Recensione: God Save The Punk

Noi lo sappiamo com'è il punk: lo viviamo ogni giorno, da anni, lustri, decenni. E lo sappiamo com'era: abbiamo ascoltato i dischi, letto i libri, visto i film.
Ma siamo mai andati a vederlo in teatro?

Meno di 120 minuti; 3 attori; un'unica coreografia. Come un live su doppio vinile, "God Save The Punk" rievoca le persone (Lou Reed, Iggy Pop, Patty Smith, Dee Dee Ramone, Malcolm McClaren, Cheetah Chrome...), i gruppi (Velvet Underground, The Stooges, New York Dolls, Ramones, Dead Boys, Sex Pistols...), le citazioni ("Muori per la musica. Non moriresti volentieri per qualcosa di carino?", "Gesù è morto per i peccati di qualcuno, ma non per i miei"...), le canzoni (I Wanna Be Your Dog, Gloria, 53rd & 3rd, White Riot, Anarchy in the UK...) e soprattutto il contesto storico (così com'è stato vissuto dai suoi protagonisti) dal periodo immediatamente prima al punk a quello immediatamente dopo.

Il punk è morto? Sì [sic!] è trasformato.
Con interpretazioni sentite, vissute, sporcate dalla passione, riviviamo i sentimenti di un decennio dominato dalla rabbia: la rabbia per un pacifismo (pensi agli hippie) che non ha cambiato il mondo; per dei Governi (pensi alla Thatcher) che hanno regnato con il manganello in mano; per delle società (pensi agli U.S.A.) in cui "ti rincorrevano in strada per picchiarti solo perché portavi i capelli lunghi"; e per una musica fino ad allora incapace di esprimere la rabbia, appunto, prodotta da tutto questo.
Così nasce il punk e "GSTP" lo rappresenta con distacco documentaristico (reso possibile dai trent'anni trascorsi) e vissuta realtà: non dimentichiamo, dopotutto, che chi siede in regia oggi aveva 15/20 anni allora. Nessun tradimento, nessuna distorsione, nessuna libera interpretazione: da vedere senza troppe esitazioni.

Postilla: la postilla va per "Rotten Video", dall'idea degli autori di trasmettere, prima d'ogni spettacolo, 3 video di gruppi punk italiani (leggi qui). Come a dire: il passo avanti prima dei due indietro.

"God Save The Punk"
dal 12 al 24 maggio 2009
Teatro Vascello (v. G. Carini 72/78, Roma)
dal martedì al sabato h. 21; domenica h. 17
Ingresso: 15 €; ridotto 12 €.

Ideazione e Regia Carmen Giardina
Elaborazione drammaturgica M. Odino, C. Giardina, A. Vinci
Videomaking e Digital-Scene Sergio Gazzo
Costumi Eva Coen
Musiche a cura di Pivio&Aldo De Scalzi
Collaborazione alla regia e organizzazione generale Aldo Vinci
Aiuto regia e organizzazione Anna Contieri

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