AllD'Ways: la nuova generazione della Torino Hardcore

Noi amiamo la Torino Hardcore e non l'abbiamo mai nascosto. Aver messo il primo logo di RR su "Torino Rock'n'Roll Starz" è tuttora motivo di orgoglio, per i sottoscritti. La TOHC ci piace perché, da sempre, è una scuola di originalità e personalità; di gruppi che pensano a fare qualcosa di nuovo, di innovativo addirittura, concedendosi a volte sperimentazioni più estreme, altre volte semplici rivisitazioni che rendono un genere già consolidato più carico, più energico, più appassionante.
Dopo la dipartita di Frammenti, Belli Cosi, Arturo, COV, Crunch... qualcuno deve prenderne il posto e continuare la tradizione torinese di hardcore. Tra questi ci sono gli AllD'Ways, promessa della Città Industriale.

Piter: Ascoltando le vostre canzoni l'impressione è di avere nelle orecchie un grande concentrato di eterogeneità. Si inseriscono diverse musiche, diverse melodie, diversi stacchi, come se voleste incastrare insieme più idee, più concetti...

Lafra: Ci è sempre piaciuto vedere le canzoni come delle piccole storie, quindi ci capita di dividere i pezzi in più "stanze". Per quanto riguarda gli stacchi, soprattutto quelli musicali con la voce che va avanti, sono una cosa naturale nel nostro modo di suonare da un po' di tempo a questa parte.

Fè: Credo che l'eterogeneità dipenda anche dal fatto che ognuno di noi ha influenze e gusti musicali diversi.

P: Non posso poi non notare la citazione esplicita ai Frammenti, nonché il sound caratteristico del nuovo millennio torinese...

L: I Frammenti ci sono sempre piaciuti e li ascoltiamo tutt'ora (dovrebbe uscire qualcosa di nuovo a breve) – e poi io mi sento molto legato alla scena torinese (No Info, Arsenico, Crunch, COV, Belli Cosi, Arturo).

P: Sound, quello torinese, che a detta di qualcuno sta dando pochi frutti degni del suo passato, lontano o recente che sia. Sembra che i fausti tempi di Negazione e Nerograsmo, o di Frammenti e Belli Cosi, o degli ultimi Arturo e Arsenico, siano oggi più grigi, oscurati o comunque non più splendenti come allora. Come Torinesi e come gruppo di Torino che impressione avete sia di questi commenti che, nel caso li reputiate veri, di questo periodo scuro?

L: Credo, invece che la scena sia sempre molto attiva sul piano dell'hardcore (e generi vicini). Molti gruppi stanno uscendo dalla cerchia cittadina come Arsenico, Lamatematica, No Info, Tsunami.

F: Beh, io vedo che ogni settimana o quasi qui ci sono concerti di gruppi locali e non. Questo è indice del fatto che a Torino c'è una scena ed è abbastanza buona, anche se sicuramente si potrebbe fare di meglio!

P: Tornando a parlare di voi: cos'è di preciso "La voce ferma in gola", come disco che come concetto. Cos'è che gli AllD’Ways vogliono intendere con quello che è sia il titolo dell'album che, a mio parere, il pezzo più bello del CD?

L: Grazie per il complimento, anche noi ci sentiamo molto legati a quel pezzo, anche perché è uno degli ultimi composti. Per quanto riguarda il concetto che volevamo intendere lo si può capire leggendo il testo, cioè dal fatto che a volte, in certe situazioni, si rimane senza parole - e a volte è meglio, altre invece no.

F: Sì, forse è il primo che abbiamo composto interamente da quando sono entrata nel gruppo (gli altri li facevano già con l’altra cantante), per questo anche io sono molto legata a quel pezzo!

P: Il disco ha delle liriche che richiamano al flusso di coscienza, all'astrattezza dell'emozione, modus operandi di scrivere che a Torino non è nuovo. A vostro modo di interpretarlo, cosa può esprimere un simile testo e cosa avete cercato di esprimere voi?

L: A dir la verità non ci proponiamo di esprime concetti che vengano etichettati in qualche modo, più che altro scriviamo di fatti che ci sono accaduti. Il modo di scrivere, magari può sembrare astratto, ma non so darti molte spiegazioni; è una cosa naturale della nostra musica.

P: Avete scelto di cantare in italiano, cosa che appoggio. La nostra lingua viene spesso accusata di essere poco adatta alle melodie, incriminazione che ritengo insensata. Altri sostengono che l'inglese sia necessario per farsi capire all'estero, senza pensare prima di tutto a casa propria e senza pensare che all’estero possono leggere le traduzioni delle canzoni così come facciamo noi (magari mettendo la traduzione nel booklet). Tra questi c'è chi pensa che in inglese si farà capire subito all’estero, quando durante un concerto capire il testo non è impresa facile e anche ascoltando un CD... beh, se abbiamo bisogno di leggere i testi di chi canta in italiano... Altri ancora sembrano mascherare un difetto di capacità nello scrivere: tradurre i loro testi è davvero esilarante!
Voi perché avete scelto l'italiano? Quali sono i motivi, le ragioni, le considerazioni di questa scelta e conseguentemente del rifiuto di un'altra lingua?

F: L'italiano è la nostra lingua. In un periodo in cui si parla tanto di globalizzazione è importante non dimenticare le proprie origini! Penso sia limitativo utilizzare l'italiano solo per fare quattro chiacchiere (spesso inframezzate da improbabili termini inglesi ormai prepotentemente entrati a far parte del nostro lessico quotidiano); è una lingua con cui sono state scritte nei secoli bellissime poesie e non vedo perché non dovrebbe essere usata anche oggi nella musica! In più, come hai detto, è mille volte meglio ascoltare un bel testo scritto in italiano che tradurre un testo inglese ed accorgersi che non ha senso oppure è troppo stupido!

P: Lo scorso 19 febbraio ho visto un concerto con i The Difference, hc romano. A un certo punto il cantante ha tirato in ballo una questione interessante: ha fatto riferimento a un commento nato, credo, sul sito di Roma Hardcore, dove qualcuno sosteneva che l'hardcore non deve avere connotazioni politiche, probabilmente sia testualmente che "attitudinalmente" parlando.
Voi non avete testi dichiaratamente politici, ma come vedete il legame hardcore-impegno politico? E la scelta di non trattare la politica da cosa è motivata?

L: Secondo me chi fa musica può scegliere se dare al proprio stile una matrice politica. Noi non l’abbiamo fatto (anche se un brano come Io non ci sarò del vecchio disco può essere letto in chiave politica, e anche Avvenire , in "La voce ferma in gola" può essere interpretato in questa ottica – ma sempre in modo velato). Ciò non vuol dire che non ci interessiamo di politica, tutti noi abbiamo delle idee simili e ben delineate, ma preferiamo non farle entrare nella stesura delle canzoni.

P: Nel disco ci sono due scritte che apprezzo molto: "d.i.y." e "6 euro", a voler ricordare che è una forma di autoproduzione, fatta con i propri mezzi, le proprie forze, e a un prezzo imposto, o meglio, a un prezzo che impone! Impone la necessità di dare spazio all'espressione sopra il business, al libero scambio, alla facilità di accesso, alla cultura alla portata di tutti.
Oggi però questa realtà incontra una mentalità di segno opposto: suonare per avere, non per fare. C'è il rischio che ci si avvicina al punk-hardcore creda che un concerto a 6 euro sia la norma; che un CD a 10 euro sia poco; che copyleft e no profit divengano concetti dimenticati; che l'espressione sia soggiogata dall'intrattenimento.
A Torino com'è questa situazione? Voi come la vivete, come la interpretate, come la gestite?

L: Qua la situazione è abbastanza buona. I concerti mediamente costano ancora 3/4 euro, e i dischi rimangono nell'ordine dei 6/8 euro.
Noi non intendiamo guadagnare con la nostra musica: abbiamo discusso a lungo sul costo del disco all'interno del gruppo e siamo arrivati alla conclusione che 6 euro sia è un buon rapporto qualità prezzo.

F: La musica e l'arte in generale devono essere alla portata di tutti. Chi vuole solo fare soldi non ha capito niente!

P: Spostandoci di poco vorrei riportare una notizia dei giorni scorsi: un dj piuttosto noto, che mette musica in varie discoteche italiane, è stato multato per 1 milione e 400 euro, poiché la GdF lo ha beccato fuori da un locale con una valigia piena di CD masterizzati, che usava nei locali.
Ora, a prescindere dal fatto che per aver ricevuto una multa così ingente la cosa debba essere più ampia, voi cosa ne pensate di un evento simile e in generale come considerate lo scambio online di materiale coperto da copyright?

L: Secondo me è giusto potersi scambiare musica online – probabilmente se i CD costassero di meno questo fenomeno sarebbe meno accentuato, ma qui bisogna entrare nel merito di case discografiche, SIAE e via dicendo.

F: Non vedo l’ora di mettere l’adsl a casa per cominciare a scaricare musica e film!

P: Perché non ci consigliate qualche gruppo che state ascoltando in questo periodo, nonché qualche gruppo che pensate possa aiutarci a capire meglio il vostro sound?

L: Mh, per capire il nostro sound? Non saprei.
Ascoltiamo tutti cose abbastanza diverse, e poi dipende dai periodi. In questo momento i gruppi che per me vanno per la maggiore sono Against Me!, e Refused. Mentre italiani mi piacciono molto gli Inferno.

P: Un'ultima cosa: da dov’è uscita l'idea geniale dell'intro e dell'outro (che, per chi non lo sapesse, riprende gli inizi e la fine dei vecchi dischi e cassette di favole per bambini, quelli che iniziavano con "A mille ce n’è/nel mio cuore di fiabe da narrar/da narrar…"), nonché la bellissima ghost track?

L: L'intro e l'outro ce l'avevo in testa da un po' di anni e mi sembrava carino iniziare e chiudere un disco così.
La traccia nascosta, il cui titolo è La vecchina, è cantata da Salva (il samurai filippino). L'ha scritta (è una parola grossa, forse meglio dire concepita) in un momento di delirio demenziale circa 3 anni fa, quando non suonava ancora con noi ma ci seguiva nei vari week-end in campagna. Nel corso di questi anni l'ha sempre cantata per noi con una chitarra acustica – e gli amici ce la chiedevano sempre. Alla fine abbiamo deciso di registrarla, così magari non ce la chiedono più!

F: ...infatti è il pezzo più apprezzato di tutto il disco!

P: Chiuderei qui! Grazie del tempo che ci avete dedicato e in bocca al lupo per il futuro!

L: Ciao e grazie – e crepi il lupo!

F: ...crepi!

Visitate il sito degli AllD'Ways:
www.alldways.com

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.