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Anarchy in the (P)U.(N)K.

La "A cerchiata", simbolo dei movimenti anarchici, è una delle icone più diffuse nell'estetica punk: compare nel logo di decine di gruppi, sulla copertina di centinaia di dischi e in un numero sterminato di pezzi di merchandise. L'origine dell'accostamento di questo simbolo politico alla cultura giovanile del punk risale agli anni '70: i Sex Pistols (tramite il loro grafico Jamie Reid), furono tra i primi ad appropriarsi di questo simbolo e ad utilizzarlo nella grafica dei loro album e in seguito migliaia di altre band punk o hardcore ne hanno fatto largo uso. Tuttavia, occorre dire che, almeno in un primo tempo, l'utilizzo della A cerchiata da parte di gruppi punk non era inteso come un simbolo di appartenenza politica, ma piuttosto come un segno di provocazione nei confronti della società. Lo stesso principio è anche sotteso all'uso di una simbologia e di una estetica con caratteri di tipo militaresco o fascista (svastiche, croci germaniche e un abbigliamento che comprende anfibi e molto cuio e metallo) da parte dei punk di quel periodo. Uno degli esempi più famosi è forse la foto della regina d'Inghilterra -che è da sempre uno dei simboli più venerati da quella nazione- "deturpata" con svastiche dai Sex Pistols. Infatti la cultura della provocazione che il punk porta nel '77 si rivolge contro il perbenismo della società borghese che ingrassa sul boom economico del Secondo Dopoguerra, ma anche (e forse soprattutto) contro la precedente generazione di contestatori: quegli hippy del '68 che ai nuovi "giovani arrabbiati" della fine degli Anni Settanta paiono già irrimediabilmente "vecchi", "noiosi" e "superati" -tanto nella loro prospettiva ideologica ("Peace & Love"), quanto nella loro attitudine (spesso avvertita come "da militanti seriosi") e nell'estetica (le barbe e i capelli lunghi, le gonne a fiori, etc.). Al contrario, a mio parere è soprattutto a partire dagli Anni '80 che l'uso della simbologia di ispirazione anarchica nel punk viene ad assumere anche una reale valenza politica. Nel momento in cui si esaurisce l'ondata della "moda-punk", cioè nel momento in cui il sistema metabolizza e svuota di significato e di carica rivoluzionaria l'idea originale portata dal punk '77, in qualche modo si compie anche la "saldatura" tra i nuovi contestatori e un tipo di ispirazione politica derivata dai movimenti controculturali precedenti. In tutto il mondo occidentale, molti dei gruppi e dei collettivi punk di quel periodo tendono ad assumere una forte impronta di impegno politico e di militanza; tematiche pacifiste, antinucleari, ecologiste, antisessiste entrano a caratterizzare marcatamente non solo i testi dei pezzi dei gruppi, ma più in generale la vita delle singole persone coinvolte nel movimento, e il concetto di Do-It-Yourself -letto come una "prassi" che traduce l'ideale di "responsabilità individuale", insito nell'Anarchismo- applicato alla pratica politica porta alla nascita di comuni e di centri sociali autogestiti, all'autoproduzione in ambito musicale, alla proliferazione di fanzine e di migliaia di esperienze creative nate dal basso. Non è un caso che proprio in questo periodo nascano gruppi come -solo per fare un paio di esempi- i Crass in Inghilterra e i The Ex in Olanda. In Italia, mi pare che abbia giocato un ruolo molto importante il fatto che al Virus di Milano (il primo dei centri sociali gestito da punk nella penisola: un'esperienza che ha avuto una enorme rilevanza per la crescita dei movimenti controculturali in tutta Italia negli ultimi vent'anni) si sia realizzata una vera e propria "contiguità fisica" tra i giovani punk (che magari avevano conosciuto questa cultura dalla TV) e i vecchi occupanti dello stabile di via Correggio 18, fortemente caratterizzati in senso sociale (famiglie proletarie) e improntati dalla militanza politica. Anche se ovviamente non è possibile dare una descrizione generalizzata ed univoca, secondo me nel nostro paese il passaggio dalla fase precedente alla nuova stagione in cui il punk assume una più chiara e marcata valenza politica di ispirazione anarchica, si può simbolicamente datare al Primo Giugno 1980, con il volantino in cui i punk contestano l'esibizione dei Clash (uno dei gruppi punk più di moda in quel momento) organizzata gratuitamente dal Comune di Bologna in Piazza Maggiore, in cui si legge: "Kids, il sistema continua a darci merda da mangiare - respirare - ascoltare così come ci passa questi fottutamente inoffensivi Clash e cerca di convincerci che il punk è morto; non possiamo permettere che si impossessi delle nostre cose per poi svuotarle e restituircele innocue. Dobbiamo usare ogni mezzo a nostra disposizione per evitare che ci studino, facciano tesi su di noi, cerchino di interpretarci - svelarci - spiegare chi siamo cosa facciamo cosa vogliamo. Dobbiamo strappare il punk dalle pagine dell'Espresso o della Repubblica, ed evitare che venga recensito ed interpretato come genere musicale per estirpargli ogni potenzialità eversiva".

Letture consigliate
"Costretti A Sanguinare - romanzo sul punk 1977-84 Con inserto fotografico e un fumetto inedito del Professor Bad Trip", di M. Philopat (Shake Edizioni Underground)
"Contamin-Azioni Punk", S. Vigoni (tesi di Laurea in Scienze Politiche presso l'Università di Milano. Si può scaricare liberamente da: www.geocities.com/sunsetstrip/venue/6173)

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