"Anti-MTv Day 6.66": fine di un ciclo
15 settembre, Anti-MTv Day 6.66 @ XM 24 (Bologna)
Tutto è partito da un'indecisione cronica. Partire o non partire? 26 anni e altri 2 dell'università davanti, con 2 esami che arrivano tra pochi giorni, sono un freno che a volte funziona bene. Ma la consapevolezza che questa sarebbe stata la conclusione di un ciclo (e la percezione - poi confermata - che sarebbe stata la fine - o l'inizio? - di un altro) ha manomesso l'ABS, coadiuvata dall'insistenza di amici e da un pensiero dei miei carissimi Calvin & Hobbes: a lunghissimo termine so quali saranno i giorni che ricorderò con maggior piacere.
Tutto comincia dopo l'ora di pranzo. Mi scaldo in treno con gruppi che non avrebbero suonato, finché a Prato salgono i noi di 7-8 anni fa. Converge, To Kill, ancora Converge, Laghetto...
"Ehi, bella maglietta!"
Mi sorride compiaciuto, un po' imbarazzato, e tira in su il pollice.
Bologna, 16:40.
Valentina ricambia l'ospitalità di un mese fa. Conoscenza delle inquiline, acqua, chiacchiere, riposo veloce, e alle 19:30 siamo all'XM 24.
5 €, 10 gruppi, quasi tutti da fuori: un altro regalo made in d.i.y.! G.J. Ottone all'ingresso è il primo volto noto, Valerio "Inferno" lo segue dopo un attimo. Li saluto.
Valentina: "Ma... li conosci?!"
Lasciate i forum, MSN e My Space e riempitevi del piacere di scambiare birre, dischi, spille e - soprattutto - parole con persone che vedi solo in queste occasioni, una o due volte l'anno (o ancora meno), ma con cui ogni volta hai qualcosa da condividere. A volte poco più che un ringraziamento per essere venuto, a volte lunghe chiacchierate con qualcuno mai visto ma ben noto, a volte la scoperta che sarete presto "vicini di casa", a volte notizie poco felici, a volte una pacca e un abbraccio in mezzo al pogo.
Lasciate il PC a casa e vivetevi tutto questo, finché potete. Staccate i volantini dai muri e portateveli a casa, girate le distro, parlate coi gruppi, guardateli sul palco e sudate con loro, mangiate nel centro sociale, comprate i dischi, comprate i dischi, comprate i dischi. Vivetevelo, finché potete, perché è l'anima di questi eventi.
Mi perdo Ouzo (ritroverò e abbraccerò Diego nel pogo dei Laghetto) e Revolution Summer, e mentre getto occhiate compiaciute ai Rue De Van Gogh incontro Daniele "Inferno", divoro pasta e peperoni e panini con seitan e spinaci, e bevo birra in compagnia di nuovi amici. Lo spazio concerti è davvero piccolo e soffocante, ma ogni gruppo lo riempirà fino all'orlo.
Mentre i Si Non Sedes Is da Roma devastano musicalmente la sala, Tuono Pettinato mi annuncia l'infelice notizia: l'ultimo Anti-MTv Day sarà un duplice concerto di commiato. Ratigher confermerà poco dopo: il piacere di averlo presto come vicino di casa non vince il dispiacere di dover salutare una delle migliori band d.i.y. italiane degli ultimi 10 anni.
Glielo dico.
Sorride, un po' triste: "E' punk..."
Sorrido, un po' triste: "Eh già..."
Infuriano Afraid! (spet-ta-co-la-ri!), X-Mary, Stalker (dalle ceneri dei Kafka). Mi perdo i secondi, "colpa" di una felice e lungha chiacchierata con Indastria "Afraid!" su punk, concerti, dischi, tesi, giornalisti, immigrazione, cazzate. Avevo avuto il piacere di parlare tramite la virtualità di internet: ora finalmente il momento di farlo di persona.
Poi arriva. Un attimo di indecisione e poi sono sotto il palco assieme agli altri.
Nico al microfono: "...dopo oltre 10 anni..."
I ragazzi e le ragazze gridano, esultano, ne vogliono altri 10 di anni di Laghetto. Ma "è punk", no?
Comincia. Forse con Proud Of My Pappagorgia (perdonate l'incertezza, ma immaginate il caos nella mia testa come una rappresentazione del caos di quella sera), e il pogo da quel momento non si fermerà fino alla fine. In ordine sparso arrivano Avril Lavigne, Napoli Football Players, Robidelbosco, Piovo... nel mezzo, una cascata di stage diving, flash a ripetizione, Tuono e la sua fake guitar, Nico che aggiunge altri contenuti ai testi, G.J. in furia tachicardica, Ratigher che suona sorretto da noi, stelle filanti come ad una festa, continui schizzi d'acqua per reggere la pressione, fogli che gridano al gruppo di continuare... 30 minuti. Forse meno. L'ultima canzone.
"E adesso vi vogliamo TUTTI qui sul palco per suonare con noi l'ultimo pezzo. Questa canzone si chiama Uomo Pera!"
E ci riversiamo tutti lì sopra, e chi rimarrà giù sarà solo per mancanza di spazio, e stavolta sono Nico e Ratigher sotto al palco (Tuono e G.J. amalgamati con la folla), tutti quanti entusiasticamente felici, tutti quanti a urlare ogni parola del testo.
"Uomo pera: merda!!!"
E si conclude così. Nico sorridente: "Ok ragazzi, ora colletta: 1 euro per uno per ricomprare quello che abbiamo spaccato".
Ovo e Raein chiuderanno degnamente la serata. Due gruppi del genere, con un'energia vitale praticamente infinita, non rischiano che il seguito sia vuoto, spento o semplicemente da meno.
Tempo delle dimenticanze, delle compere, degli abbracci, "Grazie del supporto" "Grazie a voi per il concerto, Nico", dei saluti.
A piedi per un po', poi bus.
Oggi il treno, poi walkman (troppo facile indovinare chi girasse), poi queste righe a penna, poi casa.
Al prossimo concerto.
Scarica il video del concerto dei Laghetto (formato .avi, 428 Mb)
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