Lettera aperta dallo United Club

Riceviamo e pubblichiamo con piacere essendo assolutamente concordi con quanto detto dai ragazzi dello United Club:

Pur rendendoci conto della necessità, da parte nostra, di mantenere cordiali rapporti con gli organi di informazione, prendiamo la parola per testimoniare circa la più assoluta parzialità e infondatezza di ciò che abbiamo letto su Repubblica domenica 15 c.m. (pag.7 Cronaca di Torino).

L’eloquente titolo “Quartiere in rivolta contro gli squatters riguardante la nuova occupazione di Via Cigna (Ex Facit) è semplicemente scandaloso.

Non è per le innegabili - e per noi motivo di vanto - affinità con il movimento delle occupazioni che vorremmo smentire quanto pubblicato, dato che il nostro circolo (lo United Club di C.so Vigevano 33/u) è situato a soli 100 metri dal luogo,.

In questi tre gg di occupazione non abbiamo mai assistito a rivolte popolari o collettive contro gli occupanti, ma solo alla protesta di 2 (due) persone.

Che chi viva nelle case adiacenti all’occupazione possa essere disturbato dal rumore è più che comprensibile e condivisibile, ma il fabbricato è per oltre ¾ isolato da ogni forma di vita, condizione peraltro diffusa in tutta l’area.

Chiunque viva nel quartiere non può che stupirsi che invece si ignorino altre legittime proteste, socialmente rilevanti e per situazioni, questi sì, decisamente indegne.

Nella stessa metà finale di via Cigna non passa un solo bus, nonostante i nuovi grattacieli e l’alta densità popolare.

Persino durante il giorno è impossibile trovare qualsiasi luogo di aggregazione (e di notte solo locali notturni), anche a pagamento; non ci sono librerie, nulla di tutto ciò che si vorrebbe naturale in un quartiere popolare a 2km dal cuore della città, solo palazzoni e supermercati, le nuove alienanti agorà di giovani sempre più estranei.

In un contesto simile sembra aberrante dimenticare il ruolo rivitalizzante delle varie occupazioni che, dal 1987 in avanti, hanno rappresentato – non senza contraddizioni, certo - l’unica forma di vitalità sociale, senza pesare sulle finanze pubbliche e senza dipendere dal clientelismo politico.

Troviamo ancora più grave riportare sedicenti minacce violente di 2 (due) abitanti, forse per legittimare verso l’opinione pubblica certi atteggiamenti squadristi sempre più in voga contro i diversi tout court, a scapito di ogni futuro dialogo tra persone ancorché differenti in stili e atteggiamenti di vita.

Per quanto si possano trovare discutibili modi e atteggiamenti degli occupanti, riteniamo che il compito dei media sia quello di vigilare sui motivi costanti di disagio, quali quelli che affliggono questo quartiere (Aurora), o, se proprio si vuol parlare delle ‘okkupazioni’, di riferire della fine che hanno fatto gli edifici sgomberati negli ultimi anni: La Reggia di C.so Regio Parco, l’Alcova e la Rrosalia di C.so S.Maurizio, il casello di Via Emilia, eccetera, tutti vuoti e inutilizzati anche dopo ristrutturazioni pubbliche.

In una Torino che è sempre in movimento, in cui le periferie vengono sempre di più trasformate in dormitori per lavoratori, in cui le case vengono costruite con materiali di seconda scelta e le speculazioni edilizie sono all’ordine del giorno, l’unico problema sembra essere un manipolo di persone che organizzano una “tre giorni di festa” dentro ad edifici abitati oramai solo più da topi, amianto e cumuli di macerie.

UNITED CLUB - circolo Arci
c.so vigevano 33/u
unitedclub@astio.net

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.