Messaggio ai morti viventi numero 1 (di 1)

L'inflanzione aumenta.
Questo è un accordo, questo è un altro, adesso prendi una chitarra e forma la tua punk band. Ma anche no. Perché c'è da chiedersi il perché. Sì. Qui mica "tarallucci e vino". O c'è qualcuno che la pensa così? Magari sì, a sedici anni, poi si dovrebbe crescere e iniziare a domandarsi se il punk non serva a qualcosa (noi ci abbiamo provato e pare che per la maggior parte di voi non serva a un granché). La realtà, invece, è che abbiamo scoperto che a venti, trenta e quarant'anni spesso è ancora "tarallucci e vino". Che sia chiaro: è sacrosanto e fondamentale. Se non ci fosse divertimento, spensieratezza e rock'n'roll sarebbe un disastro. Ma se ci fosse solo quello sarebbe una catastrofe.

Oggi punk è figo. Punk è moda, come dicono quelli (e dicono bene). Lo è da un po', a dire il vero. Per me punk era figo: lo era eccome! Lo è un po' anche adesso, credo. Ma è figo come è figo Paul Watzlawick, Stefano Benni, Fabrizio De André, Noam Chomsky e via discorrendo. No come i Lost, Fabrizio Corona, X-Factor o Federico Moccia. Accapisc'?

Fare vuol dire impegnarsi, e l'impegno spaventa. Sulla soglia dei trent'anni non sai neanche dove trovare il tempo per fare tutto il fare necessario (non c'è neanche un mercato nero del tempo, non c'è). Grazie a Dio, se tu sei sulla soglia dei trent'anni, qualcun'altro è sulla soglia dei venti. Il problema è che a quell'epoca tu occupavi i centri sociali, loro occupano i centri commerciali. Ed è anche colpa tua, ricordatelo. Se la cosa migliore che sai fare è stare nelle message board a usare una dialettica che (tu credi) ti renda un figo; a insultare gli altri perché (tu credi) se dimostri (su un forum, poi...) che uno è un coglione allora vuol dire che tu non sei coglione; a indignarti, impegnarti e poi gettare la spugna con gran dignità; a fare l'intellettuale che parla di attivismo; a pensare che Walter Veltroni sarebbe stata la grande svolta e che "meno male che adesso c'è Franceschini" - e io qui mi domando da quando i Walter Veltroni e i Franceschini di questo mondo hanno mai centrato un cazzo con noi; beh, una fetta di colpa è proprio tua, ed è una fetta bella farcita.

"Questo è un accordo, questo è un altro, adesso prendi la chitarra e metti su la tua punk band" voleva dire "E' facile". E lo è. Perché non è che bisogna arrivare fino all'orizzonte - magari puoi, chissà -, ma quantomeno inizia a vedere se riesci a fare dieci passi.

Caro Gio', tornato di recente

Caro Gio',

tornato di recente dalla Grecia ho ripensato alla chiacchierata con un certo Dimitri, che elogiava le prestazioni sessuali del nostro Presidente del Consiglio.
"Non hai tutti i torti", gli ho detto "fare certe cose a 70 anni ha pur sempre dello straordinario. Ma il problema è un altro. Quello che ci chiediamo in Italia è: può un uomo così governare?"
Aggirando una risposta diretta Dimitri mi ha detto: "Chi è che l'ha votato, un uomo così?".

La CGIL e tutta la sinistra non potrà mai contrastare la Destra con il potere vecchio. E' il potere vecchio ad averla fatta perdere.
Allo stesso modo, una mentalità arrugginita, corrosa, incapace di adattarsi flessibilmente al mondo (e bada bene: l'adattamento non è una pratica passiva) non ha modo di cambiare le cose.

Il mio discorso, figuriamoci, è vecchio come il cucco. Lo leggevi dieci anni fa e mi auguro che lo leggeremo tra altri dieci anni, sperando che nel frattempo il contesto sia cambiato. Non penso, però, che sia la tecnologia o qualunque altro mezzo a costituire il problema. Il mezzo è solo un mezzo, è l'uso che se ne fa che ne determina l'utilità.
Posso giocare all'XBox coi miei figli, o da solo se voglio, per distrarmi da una giornata pesante. Posso vivere con tutte le comodità elettriche ed elettroniche. Posso avere una casa, pasti caldi, un lavoro ben retribuito. Niente di tutto questo è sbagliato in sé, come non lo è vivere in strada con gli stessi vestiti della settimana prima e con un cane per compagno.
E' quando tutte queste differenze si incontrano nel totale disinteresse al cambiamento, che non esiste alcuna differenza.

Volendo citare, riadattandola, una frase di Milton Erickson, il più grande ipnoterapeuta dello scorso secolo, "quale debba essere la portata e la direzione del cambiamento non può saperlo né chi cambia, né chi viene cambiato. Si sa però che la situazione presente va cambiata e una volta effettuato un cambiamento, per quanto piccolo, si rendono necessari altri cambiamenti di minor importanza il cui effetto a catena provocherà altri cambiamenti più importanti".

Un abbraccio,
Piter

Proprio oggi alla fine di una

Proprio oggi alla fine di una riunione sindacale per i rinnovi dei contratti si evidenziava la difficoltà dovuta alla situazione politica e alla divisione della sinistra che ovviamente si ripercuote sulla CGIL..La situazione è questa: combattere una battaglia da soli oppure cercare un'intesa con CISL e UIL che hanno fatto il patto con il governo separati da noi? Sembra che nn c'entri nulla con il tuo discorso ma in realtà qualche analogia c'è. La gente ha votato e ha scelto la destra, era convinta di cambiare delusa dal centrosinistra, ha votato con coscenza visto che aveva già potuto avere un'assaggio nel 2000, quindi sapeva a cosa andava incontro..eppure ha scelto DESTRA, tra questa "gente" ci sono migliaia se nn milioni di lavoratori dipendenti, precari, giovani e quant'altro...Con quale forza la CGIL oggi potrebbe contrastare una spinta così forte verso destra? I delegati che hanno partecipato hanno speso parole e pareri contrastanti, chi si proclamava duro&puro e esortava alla lotta di classe, chi più moderato cercava di convincere che andare ai rinnovi contrattuali da soli era un suicidio.... e così mi sono soffermato a pensare al mio passato e al mio presente, di quanto la "macchina" mi abbia fagocitato tra i suoi ingranaggi, ripensavo ai concerti con la mia band punk e alle situazioni che allora mi univano e allo stesso tempo mi separavano dalla realtà punk, ad esempio i punkabbestia che per quanto trovassi "unici" e anche "divertenti" nn mi sarei mai potuto (nè avrei voluto) essere dei loro al 100%, perciò ben venga una serata o un kampeggio..ma poi io tornavo alla mia casa, con le mie certezze, l'acqua calda, la tecnologia ecc...e mi rendevo conto che malgrado tutto, pur con le loro incoerenze erano proprio quei punkabbestia i veri punk, noi eravamo solo "musicisti", noi eravamo punk a "mezzo servizio" chi più chi meno..Il tuo pezzo sulla situazione sociale attuale caro Piter è davvero un classico, le stesse cose le ho lette dieci anni fa su una delle tante fanze sdraiato su un materasso lurido in qualche squat nostrano, e le condivido non fraintendere...ma ora mi guardo intorno, sto scrivendo come te su un pc, posso spegnere e andare a vedere la tv, o giocare con l'xbox, rispondo al cellulare, vado in auto a prendere mio figlio a scuola... e pensando a tutto ciò e a quanti fanno come me nn posso fare a meno di pensare che la rivoluzione della società così nn si farà mai e soprattutto quanti realmente la vorrebbero? Sappiamo benissimo che fino a quando noi continueremo ad usare le "loro diavolerie" "loro" avranno sempre vinto...eppure continuiamo imperterriti a farlo....Infine parlando di musica...suonare diventa un modo per distrarsi, pur urlando testi impegnati politicamente e come al solito predicando a noi stessi, io ho sempre sostenuto che le nostre "schifezze" si dovessero portare alle feste della birra e nei locali pubblici, altrimenti che senso ha dire a un vegetariano di nn mangiare carne? Non sono quasi mai stato ascoltato... comunque se musica deve essere sempre meglio farlo DIY che sotto qualche etichetta del cazzo...PAVIA HARDCORE!! ;-)

Un abbraccio....

Gio'

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