Recensioni #4: Montezuma, Un Quarto Morto/Mr. Murrungio, Sottopressione, Ale Baronciani

Ho sonno. Volevo fare uno strappo alla regola, non parlare solo di punk, e scrivere quanto faccia schifo "Questa notte mi ha aperto gli occhi" di Jonathan Coe (complimenti alla traduttrice per essersi messa d'impegno a renderlo peggio di quel che è; e alla Feltrinelli per averla lasciata fare). Solo che fa così schifo che non vale neanche la pena scrivere quanto faccia schifo. A parte il titolo italiano (citazione che conoscerete), ovviamente. Quello originale è "I nani del male". I nani del male, Cristo santo...

Quindi non posso non iniziare con i Montezuma, che non fanno dormire, sia chiaro, ma questa loro autoproduzione è la cosa più calma con cui cominciare. Perché sono lievi e intensi e melodici. Molto melodici. Da pomeriggi caldi passati in macchina sulla tangenziale, in silenzio, tu e lei, o tu e il tuo migliore amico o la tua migliore amica.
Vediamo. Loro dicono "graffianti riff post rock, linee di basso eclettiche e distorte e una batteria quasi progressive, insieme a un tocco di indie, grunge e post HC". Io disco che non c'è la voce, ma lì dove c'è si dà da fare per non rovinare il tutto, stentando quando deve farsi malinconica (lascia perdere: meglio gli urli).
Alla lunga un po' troppo indie e un po' poco HC: invertire i poli, secondo il mio parere e i miei gusti, avrebbe giovato al tutto. Ma via: promossi.

Ora dovrei cambiare disco e mettere su lo split tra Un Quarto Morto e Mr. Murrungio (Big Sprite, Last Exit Trash, Lost Cause, Respira, Piccole Speranze, Equal Rights, Copsa, Psycho Babi, Outcry, Enduring Freedom, Punk4Free, Utero Selvaggio, Plan Bean, Harsh Sound Company, Sonos Afda, MCC Distro, Antani), ma non ci penso nemmeno. A parte che ce l'ho più che ben presente, ma poi i Montezuma mi stanno dando così tanta pace (e Dio sa che di pace ne ho proprio bisogno, ora).
E' strano, perché a me il genere degli 1/4 non m'ha mai entusiasmato, e invece loro m'esaltano. Caciara veloce che mira solo a colpire alla nuca; è il gruppo d'amici che suona in camera da letto durante il festino alcolico organizzato in casa, e visto che meglio di così non potrei descriverli non lo faccio.
L'HC dei Mr. invece è di quello dalla voce grossa e i continui cori da stadio, che puzza di csoa lontano un miglio. Tanto canonico quanto curioso per via di due o tre idee buttate lì - tipo stacchi o riff che, in quella canonicità, non t'aspetteresti. Secondo me il prossimo lavoro sarà ancora meglio. Questo intanto è più che godibile.

Sottopressione - "1993-2000: A pieno carico". Che vi devo dire? Sto studiando Psicosomatica, sono indietro, ma ho appena mollato il libro per scrivere 'ste due righe, ché mi sento in colpa per non aver ancora recensito un tot di dischi in attesa.
E' la discografia in 2 CD dei Sottopressione; quelli che gli Agnostic Front hanno definito "the best in fuckin' italian HC". 35 tracce. 12 euro su BOL (o IBS, non ricordo). Con tanto di testi, foto, locandine e biografia.
Che altro c'è da aggiungere?

Alessandro Baronciani - "Una storia a fumetti".
Lo scorso novembre vado al Lucca Comix, trovo lo stand della Black Velvet e prendo "Quando tutto diventò blu" di Alessandro. Lo pago e lo lascio lì, perché Ale non c'è e io voglio farmi fare un disegno autografato da lui. Dico al tipo dello stand di scrivere, accanto al mio nome (per ritirare il volume), "cose perse", così Ale capirà chi sono e finalmente, dopo cinque anni dalla prima mail, potremo conoscerci di persona.
E' l'ultimo giorno, e io me ne vado senza passare a ritirare il fumetto. Un po' disperato contatto Ale il giorno dopo su Myspace. Lui mi rassicura dicendo di contattare la casa editrice, che mi manderà il fumetto; è dispiaciuto che non ci siamo incontrati, ma ci facciamo una risata virtuale (una cosa così ;) seguita da tante a e h).
Il fumetto mi arriva qualche settimana dopo. Lo ripongo tra le cose da leggere, perché sono pieno di libri e fumetti in quel periodo. Per due o tre settimane lo incrocio spesso con lo sguardo. E' lì, vorrei leggerlo, solo che ho tante di quelle letture arretrate che...
Poi, un pomeriggio, sono seduto sul mio nuovo letto, quello grande, dell'Ikea. Mi sto infilando un calzino, credo, e alzando lo sguardo vedo il fumetto. C'è silenzio. Meccanicamente allungo la mano, lo prendo e inizio a leggerlo. A metà finisco sdraiato sul letto e continuo. Lo finisco la sera, prima di andare a dormire.
Il giorno dopo è lì, sull'altro comodino. Lo prendo un attimo e lo sfoglio, e solo allora vedo il disegno nella primissima pagina, fatto a mano da Alessandro e con un baloon con su scritto "Ciao Flavio, questo libro è tuo!!", e mi emoziono tantissimo.
Ecco, questa è la mia storia a fumetti con Ale. La sua è un volumetto che dovreste chiedere a www.blackvelveteditrice.com, perché è davvero bello. Davvero.

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