Mail del sottosuolo: Laura (2)
Continua lo scambio di lettere virtuali tra il sottoscritto e la sottoscritta. Qui la prima parte.
26 maggio 2009
Vabbè Piter, ma è normale che nessuno compra più i CD se ti sparano 30 euro! Se costassero dai 6 ai 10 euro si combatterebbe la pirateria (per la quale, date le condizioni, sono d'accordo!) perché tutti li acquisterebbero; è colpa di queste case discografiche di merda, che gonfiano i prezzi in maniera indecente, immorale, ed è colpa anche degli innumerevoli cantautori, bands, etc ( soprattutto quelli mediocri) che scendono a compromessi alimentando questo sistema. E' sempre la solita storia: i PROFITTI (per pochi), il SUCCESSO (effimero, facile e senza sforzi) e il DENARO, per questa miriade di nuovi cantanti, bands, "musicisti" che a stento sanno fare un giro di Do!
E poi, come tu dici, c'è una moltiplicazione esasperata di gruppi, cantanti... Questo perché? Va di moda il cantante mediocre perché l'ascoltatore è mediocre: ecco perché tanti cantanti vanno avanti, hanno successo, vengono mitizzati. Sono lo specchio di una società caduta in basso, di un popolo alienato, addormentato, acritico, passivo, sodomizzato da cinquanta anni di modelli televisivi (venticinque solo del caimano) che lo hanno disabitutato a pensare (era proprio questo lo scopo ultimo e ci son riusciti) e questo è il risultato!
Ah, grande Pasolini!
Purtroppo è difficile combattere tutto ciò, ma chi fa musica come voi e la fa bene deve continuare a farla, non deve lasciarsi inghiottire dal sistema, e deve essere orgoglioso che ancora non abbia "sfondato"_ evidentemente fa buona musica! evidentemente non scende a compromessi! evidentemente non è un venduto. Lo so che è difficile, ti capisco, ma cerchiamo di non arrenderci. Magari, anche se noi non lo vedremo, fra cento anni, resistendo e continuando con le nostre idee e ideologie, lavorando nell'ombra, il cambiamento ci sarà, si vivrà in una società che garantisce veramente la libera diffusione dell'arte con la A maiuscola e della cultura con la C maiuscola; magari le majors perderanno tutto il loro potere perché ci sara l'autorganizzazione, l'autoproduzione; i CD (o qualsiasi cosa li sostituirà) costeranno poco e la pirateria non avrà più scopo di esistere!
Nel mio piccolo non comprerò mai un CD che costi più di 10 euro. Appoggio le autoproduzioni, questi canali diretti di vendita senza alcun intermediario. Supporto chi fa buona musica e credo che la rete, sotto questo aspetto, sia davvero rivoluzionaria, perché se ben usata può dare tanti input alle persone e può essere un mezzo anche per cambiare le loro mentalità, diffondendo idee, concetti, sviluppando riflessioni nella gente.
Beh, mi fermo qui, credo di aver capito che la pensiamo allo stesso modo!
Bye, bye, alla prossima,
Laura
27 maggio 2009
Ciao Laura,
purtroppo devo essermi espresso malissimo e aver dato vita a un grande fraintendimento: io non parlavo delle major e di tutto ciò che vi è connesso; parlavo del diy.
I CD che non si vendono sono i nostri. Stenterai a crederci, ma la gente del nostro giro, i ragazzi e le ragazze che ascoltano punk e hardcore (e non parlo di Green Day e Offspring), non comprano più i CD a 5-6 euro di gruppi come Cose Perse o Kalashnikov (due gruppi, ma potrei citarne un'infinità). Molte piccole etichette sono tornate a coprodurre solo vinili, perché quelli non li puoi scaricare (oh beh, PUOI farlo). Molti gruppi puntano più sul merchandise che sui dischi, perché tanto i dischi non vendono. Ai concerti vedi meno gente perché la vita si è spostata su internet. La nostra è diventata una generazione pigra. Oh, io mi ci metto in mezzo: non penso di essere il più attivo di tutti; ma so per certo di non essere un'ameba.
Per questo elogiavo te e persone come te, che pensano che ci sia ancora un senso. Che leggono testi, partecipano a eventi, tirano su un gruppo. Ormai non credo più al "tutti uniti vinceremo". Ma continuo a sperare che il punk veicoli un messaggio di "alternativa", che dia l'idea che il mondo può essere visto, detto e pensato in modo diverso - se tutti ne prendessimo consapevolezza sarebbe un ottimo spunto per il cambiamento. Però, purtroppo, vai ai concerti screamo (tanto per prendere l'esempio più eclatante) e ti rendi conto che tutto questo è considerato una moda; che la gente va lì come se fosse a un party. Per muovere il culo.
L'emo, tanto per mettere in piazza i soliti sospetti, è figlio di tutto questo. E' un apparire contro l'essere: è un non-essere. Non nel senso nichilista degli anni '70, nato come rabbia verso un sistema che aveva tradito persone e valori. Oggi tutta questa gente si rifornisce da questo sistema, non si sente tradito da esso. Come hai detto tu, il sistema pensa per loro. No, questo è un non-essere, nato, così sembra, dal voler apparire...
E così tutti appaiono. Tutti con le magliette, nessuno coi CD. Tutti con gli mp3, nessuno che sborsa 5 euro - nessuno che pensa che quel gruppo, con quei 5 euro, non ci vuole campare, ci vuole solo fare nuovi CD per continuare a dire ciò che pensa.
Il problema delle major, dei dischi a 20 euro, non ci tocca minimamente.
Se c'è qualcosa di marcio, ce l'abbiamo dentro, all'interno.



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