Santa Maria

I Santa Maria vengono dalla Liguria e sono tre ragazzi decisamente fuori dagli schemi. Li ho incontrati per la prima volta nello studio di Alessio Melani (AK Records), a Roma. Vivevano in un camper parcheggiato lì vicino, decisi a tentare di farsi una vita nella Capitale; e intanto si sono messi a registrare il loro terzo disco, coprodotto da Radio Riot: un mix di Indigesti e Minutemen.
Proprio durante il missaggio del CD, abbiamo acceso il registratore e ci siamo messi a fare quattro chiacchiere...

Piter: Mi stavate dicendo che siete venuti qui giù a Roma da Ventimiglia, in Liguria al confine con la Francia. Perché questa decisione di venire a registrare fin qui?

Santa Maria: Abbiamo saputo che Alessio, che conoscevamo, ha una sala prove qua a Roma e volevam provare da lui quest'esperienza nuova, di registrazione. E poi abbiam deciso di venire ad abitare qui... Peraltro non avevamo mai registrato in uno studio prima d'ora, facevamo tutto in casa con il registratore.

P: Autoprodotto fino al midollo!

SM: Eh sì.

P: Una cosa che mancava agli altri dischi era la qualità. Questo CD, soprattutto in confronto alla cassetta, è molto molto migliore. In più non ha titolo, come tutti gli altri.

SM: Sì sì, ci teniamo a non fare i titoli: non abbiamo mai un'idea in mente e allora è meglio non mettere un titolo piuttosto che metterne uno che non ci piace. Poi è bello anche senza titolo no? [ridono]

P: Indubbiamente è originale!

SM: Trovare un titolo per tutti i dischi è un casino, eheheh!

P: E come sono andate le registrazioni?

SM: Tutta una cosa nuova, apparecchiature nuove... La nostra prima registrazione è stata con una bobina. Pensavamo fosse una cosa di una settimana, un lavoro facile. Invece il lavoro è stato bello complicato. Il primo l'avevamo registrato in presa diretta, il secondo uno strumento alla volta, e una volta qui...

P: Sono tutti pezzi inediti?

SM: Sì, tranne Sabbie mobili, che sta anche nel primo.

P: Più o meno com'è che strutturate una canzone, sia a livello musicale che di testi.

SM: Viene un po' tutto così. I testi li curiamo tutti e tre: di solito prima scriviamo il testo e poi la musica sopra. Ci conosciamo da quando siamo nati, due di noi sono fratelli... insomma ci capiamo!

P: Se qualcuno volesse capirvi meglio, voi chi consigliereste?

SM: Minuteman, Indigesti, Raw Power... Gruppi un po' vecchi, insomma. Anche nella registrazione siamo simili a loro, anche se quella dei dischi prima era più anni '30!

P: Il disco precedente è totalmente autoprodotto, quest'altro invece, anche se rimane nell'ottica d.i.y., è stato coprodotto da noi e dalla Alle Kozze. E' una cosa ricercata oppure dettata più dalle esigenze?

SM: ...non abbiamo capito la domanda [Alessio ride]

P: Perché ridi?

Alessio: Perché sei uno dei pochi che sento dire d.i.y. pronunciato correttamente [di ai uai, ndPit] e ogni volta che lo dici non capisco di che stai parlando.

SM: Ahh, sì infatti anche noi non avevamo capito.

A: A me viene più da dire di ai, di i... boh [ride].

P: Ahahah sì vi capico. Io son stato severamente ripreso dalla mia tipa, che studia lingue, e così...!

SM: Ahh, ecco... [risate generali]

P: Tornando alla domanda: c'è una ricerca specifica o...

SM: Beh ci sentivamo abbastanza dentro la cosa, quindi abbiam deciso di fare la così. Visto che ci eravamo sbattuti anche a comprare le cose da noi.

P: Ah è tutta roba vostra?

SM: Sì, anche perché lì non c'è molto. Gruppi ce n'è, ma sale prove come questa proprio no. O ti sbatti da solo e te la fai, o... Noi suonavamo in un garage, in affitto.

P: Quindi non vi interesse produrre il disco con un'etichetta più grande, sempre indipendente comunque?

SM: In teoria sì, però ci piacerebbe comunque avere sempre le nostre cose da fare. Poi già ci spieghiamo male tra di noi: con un'etichetta sarebbe ancora più complicato. Non mi prende neanche di mettermi a fare concerti su concerti in giro per Italia.

P: Qual è la vostra opinione su come il d.i.y. in Italia si sta sviluppando? Ve lo chiedo dato che immagino che è molto che suoniate, e negli ultimi anni c’è stato un fiorire di gruppi ed etichette.

SM: E' dieci anni che suoniamo. Oddio, con i Santa Maria sono 3 anni, ma insieme dieci anni. Ci sono un po' di gruppi che ci piacciono e che riteniamo validi: i Redrum, i Nervi... Oddio, forse non così tanti.

P: Perché?

SM: Ma già a partire dal cantato: a noi piace il cantato in italiano e invece ce ne sono sempre più che cantano in inglese. E poi poche cose valide...

P: C'è una critica che ho sentito una volta da un ragazzo di Roma che segue da più di un decennio questa musica e che mi disse che una volta, andando ad un festival con diversi gruppi hardcore della Capitale, l’impressione fu quella di sentire tutto un unico suono, tutti gruppi bene o male uguali, senza personalità...

SM: Sì, c'è anche di queste cose qui.

P: Cosa ne pensate del peer-2-peer?

SM: Deve essere così. Va bene scaricare tutto il nostro CD, tutti i CD in generale. Finché la musica dilaga non c'è problema, anzi più è meglio è. Michael Jackson non sarebbe d'accordo, eheheh. Ma se ti beccano che succede?

P: Non ricordo le cifre precise, ma rischi una multa anche molto molto salata – mi pare fino a 15'000 euro - e anche reclusione – mi pare fino a 4 anni.

SM: Minchia...

P: Eh, minchia sì. Continuando, i vostri concerti come sono?

SM: Non suoniamo moltissimo. Più che altro spesso c’è poca gente che ti dà una mano. Abbiamo suonato a El Paso a Torino, all'Atlantide a Bologna, all'Immensa di Genova, al Babilonia di Imperia...

P: A proposito non dovevate fare parte del progetto del Babilonia? [il Babilonia fece uscire alcuni dischi di gruppi punk diy; il ricavato di ogni disco avrebbe sostenuto la produzione di quello successivo, ndPit]

SM: Sì, toccava a noi, però non avevamo più posti dove suonare, non potevamo assicurare concerti e questo era deleterio per il concetto del Babilonia.

P: Qui c'è il vostro camper: diteci un po', cosa farete? Non ho mai sentito un gruppo che si mette a viaggiare e vivere con il camper! Com'è nata l'idea e cosa avete in mente di fare?

SM: Questo l'abbiamo comprato per i tour che non ci sono mai stati [ridono]. Speriamo per il futuro... Adesso resteremo qui a Roma per un po'. Pensavamo di trasferirci se ci gira bene; poi la base è per suonare un po' in giro, continuare a provare e vedere se esce qualcos'altro. Parteciperemo anche alla compilation della Alle Kozze Records benefit per Croce Nera Anarchica, in cui metteremo un pezzo nuovo e dove saremo in una ventina.

P: C'è altro che volete aggiungere?

SM: Stiamo a posto così, grazie!

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