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La mala recensione

Sono circa 6 anni e mezzo che esiste Radio Riot, dal luglio 2000. Recentemente, come tante altre volte in questi sei anni, mi è capitato di sentire qualcuno che parlava di recensioni a gruppi punk italiani affermando che non gli riusciva proprio di farle negative, gli spiaceva troppo.

Noi non siamo giornalisti. Noi, cioè voi e Radio Riot, siamo ragazzi e ragazze tra i 14 e i chissà quanti anni, che tirano su un sito, una fanzine, un blog; uno spazio, in sostanza, dove parlare della musica che ascoltano, dei gruppi che hanno visto il giorno prima in concerto, dei dischi che hanno tra le mani. In generale diciamo che "facciamo delle recensioni", spesso anche interviste. Eppure, non siamo giornalisti. Non ci pagano per questo e non ci definiamo tali. Siamo solo ragazzi e ragazze.

Allora perché dobbiamo auto-mutilarci come fanno i giornalisti di professione? Loro - non tutti per fortuna - lo fanno per scelta volontaria nel momento in cui decidono di accettare la tangente (sotto qualunque forma essa si presenti) da chi ha intenzione a manipolare la notizia. Noi no. Noi possiamo dire realmente quel che pensiamo.

Non c'è crescita senza critica.
Un mondo tutto rosa e fiori non è reale.
Una scena punk italiana con solo bei gruppi non è reale.
Parlare solo dei gruppi che ci piacciono non è supporto; è come non dire al maleducato che è maleducato. Una pratica che facciamo tutti i giorni. Una cortesia. Uno sbaglio. C'è modo e modo di dire le cose, e così c'è modo e modo di dire che un disco è o non è un buono o un cattivo disco.

Se un gruppo non vi piace dovete dirlo. Lo dovete dire in nome di quella libertà di espressione che tanto cerchiamo e decantiamo nei nostri testi (o in quelli dei gruppi che ci piacciono). Ma lo dovete dire anche per descrivere una realtà reale. I Kina ci mettevano in guardia, chiamando un loro disco "Irreale Realtà".
Lo scivolone lo prendiamo proprio nel momento in cui decidiamo di descrivere solo quella realtà che ci piace, che per un motivo o per l'altro ci fa più comodo. Sentiamo difficile criticare un gruppo, forse proprio perché abbiamo paura a nostra volta di essere criticati.
"Chi sei tu per dire che i Tizio non sono bravi?", sembra dire una vocina fuori campo mentre ci apprestiamo a stroncare il disco dei Tizio. E magari finiamo per non recensirlo affatto, un misero compromesso alla nostra mancata presa di posizione: preferiamo non esporci piuttosto che mentire su cosa pensiamo di un gruppo. Bella soluzione.

Io ho recensito un discreto numero di gruppi e mi sono preso un discreto numero di vaffanculo silenziosi. Sì. Quasi tutti silenziosi. Non sono stati che in poche manciate a dirmi che non capivo un cazzo di recensioni, e vi assicuro che di cazzate ne ho scritte in abbondanza. E' inevitabile scriverne, ma chi ci manda un disco lo deve sapere, così come deve sapere che noi non siamo l'amico che gli dà una pacca sulla spalla anche se il concerto ha fatto cagare.
Non c'è una targhetta d'oro sul nostro recapito, c'è solo un nome e cognome, gente che ascolta questa musica e che ne parla per farla conoscere. Nel bene e nel male. E allo stesso modo noi dobbiamo sapere che c'è chi non sarà d'accordo con quanto scriveremo, anche se eravamo in buona fede.
Quei pochi vaffanculo espliciti si sono fermati tutti ad un paio di mail. La cosa peggiore che m'è successa è quella di non aver più ricevuto alcun disco dal gruppo criticato negativamente: in un certo senso c'ho guadagnato. Ma il vero guadagno è stato quello di ricevere il disco successivo, o di leggere la mia recensione (negativa) sul sito del gruppo stesso. Spesso neanche uno scambio di mail: il gruppo sapeva del rischio e l'ha voluto correre, magari a volte compiacendosi del fatto che la mia era l'unica recensione negativa. E anche qui, vi assicuro, dopo non ho mai esitato a continuare a scrivere recensioni negative.

Leggete le recensioni degli altri, imparate a scrivere in italiano, ascoltate tanti dischi e soprattutto tanta musica, collaborate prima con qualcuno se non siete sicurissimi di come vanno fatte le cose, datevi da fare, e non auto-censuratevi. Non fate finta di niente. Non smettete di dire quello che pensate realmente di un gruppo.

RadioRiot 1.9 BETA