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La radio silenziosa

Shhh

Photo Copyright of Aira Manna


I più attenti di voi, o perlomeno quelli che ogni tanto ascoltano Radio Riot, si saranno accorti che da circa una settimana la radio è silenziosa. In poche parole non va!
C'è un motivo piuttosto semplice per tutto questo: per questioni monetarie ogni mese la radio ha 10 gigabyte di banda disponibile che equivalgono a circa 8 ore di ascolto giornaliero, per ora è sempre stato sufficiente, non c'è moltissima gente che ascolta il 24/7 e di tempo per organizzare le dirette per ora non ce n'è.
Nella settimana a cavallo tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre però c'è un stato un picco enorme di ascolti, ed in quei pochi giorni tutta la banda disponbile è stata consumata.
"WOW CHE SUCCESSONE!" direte voi, ma c'è poco da festeggarei. Ho seri dubbi che siano aumentati gli ascoltatori, controllando un po' le statistiche risulta che tutti questi ascoltatori sono dei polacchi e degli albanesi rimasti attaccati alla radio per almeno 10 ore al giorno, il che si spiega in un solo modo, ovvero dei bot, che non so perchè, si sono ciucciati tutta la nostra banda mensile.

Come sapete Radio Riot si finanza solo con le entrate della distro che non bastano mai e quindi la radio è pagata con i soldi che escono dalle nostre tasche, per questa settimana non siamo riusciti a rinnovare lo streaming, sto per farlo in questo momento, così le vostre orecchie potranno ricominciare a sentire qualcosa!

Buon ascolto, e se volete supportarci fate un giro sulla distro, o perchè no, contattateci direttamente e fateci sapere come vi va di darci una mano!

Saluti
BES

Di fanze, distro e numerologia esoterica

Mentre ri-ascolto il gruppo di cui parlerò peggio nel mio imminente blocco di recensioni, ho deciso di farmi un giro sul sito di Deny Everything.
Chi legge queste righe sa che tra RR e DE c'è, da un lato, una certa intesa/collaborazione nella faccenda e, dall'altro, una bella amicizia. Tutto ciò per dire: aspettatevi un'altra spuppa di elogi.

Ma come non fargliene?
Sentite qua.
DE punta soprattutto alle fanzine, il che è già encomiabile dato che: a) l'Italia è un Paese che non legge (nemmeno le fanze); b) le distro che curano prettamente fanzine sono rare. a) + b) = sbattimento raddoppiato per chi s'inerpica lungo questo tortuoso sentiero.
I nostri, però, si sono messi di recente a fare una sorta di censimento. Stanno raccogliendo contatti per rimediare fanze dagli Appennini alle Alpi, senza scordarsi le isole. Il risultato, per ora, è questo, che io vi riassumo in: 18 fanze provenienti da ogni luogo ed età italica.
18 non è un gran numero, si sa, quasi del tutto privo di significative valenze simboliche (sì, 18 ore è la durata della Passione - quella di Gesù, ché se fosse stata quella di Mel ci saremmo sparati nei coglioni senza troppi complimenti -, ma solo perché rappresenta 6 volte il ben più noto numero 3), ma consideriamo che qui c'è sangue e sudore!

Ok, smettiamo il delirio per un attimo. I ragazzi si sbattono come pochi e gli introiti per andare avanti - chi ha una distro lo sa - sono miserevoli. Come inizio, questo 18, è eccelso, encomiabile, meritevole di premi. Se le fanzine, dal punto di vista dell'aggiornamento e dell'immediatezza, sono decisamente surclassate dalla potenza di internet, rimangono tutt'oggi il mezzo più valido per conoscere le realtà nuda e cruda di una zona più o meno ampia della Penisola.
Si dice spesso "le fanzine sono più calde", ed è vero! Che vuol dire? Vuol dire che nelle fanzine ci trovi con più facilità l'impronta del vissuto, la trascrizione di emozioni e sentimenti legati a dischi, concerti, manifestazioni, persone, oltre che alle mere informazioni su di essi. Chi fa (perché non è solo scrivere, è fare) una fanzine crea un prodotto con le proprie mani, lungo un dispiegarsi di tempo imprecisato, colmando delle pagine con esperienze viste, sentite e vissute, e con pensieri frutto, magari, di lunghe discussioni con sé stessi e/o con altri.

Premiamo iniziative come quella di Deny Everything. Anche perché, per concludere toccando tutti gli aspetti (e quindi, in ultimo, quello economico), io mi sono appena portato a casa 6 'zine delle loro con 6 euri e 50 cent!

Fate voi.

Roma città.

Mercoledì 29 ottobre: il furgone dei Bedtime For Charlie viene aperto in via Laurentina e tutta la backline rubata.

Sabato 25 ottobre: il furgone dei Me For Rent, in concerto con gli Stiff Little Fingers al Forte Prenestino (RM), viene forzato in zona S. Lorenzo: vengono rubate 3 chitarre, 2 bassi, una testata per basso e diversi pedali.

Giovedì 23 ottobre: all'incrocio tra via del Porto Fluviale e via del Commercio viene rubato il furgone degli svedesi The Scrags, con bagagli e PC portatili, poco prima dell'esibizione al Sinister Noise; salva la back line, scaricata per il sound check.

Venerdì 3 ottobre: in zona Circo Massimo viene aperto il furgone degli statunitensi Pelican: rubati tutti i bagagli e i PC portatili; salva la back line perché scaricata al locale per il sound check.


Come dice il comunicato di Andrea Ardovini, sottoscritto da NerdSound Records, Me For Rent, Bedtime For Charlie, Etnika Rock Festival, Strength Approach, To Kill e The Electric Diorama, Roma non è una città sicura per i musicisti. Non lo è mai stata, a dire la verità, e che ricapiti non è una probabilità, è una certezza.

Roma è una città. Una città di 2 milioni e 700 mila abitanti, il comune più popoloso ed esteso d'Italia; senza voler assolutamente minimizzare la gravità e la conseguente rabbia di questi eventi, è "normale" che possano verificarsi. Non "giusto" (per carità), non "da accettare" (ci mancherebbe), solo "normale". Più "normale" che in città più piccole, e neanche sempre.
Cosa si può fare per contrastarli? Poco, purtroppo. Ma un poco che può valere molto, un poco che può far sì che un furgone non venga forzato e una back line rubata.

Roma non ha colpe, i ragazzi della scena romana non hanno colpe, tantomeno ne hanno i cittadini comuni. In una metropoli ci dobbiamo aspettare che bastardi del genere si girino i MySpace di gruppi e locali per presidiare le zone dei concerti e fottersi la strumentazione, con annessi e connessi.
Scaricare subito la back line, buttare ogni tanto un occhio al furgone, munirlo di antifurti, parcheggiarlo in una zona in vista, denunciare il furto nonostante le difficoltà della Polizia nel recuperare la merce... tutti piccoli (ahimé) accorgimenti che possono fare la differenza. In generale, sapere che in una grossa città (che in questi casi è stata Roma, ma che in altri casi è stata Milano, o Napoli, o...) il rischio di essere derubati della strumentazione è più alto, è una consapevolezza che può fare la differenza.

Roma è una città in cui vale sempre la pena venire a suonare, ma è meglio farlo con tutti e due gli occhi aperti.

Prende fuoco il furgone dei ToKill

Qualche anno fa ai Disco Drive rubarono tutta la strumentazione. Andrea Pomini, allora bassista del gruppo, chiese solidarietà alla scena punk, a cui all'epoca forse i DD erano più vicini che ora, dicendo che avevano aperto un account PayPal per donazioni che potessero aiutare in qualche modo la band ad ammortizzare il duro colpo.
Apocalisse.
Dibattiti (sui forum, ovviamente) fioccarono come le cavallette nel deserto, lasciando ben poco spazio ad una critica ragionata. Era giusto? Era ingiusto? Era etico? Era pornografico? Non si è mai capito. Probabilmente perché in cose simili non c'è niente da capire. Il sottoscritto, comunque, credette di aver capito giusto una cosa: Andrea Pomini (e forse i Disco Drive tutti, non saprei) stava sul culo a molti e per questo qualunque cosa avesse detto sarebbe stata contestata da costoro.
Io Andrea Pomini non lo conosco, se non tramite due mail inviate anni or sono per ordinargli un paio di dischi, quindi i giudizi su "chi è" non solo non ce li ho, ma neanche mi interessano.

Fatto sta che è successo una cosa brutta in questi giorni.
Qualche mattina fa ai To Kill è andato a fuoco il furgone, a cinque date dalla fine del tour. Vi lascio immaginare e quantificare il danno che ha ricevuto la band. I ragazzi hanno aperto un account PayPal (helptokill@gmail.com) a cui fare donazioni "per aiutarci ad uscire da questa situazione [...] Ogni genere di aiuto, anche il singolo euro sommato al resto, è più che d'aiuto".

Si ripresenterà la stessa storia dei Disco Drive? Secondo il sottoscritto no, o non con toni così accesi, perché qui dentro non c'è un Andrea Pomini, anzi, ci sono personalità che, per una ragione o per l'altra (cioè per buoni e per meno buoni motivi, tenendo ben presente che tali "motivi" li crea chi li dà, non chi li riceve) sono quantomeno apprezzate.
Visto che non siamo stupidi: i ToKill ci stanno simpatici, gli Andrea Pomini no. Ragione più che valida, per molti, per supportare i primi e non i secondi. Un bel pensiero del cazzo, giusto? Giusto. Ma d'altronde qui funziona sempre così, per eventi gravi come questi e per eventi più piccoli e quotidiani; una buona ragione per non cambiare modo di pensare, giusto? ...

Ora, sarà etico oppure no?
Mah, io direi che ognuno dovrebbe dare la risposta in casa propria. Più che scrivere su forum lo faccia sul proprio diario, o ne parli con gli amici del muretto. Non ha senso affidare scelte e valori personali ai bit della rete per... per cosa? Trovare chi la pensa allo stesso modo? E poi? Siamo in tanti, abbiamo vinto? Ma vinto che, mi chiedo io?

E visto che l'incoerenza può servire, talvolta, a concludere un discorso, la risposta che scrivo sui bit è che nel giro di una scena dalle mille contraddizioni, ma che dice pursempre di fondarsi su concetti di solidarietà e supporto (pare vero... ma per Alcuni continua a non essere un concetto astratto), se un gruppo chiede aiuto, magari un gruppo di sconosciuti (per qualcuno, per altri no), ma che si valuta a suo modo essere autentico in quel che fa (anche se ci si può non rispecchiare in quell'autenticità; anche se non si sa come si chiamano e probabilmente non lo si saprà mai; anche se non si è mai parlato con loro), se si vuole rispondere a quella richiesta di aiuto non c'è nulla di cui vergognarsi, né nulla di cui vantarsi.
Si sta aiutando qualcuno. Stop.

L'esercizio delle distanze

Errata corrige: si sa, la vecchiaia avanza, d'altronde mi son perso per strada pure qualche decimo all'occhio sx. Grazie a Fabio che mi ha fatto notare che il titolo corretto è "L'Esercizio Delle Distanze".

 

I Minnie's sono entrati da qualche anno tra le fila delle punk band più longeve d'Italia, grazie ai loro felici 13 anni di attività. "L'Esercizio Delle Distanze" è il loro nuovo disco, che non è ancora uscito, ma di cui abbiamo finalmente un lauto assaggio a dispozione sul myspace della band.

10 canzoni compongono il disco, che è il primo LP dopo 5 anni di bisbigli. Infatti, dopo "Un'Estate al Freddo" (2003, Heartfelt Music), gioiello dell'HC melodico italiano di quegli anni (assieme ai Duff di "Diswacciuwont", a mio parere), sono usciti solo due EP. Il primo, "The Sing Along Experience" (2004, Riot), era un concept di tre pezzi totalmente cantato in inglese (i Minnie's cantano in italiano, grazie a Dio); il secondo, "Il Pane e le Rose" (2006, No Reason, Antstreet), eccezion fatta per la title track conteneva rielaborazioni acustiche di vecchi brani.

Si arriva così ad oggi (oggi? ma uscira per il 2008?), con un nuovo LP che segna anche una svolta: il passaggio all'indie rock. In realtà dire "passaggio" è molto sbagliato, in questo caso. I Minnie's sono sempre stati dotati di molta personalità; se ascolti una loro canzone non puoi confonderli con qualcun'altro. Il loro HC melodico è sempre stato pieno di inserti più "atipici", meno canonici, e secondo me questo è sempre un punto di forza (sebbene il pubblico spesso preferisca suoni noti, come se anche in fatto di ascolti musicali ciò che è conosciuto dà maggiore sicurezza). Insomma, a conti fatti, se ascoltate uno dopo l'altro gli ultimi 3 dischi del gruppo, fino a questi 4 pezzi ora online, vi accorgerete di una progressione molto naturale.
Certo, questo non toglie che chi comunque apprezzava di più l'aspetto HC del gruppo potrebbe rimanere un po' deluso, ma... così è la vita.

Pacche sulle spalle e buon ascolto.

Concerto annullato

Purtroppo alla Palestra Occupata c'è stato un lutto e l'organizzatore del concerto, Andrea, ci ha fatto sapere che i ragazzi e le ragazze del posto non se la sentono di fare la serata.
Mandiamo un abbraccio da parte di tutto lo staff a tutta la Palestra Occupata di Primavalle, sperando che il dolore passi veloce...

Stasera!

Stasera noi saremo qui, con la distro ed una gigantografia del Bessone.
DIY, punk, 2 euri, milioni di miliardi di gruppi.
Buon sabato sera!

 

 

Undicesima gara delle batterie elettroniche

L'inverno si avvicina e con lui la voglia di entrare il letargo.
E invece no, non si fa, perché siamo giovani e forti e la vita va vissuta appieno, quindi vi sprono parlandovi di un evento.
Vi avevo già parlato delle batterie elettroniche e delle periodiche gare, e voi forse non eravate attenti. Potete rimediare: incombe l'undicesima edizione della gara delle batterie elettroniche.
Dove? Quando? Cosa?

La gara si terrà sabato
25
ottobre, (alle 21.30) al Laboratorio Mu di Parma (Via del Tiglio, 2).

 Non sapete ancora in cosa consiste?
VERGOGNA!

Alla gara delle batterie elettroniche partecipano persone simpatiche brillanti e rumorose come te e i tuoi amici. Ognuno porta la propria macchina del rumore (autocostruiti e non), i propri sintetizzatori, e tutti gli aggeggi che vuole portare per smuovere la folla, si attacca a un impianto enorme e fa sentire quello che sa fare per 5 minuti cinque.

Dopo la votazione e l'incoronamento del migliore in garaci sarà pure il djset.

L'ingresso è gratuito per chi partecipa, altrimenti sono 3 euro.

Per chi viene da lontano:

c'è la possibilità di dormire in un
ostello a prezzo convenzionato (per info: http://www.myspace.com/laboratoriomu

Andate e divertitevi, che sarà uno spasso.
garantisce juny.

Tante belle canzoni per la radio più ascoltata del mondo

Da ieri un po' di nuove canzoni su Radio Riot, con pezzi recentissimi, recenti e maturi (maturi è un bel modo per non dire "datati"). No pubblicità, solo punk. E su quest'ultima frase vorrei invitare a riflettere tutti coloro che continuano a chiedermi se possono inviarmi i loro dischi di reggae hc, elettro-pop, black metal, gangsta rap, classica minimale. NO!, diobbono, non potete! Scaricatevi Firefox, usate la comoda ricerca del De Mauro in alto a destra, decifrate il significato di "punk" e contestualizzatelo nella didascalia "webradio punk autoprodotta".
Vi voglio bene, ma non rompetemi i coglioni.

Detto ciò, in ordine rigorosamente alfabetico, le new entry di ieri*:

Big Shave Long Night ("Just flip the page")
Desperate LivingMobile Phone Generator ("Immaterial")
Gerda Il Mese Dell Iceberg ("Cosa dico quando non parlo")
IngegnoLe Ali Dei Servi ("Ancora sveglio", 2008)
KilldaddiesDon't Let Me Down ("split con Solecismi Pedestri")
La QuieteGreyskull ("Tenpeun")
Ouzo Socal diy ("Socal diy", 2008)
Radio Riot Right NowThe Bee ("There be something wrong...")
Sisma Urban War ("s/t" ...mi pare)
Solecismi Pedestri Nudi e Crudi ("split con Killdaddies")
Spleen Flipper Zion ("Alchimia del dolore", 2008)
Taste The Floor Favourite ("Rules / Possibilities")
Tear Me Down Nei Tuoi Occhi ("La rivolta non si arresta")
Violent BreakfastSahara ("Nient'altro che tempo")

 

*sia chiaro, non v'aspettate che tutte le volte che mettiamo su canzoni nuove ve lo veniamo a dire; semplicemente c'era bisogno di svecchiare l'ultimo post

Eventi anti-sgombero del cs deCOLLIamo

Dicevamo qualche giorno fa del cs deCOLLIamo (RM), sotto sgombero.
Mi arriva un comunicato che annuncia, per venerdì prossimo (3 ottobre), un evento del centro.

Alle 18, in via Battista Bardanzellu, davanti al liceo B. Croce, si terrà un'assemble pubblica "sulla libera espressione dei giovani in periferia e sull'amministrazione del territorio", dall'emblematico titolo "Questo non è un paese per giovani". Sono stati invitati il presidente del V Municipio Ivano Caradonna, i rappresentanti della maggioranza municipale e i centri sociali, associazioni e società civile della Tiburtina.

Alle 21, presso il centro (in via F. Compagna, zona Colli Aniene), seguirà il concerto anti-sgombero con I Cani Di Sara (hardcore) e i Mic Check (cover dei RATM), a sottoscrizione libera.

Non dovrebbe mancare nessuno.