Interviste

Kalashnikov: spaghetti e do it yourself

Non l'abbiamo mai negato: i Kalashnikov ci piacciono. D'altronde se abbiamo coprodotto praticamente l'intero repertorio della band (sulle prime canzoni ci abbiamo messo mano in vista della ristampa di "Romantic Songs") un motivo ci sarà. Anzi, più di uno!
Innanzitutto i Kalashnikov sono, da sempre, portatori sani di DIY, do it yourself, autoproduzione. Credono fermamente che il punk/hardcore debba essere prima di tutto comunicazione; che debba essere in grado di proporre alternative alla comune logica di fare, dire, pensare il mondo; che debba essere alla portata di tutti, fatto dalle masse per le masse.
In secondo luogo, i Kalashnikov non riprendono alcuno stereotipo musicale, non hanno mai provato a ricalcare gli accordi di "grandi nomi", non si sono fossilizzati sulla stessa formula musicale.
Sono in giro da 12 anni, sono molto meno noti di gente che sulla piazza c'è da un terzo dei loro anni ma hanno dischi sparsi per tutti i Continenti del globo terrestre, e da diverso tempo ormai sono di casa in Francia, Grecia, Germania... Hanno pubblicato cinque dischi solo ed unicamente ricorrendo alle coproduzioni, e le scene d.i.y. di tutto il Mondo li hanno inclusi in compilation o hanno addirittura ristampato i loro dischi.
Naturalmente, in tutto questo, c'è spazio per l'organizzazione di dozzine di concerti nella frenetica Milano, per un'etichetta personale, la Kalashnikov Collective (al secolo KDV), che ha messo il proprio logo su diverse produzioni nostrane, e per un blog (www.kalashnikov-collective.blogspot.com), importante scorcio sulla loro e sulla nostra vita punk DIY.
Quest'intervista esce con qualche mese di ritardo. E' lunga, più di questa presentazione, sappiatelo. Ma quello che c'è dentro è la vita e le riflessioni di uno degli attuali simboli del do it yourself all'italiana.

The Deadwalk!

Questo è il loro decimo anniversario, inaugurato con l'ultima release "Like Raging Wolves". The Deadwalk! è una band hardcore con forti inserti metal, benché venga strizzato l'occhio alla vecchia scuola. Ci sono le melodie, ci sono i testi in inglese, c'è la giusta dose di rabbia. Dieci anni sono un cammino a cui sono arrivate diverse band underground, ma non molte, ed un percorso che lascia tracce da raccontare.

Television Kills Me

Television Kills Me è una realtà italiana che si sporge da questa relativamente nuova concezione del Mondo, perlomeno di quello socio-economico. Servizi gratuiti, insomma, concetto che - con le sue dovute precisazioni - è cosa nota nella realtà d.i.y. nostrana. Ma se finora abbiamo visto più che altro concerti, canzoni, dischi o fanzine totalmente gratuite, TKM è la prima realtà (o una delle poche, se per caso me ne sfugge qualcun'altra) che mette a disposizione le proprie capacità e risorse per creare grafiche di siti e artwork di dischi punk totalmente gratis.
Come? Ma soprattutto: perché? E' quello che abbiamo cercato di capire...

Marcello (The Snake Cult, DIE!)

Cos'è lo stile in un gruppo? Per alcuni non significa nulla, per altri è tutto, per altri ancora è l'unica cosa che viene realmente curata. Che si tratti di punk o di qualunque altro genere, lo stile determina il modo in cui viene presentato il contenuto: si può avere molto da dire ma non essere in grado di dirlo, o curare spropositatamente la forma senza avere un reale contenuto su cui basarsi.
The Snake Cult è un gruppo di cui pochi, oggi, avranno sentito parlare: si sono formati da una manciata di mesi. Eppure hanno già raccolto buoni consensi e sono prossimi ad uscire con una demo.
Ho iniziato a parlare di stile con Marcello, il cantante, e l'interesse suscitato da queste chiacchierate mi ha convinto a farne un'intervista da pubblicare. Che avesse molto da dire in proposito non lo mettevo in dubbio: Marcello è stato il primo cantante dei DIE!, per i quali lo stile era una parte essenziale di un gruppo.

Le Tormenta

Le Tormenta sono una realtà giovane composta da vecchie guardie. Un gruppo relativamente recente, che però ha nei suoi membri tutta l'esperienza di anni di militanza nel punk d.i.y. Ed è proprio il punk d.i.y. di oggi, con i suoi contenuti e le sue prospettive, il fulcro di questa chiacchierata. Con gli occhi di Enrico, già noto a molti per la sua Equal Rights Forlì, abbiamo dato uno sguardo al panorama punk d.i.y. italiano; ne è scaturita una ricca fonte di informazioni e, soprattutto, di riflessioni, che ha fatto sì che in alcuni casi l'intervistato prendesse il mio posto di intervistatore, e dando ad entrambi la possibilità di riflettere a partire dai pensieri dell'altro.
Un'intervista molto ricca, che ci permette in ultima analisi di osservare come Le Tormenta vedono e si inseriscono nel punk d.i.y. italiano all'alba del 2010.

Total Chaos

Nati quasi 20 anni fa con l'intento di salvare un genere – il punk rock – che in quel periodo stava perdendo popolarità all'interno della stessa scena punk/hardcore, e un messaggio sociale e politico che sembrava destinato a passare in secondo piano, i californiani Total Chaos sono oramai dei veterani, con un'esperienza di centinaia di concerti alle spalle e un notevole riscontro anche in numeri di dischi venduti. Li ho incontrati durante il loro tour europeo (che comprende anche date in Italia), di presentazione del loro nuovo disco, "Avoid All Sides": in occasione del concerto a Ratisbona del 23 gennaio 2008 – aperto dai locali Turbomongo (tribute-band dei Turbonegro) – ho intervistato il chitarrista Shawn Smash.

PHP

I PHP sono una delle hardcore band italiane che hanno raggiunto i 10 anni di attività. Non sono moltissime, ma neanche così poche come si possa pensare. Tuttavia c'è chi in 10 anni ha lasciato segni indelebili grazie a concerti e dischi capaci di dare veramente qualcosa e, senza voler fare una "top list", i PHP sono decisamente una di queste band. Lo split del '99 coi Mach 5 è stato apprezzato e conosciuto in tutta la Penisola e questo loro primo full lenght, "Delirio Urbano Collettivo", merita la stessa attenzione.

Ebola

Con la release di un promettente EP all'inizio del 2005 ("Settimo Buio", da noi recensito), gli Ebola si sono fatti notare per la loro proposta di una formula metal-core che apporta alcuni elementi personali sul canovaccio di questo genere. Come avevo già accennato in sede di recensione, i ragazzi mostrano di avere le carte in regola per tentare di dire la loro in un genere in cui – a mio parere – troppo spesso le nuove band si limitano ad imitare i modelli disegnati da gruppi già affermati.
Al contrario, una delle doti positive del combo romano sta nel coraggio di sbilanciarsi in alcune scelte che si discostano dai cliché tipici del genere. Ne parliamo con uno dei diretti interessati: Stefano, il cantante.

G.B.H.

I G.B.H. sono un gruppo che non ha bisogno di presentazioni: lo storico combo di Birmingham è a buon diritto considerato tra i fondatori dell'hardcore punk, un filone – nato agli albori degli anni ’80, quindi immediatamente dopo la prima "fiammata" del punk '77 – i cui canoni stilistici furono per la prima volta delineati in album come "City Baby Attacked By Rats" (il loro primo full-length). L'influenza che da lì in poi i G.B.H. hanno avuto è enorme, al punto di farne uno dei punti di riferimento più citati da tutti i gruppi che si ispirano ad una concezione della musica estrema basata su potenza e velocità – non solo nell'ambito del punk (ricordiamo, ad esempio, la cover di Sick Boy che gli Slayer inclusero in "Undisputed Attitude").
In questi mesi stanno suonando in giro per l'Europa – in un tour che toccherà anche l'Italia: il 14 ottobre saranno infatti a Palermo – per cui ho approfittato della loro data irlandese per una intervista nel dopo-concerto. Per il gruppo, risponde Colin, il cantante.

Incoming Cerebral Overdrive

Intervistiamo gli Incoming Cerebral Overdrive, di cui abbiamo recentemente recensito il promo (stampato già nel 2003, e scaricabile gratuitamente dal sito www.incomingcerebraloverdrive.com): il gruppo toscano è artefice di un tipo di sonorità in cui elementi metal e post-hardcore si fondono con soluzioni ritmiche piuttosto ricercate, a tratti dal sapore quasi jazz. Anche se il quadro complessivo è equilibrato e personale, sono numerose le influenze che emergono dalla musica di ICO. Vediamo di approfondire il discorso con loro: rispondono Maurizio e Stefano.