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Belli Cosi: il ritorno dell'armata dell'innata presunzione

14-06-2008 @ csa Murazzi (TO) - foto by benjo

Brevi. Immediati. Essenziali. Hai iniziato ad alzare le braccia al soffitto, il dito puntato, e ad urlare le prime strofe quando, dopo l'intro, è cominciata subito con Gli Anni Migliori. Subito! Neanche il tempo di prepararsi all'idea che il concerto dei Belli Cosi, dopo quasi 6 anni di assenza e settimane di attesa, è iniziato. Neanche te ne accorgi, neanche sai come cazzo fai, ma con uno scatto improvviso ti ritrovi il fegato che striscia dolorosamente sul bordo del palco. Sabino da sopra vomita le urla de Il Cacciatore sul branco impazzito di carne e sudore che si dimena.
Ti puntelli con le mani sulle spie per non esserci schiacciato contro e intanto la tua gola s'arrossa e le strofe d'ogni canzone la graffiano fino al palato, uscendo come colpi di una semiautomatica. Intanto ti senti schiacciare, a tratti pensi - con un sorriso perversamente masochista - che forse non ce la fai, che cadrai, che ti calpesteranno e come minimo ti incrineranno una o due costole.
Sbatti le mani sul palco al ritmo di Studio Sport e Millennio. Poi l'improvviso calo di pressione circostante è quasi uno shock.
Guardi i ragazzi e vedi il cambio: Lele si fa da parte, Tono prenderà il suo posto per le vecchie glorie. E il mucchio selvaggio riesplode sotto Antinomia, DoDoDoDoDo, , Einstein, Today... La maglietta ormai non ce l'hai più da un pezzo. La pelle bagnata si graffia contro la gente, contro le casse. Scorgi i piedi di Turi sul distorsore. Alzi gli occhi e la pioggia dei corpi non cessa di caderti violenta sopra la testa, come posseduti dalla tua stessa estrema furia. Ne vuoi ancora. Felice macina sul rullante come impazzito, ma ha costantemente presente un'espressione di estrema soddisfazione sulla faccia.
Torna Lele. Vedi la scaletta e sai che siamo quasi alla fine. Da Questa E' La Mia Pelle a Uomini Veri, dove la calma è solo un bollore furente che esplode definitivo su Il Mondo All'Ingiù.
Non riesci più a smettere di strillare. I muscoli delle gambe sono a pezzi, gli addominali serratissimi, i tricipiti tirano, il collo pare spezzato, ma continui a battere i pugni sul palco, ad afferrare le gambe di Sabino o di Turi o di chi si getta su di te.
Finché finisce. Stop. Basta. Felice sulle nostre teste. Turi per terra. Lele e Tono esausti. Sabino ansimante.
Saluti. Ringraziamenti. Niente bis. Urla incazzate di protesta. Niente bis. Va bene così. Grazie.
Fine.

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