Tutti zitti.
Shh. Shh. Sottovoce.
Quasi due mesi e mezzo di silenzio. E poi?
Shh. Shh. Un altro post strano? Vero, lo sviluppo dei lobi frontali ha subito un taglio di fondi, bisogna parlare chiaramente.
Non so se ne sono in grado.
La musica punk italiana fa schifo.
Tecnicamente siamo migliorati tantissimo, sia nell'approccio agli strumenti, sia in sala di registrazione, sia nel campo della vendita e promozione del gruppo. La creatività però è pessima, dato che continuiamo a suonare cose strasentite e già tentate da altri. Roma ha grandi nomi? Roma fa cagare, non ha mai proposto niente di veramente innovativo, creativo, personale. Torino, capitale della sperimentazione, s'è addormentata. Milano, un buon connubio tra i due, non sa più che dire. Il Sud ha una grande energia, ma per qualche ragione non emerge come dovrebbe. Tutto questo naturalmente con le dovute eccezioni. Tutto questo naturalmente accomunato dal fatto che tutto quello che viene fatto e speso viene fatto e speso in nome del cazzo e della merda. In nome del cazzo perché la teoria del "pene mi dà pane". In nome della merda per il rimando a Piero Manzoni. Acc, dimenticavo il taglio di fondi di cui sopra. Traduco: si fa punk perché "è bello" e "fa figo" e, non lo so, magari qualcuno guadagna pure degli spiccioli o si ritaglia la sua fettina di fama. Stop. Non si fa per altro. Il che, per me, è stupido: avreste dovuto fare hip hop (e avreste dovuto cominciare già da qualche anno), perché dava molte più possibilità in quel senso; e non ditemi che è una questione di "attitudine", perché a parte che ci sono alcune radici e idee in comune, ma poi a mettersi un berretto, una t-shirt, i 3/4 e le Converse (che, vi ripeto, sono della Nike eh, tanto per dire) e a farsi un tatuaggio non ci vuole nessuna attitudine. Nemmeno ad unire a tutto ciò una dieta vegana della durata di 2/3 anni (e condita dal bere Coca Cola, magari).
Dall'altro lato abbiamo pure il punk dei centri sociali, degli squat, dell'anarcho punx e così via. Che una motivazione intrinseca ce l'ha ancora, ma che è talmente intrinseca che non gliene frega un cazzo a nessuno. O meglio, è talmente intrinseca che non arriva da nessuna parte. E' come quando uscì "Titanic" e c'era quella ragazzina italiana che andò a vederlo 60 volte: dopo un po', mi dico io, che cazzo ti vai a vedere? Cioè finisci per doppiare in diretta tutti i personaggi. Ah... scusate, l'ho fatto di nuovo. Traduco (e a questo punto già vi sembro tanto superbo e spocchioso: ma lo sono eh, e so di esserlo e... no, non mi piace, però boh, lo faccio, così, senza senso... così rimango in tema): a stare dentro agli squat e i csa e dire "Contro lo Stato non è reato" e "Berlusconi ci hai rotto i coglioni" non è cambiato NIENTE. Un cambiamento efficace dà risultati veloci. Quelle frasi e quei modi di fare hanno avuto un senso di cui sono il primo a riconoscerne l'importanza. Ora sarebbe il caso di fare il passettino in più, no? Invece no, c'è un bel meccanismo di abituazione. Siamo tutti arrabbiati (io sono arrabbiato, perlomeno), o delusi, o insoddifatti (ocio: annoiati non più! Vi ricordate quando il punk esprimeva pure noia? Ormai non più. Figurati se nell'epoca della PSP, della WII, dei vari iPod, iPad, iPhone, iFuck, di YouPorn, di MSN e dell'essersi chiusi in casa a far niente, o anche con gli amici, ma sempre a far niente, figurati, dicevo, se in tutto questo bordello del niente ci si può annoiare) però non si fa nulla di concreto per cambiare la situazione. Ce la strilliamo solo tra di noi, la situazione. Sabato sera pizza e birra, parliamo di quanto va male questo governo, e lunedì... mah, chi ci pensa più, e se qualcuno ci pensa comunque non agisce, e se agisce, se va bene, tira una molotov contro una sede di Forza Nuova. Evviva! Ha cambiato il mondo! Ha risolto i nostri problemi! Del tipo che ho scoperto che qui da me c'è una bisca di giovani e davanti un bar gestito da neo-nazi e affianco un tatuatore dello stesso colore e affianco ancora un negozio sulla stessa linea che prima vendeva (ai giovani della bisca) le magliette di Lupin e adesso quelle con su scritto "Molti nemici, molto onore". Tutte le vostre molotov e i vostri concerti non sono serviti a niente, anzi, questi si moltiplicano e fanno proseliti coi ragazzini della bisca. Ahh, ma il bello è che il mio caro amico Paul Watzlawick la sapeva lunga quando diceva che in questi casi, in cui una soluzione non funziona, l'uomo tenta una ipersoluzione. Praticamente dice: "Questa cosa che ho fatto non funziona? Ah... si vede che devo farla di più!". Quindi tirerete ancora più molotov e fare ancora più concerti, e con questa gente finirà un po' come quel personaggio degli X-Men che più lo menavi e più si moltiplicava. Della serie che Gesù Cristo non vi ha insegnanto niente. Traduco: l'hanno ammazzo, ma non mi sembra che oggi nessuno sappia chi è. Ma è storia moderna, perché se ci fate caso (ma solo se ci fate caso eh, è molto difficile da notare) è la stessa cosa che la sinistra fa con Berlusconi (e Berlusconi è diventato quel personaggio degli X-Men, col risultato che la sinistra s'è pure resa responsabile di avermi fatto andare sui coglioni una delle mie serie a fumetti preferite).
E Radio Riot in tutto questo?
Oh, lo sapete che abbiamo fatto dieci anni? Davvero eh! Tipo qualche settimana fa. Dieci anni di Radio Riot. Penso che sia bello suicidarsi al proprio decimo compleanno. Ha un bel... non lo so, ha qualcosa di simbolico. Magari avesse pure qualcosa di incisivo! Ma non ce l'ha, non come vorrei, almeno. Anche perché, mea culpa, siete in dieci (come i nostri anni!) a leggere queste pagine. Il che vi riempie di responsabilità. Traduco: i messaggi, una volta colti, sono colti; dipende da voi decidere cosa farne, decidere se sono buoni o no, decidere qualunque cosa in merito, ma non potete fare finta di non averli letti.
Insomma, suicidio?
Boh, vedremo.



Articolo veramente
Articolo veramente interessante.
Complimenti!
Mi unisco ai complimenti,
Mi unisco ai complimenti, davvero un bellissimo articolo, come tutti gli altri.
Anche se l'ho letto con colpevole ritardo
Ciao, non so chi tu sia, non
Ciao,
non so chi tu sia, non so cosa tu faccia e non so dove/da chi tu abbia studiato ma ti devo fare i miei complimenti.
Sono capitato su queste pagine per caso, digitando su Google "punk rock web radio", ed ho beccato quest'articolo.
Complimenti, cazzo, complimenti hai detto tutte cose - semplicemente - sacrosante. Non starò qui a menartela con promesse di leggerti sempre e comunque ma una cosa la devo ammettere: mi hai dato un momento di gioia. Sei uno dei pochi italiani che non scrive (e quindi che non parla, ne pensa) come un'italiano. Hai una versione molto internazionale di questa cosa che siamo costretti a vivere e della nostra società. E del nostro Paese.
E questo può farti solo onore, almeno a mio parere.
Ho finito le parole, ma ne bastava solo, ancora, una: complimenti.
Jesus.
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