Recensioni #2: RFT, Luna Matrona, Venediam, A Testa Bassa

Solo in casa per un tot di giorni mi dedico finalmente a tradurre su carta telematica le nuove recensioni, scritte sulla mia agendina (che a tutto serve meno che a fare l'agenda) giorni or sono. E così, mentre aspetto che patate e zucca cuociano (riGetta by Giulio Deny Everything), rimetto su i dischi e mi appresto a scrivere...

E mi chiedo: ma cos'ha Milano? E' un caso che gruppi come PHP e, adesso, RFT (qui coprodotti da Basura D.I.Y., AccidiaHC, L'Oltraggio, El Paso, FOA Boccaccio, Nothing City, Salterò, PMC/Columna Hardcore, TDD, Wi Confondo, Epidemic, Casa Perno, Denial Of Service, Equal Rights Forlì/Solezenith, Kalashnikov Collective, Rimini HC, Pattada, Deny Everything, Sforzesco Incisioni, A'rraggia, CAJ, Produzioni Sospette, Renato rec.: 23, che faccio, lascio?) aspettino 10 anni prima di far uscire un album? Perché? Questo disco, "La Cognizione Del Dolore" (seconda uscita "del dolore" per la Lombardia quest'anno, insieme ad "Alchimia Del Dolore" degli Spleen Flipper - recensito qui) ha tutte le carte in regola per divenire, se non il disco dell'anno, uno dei migliori. Chissà perché tutto questo tempo, mi chiedo. O magari è il tempo che ci vuole per partorire dischi simili...
Puzza di nero, questo CD. Mentre lo sfogli ti sporchi le mani di catrame e, naturalmente, dolore. Lo leggi fin dai testi, che mi aspettavo meno introspetivi e più direttamente critici (come Ultimo Respiro). Invece sono storie di un ragazzo che prende appunto "la cognizione del (suo) dolore". Non male: né troppo onirici, né troppo crudi.
E poi c'è la musica, molto compatta. Vogliono arrivare dritti al punto, quindi pochi riff e devastante semplicità HC (la cover di Tutto Dentro dei Negazione permette di capire bene lo scarto tra la loro diretta semplicità e l'HC più caotico/complesso). Dosano bene i tempi, con canzoni di giusta durata, e non si perdono in improvvise, inaspettate e non richieste masturbazioni stilistiche: dritti, precisi, concisi, HC. La canzone è quella e non ti aspetti né hai bisogno di più.
Devo dire che ad un primo ascolto credevo che me lo sarei dimenticato presto sullo scaffale, e invece è un disco che nella sua potenza dà molta carica, molta energia, adrenalina e passione: lo andrò a ricercare.
Se poi devo trovare un'ulteriore buona ragione per comprarlo sappiate che parte del ricavato del disco è benefit per i ragazzi e le ragazze arrestati/e a Genova nel 2001 e a Milano nel 2006.

Ok, patate quasi pronte. Ho scritto un tantino eh? Sappiate che non mi regolerò per "I Tuoi Eroi" (Arvira, Basta Che Core, Basura, Psycho Babi, Hands Off, Troskot, Tumulto Perturbato, Zan Illegal) dei Luna Matrona.
Un disco di cui si notano subito le ricche parti strumentali, che sfociano fino in pezzi unicamente suonati, a tratti quasi prog, con risultati dall'8 al 5. Ma in tutte le musiche, così come nei testi, puzza di Torino lontano un miglio (trovo curioso questo modo di dire, dato che noi non usiamo le miglia come misura...); la Torino dei tempi ultra veloci e dei frequenti cambi, dove da ritmiche quasi grind si arriva a tempi ultradimezzati con su del parlato.
E' interessante che "Torino città industriale" non abbia spesso prodotto band metalmeccaniche, ma "artisti" di gusto surrealista, impressionista, espressionista... insomma, poca carne cruda, molta tentata poesia. La differenza tra gruppi come LM e RFT sta qui e la vedi sin dall'artwork. Frammenti, Arsenico, Belli Cosi, AllD'Ways, ma possiamo includere anche Negazione, Havoc... e Luna Matrona. E' un percorso difficile quello di gruppi simili, perché è più facile rischiare di non incontrare i favori del pubblico quando percorri strade così personali (e ok, noi suoniamo per noi, ma quantomeno curiosità verso chi ci ascolta c'è).
Un percorso difficile, dunque, quello dei LM, e i risultati de "I Tuoi Eroi" sono discreti. Ogni tanto me li perdo, non riesco a seguirli; forse c'è biosgno di più sintesi, forse vengo spiazzato dalla varietà, da incastri che non sempre mi sembrano funzionare nell'immediato. Limite o pregio? So solo che dal disco precedente c'è stata un'evoluzione/maturazione notevole, quindi m'aspetto alti livelli per il futuro.

Da chi, ahimè, mi aspetto passi ancora più lunghi sono i Venediam da Avellino. Con il loro demo "Lust" presentano un grunge-punk molto carico di Nirvana, rabbia adolescenziale (che fa sempre bene in certi contesti) e un fake-batterista (tipo i Laghetto insomma, anche se qui la batteria, se ho ben capito, è fatta al PC, e durante i concerti c'è un manichino vestito da morte, più o meno, dietro le pelli: mitico!).
Il risultato è apprezzabile, anche se non darà niente di niente a chi non sia interessato al genere, come il sottoscritto. Agli altri non so.
Insomma, dopo un po' son stucchevoli, sebbene la base per fare qualcosa d'interessante c'è.
Nota dolente: dichiarano che i testi non hanno grande importanza. Ahia. Non scrivete queste cose quando mandate il disco al sottoscritto.

Spegniamo il forno con gli A Testa Bassa da Bari. Quando ho ascoltato il loro omonimo disco (A'rraggia, Il Gargano, Sopravvivo, Copsa, L'Oltraggio, ATB, Corto Cirkuito, Musica eStorta, Porrozine) ho esclamato "Oh Cristo! E questi dove cazzo sono stati fino a mo?! Perché non li ho mai ascoltati prima?!". HC veloce con voce tra urlato e gridato (che preferisco notevolmente), con due pezzi iniziali d'attacco che... blow!; chitarre tra ritmiche pesanti e riff melodici e leggeri; spaziano nella composizione e ci mettono molte emozioni. Le canzoni filano che è un piacere, concedendo spazi strumentali molto suggestivi successivi ad attacchi intensi e potenti. Bella mistione insomma.
Ma... che succede poi? Dalla traccia 3 (Giorni A Scacchiera) si fa pian piano più prepotente un approccio a metà strada tra Milano e Torino old school (Sottopressione meets i Negazione meno caotici), dove si sentono comunque echi del Sud alla Hobophobic. Leggermente meno interessante rispetto alle prime tracce, ma rimane comunque l'impatto caustico dei suoni. Lo ammeto, preferisco l'inizio di questo disco, ma resta valido fino alla fine.
Anche i testi rimangono in equilibrio tra l'introspettivo e la riflessione sull'esterno. Insomma, un piacevole mistero questo gruppo. A quando il prossimo CD?!

Well, patate&zucca pronte, orario ad hoc... direi che per stasera mi sono guadagnato la (s)cena.

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