blog di Piter

Aria fresca

Da domani ci saranno in radio una cinquantina di nuovi pezzi, tra nuove canzoni e nuovi gruppi del panorama punk italiano. Potrei fare nomi ma potrei anche non farli, quindi non li faccio: tocca che ve li sentite.
Buon ascolto, pipolz.

Niente di nuovo nella Scena #14

Non so, non ho riletto, potrebbero esserci errori di grammatica, non di certo di ortografia.
Allora, che si dice? Si va ai concerti? Si fa bisboccia? Com'è la situazione nel mondo? Produciamo ancora dischi che nessuno comprerà, inquinando ancora di più l'ambiente? Dovremmo smettere di fare i dischi e limitarci a fare magliette (e infatti è proprio ciò che ho in mente di fare con le Cose Perse): il problema è che tocca trovare uno stilista capace, o non venderemo nemmeno più quelle.
La proposta è di vendere le proposte, ma cosa stiamo proponendo? "Uhm..."
Sapete cosa fanno i Kalashnikov? I Kalashnikov fanno che tu vai al loro concerto, ti piacciono e dici: "Quanto costa il vostro disco?". E loro: "Non so, fai tu"
"'Come faccio io'?"
"Sì, il prezzo lo decidi tu. Hai sentito il concerto?"
"Sì"
"Hai idea di qual è la nostra filosofia? Se non ne hai idea possiamo farci due chiacchiere"
"Beh, qualcosa la so - Radio Riot non fa altro che rompere i coglioni parlando sempre e solo di voi e di gente come voi"
"Ecco, allora puoi dare tu un valore a questo disco: decidi il prezzo e portatelo a casa"
"Ah..."
Ah. Vedete? Ci vuole poco. Ci vuole poco per ribaltare un sistema di cose. Per ribaltare Il Sistema. Perché Il Sistema, che tanto abbiamo insultato minacciando di metterlo a pecorina e che alla fine ha inculato tutti noi, non è altro che il sistema di pensare, dire e fare le cose. Se ribalti questo Sistema di pensare, dire e fare le cose nella vita di tutti i giorni, nelle piccole cose, beh, sei sulla via del cambiamento, che porta alla piazza della rivoluzione (perché la rivoluzione non è altro che un piazza) e da lì prosegui fino al Centro del Nuovo Mondo.
Idealista? Ma certo. Soprattutto perché mi fa comodo definirmi tale: non rischio di essere realista, e quindi concreto, e quindi attivo.
Comunque, vedi tu. Un cambiamento piccolo ne fa un altro un po' più grande che ne produce un altro un po' più grande, diceva Milton Erickson, e da lì si arriva a un modo totalmente nuovo e più funzionale di percepire sé stessi, gli altri, il mondo.
Sono vecchio. Ho tre capelli bianchi (forse quattro). E tra un po' il Parkinson m'impedirà di continuare a scrivere queste cose.

A voi le news.

- è vecchia, ma mi chiedevo a che punto fosse l'idea del Comune di Tonara (Nuoro) di intitolare una via a Joe Strummer.

- scade tra pochi giorni la possibilità di partecipare alla coproduzione dello split Quarto Potere / Olim Palus: 300 copie in 7", forse pure 500, con 4 canzoni per i QP e una più intro per gli OP. Più info? www.myspace.com/4potere

- "Guida illustrata al frastuono più atroce", l'ultimo numero di Lamette dal successo planetario, è praticamente sold out in diverse distro. Noi ne abbiamo ancora qualche copia, che vi consigliamo caldamente di accaparrarvi. La playlist? Akab, Alex Tirana, Antonio Bruno, Ciro Fanelli, Dr. Pira, Eugenia Monti, Hurricane Ivan, Johnny Grieco, Lrnz, Lucho, Maicol e Mirco, Marcello Crescenzi, Marco “About” Bevivino, Marco Bailone, Marco Corona e Antonio Solinas, Maurizio Ercole, MP5, Officina Infernale, Ratigher, Riccardo Pieruccini, Riot Queer, Sbro’, Sergio Ponchione, Sicks, Silvano, Simone Lucciola, Squaz, SS-Sunda, Tuono Pettinato, Valerio Bindi, Vincent Filosa e Giusy Noce.

- dovreste farvi un giro su www.punk-hardcore.info: una serie di 800 robe a 3,5 euro più spese. Fate voi!

- vi piace il crust? vi piace la velocità? E allora vi piace lo split Nis / Humus. malaskin@hotmail.it

- ecco, diciamocelo, li aspettavamo come ogni anno e finalmente i Kalashnikov ci deliziano con un nuovo disco, "Vivi in un'era di caos psichico". Post-atomic-punk da Milano, con undici canzoni "per un concept su paranoia e alienazione, fradicio di romanticismo e immerso in fitte coltri di odio, un inno trionfale al crollo della società suicida in cui viviamo". Moriremo tutti, ma moriremo con in mano il quinto lavoro della band d.i.y. per eccellenza. Digipack, 50 pagine di storie, poesie e riflessioni. Fanculo al resto.

- marzo è mese di uscite: l'11 vedrà luce "Smash It!, per la Hanged Man, primo 7" dei The Limit (Palermo, con membri di Values Intact e Sonny Corleone). 12 canzoni punk hardcore veloce e furioso (Minor Threat, Youth Of Today, Negazione, pe' capi'). Solo 300 copie: 200 nere, 50 verdi, 50 ciano. 7 euri spese incluse (3 per le distro).

- Nettezza Umana, domani, csa Magazzino 47, release party di "Fin qui tutto bene", eccetera eccetera...

- e infine un po' di pubblicità alla Copsa Records, che rilascia in questo periodo o nell'immediato futuro Deprogrammazione / Sposa In Alto Mare (7", grind della madonna), Gas Attack (7", la risposta italiana ai DK, dicono), Humus / Terror Firmer (7", thrash'n'roll e hc).

Distroiamoci

Non ci speravi. Non ci speravi, dillo. Dillo che non ci speravi. O forse, in realtà, non ci pensavi neanche. Comunque, io non ci speravo, però ci pensavo. E' che uno pensa: "Zum zum zum, faccio un sito, metto su della roba, fico". Eh no, porco cane, mica è così. Per fare la roba che ho fatto ora ti ci vuole giusto un'ora, e non è che qui le ore te le regalano. A me, perlomeno, non ancora. Anzi, più vado avanti e più il tempo si fa salato, economicamente parlando.

Tu, quindi, dici: "Zum zum zum..." e via dicendo. E invece no. Frena. Che le cose poi le fai secondo la funzione "a + bc", dove "a" è giustamente un complemento di termine, "b" è un sostantivo volgare che denota un organo riproduttivo e "c" il nome comune di un animale domestico. Capito? E' proprio quello che intendevo dire: si spendono molte parole per nulla.

Poi parlo io. Io dovrei iniziare a stare zitto, lo ripeto da un po' (ma poi non lo faccio mai, perché fondamentalmente sono ipocrita ma ammettendolo ti faccio arrivare all'eronea conclusione di non esserlo, o comunque ti porto a giustificarmi, e in entrambi i casi ti sembrerà di essere arrivato tu a una conclusione a cui in realtà ti ho portato io e che in sostanza fa contenti entrambi).
Sai, è che mi manca un po' di concezione, ormai. Penso e ripenso che prima o poi riprendo tutto in mano come prima, ma in sostanza non lo faccio. Sarà un periodo? Mah.

Bene...
Lasciamo perdere.
Tutto questo è per dire che in distro c'è tanta bella roba nuova. Il doppio DVD dei PHP, i Super White Garlic, Gli Ultimi, gli Into The Baobab, i Plakkaggio HC, Un Quarto Morto, Inferno / OvO / Psychofagist, e via dicendo.
Buona scorta.

Less talk

La voglia di capire, la voglia di conoscere
è sempre di più.
Mi sfugge la mia ragione
che resiste alla inglobazione,
alla ricerca di una identità.

Non posso stare fermo,
sono in fuga da me stesso
senza una bandiera a cui far riferimento.
Ognuno cerca libertà, ma non la concede mai agli altri
e gli spazi sono sempre più stretti!


Fino a diventare ciechi
scrivo tutto ciò che ho dentro,
per non diventare pazzo
alla ricerca incondizionata
della felicità che porta alla pazzia,
milioni di momenti potranno arrivare,
milioni di momenti potranno tornare,
non accetto la mia condizione limitata nell'azione
ma libera comunque di pensare ciò che vuole.


E' l'unico spazio in cui essere liberi a Milano in questi anni.
Nessuno vuole ascoltare,
troppo perso a ricercare,
cerca un posto dove andare.

La voglia di confronto è sempre di più,
tutto quanto è registrato,
si soffre tutti insieme,
è un momento di confronto per poter sognare,
è ricerca di spiritualità.


Non sono mai soddisfatto
e raggiunta una meta ne voglio sempre un'altra,
forse è lo stimolo più grande;
ricerco amore e bellezza.
Fino alla fine.

PHP - In me
"split con Mach5" (1999: Riot Records)

Mach5 split Psycholiday Project

La canzone è considerata tra le più innovative e rappresentative dell'hardcore italiano di fine anni '90; ascoltandola in una demo, Adam della Goodwill si convinse a produrre "Incompletodisordine", il 7" che seguì questo split. La formazione dei PHP a quel tempo contava Marco alla voce, Ivano alla chitarra e ai cori, Nadir al basso e ai cori e Gonzo alla batteria. Oggi Nadir ha aperto un blog (www.psycholidayproject.blogspot.com), attraverso cui dare ancora voce alle vecchie storie dei PHP.

2010: In un mondo che.

Bentornati, bentornati. Anno nuovo, vita nuova!
Avrei un sacco di cose da dire e la logica ordinaria mi impone di dirle in un modo. Per fortuna prediligo sempre più una logica non ordinaria.

Innanzitutto è uscito, sì, u-sci-to, "PHP - The Last Show".
Ne ho parlato così tanto che ne ho la nausea, ma faccio un riassunto.
Nel marzo 2008 i PHP (hardcore milanese in piazza dal '97) hanno fatto un concerto per dire addio a tutti. Si sono presentati 9 gruppi (Ouzo, RFT, Happy Noise, Something Burns, Minnie's, Daphne, Grizzly Motor Oil, Out Of Reach, Audrey) per salutarli ed è venuta fuori una cosa fantastica. Deny Everything e Radio Riot erano lì. I primi hanno pensato bene di registrare il tutto con 3 diverse videocamere professionali e Nadir ha ripreso l'audio col mixer. In questi quasi due anni è stato fatto un montaggio e un mixaggio completto di audio e video. Il risultato è che ora, finalmente, ho in casa un doppio DVD: su uno ci sono tutti i gruppi presenti, con alcuni pezzi live e un'intervista; sull'altro c'è l'intero concerto dei PHP, dove si sono alternate quasi tutte le formazioni di questa storica band Milanese, dall'inizio alla fine del loro percorso, e in più anche con loro c'è stata una magnifica intervista; dulcis in fundo, è presente la completa discografia della band. Il tutto è munito di menù interattivi e sottotitoli in inglese, nonché di un booklet zeppo di cose buone e sagge; come nelle cose fatte bene, ma con spirito diy.
Lo volete?
Beh, noi l'abbiamo coprodotto e ve lo mettiamo a 10 €; che ne dite?
Non parlerò del valore affettivo e profondo di quest'opera, su cui mi sono stradilungato in diversi post nel corso di questi quasi due anni dal suo concepimento. Ribadirò solo il fatto che è una primizia. E' un'opera prima, che in Italia nessuno ha mai fatto e che, ci scommetto, non avrà pari per un bel po' di tempo. Sono capitato più volte a casa di Giulio e vedere la passione e il sudore che ha messo (lui e Cristina e Jacopo e Nadir) nel fare questa roba (Nadir è più volte sceso da Milano a Roma per lavorare fianco a fianco con Giulio) mi ha davvero impressionato. In quindici anni di sbattimenti MAI ho visto (né tantomento fatto) storie così assurde per il punk do it yourself.
Questa, insomma, è una di quelle cose che il menefreghismo generale di sette e gruppi elitari faranno passare più in sordina di quanto meritino, ma che chiunque avrà in mano (anche i componenti di tali sette/gruppi) non potrà fare a meno di ammirare e riconoscere. E questa, lo dico, è una profezia che si autoavvera. Non ve n'è, gente: i PHP possono starvi sul cazzo, Deny Everything può starvi sul cazzo, io posso starvi sul cazzo, persino il d.i.y., il punk o la musica stessa possono starvi sul cazzo; ma vedendo questo lavoro non c'è nessuno che possa dire "Non è un bel lavoro". Tranne chi, a conti fatti, il DVD non l'ha visto: lui lo dirà sempre che questo non è un bel lavoro, ma si sa come ragiona.

Passando oltre, cambiamo gruppo ma non tema.
Parliamo dei Kalashnikov, la roba migliore che giri sul Pianeta Terra (io lo so, vi giuro che lo so, che con questo mio entusiasmo castro gli stessi gruppi che decanto, facendo in modo di farvi venire la nausea e spingendovi non solo a non ascoltarli, ma anche a farvi fare aprioristicamente una pessima opinione di loro; ma è questo il mio scopo, non capite?), anzi, lasciamo che i Kalashnikov parlino da soli.
Io li amo, e sappiate che ne sono anche molto geloso.
Buona visione.

Distro e varie ed eventuali e.

Signore e signori... è Natale. E io avrei potuto farvi vedere questi dischi settimane fa, approfittando del clima festaiolo e godereccio che sempre qualche dindo porta in queste tasche bucate, capaci appena di pagarsi le spese (e manco quelle, di questi tempi). Invece non l'ho fatto. Perché? Perché.

Non è mai troppo tardi però, no? E, paradossalmente, questo periodo è un coacervo di cose che è meglio che non vi dico ma che, credetemi, lottano per strapparmi il tempo e la voglia necessari per mettermi qui e aggiornare queste pagine; ma paradossalmente, come dicevo, ho aggiornato più volte sito e radio negli ultimi giorni che negli ultimi mesi.

Che ne dite, vi informo sulle vere novità?
Le vere novità sono che ci sono stati diversi ritocchi nella sezione Distro e, in particolare, l'aggiunta dei tre dischi che vedete qui sotto: The Flowers (punk rock alla Screaching Weasel/Queers), Sangue HC (hc da Gorizia, stile vecchia scuola milanese), My Own Prison (hc d'impatto, di quelli diretti, precisi, aggressivi).

In più, tra oggi e domani rinfrescheremo un altro po' la radio, con qualche nuovo gruppo e tante nuove canzoni. Voi ascoltatele e dedicatevi, in questi giorni rossi e bianchi, a fare tanto sesso, che fa sempre bene. Anche quello con la propria mano o gli attrezzi del caso.

Buone feste!

A pelle #8: Latte+, Danny Diablo vs The Vendetta, Neid split Charlie, Army Of Angry Youth, The New Enemy

Cristo.

Latte+ - Non è finita (è tardi, fa freddo)
Lattepiu_-_Nonefinita.jpg
A pelle: c'è ancora qualcuno che suona i Punkreas? C'erano delle idee: tutte sprecate nell'insieme.
Testi: perfetti per un pubblico di adolescenti.
Note: io ai L+ gli voglio bene, ma era meglio se fosse finita.
Lo riascolterò? Ma per piacere...

Danny Diablo vs The Vendetta - When Worlds Collide (sempre che fa freddo)
Danny_Diablo-vs-The_Vendetta_-_When_worlds_collide.jpg
A pelle: RATM meets HHNY and they have a dinner with the italian stallion. No, davvero: 'gnuranza!
Testi: fossero riportati da qualche parte...
Note: la prima volta m'ha fatto cagare, la seconda è stato un orgasmo.
Lo riascolterò? Yò!

Neid vs Charlie - Splitduemilaotto (cospirazione diy, come si usa dire)
NeidvsCharlie_-_Split_Duemilaotto.jpg
A pelle: i Neid scivolano via velocemente, i Charlie rimangono un po' di più; comunque la cornice è buona.
Testi: yawn! i Neid (meglio quando si guardano più dentro), bene i Charlie.
Note: rabbia grigio cemento: te capì?
Lo riascolerò? Magari i Charlie, magari un po'.

Army Of Angry Youth - Nobody Moves, Noboyd Get Hurts (insomma regà, non ho i CD vicino)
Armyofangryyouth_-_Nobody_Moves_Nobody_Gets_Hurt.jpg
A pelle: ...
Testi: ...
Note: sono mesi che tento di recensirli e non ci riesco. Sono bravi, punto.
Lo riascolterò? Sì.

The New Enemy - Shakedown EP (non è la vera copertina, eh)
TheNewEnemy_-_Shakedown.jpg
A pelle: canadian old school con strizzatina al melodico, assaggi di ballate e innesti metal... che caos!
Testi: non deprecabili, ma lasciano poco.
Note: mi aspettavo un po' di più dal Canada.
Lo riascolterò? I primi 2/3 pezzi, in qualche compilation.

Comunicato da Radio Blackout

Da Radio a Radio.
Radio Blackout dice, Radio Riot riporta.

"Sittin' on the dock of the bay

Torino, 17.12.2009

In piena linea con il clima e l'acre odore che si respira in questi giorni di gioiosi sprechi pre-natalizi, si confermano tutte le previsioni.
Il 30 novembre 2009, è venuta in scadenza la concessione dello stabile di via Cecchi che (per ora) ospita Radio Blackout. Il 2 dicembre, ci viene frettolosamente comunicato che in ragione della rifunzionalizzazione dell'area (ricordate, l'accordo Comune di Torino – Associazione Vodafone Italia e Umana Mente?) non potrà darsi corso al rinnovo. Tuttavia, visto che una radio non può fare le valige come un qualunque sfollato-scacciato-esiliato, abbiamo il “congruo” termine di rilascio di 4 mesi. Data di scadenza, 31 marzo 2010.

Quindi?
Quindi ci viene sempre più spontaneo dire come si stia semplicemente edulcorando la pillola.
Non veniamo sfrattati, non veniamo scacciati, siamo incompatibili. Ma suvvia, in 4 mesi, si sposta il traliccio, impianto di trasmissione e si va altrove (se si riesce).

Facile no?
Forse no. Forse non è così facile nascondere la polvere negli angoli o sotto il tappeto.
Rifiutandoci il rinnovo di contratto, motivando il tutto con "incompatibilità sulle nuove destinazioni d'uso", si nega per intero tutto ciò che Radio Blackout è, senza compromessi, senza se e senza ma.
Si nega la sua stessa esistenza.

Radio Blackout parla di disagio, parla di lotte sociali. Ne siamo cronisti, raccontiamo la violenza non spettacolarizzata in modalità plastico porta-a-porta del manganello, la violenza di vite costrette alla precarietà, la violenza della legge del mercato. Parliamo di questa violenza, ed è oltremodo scomodo tutto ciò.
Diamo voce alle minoranze, diamo voce ad immigrati, a coloro che sono costretti ad una vita ancora più infima della peggiore idealizzabile qui nell'opulento occidente,a coloro costretti ad abbandonare tutto, nella speranza di ossigeno e di una vita migliore.
Siamo eco e la voce di tutte le esperienze non conformi, non omologate, non commercializzate, e che proprio per questo sono più dirette, prive di impalcature della diffusa morale prostituta al dio denaro.
Parliamo di espressioni libere, autoproduzione e autogestione, parliamo e suoniamo musica fatta con cuore, stomaco e cervello, che si muove dalla primordiale urgenza espressiva. E che delle manovre dell'economia, spesso, preferisce non averci a che fare.
Tutto quanto questo, non rientra forse in un ottica sociale, di progettualità di integrazione razziale e culturale, di sponsorizzazione di esperienze giovanili, reali e concrete?
Tutto questo, non è formalmente compito dell'Assessorato alle Politiche Giovanili, che con dirette indicazioni del Sindaco, ci nega lo spazio?
Evidentemente, il nostro non essere piegati alla logica di un colore politico istituzionale (che a sua volta controlla questo o quell'editore, che controlla questo o quel mezzo di comunicazione, che prende e rigira la realtà, secondo piacimento di chi sta all'inizio della catena..) non è assolutamente compatibile.

E' dal 1992, che tra alti e bassi, proviamo a dar voce a chi non ha voce.
Togliendoci la sede, certo, non ci si sta obbligando alla chiusura; è tuttavia una mossa che ha lo stesso valore.
Siamo una radio comunitaria, una delle poche in Italia, perlomeno una delle poche non legate al potere economico e politico della chiesa. Siamo autogestiti, non abbiamo editori, non ospitiamo pubblicità commerciali. Non abbiamo mai chiesto finanziamenti pubblici, né tanto meno graviamo sulle tasche dei cittadini.
Meglio un locale sfitto, che un ridotto incasso di 1300 euro. Meglio il nulla che la critica.
Meglio toglierci di mezzo, piuttosto che provare ad ascoltarci e porsi qualche sano personale dubbio, su questo bel mondo che viviamo.
La questione da ora in avanti è più grossa, si parla di REALE censura. La partita in ballo è sul diritto alla libera informazione, sulla libertà di espressione. Questa da parte loro, è solo la prima mossa.
Da parte nostra, è solo un inizio di un percorso. Siamo consapevoli, che il piano di discussione, se questi sono i termini, si sposta su un tema più ampio di un semplice rinnovo di contratto.

Data di scadenza 31 marzo 2010.
Noi l'etichetta sul tappo, non la troviamo..

RADIO BLACKOUT, dicembre 2009"

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RADIO BLACKOUT Associazione Culturale
105.250 Mhz / FM – Torino & dintorni

Radio Blackout 105.250 mhz FM
www.radioblackout.org – anche in streaming
Via Cecchi 21/A
(studio) 011.2495669 – (sms) 346.6673263"

Niente di nuovo nella Scena #13

Leggiamo una letterina di una nostra ascoltatrice, Cassandra.
"Caro Piter, ma perché...?"
Cara Cassandra, non posso far altro che risponderti: e io che cazzo ne so?

- si chiama Trust In Rec, ma si legge "trast in rec." (buona questa, la rivendo per un film di Boldi/De Sica) (come? Non fanno più coppia? Forse un Dio, in fondo, c'è...). Trattasi di un'etichetta attiva da qualche anno ma che si era messa in pausa per un po'. E quale miglior ritorno in pista se non quello contornato da coproduzioni/produzioni di gruppi hardcore? Avete robe? Mandategliele! I contatti li trovate su www.myspace.com/trustinrec, oppure qui, fresca fresca, c'ho la loro mail.

- ma ve l'avevo detto che ho scoperto che i Suburban Noise (che si scrive Suburban Noise ma si legge su per giù "sbrban nois") avevano ristampato tutto il materiale su CD per un'etichetta giapponese? Ah, ve l'avevo detto? Devo decidermi a spostare le vecchie mail nel cestino...

- un mese fa mi hanno detto che gli Arturo (che si scrive Arturo, ma si pronuncia "arturo") sono tornati e che avrebbero fatto una serie di date, tra cui Torino (sabato scorso) e Milano (questo sabato), a cui potrebbe/dovrebbe seguire un CD. Ma mi sa che ormai lo sa tutta Europa.

- i Nettezza Umana (che si scrive Nettezza Umana, ma si pronuncia "operatore ecologico") sono entrati e usciti per la registrazione del quarto disco, "Fin qui tutto bene", che uscirà il 19 febbraio per Indie Box, nei negozi di dischi. Nei negozi di dischi? Boh... Non so manco perché mi arrivino 'ste mail. Poi probabilmente più in là parlerò di un altro gruppo che esce lo stesso nei negozi ma che, per l'inconfondibile mafia e ipocrisia che grazie a Dio (quello che ha smembrato l'essere mitologico Boldidesica) è italianissima, e dunque nessuno potrà dire "Radio Riot!" perché Radio Riot è coerentemente italiana, dicevo, quell'altro gruppo uscirà lo stesso nei negozi di dischi, ma io me ne fotterò e ve ne parlerò comunque. Come ho fatto con questo, d'altronde, ma senza tutto lo spuppone che vi siete appena letti e che termina qui.

- abbiate pazienza, oggi mi sto mettendo in pari e quindi vi propongo questa sfilza di news, delle quali molte arretrate. Ma tanto voi le leggete perché vi faccio ridere, no? Sono simpatico, no? Cliccatemi il culo su Facebook.

- allora, c'è questa storia di "10 anni di mucchi selvaggi e ossa rotte in Italia", che oltre a essere la zine col nome più lungo della storia d'Europa, è anche una zine fica. Volete che vi dica di cosa si tratta? Perché, mamma non vi ha fatto le ditine per leggere e gli occhietti per cliccare? Andate a informarvi su www.lovehate80.it e lasciatemi fare il mio lavoro. Che è quello di dirvi che la zine è completamente gratuita, come sapete, e che però, cosa non altrettanto scontata, i curatori non cagano euri. Perciò hanno pensato di prendere il vostro gruppo, la vostra etichetta, la vostra distro, quello che vi pare e schiaffarlo sulla zine. A pagamento, ovviamente. Così si possono pagare le spese e continuare a fare tanti numeri di questa bella zine, che vanta già una tiratura di 10 milioni di copie a uscita. Se siete interessati mandate una mail.

- i PAY hanno fatto un nuovo disco. Il tormentone c'è già e fa: "Sono inutile, sono inutile". Buon ascolto.

- e diamo finalmente una notizia che interessa e fa piacere anche al sottoscritto: i Le Tormenta sono tornati ad essere in cinque. Entra Davide, già nei Memories Of Apocalypse ed Ederalaneve. Pare che la cosa vada da paura e tra poco torneranno a suonare dal vivo! Bella lì, tsii!

CopyRiot Caserta

Avendolo copiato qui, non posso non trovarmi d'accordo con il Manifesto del punk attivista. Soprattutto mi trovo d'accordo quando si parla di proporre delle alternative alle logiche abituali, e quando si dice che il punk non può essere un semplice "Prendo la chitarra e suono".

Quindi, nell'ottica di fare e di proporre alternative, presento qui il progetto CopyRiot, un fantastico modo di concepire l'autoproduzione e l'autodistribuzione. Abbiamo già avuto modo di collaborare con loro e ci siamo trovati non benissimo: di più. Ed è proprio la logica che sottostà a questo... Ma forse è meglio che vi lasci leggere il loro comunicato.

"CopyRiot è una nuovo modo di concepire l'autoproduzione ma soprattutto l'autodistribuzione. Partendo dall'esigenza di creare nuove autoproduzioni [musicali, editoriali o artigianali che siano] per sostenere i nostri desideri e le nostre vite, ci siamo resi conto che il passo in avanti che bisognava compiere era quello dell'autodistribuzione. Chi autoproduce, sceglie tale forma per essere libero e indipendente da quei legami che lo vorrebbero inserito in un circuito consumistico/capitalistico dove il solo obiettivo è la vendita. Ma per essere totalmente libero ed indipendente il lavoro autoprodotto deve essere a sua volta libero di circolare e diffondersi senza l'obbligo di bollini e di catene.

Ripensare la distribuzione. Riprendersi anche quest'ultimo tassello. Portare l'autodistribuzione ad essere concepita, così come l'autoproduzione, dal basso. Autoprodurre, tramite l'utilizzo delle tecnologie morderne, è diventato [per nostra fortuna] molto semplice. L'autodistribuzione, anche se da molti praticata da tempo, è un nuovo concetto. E' per questo motivo che siamo conviti che solo creando delle reti autogestite di distribuzione sia possibile riprenderci questa pratica. Costruire una rete dal basso, che faccia del no-business il suo punto centrale, che metta in piedi un meccanismo di scambio reciproco senza passare per la vendita. La nostra breve esperienza di collettivo ci sta facendo rendere conto che tale pratica è possibile! Distribuire lavori autoprodotti senza alcuna finalità di lucro o di guadagno è possibile! Internet, in questo caso, è un mezzo davvero essenziale. Esistono già decine di Net Label che praticano questa esperienza. Le Net Label non sono nient'altro che delle piattaforme web nelle quali vari artisti rilasciano sotto licenza Creative Commons un loro lavoro autoprodotto [in questo caso album musicali]; tramite il download libero è possibile quindi avere tra le mani un lavoro autoprodotto e autodistribuito, di ottima qualità, comprensivo di copertina a colori, bypassando completamente la SIAE, un venditore e qualsiasi altro meccanismo lucroso. Stiamo cercando di diffondere un'attitudine, una pratica. E' per questo che ci siamo costruiti un piccolo banchetto facilmente trasportabile, in modo attraversare le piazze con questo nuovo concetto di autodistribuzione. Autoproducendo spillette, adesivi, cd, bambole di pezza, fanzine e qualsiasi altra cosa ci venga in mente, cerchiamo di sostenere questa esperienza.

Portiamo avanti un'idea, un modo di creare un'alternativa valida e concreta alla distribuzione classica delle varie multinazionali. Portiamo avanti non solo materiali autoprodotti ma anche un'esperienza di condivisione di saperi e di nuove pratiche. Autodistribuire per essere totalmente indipendenti e soggetti a nessuno. Una distribuzione liberata dagli angusti vincoli della proprietà e del mercato, per liberare le idee, per creare reti di scambio, che siano reti di scambio anche umano. La nostra è una battaglia politica e culturale contro il copyright e tutte quelle leggi che suppongono di difendere il diritto d'autore. CopyRiot non persegue alcun fine commerciale; intende solo diffondere autoproduzioni libere!"

Concetti a tutti noti, no? Ma spenti, negli ultimi anni; e mi pare che un contributo estero, da qualcuno che non è strettamente legato al nostro genere e alle sue implicazioni, possa essere un elemento esterno che smuova queste acque torbide.
Come Radio Riot abbiamo mandato un po' di materiale da smazzare, in contovendita (con in mente tre obiettivi: rientrarci delle spese, dare qualcosa a i ragazzi di Copyriot e tenere i dischi a prezzi decenti). Idem col mio gruppo, le Cose Perse. In tutti e due i casi, il risultato è stato ottimo e i dischi hanno potuto circolare anche per corsi non canonici.

Fatevi una chiacchierata, che è sempre un bene. I contatti di CopyRiot Caserta sono: www.laboratoriomillepiani.org o l'email.

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