Risposta all'ennesimo sgombero
Una breve opinione personale in seguito all'ennesimo sgombero di centri sociali in Italia.
Ormai la politica è sempre meno interessata al destino dei centri sociali, anzi, è sempre più interessata a toglierli di mezzo, forse perché molti csoa sono sempre meno interessati al tipo di politica che la maggioranza dei partiti propongono oggi. E così chi è interessato unicamente al voto non vede più in essi quel coagulo di elettori a cui elargire qualche favore in cambio di una X sulla schedina elettorale.
La funzionalità prima del csoa ha perso valore per la maggior parte dei politici (se ne ha mai avuta): se non portano voti, non hanno alcuna utilità. Ma i voti vanno presi e così, se l'opinione pubblica nel cui immaginario collettivo il csoa è per lo più un covo di ragazzi che "fanno casino" e "si drogano" (o che in generale fanno qualcosa di illegale e nocivo alla società) è scontenta del csoa, il politico ha tutto l'interesse a buttarlo giù per guadagnare le sue manciate di X (o per farle guadagnare al suo partito). E in questa visione le mani sono le stesse: destra o sinistra si confondono sempre di più.
Più che spingere sull'interesse del politico medio (i cui occhi sono costantemente rivolti verso le proprie tasche) oggi dovremmo forse mostrare più apertamente all'"opinione pubblica", cioè alle persone che per ragioni diverse (valide, sicuramente personali) non entrano in contatto con i csoa, l'ultilità che essi hanno avuto e hanno nella nostra società.
Dico nostra perché la società è qualcosa che tutti contribuiamo a creare, i csoa ne fanno parte e hanno il loro ruolo (ma se preferite potremmo parlare di micro-società che, in definitiva, costituiscono la Società in cui viviamo). Bisogna solo renderlo più evidente e togliersi di dosso quello scomodo immaginario collettivo (spesso affibiato proprio da chi ha intenzione di buttare giù quelle mura occupate).
Ci sono già diversi centri che lo fanno da tempo ed è un esempio che a mio parere deve allargarsi sempre di più.
Non sto parlando di compromessi, come spero si sia capito, e meno che mai di far mettere (ancora di più) le mani in pasta ai politici, ma di rendere sempre più accessibili gli intenti degli spazi occupati alle persone comuni.
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