A che serve il punk #2

Voi non ci credevate, ma io l'ho fatto davvero: ho chiesto a un tot di persone, tra gruppi, zine e individui, a che cosa serve il punk. Una semplice domanda: ma a che serve il punk? Niente di più, niente di meno. Ovviamente non ho dato altre spiegazioni sul perché di questa domanda: dove sarebbe finita, altrimenti, la spontaneità? Dopotutto non c'è nessuna ragione per rispondere in modo non autentico. Giustamente qualcuno potrebbe voler aggiungere qualcosa: la possibilità di lasciare un commento a questo articolo è aperta a tutti! Anche a chi non ha avuto l'opportunità di rispondere a questa domanda.
Ma bando alle ciance e vediamo le prime dieci risposte.
Quando è stato inserito ho specificato il nome/nick, altrimenti ho lasciato il nome del gruppo; per il luogo di provenienza ho riportato quello del MySpace.

Ma a che serve il punk?

"A fatte discorre!"
Nowise (Fabriano, AN)

"Userò una nostra canzone e sarò breve: il punk è un grido di rabbia!"
Camillo, Ass-Hole (FR)

"...non serve."
Recidiva (RM)

"A nulla."
Quarto Potere (CA, provincia)

"Essere punk è un pretesto per sbronzarsi ;)"
Duff (CS)

"...niente."
Gargantha (Spresiano, TV)

"A niente, come tutte le avanguardie. Tolto l'aspetto estetico-ideologico, il punk non serve assolutamente a niente. Ecco perché ogni tentativo di venderlo si rivela (fortunatamente) fallimentare."
Il Poverello (Italia)

"Secondo me il punk può essere servito in passato... adesso non serve sicuro più a niente e a nessuno. E' la forma d'espressione musicale che è finita peggio rispetto ai vari generi che esistono adesso. E' nata in un certo modo e si è sviluppata seguendo determinate forme. Adesso se chiedi a un 16enne qualunque ti dice che il punk è Avril Lavigne... che tristezza!"
Spat, I Cani Di Sara (RM; Lamezia, CZ; Benevento)

"Come semplice 'stile musicale' oggi serve a qualcuno per farsi i soldi; per cui, per quanto mi riguarda, non serve a un cazzo. Come attitudine, invece, mi ha salvato la vita."
Sergio, Kina (AO)

"Basta con 'ste menate, che ognuno faccia quello che si sente di fare. Se inizio a rapportarmi con tutta la merda che sta la fuori allora non ne esco piú; ognuno con i propri mezzi e metodi diritto al proprio obiettivo. Se la gente pensa che punk sia suonare bene, farsi un nome (anche nella scena cosiddetta diy) o a guadagnare qualcosa, sta a chi invece crede che queste cose siano del tutto fuori da un contesto denominato punk prendere iniziativa e agire di conseguenza.
Punk oggi punk domani punk ieri punk è morto punk è vivo: avete rotto il cazzo.
Non credo sia questo il punto. Mi soffermerei di più, forse, su tutti quelli che in passato facevano punk, poi sono scomparsi dall'inizio degli anni '90 per ricomparire ora dicendo che 'ora ha di nuovo senso, vista la situazione mondiale'. Come se le guerre nei '90 e 2000 non ci siano mai state, come se in galera non ci fosse mai finito nessuno, come se i posti d'aggregazione non fossero più stati chiusi, come se tante altre cose fossero sparite in quella parentesi di tempo. Poi ecco il voler riformarsi e chiedere delle belle parcelle a chi gli organizza una data (e si può fare una bella lista di persone e gruppi che se ne approfittano, probabilmente fomentati dall'idolatria per gli anni '80).
Fatevi due conti e non state a menarvi il cazzo su cosa è vivo, chi è punk e chi non lo è.
I fatti si vedono quando qualcuno li compie.
"
Andrea, N.S.A/AnxTv (SP)

Ironia della sorte: questa è stata proprio la decima risposta. Direi che è il modo migliore per concludere questa prima parte.

magari fossero state tutte

magari fossero state tutte così, le risposte...

a mantenere accesa la

a mantenere accesa la SPERANZA...

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