Prende fuoco il furgone dei ToKill

Qualche anno fa ai Disco Drive rubarono tutta la strumentazione. Andrea Pomini, allora bassista del gruppo, chiese solidarietà alla scena punk, a cui all'epoca forse i DD erano più vicini che ora, dicendo che avevano aperto un account PayPal per donazioni che potessero aiutare in qualche modo la band ad ammortizzare il duro colpo.
Apocalisse.
Dibattiti (sui forum, ovviamente) fioccarono come le cavallette nel deserto, lasciando ben poco spazio ad una critica ragionata. Era giusto? Era ingiusto? Era etico? Era pornografico? Non si è mai capito. Probabilmente perché in cose simili non c'è niente da capire. Il sottoscritto, comunque, credette di aver capito giusto una cosa: Andrea Pomini (e forse i Disco Drive tutti, non saprei) stava sul culo a molti e per questo qualunque cosa avesse detto sarebbe stata contestata da costoro.
Io Andrea Pomini non lo conosco, se non tramite due mail inviate anni or sono per ordinargli un paio di dischi, quindi i giudizi su "chi è" non solo non ce li ho, ma neanche mi interessano.

Fatto sta che è successo una cosa brutta in questi giorni.
Qualche mattina fa ai To Kill è andato a fuoco il furgone, a cinque date dalla fine del tour. Vi lascio immaginare e quantificare il danno che ha ricevuto la band. I ragazzi hanno aperto un account PayPal (helptokill@gmail.com) a cui fare donazioni "per aiutarci ad uscire da questa situazione [...] Ogni genere di aiuto, anche il singolo euro sommato al resto, è più che d'aiuto".

Si ripresenterà la stessa storia dei Disco Drive? Secondo il sottoscritto no, o non con toni così accesi, perché qui dentro non c'è un Andrea Pomini, anzi, ci sono personalità che, per una ragione o per l'altra (cioè per buoni e per meno buoni motivi, tenendo ben presente che tali "motivi" li crea chi li dà, non chi li riceve) sono quantomeno apprezzate.
Visto che non siamo stupidi: i ToKill ci stanno simpatici, gli Andrea Pomini no. Ragione più che valida, per molti, per supportare i primi e non i secondi. Un bel pensiero del cazzo, giusto? Giusto. Ma d'altronde qui funziona sempre così, per eventi gravi come questi e per eventi più piccoli e quotidiani; una buona ragione per non cambiare modo di pensare, giusto? ...

Ora, sarà etico oppure no?
Mah, io direi che ognuno dovrebbe dare la risposta in casa propria. Più che scrivere su forum lo faccia sul proprio diario, o ne parli con gli amici del muretto. Non ha senso affidare scelte e valori personali ai bit della rete per... per cosa? Trovare chi la pensa allo stesso modo? E poi? Siamo in tanti, abbiamo vinto? Ma vinto che, mi chiedo io?

E visto che l'incoerenza può servire, talvolta, a concludere un discorso, la risposta che scrivo sui bit è che nel giro di una scena dalle mille contraddizioni, ma che dice pursempre di fondarsi su concetti di solidarietà e supporto (pare vero... ma per Alcuni continua a non essere un concetto astratto), se un gruppo chiede aiuto, magari un gruppo di sconosciuti (per qualcuno, per altri no), ma che si valuta a suo modo essere autentico in quel che fa (anche se ci si può non rispecchiare in quell'autenticità; anche se non si sa come si chiamano e probabilmente non lo si saprà mai; anche se non si è mai parlato con loro), se si vuole rispondere a quella richiesta di aiuto non c'è nulla di cui vergognarsi, né nulla di cui vantarsi.
Si sta aiutando qualcuno. Stop.

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