Manifesto del punk attivista
Riceviamo, leggiamo, inoltriamo.
Radio Riot
"MANIFESTO DEL PUNK ATTIVISTA
Possiamo decidere che il punk sia solo espressione o che sia anche un mezzo. L'abbiamo già deciso, in realtà. Da sempre, dagli anni '70 ad oggi. Abbiamo deciso l'una o l'altra strada, quella che vede il punk come un genere musicale usato unicamente per espressione personale, scelto perché si adatta (o si adattava) meglio ad alcune nostre caratteristiche personali; e quella che vede il punk come un mezzo di azione sul mondo, scelto anche perché si vuole influenzare in qualche modo concreto la realtà.
Nella seconda scelta ognuno ha poi trovato i propri modi di agire. Il perché non interessa, il cosa è relativamente importante, il come è fondamentale.
Scrivere una canzone non ha nessun valore, per chi vede il punk come strumento di azione e influenza sul mondo. Non è la cosa in sé a fare la differenza, ma il modo in cui la si fa. Una canzone che critichi uno stato di cose non ha più influenza di una canzone d'amore, così come una canzone veloce e tecnicamente impeccabile non ha più valore di una canzone lenta e strutturalmente canonica. Ciò che conta è il tutto, qualità emergente rispetto alla singola somma delle parti. Sono i gruppi che compongono le canzoni, non le canzoni a comporre i gruppi. Le canzoni servono come sostegno al gruppo, ai suoi singoli componenti o, realtà più augurabile, a esso come unità attiva. Lo stesso vale per i dischi, i concerti e qualunque altra produzione del gruppo stesso. Devono servire a veicolare direttamente o indirettamente l'azione sul mondo, ma il gruppo punk attivista non può limitarsi a essi.
L'azione sul mondo si rispecchia nel suggerire e applicare modi diversi di fare le cose. Il gruppo punk che ha scelto di agire sul mondo si mette al servizio di questo intento. L'etica è personale. Il fine comune è illusorio. L'unico scopo è proporre costantemente alternative al Sistema di cose: un agire sempre in modo da aumentare il numero delle scelte. Fare sì che la logica dominante non incancrenisca l'impulso alla creatività originale insito in ognuno di noi.
Rispetto a tanti altri generi, il punk si è costituito in Italia come microsocietà, attiva e impegnata, almeno negli intenti, ad agire sul mondo. La percezione di una rottura (prima) e di un'assenza (poi) di una Scena, canale comune attraverso cui esporre le proprie alternative, è concreta e riflette una disgregazione non tanto di idee e intenti specifici (benché è innegabile che questi servano da collante), quanto dell'interesse generale a proporsi come attivisti del punk; è emersa, al suo posto, la parte unicamente espressionista, che ben poco pare interessata a una concreta ed esplicita azione-influenza sul Sistema di cose.
Seguendo questa prospettiva, il punk pare ormai condannato a genere musicale spoglio di qualunque caratteristica distintiva in grado di renderlo influente - come genere, prima che come singoli individui - sul mondo.
Questo testo è da considerarsi uno sprone a riappropriarsi del punk come strumento di azione. Questo testo è da considerarsi come autogeneratosi, poiché non c'è un individuo o un gruppo a cui appartengano queste idee. Per questo, il testo stesso può essere diffuso solo con l'azione del lettore."



Appoggio il discorso di
Appoggio il discorso di Andrea: questo "manifesto del punk attivista" non centra la realtà delle cose. Aggiungo solo: ragazzi, non bisogna dare troppa importanza alla parola "punk". E' una parolina stupida, che ha ormai perso il suo significato rivoluzionario ed è priva di forza. E' vecchia e inutile: assomiglia all'aria che aleggia intorno a questo "manifesto", ovvero impregnata di un nichilismo spento che non ha capacità di presa sulla realtà. Riflettiamo, invece che sulle parole, sui contenuti: si dice tanto che la musica è espressione (giusto) ma non si dice mai di che cosa. Espressione personale? E di quali concetti? Che cosa vogliamo dire? Andiamo a fondo in questa domanda e proviamo a rispondere. Per per chi dice che, per quanto belle siano le cose che diciamo tanto è tutto inutile e non cambierà mai niente, beh, allora c'è la domanda di riserva: che cosa fai musica a fare?
A mio parere non c'è bisogno
A mio parere non c'è bisogno di porre una differenza tra espressione e mezzo. Io penso che il mezzo sia proprio l'espressione, i veri cambiamento nella società credo si ottengano proprio e semplicemente con l'espressione di una nuova cultura e quindi anche con la musica. Se guardiamo indietro nella storia grandi cambiamenti sono avvenuti proprio con la nascita della musica diciamo "impegnata" senza bisogno di tanto in più. Il punk per come lo intendo non è poi tanto diverso dal primo rock degli anni 60 dei tanto odiati hippie. Per prima cosa è un modo per riunire gruppi di individui di comune pensiero altrimenti sparsi nei meandri della società, cercare di unirli attraverso ciò che di più caro e forte possediamo: la musica. La musica deve essere il centro stesso e non c'è bisogno di politica come la intendono molti, perchè la musica stessa qualsiasi messaggio esprima, anche il più nichilista e menefreghista, è politica, perchè è espressione e in un qualche modo spinge sempre a pensare. Poi un altro discorso è dire che non c'è più una scena o un unione comune, questo accade forse perchè non si è più capaci di proporre qualcosa di nuovo in grado di attrarre come calamita le menti più "giuste", riproporre all'infinito lo stesso messaggio ormai sorpassato dal tempo e ucciso dalle mode può servire solo a cibarsi degli avanzi di una generazione ormai quasi scomparsa, rimangono solo scintille ormai spente senza più la capacità di scaturire un fuoco che bruci. A mio parere parafrasando una canzone di un gruppo di nome Franti, questa è l'ora di accendere un fuoco, ma un fuoco nuovo, che abbia la forza di ardere con passione, che bruci i nuovi confini del mondo e della realtà, senza badare troppo alla forma e al messaggio ma concentrandosi sull'energia e sulla voglia di fare qualcosa, qualcosa di nuovo pronto a irrompere i nuovi schemi e le nuove gabbie create ormai immuni ad attacchi spenti di vita e troppo vecchi per reggersi in piedi.
Questo è solo il mio pensiero e non è contro nessuno ne tantomento contro chi ha scritto tale manifesto, è solo un osservazione per cercare di spostare il punto della situazione poco più avanti. Grazie per lo spazio.
Andrea
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