Milano affonda
Ho 26 anni e da 26 vivo a Milano.
Milano è una città difficile, eppure la mia identità la devo anche a lei.
Grazie a Milano ho conosciuto realtà e persone con cui forse non sarei mai entrata in contatto se avessi abitato altrove.
Se non fosse per Milano e per le opportunità di cui ho saputo approfittare in questi anni non ascolterei un certo tipo di musica, non avrei certi valori, non sarei io.
Tra i fattori che hanno plasmato maggiormente la mia identità c'è stato il mondo dei centri sociali.
Questa mattina un sms di Andre Yops (Thrash Brigade) mi comunica lo sgombero del Conchetta (COX 18). Presto toccherà alla Pergola.
Mi informo, non ci credo.
Ogni pagina consultata su internet è uno schiaffo, un pizzicotto che mi riporta alla triste realtà: il Cox non c'è più, e presto sarà il turno del centro sociale del quartiere Isola.
Tutto fa parte di un progetto più grande: Milano va ripulita, le "zone franche" devono essere eliminate.
Lo dice De Corato, se ne discute in Parlamento, e nell'indifferente quotidianità milanese noi diciamo addio a un altro frammento importante.
Milano si sgretola e affonda nella banalità.
Si appiattiscono le differenze culturali, si reprimono le voci che vogliono emergere per dare colore a una metropoli sempre più grigia.
Milano si impoverisce sempre di più, ma siamo in pochi a saperlo.
Perché ormai sembra esserci soltanto spazio per i sorrisi di circostanza, per il profitto, gli occhiali da sole, i suv e l'expo.
Tutto sprofonda in una patinatura che soffoca: ci stanno togliendo l'aria, ci stanno limitando lo spazio.
È davvero questo il futuro che ci attende?
buonanotte.
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Domani 22 gennaio, alle ore 15.30, un corteo protesterà davanti a Palazzo Marino contro lo sgombero del Conchetta e di quelli in programma.
Chiunque possa recarsi per far sentire la nostra voce vada e diffonda la notizia.
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Alcuni link per avere altre informazioni:



è un macello. non si ferma
è un macello.
non si ferma subito, né facilmente, ma tocca fare qualcosa...
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