocco personale, non è detto comunque che tutti i gruppi si copino tra loro.
P: Sicuramente avrete assistito nell’esplosione della “moda alternative” degli ultimi anni. Proprio ieri vedevo la pubblicità di una ditta di cosmetici per capelli, dove gli attori avevano spike abnormi o creste lunghissime (e anche un po’ bruttine, direi). Per strada poi ci sono tanti di quei ragazzi che parlano di punk, hip hop, o quant’altro senza avere una benché minima idea di quel che stanno dicendo. Insomma, un ennesimo impoverimento della cultura, che adesso sembra stia raggiungendo anche le parti più underground… Commenti?
D: Ho sempre avuto una mia idea di punk-rock o di alternativo. Mi sento di essere a mio modo un “punk-rocker” non perché suono in un gruppo e quindi sono figo. Molte giovani band nascono con questo intento e poi si perdono per la strada quando passa loro la smania di fare qualcosa di alternativo. Io suono questo tipo di musica dal ’94 e per adesso non ho mai smesso. Anche nella nostra città, Livorno, c’è stato un ricco periodo in cui tutti suonavano punk-rock ma dei gruppi storici che si erano formati a quei tempi ne sono rimasti un paio con solo pochi membri originari.
Per me questo tipo di musica, di scena, è un’attitudine, un modo di essere. Non devo dimostrare niente a nessuno, sono così e basta. Non ho mai fatto l’alternativo che non ha un soldo e poi vado da mamma e mi riveste tutto firmato. Magari neppure io sono così informato sulla nascita e l’evoluzione del movimento punk, ma questo mi interessa fino ad un certo punto. So solo che il punk è la musica che tutti possono fare per esprimere se stessi e le proprie idee e per questo, nel bene e nel male, è un genere che non morirà mai anche se non è più il punk di una volta… Ci sarebbe veramente da dire troppo…
P: C’è chi affida il “merito” di tali diffusioni a mezzi comunicativi quali MTv, con slogan del tipo “MTv ti manipola il cervello” (non l’ho buttato lì così, l’ho letto e sentito più di una volta). Sinceramente non mi trovo d’accordo: MTv te lo guardi, quindi c’è una decisione di fondo. Insomma, se simili mezzi di comunicazione ti rincoglioniscono, beh, è un rincoglionimento consenziente. Il mio parere, trattato peraltro in un articolo con Gianluca Sgueo (piuttosto vecchio - l’articolo -, quindi attualmente non del tutto inerente con le idee successive che mi sono fatto), è che il problema non è nel mezzo, ma nel modo in cui lo si usa. D’altro lato però c’è chi invece si appoggia a questi mezzi, mandando i propri video proprio su MTv (citando sempre questa rete televisiva, ma gli esempi si perdono…). E voi? Che dite?
D: Anche noi abbiamo parlato e riparlato di questo argomento. Che dire. Ognuno dovrebbe avere la propria coscienza nel dire guardo quel programma o guardo quell’altro. E, diciamoci la verità, il mondo è pieno di ipocrisia e di contraddizioni quindi sarebbe meglio tacere tutti e fare un esame di coscienza oppure far finta di nulla e andare avanti (come usiamo fare tutti). Adesso vogliono fare tutti i no global e manifestano tutti e ci sono anche gli estremisti che spaccano tutto perché sono contro il sistema e le multinazionali. Allora perché invece di tirare sassi contro il McDonald non vanno a scavare pozzi d’acqua in Africa? Oppure ce l’abbiamo tutti con il nostro signor “Mi consenta” e ne stiamo a dire male (giustamente) ma poi la sera guardiamo Mediaset ed andiamo al Multisala Medusa. E poi ci sono i gruppi che dicono bene del punk, della musica alternativa e poi mandano il video ad MTv. Diciamoci la verità. La TV è il mezzo più potente per diffondere le proprie idee ed MTv è il canale musicale più seguito per cui se un gruppo ambisce a tour mondiali e contratti discografici è costretto a fare certe cose. Alla fine uno suona per dire la sua, perché suonare è bello e perché è bello sapere che nel mondo c’è gente a cui piace cosa dici o quello che suoni, quindi uno le prova di tutte pur di arrivare in alto.
P: Conoscete gli Orange Fruit Excape?
D: Proprio no… (anche se ho letto la domanda seguente)
P: Beh, ci credo, me li sono appena inventati…
D: Cazzo, dovevamo contattare te per il nome. Suona bene…
P: Torniamo ai 7 Years. Il vostro disco l’ho trovato piuttosto intenso, con molta passione dentro. Caldo, denso, penetrante. E’ difficile rendere simili aggettivi durante un live? Come vi comportate sul palco?
D: Un concerto prova ad essere sempre intenso. Logicamente in studio puoi arrangiare meglio la musica e la parte vocale. Dal vivo cerchiamo sempre di dare il massimo, non sempre ci riusciamo, magari a volte non ce la facciamo fisicamente perché siamo stanchi del viaggio oppure perché siamo (a parte Diego) un po’ troppo fuori forma fisicamente (tipo pancia e fiato corto). Il pubblico però ha sempre risposto abbastanza bene. Poi quando vedi che la gente è interessata sei spinto a dare il massimo. Se nessuno ti considera suoni sempre con passione, ma non tocchi il limite…
P: Avendo la possibilità di scegliere con chi condividere i palchi in un tour italiano (quindi con una band nostrana), quali nomi proporreste, e perché?
D: Allora, dunque… I Seed’n’Feed in quanto nostri amici ed anche perché sono un gran gruppo. I Beerbong perché abbiamo fatto i nostri primi concerti fuori Toscana con loro e poi perché sono una grande band ed ottimi ragazzi. Matteo e Diego penso che vorrebbero suonare con i Minnie’s che mi parlano sempre bene di loro dal momento che sono anche gente in gamba. Con i Vanilla Sky (che anche con loro abbiamo un ottimo rapporto)… Con troppi… Allora elenco quelli che consideriamo amici e con cui abbiamo passato bei momenti: gli Aim, gli X-State Ride, i Friday Star, i Kump, i Monkey Faces ed i mitici Forty Winks (viva Robby Bresco!!!). Ovviamente anche con i nostri compagni di sala prove i giovani Bad(Love)Experience…
P: Ho visto che il disco è uscito con la Inconsapevole e la Wayne. Vi siete trovati bene con entrambe?
D: La Inconsapevole è composta da Matteo (7 Years) e Carlo Alberto (Seed’n’Feed) mentre la Wayne è di Michele che praticamente si occupa di gran parte del nostro booking. Per cui si può dire che il disco è un’auto produzione e quindi ci siamo trovati bene con noi stessi... Vorrei spezzare una lancia a favore delle altre etichette che hanno collaborato alla realizzazione del disco, soprattutto in favore della Hot Movie Records (che è la mia etichetta) che è stata poco considerata ma che ha dato una grossa mano…
P: Avete particolari progetti in mente per quest’estate? Molte band hanno preso a fare tour estivi…
D: Stiamo lavorando ai pezzi nuovi. Non ci sono date in programma tranne due o tre nella zona nostra. Da settembre ricomincerà la fase live
P: E per il futuro?
D: Non lo sappiamo… Organizziamo sempre tutto con uno scarto minimo di tempo per organizzare… Il disco dovrebbe uscire anche in Giappone, se mettiamo soldi da parte magari ci facciamo anche un salto. Poi un’etichetta brasiliana dovrebbe stampare uno split ma sono tutte cose a cui stiamo sempre lavorando. Viviamo molto alla giornata.
P: Vi ringrazio ancora per la vostra collaborazione, spero di risentirvi presto.
D: Grazie a te. Scusa magari se ho un po’ monopolizzato le risposte ma gli altri sono in vacanza. Ciao.
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