Recensioni #3: Red Blood Hands, AAVV Roma Hardcore, Concrete

Fico, l'ultimo blocco di recensioni risale a oltre due mesi fa. Potrei sentirmi in colpa, se non fosse per il fatto che con il file sharing le recensioni sono diventate un po' inutili. Peraltro questa volta recensisco un disco appena uscito (quello dei Red Blood Hands), quindi sono fiero di me.

E cominciamo proprio dai Red Blood Hands, allora. Porca puttana che figata! HC di scuola milanese (ma loro sono di Sondrio, con gente di Unabomber e Angelica Mariner - cioè...) che mischia old school d'immediato impatto con grezze melodie metropolitane stoner/rock. Ti arriva la botta fin da subito, ma non c'è la cattiveria da poser, c'è la rabbia e il dolore e le storie finite male (che paiono trasparire in alcuni testi - non sempre all'altezza, diciamolo, ma faranno di meglio, lo so). Ci sono i muri grigi, il traffico, una città addormentata e una violentissima scarica di adrenalina vera. Questo disco ("Per sempre... e poi ancora", coprodotto da Mungga records, Dying D.I.Y. e Mosh Pit Culture, e con un artwork retrò figo da paura) tende a trasmettere e scaricare, non a impressionare o distruggere.
Lo so, sono criptico, ma più capibile di Domenico Mungo, diciamolo.
Anyway, cercate i tempi veloci? Ci sono. Quelli ultraveloci? No. Cercate anche tempi più moderati dove le chitarre, dal suono metallico, elettrico, possano spiegare emozioni con pochi passaggi? Ci sono. Riff ricercati e assoli di masturbata origine metal? No. Cercate voce strillata e a tratti gridata? C'è. Urlata? No.
Un insieme molto organico, dai suoni sporchi quanto serve, il tutto elaborato in un perfetto mix di violenza HC e impatto da rock bello duro. Tra un po' ce l'avremo in distro, mica siamo scemi.

Disco successivo, "Roma Hardcore siamo n'Oi!", compilation prodotta da Hellnation col meritevole intento di ricordare che HC è roba nostra e che non ha niente a che vedere con fascismo, razzismo, soppressione della libertà.
Fatta la doverosa premessa c'è poco da aggiungere.
Conoscete la scena HC romana? Allora sapete già che dischi comprare (perché i dischi punk si comprano, sapete?).
Non conoscete la scena HC romana? Allora questa compi vi dà una panoramica di 24 gruppi.
E non è che ce ne siano tanti di cui vantarsi eh...

Chiudo con il disco dei Concrete (Donna Bavosa, Sangue Dischi, Shove records), che come di norma dovrei far girare mentre scrivo (no, la recensione la scrivo prima, a penna, ma mentre la digito mi piace avere il disco in questione in sottofondo) (si chiama "rituale ossessivo-compulsivo"), ma i RBH hanno prepotentemente tolto la scena a qualunque altro disco, ahivoi.
Comunque! Raccolta di pezzi tra il '93 e il '96, roba che io avevo tra i 12 e i 15 anni...
Lento e pesante come Bud Spencer.
Epico e grezzo come "Conan il distruttore".
Hardcore nero che per esserlo venderesti tua madre per tremila lire a un nano.
Premettiamo che il sottoscritto ama il caos e la caciara solo se funzionali a comunicare qualcosa di davvero sentito. E i Concrete lo fanno. Aggiungiamo che pure se vuoi fare "caos/caciara funzionali a..." non è affatto detto che tu ci riesca. E i Concrete ci riescono.
Premettiamo + Aggiungiamo = Compratevi 'sto CD.
Che poi pare caciara, ma questo disco è più cubico di un blocco di granito. Potenza all'ennesima violenza.

Tò, è finito "Per sempre... e poi ancora"! Mettiamo su i Concrete.

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