blog di Piter
Di fanze, distro e numerologia esoterica
Inserito da Piter il Dom, 09/11/2008 - 12:32
Mentre ri-ascolto il gruppo di cui parlerò peggio nel mio imminente blocco di recensioni, ho deciso di farmi un giro sul sito di Deny Everything.
Chi legge queste righe sa che tra RR e DE c'è, da un lato, una certa intesa/collaborazione nella faccenda e, dall'altro, una bella amicizia. Tutto ciò per dire: aspettatevi un'altra spuppa di elogi.
Ma come non fargliene?
Sentite qua.
DE punta soprattutto alle fanzine, il che è già encomiabile dato che: a) l'Italia è un Paese che non legge (nemmeno le fanze); b) le distro che curano prettamente fanzine sono rare. a) + b) = sbattimento raddoppiato per chi s'inerpica lungo questo tortuoso sentiero.
I nostri, però, si sono messi di recente a fare una sorta di censimento. Stanno raccogliendo contatti per rimediare fanze dagli Appennini alle Alpi, senza scordarsi le isole. Il risultato, per ora, è questo, che io vi riassumo in: 18 fanze provenienti da ogni luogo ed età italica.
18 non è un gran numero, si sa, quasi del tutto privo di significative valenze simboliche (sì, 18 ore è la durata della Passione - quella di Gesù, ché se fosse stata quella di Mel ci saremmo sparati nei coglioni senza troppi complimenti -, ma solo perché rappresenta 6 volte il ben più noto numero 3), ma consideriamo che qui c'è sangue e sudore!
Ok, smettiamo il delirio per un attimo. I ragazzi si sbattono come pochi e gli introiti per andare avanti - chi ha una distro lo sa - sono miserevoli. Come inizio, questo 18, è eccelso, encomiabile, meritevole di premi. Se le fanzine, dal punto di vista dell'aggiornamento e dell'immediatezza, sono decisamente surclassate dalla potenza di internet, rimangono tutt'oggi il mezzo più valido per conoscere le realtà nuda e cruda di una zona più o meno ampia della Penisola.
Si dice spesso "le fanzine sono più calde", ed è vero! Che vuol dire? Vuol dire che nelle fanzine ci trovi con più facilità l'impronta del vissuto, la trascrizione di emozioni e sentimenti legati a dischi, concerti, manifestazioni, persone, oltre che alle mere informazioni su di essi. Chi fa (perché non è solo scrivere, è fare) una fanzine crea un prodotto con le proprie mani, lungo un dispiegarsi di tempo imprecisato, colmando delle pagine con esperienze viste, sentite e vissute, e con pensieri frutto, magari, di lunghe discussioni con sé stessi e/o con altri.
Premiamo iniziative come quella di Deny Everything. Anche perché, per concludere toccando tutti gli aspetti (e quindi, in ultimo, quello economico), io mi sono appena portato a casa 6 'zine delle loro con 6 euri e 50 cent!
Fate voi.
Roma città.
Inserito da Piter il Lun, 03/11/2008 - 19:52
Mercoledì 29 ottobre: il furgone dei Bedtime For Charlie viene aperto in via Laurentina e tutta la backline rubata.
Sabato 25 ottobre: il furgone dei Me For Rent, in concerto con gli Stiff Little Fingers al Forte Prenestino (RM), viene forzato in zona S. Lorenzo: vengono rubate 3 chitarre, 2 bassi, una testata per basso e diversi pedali.
Giovedì 23 ottobre: all'incrocio tra via del Porto Fluviale e via del Commercio viene rubato il furgone degli svedesi The Scrags, con bagagli e PC portatili, poco prima dell'esibizione al Sinister Noise; salva la back line, scaricata per il sound check.
Venerdì 3 ottobre: in zona Circo Massimo viene aperto il furgone degli statunitensi Pelican: rubati tutti i bagagli e i PC portatili; salva la back line perché scaricata al locale per il sound check.
Come dice il comunicato di Andrea Ardovini, sottoscritto da NerdSound Records, Me For Rent, Bedtime For Charlie, Etnika Rock Festival, Strength Approach, To Kill e The Electric Diorama, Roma non è una città sicura per i musicisti. Non lo è mai stata, a dire la verità, e che ricapiti non è una probabilità, è una certezza.
Roma è una città. Una città di 2 milioni e 700 mila abitanti, il comune più popoloso ed esteso d'Italia; senza voler assolutamente minimizzare la gravità e la conseguente rabbia di questi eventi, è "normale" che possano verificarsi. Non "giusto" (per carità), non "da accettare" (ci mancherebbe), solo "normale". Più "normale" che in città più piccole, e neanche sempre.
Cosa si può fare per contrastarli? Poco, purtroppo. Ma un poco che può valere molto, un poco che può far sì che un furgone non venga forzato e una back line rubata.
Roma non ha colpe, i ragazzi della scena romana non hanno colpe, tantomeno ne hanno i cittadini comuni. In una metropoli ci dobbiamo aspettare che bastardi del genere si girino i MySpace di gruppi e locali per presidiare le zone dei concerti e fottersi la strumentazione, con annessi e connessi.
Scaricare subito la back line, buttare ogni tanto un occhio al furgone, munirlo di antifurti, parcheggiarlo in una zona in vista, denunciare il furto nonostante le difficoltà della Polizia nel recuperare la merce... tutti piccoli (ahimé) accorgimenti che possono fare la differenza. In generale, sapere che in una grossa città (che in questi casi è stata Roma, ma che in altri casi è stata Milano, o Napoli, o...) il rischio di essere derubati della strumentazione è più alto, è una consapevolezza che può fare la differenza.
Roma è una città in cui vale sempre la pena venire a suonare, ma è meglio farlo con tutti e due gli occhi aperti.
Prende fuoco il furgone dei ToKill
Inserito da Piter il Mer, 29/10/2008 - 22:54Qualche anno fa ai Disco Drive rubarono tutta la strumentazione. Andrea Pomini, allora bassista del gruppo, chiese solidarietà alla scena punk, a cui all'epoca forse i DD erano più vicini che ora, dicendo che avevano aperto un account PayPal per donazioni che potessero aiutare in qualche modo la band ad ammortizzare il duro colpo.
Apocalisse.
Dibattiti (sui forum, ovviamente) fioccarono come le cavallette nel deserto, lasciando ben poco spazio ad una critica ragionata. Era giusto? Era ingiusto? Era etico? Era pornografico? Non si è mai capito. Probabilmente perché in cose simili non c'è niente da capire. Il sottoscritto, comunque, credette di aver capito giusto una cosa: Andrea Pomini (e forse i Disco Drive tutti, non saprei) stava sul culo a molti e per questo qualunque cosa avesse detto sarebbe stata contestata da costoro.
Io Andrea Pomini non lo conosco, se non tramite due mail inviate anni or sono per ordinargli un paio di dischi, quindi i giudizi su "chi è" non solo non ce li ho, ma neanche mi interessano.
Fatto sta che è successo una cosa brutta in questi giorni.
Qualche mattina fa ai To Kill è andato a fuoco il furgone, a cinque date dalla fine del tour. Vi lascio immaginare e quantificare il danno che ha ricevuto la band. I ragazzi hanno aperto un account PayPal (helptokill@gmail.com) a cui fare donazioni "per aiutarci ad uscire da questa situazione [...] Ogni genere di aiuto, anche il singolo euro sommato al resto, è più che d'aiuto".
Si ripresenterà la stessa storia dei Disco Drive? Secondo il sottoscritto no, o non con toni così accesi, perché qui dentro non c'è un Andrea Pomini, anzi, ci sono personalità che, per una ragione o per l'altra (cioè per buoni e per meno buoni motivi, tenendo ben presente che tali "motivi" li crea chi li dà, non chi li riceve) sono quantomeno apprezzate.
Visto che non siamo stupidi: i ToKill ci stanno simpatici, gli Andrea Pomini no. Ragione più che valida, per molti, per supportare i primi e non i secondi. Un bel pensiero del cazzo, giusto? Giusto. Ma d'altronde qui funziona sempre così, per eventi gravi come questi e per eventi più piccoli e quotidiani; una buona ragione per non cambiare modo di pensare, giusto? ...
Ora, sarà etico oppure no?
Mah, io direi che ognuno dovrebbe dare la risposta in casa propria. Più che scrivere su forum lo faccia sul proprio diario, o ne parli con gli amici del muretto. Non ha senso affidare scelte e valori personali ai bit della rete per... per cosa? Trovare chi la pensa allo stesso modo? E poi? Siamo in tanti, abbiamo vinto? Ma vinto che, mi chiedo io?
E visto che l'incoerenza può servire, talvolta, a concludere un discorso, la risposta che scrivo sui bit è che nel giro di una scena dalle mille contraddizioni, ma che dice pursempre di fondarsi su concetti di solidarietà e supporto (pare vero... ma per Alcuni continua a non essere un concetto astratto), se un gruppo chiede aiuto, magari un gruppo di sconosciuti (per qualcuno, per altri no), ma che si valuta a suo modo essere autentico in quel che fa (anche se ci si può non rispecchiare in quell'autenticità; anche se non si sa come si chiamano e probabilmente non lo si saprà mai; anche se non si è mai parlato con loro), se si vuole rispondere a quella richiesta di aiuto non c'è nulla di cui vergognarsi, né nulla di cui vantarsi.
Si sta aiutando qualcuno. Stop.
L'esercizio delle distanze
Inserito da Piter il Ven, 24/10/2008 - 13:11Errata corrige: si sa, la vecchiaia avanza, d'altronde mi son perso per strada pure qualche decimo all'occhio sx. Grazie a Fabio che mi ha fatto notare che il titolo corretto è "L'Esercizio Delle Distanze".
I Minnie's sono entrati da qualche anno tra le fila delle punk band più longeve d'Italia, grazie ai loro felici 13 anni di attività. "L'Esercizio Delle Distanze" è il loro nuovo disco, che non è ancora uscito, ma di cui abbiamo finalmente un lauto assaggio a dispozione sul myspace della band.
10 canzoni compongono il disco, che è il primo LP dopo 5 anni di bisbigli. Infatti, dopo "Un'Estate al Freddo" (2003, Heartfelt Music), gioiello dell'HC melodico italiano di quegli anni (assieme ai Duff di "Diswacciuwont", a mio parere), sono usciti solo due EP. Il primo, "The Sing Along Experience" (2004, Riot), era un concept di tre pezzi totalmente cantato in inglese (i Minnie's cantano in italiano, grazie a Dio); il secondo, "Il Pane e le Rose" (2006, No Reason, Antstreet), eccezion fatta per la title track conteneva rielaborazioni acustiche di vecchi brani.
Si arriva così ad oggi (oggi? ma uscira per il 2008?), con un nuovo LP che segna anche una svolta: il passaggio all'indie rock. In realtà dire "passaggio" è molto sbagliato, in questo caso. I Minnie's sono sempre stati dotati di molta personalità; se ascolti una loro canzone non puoi confonderli con qualcun'altro. Il loro HC melodico è sempre stato pieno di inserti più "atipici", meno canonici, e secondo me questo è sempre un punto di forza (sebbene il pubblico spesso preferisca suoni noti, come se anche in fatto di ascolti musicali ciò che è conosciuto dà maggiore sicurezza). Insomma, a conti fatti, se ascoltate uno dopo l'altro gli ultimi 3 dischi del gruppo, fino a questi 4 pezzi ora online, vi accorgerete di una progressione molto naturale.
Certo, questo non toglie che chi comunque apprezzava di più l'aspetto HC del gruppo potrebbe rimanere un po' deluso, ma... così è la vita.
Pacche sulle spalle e buon ascolto.
Concerto annullato
Inserito da Piter il Sab, 18/10/2008 - 14:33Purtroppo alla Palestra Occupata c'è stato un lutto e l'organizzatore del concerto, Andrea, ci ha fatto sapere che i ragazzi e le ragazze del posto non se la sentono di fare la serata.
Mandiamo un abbraccio da parte di tutto lo staff a tutta la Palestra Occupata di Primavalle, sperando che il dolore passi veloce...
Stasera!
Inserito da Piter il Sab, 18/10/2008 - 09:07
Stasera noi saremo qui, con la distro ed una gigantografia del Bessone.
DIY, punk, 2 euri, milioni di miliardi di gruppi.
Buon sabato sera!
Recensioni #1: Ingegno, Spleen Flipper, Evolution So Far, Ouzo
Inserito da Piter il Mer, 15/10/2008 - 17:47Cosa c'è di meglio, quando si lavora con le mani (no, non in quel senso), di un po' di sana musica in sottofondo? E dato che pitturare una stanza è cosa lunga e faticosa, allietare le ore del lavoro con un po' di dischi nostrani è cosa buona et necessaria.
Così, mentre si scartavetra ben bene la parete, "Ancora Sveglio" (Hurry Up!, 2008) degli Ingegno ruota in un piccolo lettore CD, indegno a contenere tale lavoro della scienza hardcore italica. C'è chi dice Negazione, ma io dico pure Kafka: se volessimo cercare dei degni eredi di quest'ultimi dovremmo sicuramente dare un'ascoltata a loro. Hardcore a martello: preciso, netto, piuttosto pulito ma che non sa di plastica. Meglio del lavoro precedente, anzi, a cui mancava qualcosa. Tempi veloci - non ultra veloci -, qualche rallentamento per concedersi pause e poi via, di nuovo all'attacco. Ecco, un gruppo di attacco, una punta, la cavalleria, fuoco d'artiglieria: questo sono gli Ingegno di "Ancora Sveglio", capaci anche di scrivere bei testi, introspettivi, a tratti ermetici, ma in grado di far riflettere. Il disco scorre che è una meraviglia. Nessun "singolo", ma nessun pezzo sotto la media. Non si skippa, insomma.
La prima mano di vernice è con "Alchimia Del Dolore" (Red Zeppelin, Basura, Dischi Rozzi, Still Screaming, 2008), terzo lavoro degli Spleen Flipper. Per certi versi un po' il contrario degli Ingegno: più sporchi, a tratti più veloci (baciano il grind), più metal. Non sono facilissimi da digerire, sia per le atmosfere molto scure che sanno creare da sempre, sia per la produzione, volutamente (pare) non tirata a lucido (che non è un male per i loro suoni). Hardcore caciarone insomma, con giusto due pecche: la voce deve decidersi a gridare e basta e non a cantare, e testi come Solo Merda sono cadute di stile evitabili.
Così, ecco che scendi dalla scala, t'accendi una sigaretta (vabeh io non fumo ma fa lo stesso, accenditela tu) e mentre aspetti che la vernice s'asciughi metti su "Dylar" (Piccole Speranze, Donna Bavosa, NLHC, Area Pirata, Il Complotto, 2008), il nuovo capolavoro degli Evolution So Far. Sedetevi. Io mi sono seduto. Io avevo ascoltato lo split con i Gargantha ed avevo emesso urla di gioia e tripudio per una band che suonava hardcore old school alla Black Flag in un modo che... cioè, da pisciarsi nei pantaloni (quando un'immagine vale più di mille parole...). Ecco, scordatevi QUEL gruppo, perché QUESTI Evolution So Far mischiano hardcore anni '80 (dalle composizioni alle atmosfere ai suoni alla copertina) con sonorità hard rockeggianti, i tempi mai troppo veloci (più punk rock) con l'insanità di mente, sentieri visionari (Never See You Again) con destrutturazioni della canzone-tipo. Non sai da che parte iniziare con questo disco, ma ogni parte va bene. All'inizio potresti odiarlo (io ero preparato), ma se sei aperto di mentalità gli farai un altarino per adorarlo ogni mattina. Se invece sei per le cose canoniche, lascia perdere.
Ma non lasciar perdere gli Ouzo, che con "Less Bibles, More Doubts" (parole sante) (To Lose La Track, Fond Of Life, Shattered Thought, Le Bande Bonnot, New Direction Records, Il Complotto, Choices Of Your Own, Apecervo, Piccole Speranze, 2008, disponibile nella nostra distro a 6 euri) rimediano, da un lato, all'unica svista del precedente "Cliché Revolution", cioè un missaggio con qualche pecca, e dall'altro si auto-elevano all'ennesima potenza. Ok, che a me gli Ouzo facciano sborare come persone lo sapete, adesso saprete anche che quando ascolto questo disco sono costretto a mettermi il preservativo. Un insieme di hardcore californiano spoglio da semplicismi e infantilismi vari, e pieno di taaanto rock'n'roll (Socal d.i.y., Liquorice), mai estremizzato, dosato il giusto: tempi veloci e moderati, chitarre aggressive e riff accattivanti, linee di basso semplici ed energici, bei cantati e cori potenti. Per i testi bisognerebbe fare una recensione a parte, dato che gli Ouzo sanno affrontare la vita con la giusta quantità d'ironia e sarcasmo. Promossi a pienissimi voti, con lode e tutto.
Ok, finito. La stanza è venuta con due pareti bianche e due azzurre, con l'azzurro che sfocia nel bianco e viceversa. Poi vi mando una foto.
Tante belle canzoni per la radio più ascoltata del mondo
Inserito da Piter il Lun, 06/10/2008 - 08:44
Da ieri un po' di nuove canzoni su Radio Riot, con pezzi recentissimi, recenti e maturi (maturi è un bel modo per non dire "datati"). No pubblicità, solo punk. E su quest'ultima frase vorrei invitare a riflettere tutti coloro che continuano a chiedermi se possono inviarmi i loro dischi di reggae hc, elettro-pop, black metal, gangsta rap, classica minimale. NO!, diobbono, non potete! Scaricatevi Firefox, usate la comoda ricerca del De Mauro in alto a destra, decifrate il significato di "punk" e contestualizzatelo nella didascalia "webradio punk autoprodotta".
Vi voglio bene, ma non rompetemi i coglioni.
Detto ciò, in ordine rigorosamente alfabetico, le new entry di ieri*:
Big Shave – Long Night ("Just flip the page")
Desperate Living – Mobile Phone Generator ("Immaterial")
Gerda – Il Mese Dell Iceberg ("Cosa dico quando non parlo")
Ingegno – Le Ali Dei Servi ("Ancora sveglio", 2008)
Killdaddies – Don't Let Me Down ("split con Solecismi Pedestri")
La Quiete – Greyskull ("Tenpeun")
Ouzo – Socal diy ("Socal diy", 2008)
Radio Riot Right Now – The Bee ("There be something wrong...")
Sisma – Urban War ("s/t" ...mi pare)
Solecismi Pedestri – Nudi e Crudi ("split con Killdaddies")
Spleen Flipper – Zion ("Alchimia del dolore", 2008)
Taste The Floor – Favourite ("Rules / Possibilities")
Tear Me Down – Nei Tuoi Occhi ("La rivolta non si arresta")
Violent Breakfast – Sahara ("Nient'altro che tempo")
*sia chiaro, non v'aspettate che tutte le volte che mettiamo su canzoni nuove ve lo veniamo a dire; semplicemente c'era bisogno di svecchiare l'ultimo post
Eventi anti-sgombero del cs deCOLLIamo
Inserito da Piter il Dom, 28/09/2008 - 17:06
Dicevamo qualche giorno fa del cs deCOLLIamo (RM), sotto sgombero.
Mi arriva un comunicato che annuncia, per venerdì prossimo (3 ottobre), un evento del centro.
Alle 18, in via Battista Bardanzellu, davanti al liceo B. Croce, si terrà un'assemble pubblica "sulla libera espressione dei giovani in periferia e sull'amministrazione del territorio", dall'emblematico titolo "Questo non è un paese per giovani". Sono stati invitati il presidente del V Municipio Ivano Caradonna, i rappresentanti della maggioranza municipale e i centri sociali, associazioni e società civile della Tiburtina.
Alle 21, presso il centro (in via F. Compagna, zona Colli Aniene), seguirà il concerto anti-sgombero con I Cani Di Sara (hardcore) e i Mic Check (cover dei RATM), a sottoscrizione libera.
Non dovrebbe mancare nessuno.
Kalashnikov: spaghetti e do it yourself
Inserito da Piter il Ven, 26/09/2008 - 19:38
Non l'abbiamo mai negato: i Kalashnikov ci piacciono. D'altronde se abbiamo coprodotto praticamente l'intero repertorio della band (sulle prime canzoni ci abbiamo messo mano in vista della ristampa di "Romantic Songs") un motivo ci sarà. Anzi, più di uno!
Innanzitutto i Kalashnikov sono, da sempre, portatori sani di DIY, do it yourself, autoproduzione. Credono fermamente che il punk/hardcore debba essere prima di tutto comunicazione; che debba essere in grado di proporre alternative alla comune logica di fare, dire, pensare il mondo; che debba essere alla portata di tutti, fatto dalle masse per le masse.
In secondo luogo, i Kalashnikov non riprendono alcuno stereotipo musicale, non hanno mai provato a ricalcare gli accordi di "grandi nomi", non si sono fossilizzati sulla stessa formula musicale.
Sono in giro da 12 anni, sono molto meno noti di gente che sulla piazza c'è da un terzo dei loro anni ma hanno dischi sparsi per tutti i Continenti del globo terrestre, e da diverso tempo ormai sono di casa in Francia, Grecia, Germania... Hanno pubblicato cinque dischi solo ed unicamente ricorrendo alle coproduzioni, e le scene d.i.y. di tutto il Mondo li hanno inclusi in compilation o hanno addirittura ristampato i loro dischi.
Naturalmente, in tutto questo, c'è spazio per l'organizzazione di dozzine di concerti nella frenetica Milano, per un'etichetta personale, la Kalashnikov Collective (al secolo KDV), che ha messo il proprio logo su diverse produzioni nostrane, e per un blog (www.kalashnikov-collective.blogspot.com), importante scorcio sulla loro e sulla nostra vita punk DIY.
Quest'intervista esce con qualche mese di ritardo. E' lunga, più di questa presentazione, sappiatelo. Ma quello che c'è dentro è la vita e le riflessioni di uno degli attuali simboli del do it yourself all'italiana.



