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"Bandiera Nera Fest": report di un viaggio

Ieri c'è stato il ritorno dal Bandiera Nera Fest di Monza. Un'esperienza davvero valida, da fare, con tante situazioni e tanta gente con cui condividerle.

Assieme a Giulio e Iacopo di Deny Everything distro ci incontriamo intorno alle 10:30 di venerdì 30 marzo davanti casa mia, svegliati da un cielo limpido che ci avrebbe presto abbandonati nel viaggio verso nord. Qualche preparativo logistico per incastrare distro, zaini e sacchi a pelo nel portabagagli e poi l'immediata partenza, inaugurata con un po' di sano hardcore all'italiana (qualcosa degli Affluente, che avremmo visto quella sera).
Roma non ci lascia immediatamente, non prima di aver fatto il pieno di diesel almeno (che ci basterà ben oltre l'arrivo a Monza, con sommo risparmio sul biglietto del treno), e quando è il momento di salutarla il traffico della mattina è già sparito.
Guida Giulio, e guiderà per tutta l'andata e per tutto il ritorno. Anzi: per tutti e tre i giorni sarà l'unico pilota del nostro bolide, dimostrando una resistenza da far quasi invidia a Mauro Prosperi.

La strada verso Monza scorre senza tempo sotto i nostri pneumatici. Con Giulio e Iacopo davanti, ed io di dietro, sfrecciamo intorno ai 120 km/h lungo le terre di Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, circondati per molti kilometri da una leggera foschia posata sugli Appennini, e bagnati da qualche goccia di pioggia mai troppo preoccupante.
Si parla di punk e hardcore, di d.i.y., di fanzine, di vecchie storie e di cazzate, alimentando lo stereo con PHP, Impact e un CD di cover famose rifatte da gruppi punk tedeschi, alternati a pop, rock e cover punk rifatte da un gruppo country.
E' incredibile, ma riusciamo a non perderci nemmeno una volta. Monza ci arriva davanti verso le 18 dopo una sola sosta per il pranzo, e alle 18:30 arriviamo al F.O.A. Boccaccio.

Paolo, il nostro contatto, ci accoglie nell'ampio spazio occupato; l'odore dell'umidità rende più intensi i pezzi sui muri e più sporche le pareti incrostate. Ci mostra le due sale dove si terranno rispettivamente i concerti di quella sera e del giorno successivo: la prima è un piccolo spiazzo scuro e suggestivo, senza finestre e con due teli di spessa plastica dipinta come ingresso; la seconda è invece un'ampia sala lunga diverse decine di metri, con una parete aperta da numerose finestre e un bancone da pub ad arco.
Giriamo un poco il posto misurandone a grandi passi la capienza, elaboriamo mentalmente come disporre la distro per la serata e, dopo aver incontrato e salutato i compaesanei Payback, arrivati poco dopo di noi, decidiamo di muovere le gambe e pensare al pre-ristoro serale.

Da quel punto Monza appare una città più grande di quanto ci aspettassimo, con strade larghe e un po' cupe, ma soprattutto piena di rotonde e priva di pizzerie al taglio! Napoli non è forse riuscita a conquistarla con la sua miglior invenzione?
Dopo un assalto al supermercato (da cui usciremo con Pavesini, patatine e sangria, nonché il DVD di "Fascisti Su Marte"), ci trasciniamo in un pub dai tavoli sfregiati, dove passeremo tre quarti d'ora attendendo tre porzioni di patatine. La nostra lunga camminata comunque è volta anche alla ricerca di un parcheggio dove dormire: non abbiamo tende e, prevedendo poche ore di sonno e un lungo viaggio di ritorno, ci costringiamo a non condividere tutta la notte brava del Boccaccio, ritanandoci in macchina con sacchi a pelo e riscaldamento a go go.
Nel tentativo di trovare qualcuno che conosca un po' la città (il parco poco più avanti dello spazio occupato brulica di loschi individui poco rassicuranti) viene in nostro soccorso Nadir dei PHP, già nostro ospite per la sera successiva. Allargando generosamente la sua disponibilità si rifiuterà di lasciarci in strada e verrà a prenderci alle 2 di notte per portarci nel suo appartamento. Grazie ancora una volta, socio!

Ma intanto siamo entrati nella sala piccola del Boccaccio, abbiamo piazzato CD, fanzine, spillette e fogliacci, e siamo pronti ad immergerci per qualche ora nel punk hardcore.
La serata passa furiosa, tra Death Before Work (di cui ho avuto l'occasione di consocere FiLo, con cui avevo già chiacchierato telematicamente per la coproduzione del prossimo split dei Forest Yell), Payback, Affluente, Atrox e gli altri ospiti della serata. Compro, dopo anni che ci pensavo, l'ultimo disco dei Broken Art (ma le orecchie mi fanno ancora così male che non lo sentirò prima di qualche giorno), scoprendo che è stato ristampato da poco. Giulio invece, nel suo solito giro per distro che lo porta a conoscere quasi tutta la scena italica, si prenderà qualche fanzine e il libro di Steven Blush, "American Punk Hardcore" edito dalla Shake e presentato l'indomani.
Piano piano la nostra serata volge al termine, e noi sbaracchiamo alle 2 in punto con l'arrivo di Nadir.

Casa sua è (ancora per poco) a Bollate, paesino a mezz'ora di macchina da lì, con poca gente e con un bar ogni 700 metri. Conosciamo Zeus, un cane bianco tanto grosso quanto amabile, e saremo tutti e tre ben felici di accompagnarlo insieme a Nadir nella sua uscita notturna: una buona occasione per parlare del concerto, della scena milanese, di lavoro e di dosi di vita quotidiana.
Sistemati un paio di materassi e un divano, con su una tuta o i vestiti della giornata, dormiamo profondamente per parecchie ore.
L'indomani Nadir ci darà le chiavi di casa, lasciandoci per qualche ora in vista di alcuni impegni. Comincia così il nuovo giorno. Affacciandoci al balcone di casa e respirando la pungente aria di una mattina già vecchia, veniamo salutati da un grigio elefante che mangia a poche decine di metri di distanza: il circo incombe su di noi. Lo rincontreremo poco dopo alle soglie del circo, mentre portiamo Zeus a spasso e ci concediamo tè e brioche delle 11:30.
Nadir tornerà poco dopo e aspetteremo le sue ospiti, Silvia e Mari, tra un piatto di buonissima pasta e cavoli, canzoni di Den Harrow e chiacchierate su fumetti, dischi, Mutant Chronicles e quotidianità. C'è un'aria di complice familiarità, quasi che quello fosse "il classico weekend a casa di Nadir".
Giunte le ospiti, e dopo un altro tè (l'Inghilterra ci invade subconsciamente), torniamo al Boccaccio: compagne di viaggio saranno le note dei Take That (in macchina di Nadir) e quelle degli 883 (nella nostra). Trash's not dead!

I restanti PHP, eccetto Benza, sono già lì a tirare gli amplificatori e la batteria fuori dalle macchine: il concerto inizierà ufficiosamente alle 16 ma ufficialmente un po' dopo, e il lavoro da fare è molto. Ci si saluta tra conoscenti e amici e ci si presenta tra sconosciuti, scambiando rapide battute e pestando qualche cacca di cane, dopodiché anche noi ci mettiamo al lavoro.
Stavolta Iacopo e Giulio staranno fuori dalla grande sala concerti, parlando tutta la sera con nuovi amici e vecchie conoscenze, nonché con gente militante al tempo in Crash Box, Negazione e Kina, portando un po' di Roma a Monza e un po' di messaggi per Roma da tutta Italia. Daranno via qualche fanzine e ne compreranno altre, smontando prima della fine per godersi appieno un po' di gruppi.
Il sottoscritto invece si affianca alla distro dei PHP, in compagnia alternata di Nadir e Guido (PHP), Diego e Varano (Ouzo, Piccole Speranze), Davide (Rifiuti), e una ragazza dell'ex-Orso. Ma avrò il piacere di scambiare chiacchiere, saluti e/o cibarie con una moltitudine di gente, tra cui Martin (ex-Pergola), Giorgio (LoveHate80), Sergio (Frontiera ed ex-Kina), il cantante degli Ingegno, il tipo amico di Guido, l'amica di Davide "Rifiuti"... sì insomma, quando iniziano a diventare più di 10 i nomi cominciano a sciogliersi nelle orecchie un attimo dopo averli sentiti.
Farà buio velocemente, ma ci sarà abbastanza luce da permettere alle numerose persone di passeggiare tra i banchetti per cercare qualche vecchio disco o sfogliare qualche nuova fanzine. Da dietro la distro vedremo molti volti, per me quasi tutti nuovi, così come il mio lo sarà stato per loro.

Il concerto sarà ancora più entusiasmante della sera precedente. Nonostante io sia più distante il palco è molto rialzato rispetto a quello della sala piccola, quindi riesco bene o male a godermi gli spettacolari Ingegno, gli Ouzo, i Frontiera, i The Infarto, Scheisse!, i Rifiuti e ovviamente i PHP, con cui mi darò alle "danze" insieme al resto del pubblico.
Nel frattempo comprerò "I Hope You Die" dei Die! e un fumetto di Gipi e venderò ancora qualche disco ed una moltitudine di spille, superando il freddo con qualche goccio di Lemon Soda (a volte corretto alla vodka), crostini, grissini salati e chiacchierate.
Ancora una volta la serata finirà un po' prima: la stanchezza impera e non vogliamo arrivare tardi a casa del nostro ospite, che per impegni non è potuto rimanere fino alla fine. Ci perderemo gli Impact e i Le Tormenta, ma ci auguriamo di rifarci la prossima volta.
Così smontiamo la distro, abbracciamo chi possiamo e, non senza un po' di nostalgia, diamo un ultimo saluto al F.O.A. Boccaccio.

La notte passerà ancora una volta veloce e il mattino ci vedrà stanchi e allegri. Quattro chiacchiere con Nadir e compagna (Federica), contornate da caffé e biscotti di commiato, ci tratterranno fino alle 14 a Bollate, per poi dare inizio alla veloce marcia verso Roma.

Il tempo è come lo abbiamo lasciato, sia nel Nord che verso casa. Discuteremo delle serate e degli incontri, degli acquisti e delle vendite, dei gruppi e della generosa disponibilità del nostro ospite, alternando in sottofondo Ramones, Bruno Marcio, Frammenti e Menace (e qualche altro gruppo di cui non possiamo fare il nome), e facendoci accogliere verso casa dalle note di Radio Onda Rossa.

Sei ore di viaggio, una in meno rispetto all'andata. Saluto Iacopo e Giulio e ci diamo appuntamento per sabato al Torre Maura, per il concerto di Tear Me Down e M.D.C.
C'è tempo per una doccia, una cena veloce, qualche minuto de "Il Ritorno Del Re" in compagnia della famiglia e infine una lunga dormita con, nelle orecchie, il tuppa-turupa di un imprecisato gruppo hardcore.

Ed io non c'erooooooooo!!!

Ed io non c'erooooooooo!!! :(

Ad ogni modo fiero che RR sia stata presente... sempre viva comprofango!!!

Saluti
BES

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