blog di Piter
Distro
Non ci posso credere! Voi ci credete? Io no. Eppure... Aspettate un attimo: controllo. Eh sì, cazzo, è proprio vero: ho aggiornato la pagina della distro!
Che uno dice "Sì sì, domani lo faccio" e poi, porca miseria, domani non arriva mai. Ehh, questo domani... come dicevano i Subsonica (ma anche no, per favore). Come dite? Adesso dovrei fare qualche recensione?
Vedete di non rompere il cazzo eh, voi e 'ste recensioni.
Un Quarto Morto split Mr. Murrungio, Boys On Dolls, Campania Family vol. 1, Army Of Angry Youth, Evolution So Far, Plakkaggio HC, Lost After Death and much more!
Cosa volete di più dalla vita? Un Lucano?

Perle ai porci
"Hanno preso il punk, l'hanno svilito, l'hanno ridicolizzato e impoverito, sicuri che fosse la strada migliore per il successo. Poi, quando hanno visto che in Italia è Giusy Ferreri a vincere cinque dischi di platino in sei mesi, si sono sfacciatamente dichiarati 'di nicchia'".
anonimo
Noi ci saremo
Ci saremo domani pomeriggio, giorno di San Valentino, al concerto esposto qui sotto. Non mancate!

Niente di nuovo nella Scena #4
Per qualche ragiona che mi è ignota si è cancellato tutto mentre ero a pranzo, quindi mi tocca riscrivere da capo, diocristo. Meglio per voi: spenderò molte meno parole.
- Le Tormenta split Contrasto. I primi da poco splittati con Gargantha, i secondi con Affluente (entrambi nella nostra distro - LT/G coproduzione). Adesso, fratelli di palchi e di un 4 way split, decidono di fare comunella su vinile. Cercano coproduttori.
- The Vendetta vs Danny Diablo. Indovinate che fanno? Esatto, uno split. Bravi. Complimenti. Originali eh? Dai, scherzo né! I TV straspaccano nell'ambito del nostrano HC ignorante old school tipo Agnostic Front (e infatti c'è Roger Miret tra i feat) ma con due marce in più, retro esclusa. Il secondo è un rapper ammeregano dalle imbarazzanti foto sul myspace, ma che su questo disco fa tappa fissa di featuring spacconi da... wow! Capito? Il disco si chiama "When Worlds Collide" e la premessa sembra a dir poco ottima. Ah, costa così poco (10 $) che ci ho messo un quarto d'ora prima di ordinarlo, per essere sicuro che non stessi pagando tipo un poster o un adesivo anziché il CD. Lo ordinate qui.
- basta con gli split, passiamo ai libri (non scritti a quattro mani!). "Gentilissimo - La Toponomastica del sentimento" è un libro di Maurizio Benvenuti, che lo presenterà questo venerdì (6 febbraio) allo spazio libertario "Sole e Baleno". Abstract: "Il libro tratta della funzione sociale della geografia, ed è composto da una selezione di 60 lettere scritte tra il 1987 e il 2007, suddivise in 7 capitoli dedicati ad altrettante categorie di funzionari, amministratori, direttori di giornali, editori, contestatori, redattori multimediali, direttori commerciali ed eminenze religiose,) rappresentati ciascuno da un disegno stilizzato corrispondente. Gli scritti più articolati riguardano il sindaco di Roma, Walter Veltroni, e la manipolazione della toponomastica, l'architetto Arno Peters e la pratica del raggiro ideologico tramite la cartografia, il segretario di Stato della Santa Sede Tarciso Bertone, e la posizione dell'uomo rispetto all'universo".
Andate, perché ci sono pure stuzzicherie vegane, infusi e bevande, che con la presentazione di un libro ci stanno tutte!
Il centro è a Cesena, in sobb. Valzania n°27. Mail? Mail.
Distro, ricchi premi e cotillon per tutti
Sììì! Sia lodato Gesù Cristo! Questa è davvero opera di un'entità divina perché, finalmente, ho aggiornato la pagina della distro! Non che di solito io sia così lento nel farlo, ma direi che in quest'occasione mi sono impegnato davvero tanto per battere ogni record precedente. I dischi di Carlos Dunga (thrash soccer punk, roba coatta hardcorica che fischia nelle 'recchie - vi dirò meglio in una recensione prossima ventura) e Tetano/Quarto Potere (anarcho punx insurezzionalista, brutale e sconvolgente come un pugno nel culo) stavano diventando parte integrante della mia scrivania. Meno male che m'è arrivato questo disco degli Angelica Mariner (stupendi. non c'è molto altro da aggiungere.) a farmi decidere di mettere tutto a posto.
Ahh, bei modi di passare il sabato pomeriggio...
Ma non finisce qui, perché ho appena scoperto (in realtà l'avevo già scoperto, diciamo che l'ho riscoperto) che sul nostro myspace (www.myspace.com/radioriotradio) (credo) possiamo mettere delle canzoni! Muahahah, abbiamo imbrogliato il Signor Myspace fingendoci un gruppo, nessuno è più cattivo e miserabile di noi (sì, sto fingendo, evitate commenti tipo "Guarda che non hai imbrogliato nessuno, lo può fare chiunque"; mi avete già rovinato la giornata facendomi fare questo intervento).
Ordunque, usiamo quest'orpello internettiano per promuovere i gruppi coprodotti da Radio Riot che, per dovere di cronaca, con "Angoscia-Rock" dei Kalashnikov hanno raggiunto il numero 25!
Andiamo a vivere, và...
Recensioni #3: Red Blood Hands, AAVV Roma Hardcore, Concrete
Fico, l'ultimo blocco di recensioni risale a oltre due mesi fa. Potrei sentirmi in colpa, se non fosse per il fatto che con il file sharing le recensioni sono diventate un po' inutili. Peraltro questa volta recensisco un disco appena uscito (quello dei Red Blood Hands), quindi sono fiero di me.
E cominciamo proprio dai Red Blood Hands, allora. Porca puttana che figata! HC di scuola milanese (ma loro sono di Sondrio, con gente di Unabomber e Angelica Mariner - cioè...) che mischia old school d'immediato impatto con grezze melodie metropolitane stoner/rock. Ti arriva la botta fin da subito, ma non c'è la cattiveria da poser, c'è la rabbia e il dolore e le storie finite male (che paiono trasparire in alcuni testi - non sempre all'altezza, diciamolo, ma faranno di meglio, lo so). Ci sono i muri grigi, il traffico, una città addormentata e una violentissima scarica di adrenalina vera. Questo disco ("Per sempre... e poi ancora", coprodotto da Mungga records, Dying D.I.Y. e Mosh Pit Culture, e con un artwork retrò figo da paura) tende a trasmettere e scaricare, non a impressionare o distruggere.
Lo so, sono criptico, ma più capibile di Domenico Mungo, diciamolo.
Anyway, cercate i tempi veloci? Ci sono. Quelli ultraveloci? No. Cercate anche tempi più moderati dove le chitarre, dal suono metallico, elettrico, possano spiegare emozioni con pochi passaggi? Ci sono. Riff ricercati e assoli di masturbata origine metal? No. Cercate voce strillata e a tratti gridata? C'è. Urlata? No.
Un insieme molto organico, dai suoni sporchi quanto serve, il tutto elaborato in un perfetto mix di violenza HC e impatto da rock bello duro. Tra un po' ce l'avremo in distro, mica siamo scemi.
Disco successivo, "Roma Hardcore siamo n'Oi!", compilation prodotta da Hellnation col meritevole intento di ricordare che HC è roba nostra e che non ha niente a che vedere con fascismo, razzismo, soppressione della libertà.
Fatta la doverosa premessa c'è poco da aggiungere.
Conoscete la scena HC romana? Allora sapete già che dischi comprare (perché i dischi punk si comprano, sapete?).
Non conoscete la scena HC romana? Allora questa compi vi dà una panoramica di 24 gruppi.
E non è che ce ne siano tanti di cui vantarsi eh...
Chiudo con il disco dei Concrete (Donna Bavosa, Sangue Dischi, Shove records), che come di norma dovrei far girare mentre scrivo (no, la recensione la scrivo prima, a penna, ma mentre la digito mi piace avere il disco in questione in sottofondo) (si chiama "rituale ossessivo-compulsivo"), ma i RBH hanno prepotentemente tolto la scena a qualunque altro disco, ahivoi.
Comunque! Raccolta di pezzi tra il '93 e il '96, roba che io avevo tra i 12 e i 15 anni...
Lento e pesante come Bud Spencer.
Epico e grezzo come "Conan il distruttore".
Hardcore nero che per esserlo venderesti tua madre per tremila lire a un nano.
Premettiamo che il sottoscritto ama il caos e la caciara solo se funzionali a comunicare qualcosa di davvero sentito. E i Concrete lo fanno. Aggiungiamo che pure se vuoi fare "caos/caciara funzionali a..." non è affatto detto che tu ci riesca. E i Concrete ci riescono.
Premettiamo + Aggiungiamo = Compratevi 'sto CD.
Che poi pare caciara, ma questo disco è più cubico di un blocco di granito. Potenza all'ennesima violenza.
Tò, è finito "Per sempre... e poi ancora"! Mettiamo su i Concrete.
Less talk
Ora come allora
rumori lontani e soffusi
cose perse e acquisite
ma il tempo è veramente andato
Puoi trascrivere ogni minuto
puoi trasmettere messaggi
quello che sai è che pochi
capiranno le sottili analogie
tra l'altezza più sublime
e il più profondo baratro
Ora come allora
granelli di polvere
in un raggio di sole
che fa breccia dal di fuori
ma non è tutto uguale
Ora e solo ora
frammenti di passato
viaggiano dentro di me
in un'unica direzione
Negazione - Serenità di un attimo
"Little Dreamer" (1998: We Bite rec.)

Il disco fu registrato in Olanda, prodotto da un'etichetta tedesca e distribuito in Italia da TVOR di Stiv "Rottame" Valli.
Niente di nuovo nella Scena #3
Ne approfitto per una pre-.
Volete aggiornare il mondo su cosa fa la vostra bènd? Su uscite, nuovi pezzi scaricabili o ascoltabili, partecipazione ad eventi, organizzazioni di orge rigorosamente maschili e di soia? Mandateci una mail tramite il form Contatti lì su in alto e, appena potremo, ne parleremo su queste pagine virtuali.
Ciancio alle bande e via con le news (e le old) di questa volta.
- si chiamano Gambino, sono in 3, sono capitolini ma solo uno è di Roma (Enrico, ex-Discard Of System), gli altri due, Juan e J.P., sono infatti argentini. Questo è già abbastanza per suscitare la mia curiosità. Se poi leggo su Lamette che fanno un punk rock alla "primi Ramones" è doveroso andare a vedere, perché i "primi Ramones" (quelli del periodo '76-'78, per intenderci) sono a mio parere inarrivabili (e purtroppo, ahimè, i loro lavori più scopiazzati sono quelli più pop di inizio-metà anni '80). E i Gambino, sebbene gli spunti siano innegabilmente quelli, a quei "primi Ramones" non ci arrivano (ok, ho detto una cosa lapalissiana), gli manca un po' di aggressività ma, diamine!, è punk rock semplice, minimale, sporco, di saletta, che sa di vero... punk rock!
Spero di avere presto un disco tra le mani per fare la recensione. Intanto voi gustatevi i pezzi su www.myspace.com/gambinopunkrock, che poi era quello che volevo dire in questa news.
- volevo dire che i Bone's Law, HC da Pesaro, hanno messo due pezzi nuovi sul loro myspace, ma in questo momento sono in fissa a parlare di roba punk rock.
- tanto per darvi un'idea: andate su YouTube e scrivete "Kalashnikov punk". Le performance live di questa band milanese, da poco uscita con il 7"-romanzo anche per Radio Riot, sono spettacolari... Ecco un link per iniziare.
Il senso
Diciamo subito le cose come stanno.
Sabato 3 a Roma c'è stato un concerto durante il quale uno skinhead ha dato del fascista al chitarrista dei Turturros e per poco non scoppiava una rissa.
Ci sono dei "perché" che io non ho intenzione di spiegare: non sono un giudice e non mi interessa la chiacchiera. L'unica certezza che ho è che il chitarrista dei Turturros non ha nulla a che vedere con l'accusa.
Questa notizia l'ho riportata solo come pretesto, e badate bene che l'abbandono lì. Potevo portarne tante altre, ma questa è la più fresca, stop. D'altronde fa proprio al caso di un pensiero che abbiamo da diverso tempo (non mi do del plurale maiestatis, voglio solo sottolineare la diffusione di questo pensiero) e cioè che troppe volte e in troppi contesti la disunione fa la debolezza.
Andrea Pomini nel numero 7 di "aBbestia!" scriveva: "Ma chi l'ha detto che tutti devono andare d'accordo con tutti solamente perché si ritrovano in un modo o nell'altro coinvolti all'interno della grande mamma "scena"?". Sacrosante parole e lapalissiana verità, a ben pensarci. Non è e non sarà mai possibile avere le stesse idee e, più in generale, andare sempre d'accordo, anche se facciamo tutti parte dello stesso gruppo, scena, movimento. I disaccordi ci sono pure tra i membri di una band, figuriamoci quando parliamo di migliaia di persone!
Il disaccordo, però, è una cosa. L'attacco ingiustificato (in qualunque sua forma), è tutt'altro.
Che per carità, di giustificazioni in realtà ce ne sono e ce ne saranno sempre: quello mi sta antipatico, quell'altro mi ha preso per il culo, quel gruppo mi fa schifo, Tizio mangia animali, Caio chiede 10 euro per il CD... A ben vedere ognuno ha sempre la giustificazione pronta per le proprie motivazioni e, sia mai che dica il contrario, sono tutte valide e vale la pena tirarle fuori!
Ma qual è il senso? Perché, diamine, è questo che mi sfugge. Qual è il senso?
Dobbiamo difendere un territorio? O l'orgoglio? O la nostra opinione (perché se non difendiamo la nostra opinione cadiamo terrorizzati dalla paura di essere soverchiati da quella degli altri). Molto bene, risolviamola tra di noi, tra uomini (o donne). Ce l'hai con me? Prenditela TU con ME, in qualunque modo ritieni opportuno: col dialogo, con gli scritti, con la protesta, con le botte se preferisci così. Ma fallo TU, non scomodare ideologie, movimenti, filosofie, canzoni e, soprattutto, tutta la tua cricca per darmi addosso. Non solo per il fatto che, se mi attacchi per attaccare una bandiera che sai bene che io non impugno, dimostri come minimo superficialità e in generale un'esplicita vigliaccheria, ma anche perché questo è il modo migliore per smembrare e distruggere un'unità di fondo tra gruppi di persone che, se non la pensano sempre e comunque nello stesso modo, hanno una visione del mondo (non di come dev'essere, non di come cambiarlo, ma semplicemente di com'è allo stato attuale) che è comune e che, per tutti loro, va cambiata.
Chi ci guadagna così? Chi trae beneficio dall'ennesima spaccatura che si è creata tra i membri di questa maledetta Scena?
Oggi succede che c'è chi ha un problema con qualcuno, magari una band con un'altra band, e si finisce per coinvolgere forze del tutto esterne a quel problema per dichiararsi guerra, quando i presupposti per una guerra non ci sono.
Per quel che mi riguarda i presupposti per una guerra ci sono solo quando l'avversario è il Nemico, quello con la N maiuscola. E una band, una persona, un concerto, una scelta appartenenti al mio stesso mondo (che in quanto mondo ha per forza di cose culture e idee diverse) non è il Nemico. Al massimo è una questione personale, che va risolta personalmente.
Ed eccola la risposta, ecco chi ci guadagna. Non noi.
Cinque paragrafi e potrei scriverne altri cinquanta, ma io non sono un oratore così bravo né voi degli ascoltatori così attenti. L'idea, almeno quella, spero di averla data. Il senso di tutto questo, io, continuo a non vederlo. Sicuramente non è quello che gli date voi, "ask me why and I'll spit in your eye".
Angoscia Rock: una news monografica sui Kalashnikov
"La cosa migliore per far odiare/amare qualcosa è assolutilizzarla. In questo caso l'utente sceglie uno dei due poli (quello dell'odio o quello dell'amore) a seconda della capacità o dell'incapacità dell'oratore.
In qualche rara occasione, però, riesce a partire dall'orazione per sviluppare una propria idea."
anonimo
"Io so' pazz'"
Pino Daniele
Quando penso a "punk d.i.y. in Italia" penso ai Kalashnikov (1).
Perché?
Perché da sempre fanno uscire i propri dischi nel segno del do it yourself come frutto di coproduzioni intercontinentali (2).
Perché le loro musiche sono personali e originali, dichiaratamente punk nella tecnica (con troppa modestia, secondo me), ma in sostanza alla ricerca di suoni che esprimano l'individualità del gruppo. Insomma, se senti un disco dei K non puoi confonderli con nessun altro.
Perché i loro testi sono un bellissimo incontro tra racconto, espressione, poesia e protesta (3).
Perché con ogni disco hanno voluto ribadire il fondamentale veicolo d'espressione che la musica punk dev'essere, curando tanto i contenuti quando le confezioni a questo scopo (4).
Perché il loro contributo alla Scena non viene solo dalle loro musiche, ma anche da un'etichetta d.i.y. (Kalashnikov Collective, prima KDV) e da concerti organizzati a gruppi di tutta Italia (per alcuni anni hanno organizzato date al csoa Garibaldi fino alla sua chiusura).
Perché progressivamente hanno messo tutti i loro dischi disponibili per il download sul sito, uno dei tanti modi usati dalla band per ribadire il concetto di "punk per espressione, non lucro".
O forse perché sempre dal loro sito è possibile accedere ad un blog (www.kalashnikov-collective.blogspot.com) che il gruppo non usa solo per aggiornarci sulle sue attività, ma anche per pubblicare pensieri, riflessioni, articoli, musiche, foto, disegni, testi e quant'altro, che s'inseriscono in un contesto di contro-cultura, libertà d'espressione, do it yourself e, naturalmente, punk.

Domani, 27 dicembre 2008, i Kalashnikov presenteranno "Angoscia-Rock", il loro nuovo disco.
Come "The Rebels Of The Neon Gods" (5) si tratta di un EP di 3 canzoni. Registrato in totale autonomia tra l'estate e l'autunno del 2008, "in appartamenti di periferia, in spazi improvvisati" (6), il disco è un vinile rosso in 7", che sarà allegato ad un libro con un racconto di 36 pagine scritto dal gruppo. Si tratta di "un fanta-racconto punk che parla di futuro, pieno di amore e angoscia fino all'orlo".
Anche stavolta una maxi-coproduzione d.i.y. parteciperà all'evento, con etichette dislocate tra Italia, Russia, Grecia, Canada, Stati Uniti e Germania.
Naturalmente Radio Riot non mancherà a questo appuntamento.
Il disco sarà presentato domani, come detto, tra le mura della Villa Vegan Occupata di Milano (via Litta Modignani, 66; Treno FNM Staz. Quartoggiaro/Affori; Bus 82/40/41), assieme ad Anxtv (anarco-punx, Helsinki/LaSpezia), VivereMerda (d-beat punx, Udine/Trieste) e Ansia (figli del nulla, Milano) (7).
A voi...
(1)
I K sono nati nel 1996, a Milano. Io li sentii la prima volta poco dopo il 2000. A quel tempo MSN non andava ancora e ICQ, pur essendo suo progenitore, non aveva la Microsoft dietro a spingerlo, perciò i giovani punks rete-dipendenti della generazione 2000 si ritrovavano su IRC che, per chi non l'ha mai usato, era/è un sistema di chat più comunitario, con tante "piazze virtuali" (canali) dove accedere e (ri)trovare altri utenti.
I punks rete-dipendenti si ritrovavano principalmente sul canale #punkitalia e due di quelli, AnArK e FrAnC3SkO, avevano messo su il sito Punk It, una sorta di precursore di Punkadeka, Munnezza, Radio Riot e delle webzine che vennero dopo.
I K li sentii per la prima volta grazie a loro due, perché tramite Punk It decidero di creare una compilation fatta in casa con gruppi da tutta Italia, e la diciottesima traccia era Istinti crudeli della giovinezza, mandata dal (all'epoca) quintetto di Milano e presa dal disco "Romantic Songs Of Dissidence".
La seconda volta mi contattarono loro, Sarta (chitarra) per la precisione, spedendomi "Five Songs For Few Faithful Friends" da recensire, EP masterizzato che anticipava "Songs About Amore And Revolution", che sarebbe poi divenuta la terza o quarta coproduzione di Radio Riot. Da allora non abbiamo mai smesso di coprodurli. Torna su.
"Romantic Songs Of Dissidence" (2000), su cassetta, fu coprodotto da OBA! Rec. (Brasile), Volxdroge (Germania), Murk-Ta (U.S.A.) e Maloka (Francia). Nel 2004 fu ristampato su CD per le label/zine italiane KDV, Radio Riot, Stay Punk, Fucktira!, Ghost & Vegetables, K7, NKTN Rehordz e per Entes Anomicos (Germania), Bloko Autonoma (Francia), UHP (Spagna), Infected (Portogallo), Pauki (Russia), Radio Manifesto (Messico).
"Songs About Amore And Revolution" (2002), su CD, fu volontariamente fatto uscire per realtà italiane (KDV, Rovina HC, Radio Riot, Pota Records, Ghost & Vegetables, Phobia, S.U.T.A. e Lamette), con eccezione della peruviana/tedesca Entes Anomicos. Collaborarono tuttavia etichette da tutto il mondo per la distribuzione.
"Music Is A Gun Loaded With Future" (2005), CD, è stato coprodotto dalle italiane KDV, Radio Riot, Suta, Stay Punk, Ghost & Vegetables, NKTN Rehordz, Bitorello, Savona Punk Rock e Sonorità Oscure. Per l'estero Lbvkbvrda... 'zine (Serbia/Montenegro), Puercords (Messico), Kuhtre (Messico), UHP (Spagna), KGB (Grecia), Infected (Portogallo), Mul (Russia), Last Exit Thrash Distro (Germania), Cryptas (Messico).
"Songs For Super-Defeated-Heroes" (2007), CD, è uscito in Italia per Kalashnikov Collective, Radio Riot, Deny Everything, Rebelkid Music e 4 Dogs Records, mentre all'estero per Sapila (Grecia), Radio Manifesto (Messico), 100 Saouls (Francia), Art Brut Crew (Russia), Infected (Portogallo) e Chaos Rurale (Canada).
Ho sempre sorriso nel vedere che attorno ai K si è riunito uno zoccolo duro di etichette, italiane ed estere, che hanno voluto essere partecipi di tutte (o quasi) le loro uscite. Torna su.
Su ogni disco dei K sono presenti tutti i testi e sul sito è possibile trovare le loro traduzioni in inglese. Ne riporto due, il primo da "Songs For Super...", il secondo da "Romantic Songs...", giusto per dare un'istantanea del loro modo di scrivere, che pur essendo maturato in questi 12 anni ha mantenuto uno stile riconoscibile.
Police Panopticon
Polizia! / Polizia! / Dietro un prisma opaco / giudice e coscienza di reati mai commessi / Occhi senza orbite / nervi scoperti / spettatori opachi di un teatro surreale / Noi danziamo il ritmo del potere / Nelle metropoli video-sorvegliate il buio cala e la vita scorre via / trasparente come vetro / Prigioni senza sbarre / figure di un perpetuo purgatorio / Dio ha nuovi occhi!
Belfast brucia negli occhi di Sara*
Caffè nero, un cielo di cenere / Sara tira le tende sintetiche / la neve ricopre la strada gelata / è giunto il momento / l'attesa è bastata / Neve scende sopra le case / Sara, china, raccoglie la borsa / Chiude la porta / un giro di chiavi / Tutto è silenzio... / Sara ha l'orgoglio di un popolo di fate, il sangue dei fratelli massacrati dalla guerra. Nel fondo dei suoi occhi ci sono lacrime d'argento per tutti quegli amici morti sul cemento... / Dentro il caffè l'atmosfera è tranquilla / forse ilsuo cuore sta battendo più forte / Uno sguardo veloce e Sara entra nel bagno / apre la borsa: ecco il regalo / Piccoli cavi collegati all'ordigno / Mani gelate stanno tremando / Tensione, esplosivo, il timer fissato / Sara scappa / SARA SCAPPA!!! / Sirene lontane, le grida smorzate / Nel vento il boato del sangue versato / la neve che scende in un coma profondo / Un'altra ferita, un'altra ferita... / Belfast risuona di mille silenzi / di pietre scagliate, di vane preghiere / La guerra irlandese ha ucciso abbastanza / La guerra irlandese ha ucciso abbastanza... Torna su.
*a titolo di mera curiosità, ripresi la melodia di questa canzone per scriverne una a mia volta, Inverno, contenuta sul secondo disco delle Cose Perse, "Tre" (2006)
Per i K la confezione dev'essere parte integrante dell'espressione e della comunicazione che il genere punk dovrebbe avere insito in sé stesso.
Se dentro i vari dischi possiamo leggere appunti, considerazioni e racconti, o vedere curiosi e interessanti collage di foto e disegni (i K attingono a piene mani dai fumetti), che rendono l'artwork una vera e propria galleria punk-artistica, le confezioni sono cambiate per ogni uscita.
"Romantic Songs...", come detto, nella sua prima versione uscì in cassetta. Quando fu ristampato in CD, questo fu inserito in un libretto tascabile di 26 pagine con testi, disegni e pensieri sul d.i.y.
"Songs About..." fu stampato in 6 colori diversi (idealmente uno per ogni membro dei K). Nella costina del box di ogni CD fu inserita una piccola pergamena contente un disegno/pensiero, diversa per ogni CD (nei limiti del possibile!).
"Music Is A Gun..." è stato il primo digipack del gruppo (in cartoncino, senza alcuna parte in plastica), inserito in una bustina di tessuto nero cucita a mano e chiusa con una spilla da balia. All'interno spicca sicuramente il testo de La morte di Gwen Stacy, scritto nei balloon di una sequenza di vignette tratte esattamente da quella storia de L'Uomo Ragno*.
"Songs For...", infine, è il secondo digipack. Aprendolo completamente in tutte le sue parti, si viene a formare una croce greca, anch'essa decorata da un collage di immagini e testi. Torna su.
*Gwen Stacy è un personaggio Marvel del fumetto dell'Uomo Ragno. La sua morte, avvenuta in una storia del '65, rappresentò una sorta di svolta nella narrativa dei fumetti supereroistici statunitensi: per la prima volta si presentava al lettore la morte di un personaggio buono e principale (Gwen Stacy era la fidanzata di Peter Parker), peraltro per mano (involontaria) del super eroe, ora definitivamente non più visto come infallibile.
"The Rebels Of The Neon Gods" è un EP masterizzato uscito in totale autoproduzione nel 2004. Delle tre canzoni, due (Brucia, ragazza, brucia! e Milano odia) furono riregistrate per "Music Is A Gun...". La terza, Questo mondo non suo, è una nostalgica e melodica canzone dai toni molto pop.
L'artwork è un'originale foglio colorato A4 con su testi e disegni, piegato in modo da entrare perfettamente quadrato in una bustina da CD. Torna su.
Una critica che io stesso ho rivolto più volte ai K riguarda la qualità delle loro registrazioni, spesso mal concepite in fase di mixaggio/mastering. Dopo "Music Is A Gun...", al quale avevano prestato particolari attenzioni ma che risultò comunque poco soddisfacente dal punto di vista del mastering, Sarta mi disse: "Basta! Siamo stufi di sentire che questo o quell'altro disco suona male. Il prossimo ("Songs For Super...", ndr) lo registreremo da noi". Il risultato sarà la migliore registrazione che i K abbiano mai fatto, di ottima qualità. Torna su.
Neanche a dirlo, l'originalità e l'attitudine dei K non ha in Italia lo stesso successo di band cloni di gruppi e generi inflazionati*.
Curiosamente, invece, i K hanno avuto un crescente riscontro positivo dalla scena anarcho-punk/crust nostrana, nonostante le sonorità siano quanto di più lontano da questi gruppi.
*curioso è anche il successo che hanno riscontrato in diversi concerti in Germania, Francia, Grecia e in alcuni Paesi dell'Est. Puj mi ha raccontato che nell'ultimo tour in (mi pare) Croazia, il gruppo si trovò in un locale dove avevano suonato gruppi come Slayer. Totalmente disorientati pensarono ad un errore e credettero che la serata sarebbe stata decisamente al di sotto delle aspettative.
Finì con 300 persone sotto il palco e un giornalista che disse loro: "Erano 5 anni che i ragazzi vi aspettavano".
A breve il gruppo farà un tour in Russia.
Un appunto, forse per eccesso di cautela: il gruppo di cui ho parlato in queste ultime 10 righe è lo stesso che mette i dischi a 5 €, che si guadagna da vivere con tutt'altro, che ha interesse a vendere i dischi, non le magliette, che non chiede cachet da centinaia d'euro, ma giusto un rimborso spese (quando si può) e "calore umano". Torna su.
Per saperne ANCORA di più sui K potete leggere due interviste fatte da Radio Riot: una del 2003 e l'altra di quest'anno.


