CopyRiot Caserta

Avendolo copiato qui, non posso non trovarmi d'accordo con il Manifesto del punk attivista. Soprattutto mi trovo d'accordo quando si parla di proporre delle alternative alle logiche abituali, e quando si dice che il punk non può essere un semplice "Prendo la chitarra e suono".

Quindi, nell'ottica di fare e di proporre alternative, presento qui il progetto CopyRiot, un fantastico modo di concepire l'autoproduzione e l'autodistribuzione. Abbiamo già avuto modo di collaborare con loro e ci siamo trovati non benissimo: di più. Ed è proprio la logica che sottostà a questo... Ma forse è meglio che vi lasci leggere il loro comunicato.

"CopyRiot è una nuovo modo di concepire l'autoproduzione ma soprattutto l'autodistribuzione. Partendo dall'esigenza di creare nuove autoproduzioni [musicali, editoriali o artigianali che siano] per sostenere i nostri desideri e le nostre vite, ci siamo resi conto che il passo in avanti che bisognava compiere era quello dell'autodistribuzione. Chi autoproduce, sceglie tale forma per essere libero e indipendente da quei legami che lo vorrebbero inserito in un circuito consumistico/capitalistico dove il solo obiettivo è la vendita. Ma per essere totalmente libero ed indipendente il lavoro autoprodotto deve essere a sua volta libero di circolare e diffondersi senza l'obbligo di bollini e di catene.

Ripensare la distribuzione. Riprendersi anche quest'ultimo tassello. Portare l'autodistribuzione ad essere concepita, così come l'autoproduzione, dal basso. Autoprodurre, tramite l'utilizzo delle tecnologie morderne, è diventato [per nostra fortuna] molto semplice. L'autodistribuzione, anche se da molti praticata da tempo, è un nuovo concetto. E' per questo motivo che siamo conviti che solo creando delle reti autogestite di distribuzione sia possibile riprenderci questa pratica. Costruire una rete dal basso, che faccia del no-business il suo punto centrale, che metta in piedi un meccanismo di scambio reciproco senza passare per la vendita. La nostra breve esperienza di collettivo ci sta facendo rendere conto che tale pratica è possibile! Distribuire lavori autoprodotti senza alcuna finalità di lucro o di guadagno è possibile! Internet, in questo caso, è un mezzo davvero essenziale. Esistono già decine di Net Label che praticano questa esperienza. Le Net Label non sono nient'altro che delle piattaforme web nelle quali vari artisti rilasciano sotto licenza Creative Commons un loro lavoro autoprodotto [in questo caso album musicali]; tramite il download libero è possibile quindi avere tra le mani un lavoro autoprodotto e autodistribuito, di ottima qualità, comprensivo di copertina a colori, bypassando completamente la SIAE, un venditore e qualsiasi altro meccanismo lucroso. Stiamo cercando di diffondere un'attitudine, una pratica. E' per questo che ci siamo costruiti un piccolo banchetto facilmente trasportabile, in modo attraversare le piazze con questo nuovo concetto di autodistribuzione. Autoproducendo spillette, adesivi, cd, bambole di pezza, fanzine e qualsiasi altra cosa ci venga in mente, cerchiamo di sostenere questa esperienza.

Portiamo avanti un'idea, un modo di creare un'alternativa valida e concreta alla distribuzione classica delle varie multinazionali. Portiamo avanti non solo materiali autoprodotti ma anche un'esperienza di condivisione di saperi e di nuove pratiche. Autodistribuire per essere totalmente indipendenti e soggetti a nessuno. Una distribuzione liberata dagli angusti vincoli della proprietà e del mercato, per liberare le idee, per creare reti di scambio, che siano reti di scambio anche umano. La nostra è una battaglia politica e culturale contro il copyright e tutte quelle leggi che suppongono di difendere il diritto d'autore. CopyRiot non persegue alcun fine commerciale; intende solo diffondere autoproduzioni libere!"

Concetti a tutti noti, no? Ma spenti, negli ultimi anni; e mi pare che un contributo estero, da qualcuno che non è strettamente legato al nostro genere e alle sue implicazioni, possa essere un elemento esterno che smuova queste acque torbide.
Come Radio Riot abbiamo mandato un po' di materiale da smazzare, in contovendita (con in mente tre obiettivi: rientrarci delle spese, dare qualcosa a i ragazzi di Copyriot e tenere i dischi a prezzi decenti). Idem col mio gruppo, le Cose Perse. In tutti e due i casi, il risultato è stato ottimo e i dischi hanno potuto circolare anche per corsi non canonici.

Fatevi una chiacchierata, che è sempre un bene. I contatti di CopyRiot Caserta sono: www.laboratoriomillepiani.org o l'email.

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