7 Times Suicide
Conosco i 7 Times Suicide da qualche anno e fin dall'inizio ho sempre apprezzato la loro musica nonostante l'hardcore melodico mi emozionasse raramente. Eppure trovavo molte voci discordanti dalla mia, che criticavano la mia presa di posizione non riconoscendo al gruppo i meriti che gli accostavo io.
Con la recente uscita di "Falling" ho potuto però notare un inversione di direzione: gli apprezzamenti si sono fatti numerosi e i 7 Times Suicide sono addirittura finiti in due nomination del Blue Arrow (il primo music awards del punk italiano), ottenendo ottimi risultati. "Falling" è un disco più maturo, e si sente.
E' tempo allora di far conoscere meglio la band a tutti voi. Buona lettura.
Pit: Ciao ragazzi. Vorrei cominciare parlando del vostro ultimo lavoro, "Falling". Com'è proceduta la registrazione delle sue 9 tracce? Avevate in mente un suono particolare nella fase di missaggio o avete lasciato tutto più o meno invariato?
7 Times Suicide: Abbiamo impiegato parecchi mesi fra registrazione e missaggio. Prima è stata registrata la batteria in uno studio, e il resto a casa di Zed. Successivamente siamo passati al missaggio, che ci ha preso quasi tre mesi, questo perché ci siamo improvvisati fonici e abbiamo dovuto imparare il mestiere. Il suono che n'è uscito assomiglia a quello che volevamo ottenere, ma ovviamente i mezzi ci hanno limitato.
P: Vi ho fatto la domanda precedente perché le canzoni suonano più cupe e dure rispetto alle vostre precedenti produzioni. C'è più Strung Out (anche come tecnica) e meno solarità. E' stata una scelta, una maturazione... o cos'altro?
7TS: E' stata una scelta data dalla maturazione. Col tempo abbiamo capito cosa vogliamo fare e come vogliamo farlo.
P: Peraltro so che questo disco è stato totalmente autoprodotto, anche in fase di registrazione (quasi non si direbbe): vi ha procurato limiti?
7TS: Siamo stati limitati per la qualità del suono, ma con i mezzi a nostra disposizione è uscito tutto sommato un ottimo lavoro.
P: ...ottimo sì, ma comunque difficile: sia perché i mezzi a vostra disposizione non erano quelli di una sala prove, sia perché oltre alla strumentazione non c'era un tecnico a consigliarvi o con il quale consultarvi. Nonostante questo avete optato per questa forma di d.i.y potremmo dire radicale. Come mai?
7TS: Perché ci ha lasciato più libertà, dandoci il tempo di lavorare con calma e fare tutto con la nostra testa. Inoltre i soldi che abbiamo risparmiato li abbiamo investiti per stampare un gran numero di copie.
P: Testualmente parlando siete invece rimasti all'inglese, lingua preferita da chi suona hc melodico (anche se ho sentito gruppi cantare dei pezzi bellissimi in italiano, come i Duff o i Minnie's): non è un po' limitativo rifarsi ad una lingua che non è la propria? Quali sono, secondo voi, pro e contro del cantare in inglese?
7TS: Questa scelta è data dal fatto che reputiamo l'inglese più adatto ad esprimere le sonorità che vogliamo trasmettere. Riguardo ai testi questa lingua non ci limita in quanto Zed (autore dei testi) scrive e parla un ottimo inglese.
P: Più specificatamente, di cosa vi piace parlare nelle vostre lyrics?
7TS: Di quello che sentiamo, di cose che provocano in noi forti emozioni, a prescindere da quali esse siano: rabbia, odio, amore, speranza, disperazione. Emozioni di tutti.
P: A fine Novembre si è tenuto a Faenza il M.E.I., Meeting delle Etichette Indipendenti. Quest'anno, al centro sociale Capolinea (sempre di Faenza) è nato il MAI!, alternativa al MEI che persegue i criteri di autoproduzione, no-profit, copyleft, ecc. Cosa pensate dei due eventi?
7TS: Sono entrambi due eventi di rilievo, improntati su due diverse filosofie. Noi dal nostro punto di vista non ci sentiamo di criticare nessuno. Speriamo solo che venga dato sempre più spazio e opportunità ai gruppi emergenti.
P: Collegandoci alla domanda precedente parliamo di prezzi: il vostro disco è autoprodotto fino al midollo, nel senso che lo vendete a 5 €. Come mai questa scelta? Cosa pensate del rincaro dei dischi?
7TS: Ci teniamo a divulgare il nostro disco il più possibile, cerchiamo di far arrivare la nostra musica a tutti, per questo la decisione di mettere il disco a 5€, cioè quanto basta per poterlo ristampare a copie finite. Riguardo al rincaro dei dischi, è vero che dietro ad una produzione ci sono grandi spese, ma non è giusto specularci così tanto.
P: Credete che la musica che suonate (punk) debba avere un "prezzo politico"? Molti sono stati (e sono tutt'ora) i gruppi che mettevano i propri dischi al ribasso, ma molti anche quelli che non si sono mai preoccupati di farlo. Per voi punk e "basso costo" sono termini legati?
7TS: Dipende cosa s'intende per punk. Se la vedi come ideologia si, se lo consideri un genere musicale non necessariamente.
P: In queste settimane è stato organizzato Blue Arrow, un "music award" tutto italiano dedicato esclusivamente alla musica punk. La vostra band è finita in ben 2 nomination (votata, lasciatemelo dire, anche da Radio Riot): Miglior Band Emergente Italiana e Miglior Demo Dell'Anno. Come avete reagito alla cosa? Ve l'aspettavate?
7TS: Siamo davvero contenti che il lavoro fatto negli ultimi cinque anni cominci finalmente a dare i suoi frutti (non solo nell'ambito del Blue Arrow). Comunque sia eravamo all'oscuro di questo award, quindi per noi è stata una doppia sorpresa.
P: E cosa pensate, in generale, di questa iniziativa (peraltro alla sua primissima edizione)?
7TS: E' una bella iniziativa, dà spazio ai gruppi emergenti e questo è un bene per la scena italiana.
P: Bene, credo sia tutto. Avete altro da dire?
7TS: Ti ringraziamo per l'intervista, speriamo che nei prossimi mesi sentiate ancora parlare di noi.
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